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Fantascienza

 

L'emarginazione della fantascienza scritta è un errore madornale, oltre che essere indizio di grave pregiudizio. Galileo, ironizzando sui timori che avevano i peripatetici nell'accettare la dottrina eliocentrica, faceva dire a Simplicio, nel Dialogo sui Massimi sistemi: "Questo modo di filosofare tende alla sovversione di tutta la filosofia naturale, ed al disordinare e mettere in conquasso il cielo e la terra e tutto l'universo". Mai parole furono più profetiche! Da più di quasi quattro secoli, per effetto della rivoluzione scientifica galileiana, la storia dell'umanità sembra essere presa nel vortice di una forza inarrestabile (leggi tutto)

Dalla IV di copertina di "Future Shock" n.67

LA  FANTASCIENZA  VISTA

DA  HARRY  HARRISON

Temete che la fantHarrison1.jpg (51310 byte)ascienza sia una fuga dalla realtà? o, come ha scritto il critico Bernard De Voto, che essa sia «un'abbrutita stupidaggine [...] la scienza di cui tratta è idiota»? Ebbene, la seguente affermazione tra il serio e il faceto dello scrittore inglese di fantascienza Harry Harrison, autore di Largo! Largo! (Make Room! Make Room!, 1966) vi solleverà il morale: «L'idea che la fantascienza sia una fuga dalla realtà si addice soltanto alle opere giovanili degli autori. La SF scritta da un adulto è esattamente il contrario: affronta la realtà di oggi e le possibili realtà a venire. Perciò diventa ovvia la risposta alla ricerca delle motivazioni per cui la gente legge la fantascienza. La legge perché essa esercita nello stesso tempo l'intelligenza e l'emotività. Se questo vi porta alla conclusione che la fantascienza è superiore a tutte le altre forme di letteratura in quanto richiede intelligenza per leggere e capire, che il lettore di SF è una persona completa che esercita allo stesso modo gli aspetti intellettuali ed emotivi della sua esistenza, che egli sarà più intelligente, più vigile, più profondo e conscio della realtà che lo circonda - ebbene siete voi a dirlo, io non l'ho detto» (da Francesco P.Conte, Grande Enciclopedia della Fantascienza, vol.VII, Editoriale Del Drago, Milano 1980, p.82».

Antonio Scacco

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Ha scritto Theodore Sturgeon, un maestro della fantascienza, che l'uomo della strada, non osando colpire l'idolo del nostro tempo - la Scienza -, si sfoga con ciò che con essa ha legami: «... vi è un solo bersaglio che si possa prendere a sassate senza pericolo, come la casa dell'unico ebreo della città: la fantascienza. Buttatelo giù, ed il fulmine non vi colpirà». "Future Shock", una delle rare fanzine di fantascienza circolanti, oggi, in Italia, si batte perché un tale pregiudizio venga superato. Sostienila!

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