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Racconto vincitore del 2° premio "Future Shock" - VI Edizione

VOSTOK  ZERO

(dis. di D.Cattaneo)

                                                  di     Enrico Di Stefano

133° Osservatore. Data: 67543ª rivoluzione - 88ª fase - 97° ciclo

Rapporto periodico N°154 dall’orbita intorno a Ghijan 3

Nel corso di questa fase gli abitanti di Ghijan 3 hanno intensificato la frequenza dei lanci di vettori con propulsione chimica.

Sono stati immessi in orbita permanente 3 veicoli dotati di strumenti elettronici.

Inoltre è stato eseguito il lancio di un piccolo habitat ospitante due creature viventi. Si tratta di quadrupedi del tipo più frequentemente addomesticato dalla specie dominante.

Nessun altro evento di rilievo è stato osservato.

26 Novembre1960

Cosmodromo di Bajkonur, ore 23.18

Sergej Pavlovic Korolev, ingegnere capo e responsabile del progetto Vostok, si passò stancamente una mano tra i corti capelli castani. Si sentiva esausto, dopo mesi di febbrili preparativi e settimane di estenuanti controlli. Ma ormai il grande momento era giunto e di lì a poche ore, poco dopo le dieci del giorno successivo, il primo uomo avrebbe raggiunto lo Spazio.

Un giovane russo, un esponente della generazione cresciuta nel mito della potenza e dell’invincibilità dell’URSS.

Rimase in silenzio a guardare, da uno degli oblò di vetro blindato della Sala Controllo, il gigantesco razzo Proton. Questo, illuminato da potenti riflettori, svettava argenteo nel buio della notte, racchiudendo nel suo capace ventre l’immane potenza che gli avrebbe consentito di spezzare le catene della gravità terrestre.

Assorto nei suoi pensieri, quasi non si accorse che uno degli assistenti, Valentin Voronin, lo stava chiamando affannosamente agitando la cornetta di uno dei telefoni inseriti nel banco di controllo.

- Chi mi vuole, Gina Lollobrigida? - esclamò visibilmente infastidito.

- Di più, Sergej Pavlovic… - rispose un agitatissimo Voronin - …è il Segretario Generale!

L’ingegnere capo scattò come una molla verso l’assistente, al quale strappò di mano la cornetta.

- Buon giorno, segretario generale, - disse, sforzandosi di apparire calmo.

- Anche a lei, Sergej Pavlovic, - rispose Nikita Krusciov dal suo ufficio al Cremlino. - A quanto pare ci siamo proprio.

- Direi di si. Tra meno di undici ore la Vostok Uno porterà il cosmonauta Bondarenko in orbita intorno alla terra, - affermò orgoglioso l’ingegnere capo.

- Quanto tempo resterà in volo? - chiese Krusciov.

- Meno di due ore. Compirà appena un’orbita, - fu la risposta.

- Non è molto, - osservò il segretario generale con voce fredda.

- E’ solo il primo lancio. La Vostok Due, con a bordo Gagarin, verrà lanciata a gennaio ed eseguirà una dozzina di orbite…, - spiegò Korolev, - …i voli successivi dureranno ancor di più.

- Bene ingegnere, lei capisce l’enorme significato propagandistico che un volo umano, coronato da successo, assumerebbe per la Rivoluzione Socialista…

- Naturalmente, segretario generale. Comunque abbiamo lavorato sodo e credo che anche stavolta i nostri sforzi saranno premiati.

- Me lo auguro, Sergej Pavlovic. La saluto e le augurò buona fortuna!

Nikita Krusciov interruppe la comunicazione senza aspettare la risposta dell’interlocutore.

Korolev rimase qualche istante con la cornetta muta incollata all’orecchio.

"Speriamo davvero di essere fortunati", pensò mentre riattaccava.

* * *

Svetlana Dimitrova, assistente medico di prima classe, soffiò via una ciocca dei lunghi capelli biondi che le era finita davanti agli occhi. Stava leggendo i risultati delle analisi del sangue prelevato al robusto giovanotto che si trovava seduto di fronte a lei, sul bordo di un lettino nell’infermeria del centro medico di Bajkonur.

Nonostante i cinquanta anni suonati ed un matrimonio fallito alle spalle, si sentiva inquieta come una ragazzina di fronte al suo affascinante paziente.

- Come sono i valori rilevati, dottoressa Dimitrova? - chiese gentilmente il giovane.

- Schifosamente buoni, tenente Bondarenko, - rispose bruscamente la donna.

- Allora posso andare? Chiederò di anticipare le operazioni di vestizione, - disse l’ufficiale alzandosi.

La dottoressa annuì fissando il cosmonauta nei limpidi occhi azzurri che ne rendevano bello il viso da contadino.

- Perché tanta fretta? Non crede che farebbe meglio a riposare, Ivan Germanovic? - domandò, sinceramente stupita.

- Riposare? Non vedo l’ora di partire! - gridò allegramente il giovane uscendo.

"A quest’ora dovresti dormire abbracciato ad una donna…" pensò la dottoressa "…invece di essere così impaziente di rischiare la vita!"

27 Novembre 1960

Cosmodromo di Bajkonur, ore 10.07

- Controlli eseguiti con esito positivo… - scandì lentamente Valentin Voronin - … un minuto al lancio.

"Ci siamo, finalmente" pensò Korolev "Stiamo per spedire un uomo in orbita. Non un cane od un topo. Un uomo!"

- …nove, otto, sette…> -cantilenò Voronin -…sei, cinque…

L’ingegnere capo, non potendo farlo a voce alta, si raccomandò in cuor suo a Dio.

- …due, uno, accensione!

Con un immane ruggito, i motori a combustibile liquido scaricarono sul terreno tutta la loro formidabile potenza, spingendo il razzo Proton nella sua lunga arrampicata verso il cielo. Le vibrazioni trasmesse al suolo furono avvertite chiaramente all’interno del massiccio bunker ospitante la Sala Controllo.

- Tutto procede come previsto. Apparati funzionanti. Propulsori del primo stadio a pieno regime! - comunicò Voronin con voce soddisfatta.

Due minuti dopo, per la seconda volta in meno di dodici ore, Sergej Korolev si ritrovò a parlare al telefono con Nikita Krusciov.

- La missione è iniziata nel migliore dei modi, segretario generale. Tutto è andato alla perfezione.

- Congratulazioni ingegnere! - rispose soddisfatto il capo del PCUS. - Non avevo dubbi sull’affidabilità del vettore. E sono compiaciuto dal livello di professionalità raggiunto dai membri del suo ufficio di progettazione.

- Sono impaziente di vedere diramata la notizia alle agenzie d’informazione di tutto il mondo, - confessò l’ingegnere.

- Un po’ di pazienza, dottor Korolev… - disse Krusciov - …la stampa verrà informata soltanto dopo che Bondarenko avrà rimesso piede, sano e salvo, sul suolo sovietico.

- Certo, capisco… - mormorò lo scienziato.

- Adesso la lascio al suo lavoro. Buona giornata, Sergej Pavlovic.

- Anche a lei, segretario generale.

Navicella Vostok, ore 10.11

"E’ fantastico! Sto andando in cielo come un angelo! Vorrei che i miei vecchi mi vedessero." pensò Bondarenko.

Pur sottoposto alla tremenda accelerazione che lo faceva pesare quintali, il giovane ufficiale si sentiva euforico. Al suo ritorno, pensò, il filmato ripreso dalla cinepresa fissa di fronte al suo volto lo avrebbe mostrato sorridente, nonostante le sollecitazioni alle quali era sottoposto.

- Controllo, sta per completarsi la fase di accelerazione… - scandì Bondarenko alla radio - …tutti gli apparati funzionano alla perfezione.

- Prepararsi all’immissione nell’orbita, - rispose la voce di Voronin dal bunker.

- Ricevuto!

133° Osservatore. Data: 67543ª rivoluzione - 89ª fase - 41° ciclo

Rapporto straordinario N°1 dall’orbita intorno a Ghijan 3

Dopo due rivoluzioni (equivalenti a tre di Ghijan 3) dalla prima immissione in orbita di un veicolo, la specie dominante ha lanciato un habitat ospitante un suo membro. Questi ha comunicato ripetutamente via radio con il pianeta. Attualmente l’habitat sta percorrendo un’orbita ellittica, il cui perigeo corrisponde a 35 rham ed il cui apogeo supera di poco i 50 rham.

I dati rilevati dai sensori indicano che i parametri fisiologici della creatura rientrano nei valori normali per la sua specie. Dobbiamo quindi ritenere che questo primo tentativo di spingersi nello spazio esterno da parte dei Ghijani abbia buone probabilità di riuscita.

Navicella Vostok, ore 11.05

- Controllo, qui Vostok uno. Mi sentite?

- Forte e chiaro, cosmonauta Bondarenko. Come procede la missione?

- Benissimo. La navicella è in orbita stabile. Tutti gli apparati funzionano alla perfezione.

- Come appare la Terra da lassù?

- E’ stupenda: un gioiello azzurro screziato dal bianco delle nuvole.

- Benissimo, tenente. Adesso procediamo all’attivazione degli strumenti: cominciamo con il magnetometro…

- Quanto tempo abbiamo?

- Circa mezz’ora. Alle 11.35 attiveremo dalla Sala Controllo i retrorazzi per il rientro.

- Benissimo. Mettiamoci al lavoro!

Cosmodromo di Bajkonur, ore 11.37

- Abbiamo un problema… - mormorò Voronin all’orecchio dell’ingegnere capo - …il telecomando di attivazione dei retrorazzi non risponde!

Korolev si volse di scatto fronteggiando il sottoposto: - Problema? Lo chiami problema, Valentin Rodionovic? - disse allarmato.

- Il comando manuale dovrebbe funzionare comunque...

- E se non funzionasse? Sai cosa succederebbe?

- Bondarenko non potrebbe rientrare.

- Sarebbe una tragedia… - sussurrò Korolev scuotendo il capo.

"Soprattutto per l’immagine dell’URSS all’estero!" pensò cinicamente Voronin.

Navicella Vostok, ore 11.45

- Ricevuto, controllo. Inizio la procedura manuale di accensione dei retrorazzi, - disse il cosmonauta senz’ombra di cedimenti nella voce.

- Molto bene, tenente. Qui siamo tutti fiduciosi circa il buon esito della manovra, - qualcuno rispose da Bajkonur.

- Circuito di attivazione collegato… Sicurezze disinserite… Retrorazzi armati… Accensione tra dieci secondi, - elencò Bondarenko.

- Benissimo, Ivan Germanovic. Procedi pure… - lo esortò la voce lontana.

- … quattro… tre… due… uno… accensione!

Il cosmonauta schiacciò più volte, inutilmente, il pulsante. Non accadde nulla.

"Morirò?" si chiese Bondarenko.

133° Osservatore. Data: 67543ª rivoluzione - 89ª fase - 48° ciclo

Rapporto straordinario N°2 dall’orbita intorno a Ghijan 3

Un evento inaspettato si è verificato a bordo dell’habitat orbitante. Uno dei rudimentali circuiti elettrici che vi sono installati non ha funzionato, nonostante i reiterati tentativi effettuati dal membro della specie dominante presente all’interno. Secondo i nostri analisti, ciò potrebbe precludere qualsiasi possibilità di rientro dell’habitat sulla superficie del pianeta.

Cosmodromo di Bajkonur, ore 12.08

L’ingegnere capo aveva la fronte appoggiata allo spesso vetro blindato di un oblò della Sala Controllo. Non sentiva neanche il concitato alterco che, alle sue spalle, coinvolgeva alcuni tecnici. Recriminazioni, insinuazioni, accuse nascevano dal timore di dover rendere conto al Partito di un tale, gravissimo, insuccesso.

"Nessuno pensa a quel povero ragazzo." considerò amaramente Korolev.

Lui, come responsabile del progetto, avrebbe avuto il non invidiabile compito di chiamare Krusciov per annunciargli il fallimento.

Un compito da far tremare i polsi all’uomo più coraggioso.

Ma non provava paura, solo una pena infinita.

Navicella Vostok, ore 12.25

Ivan Germanovic Bondarenko, tenente pilota dell’Armata Aerea dell’URSS, guardava lo spazio infinito dal piccolo finestrino alla sua destra.

Da alcuni minuti non rispondeva più alle chiamate provenienti dalla remota Sala Controllo.

Sapeva di avere meno di tre ore di vita, tanto sarebbe durata l’aria presente nei piccoli serbatoi della navicella.

Avrebbe potuto piangere, disperarsi, strapparsi di dosso la tuta di volo. Non fece nulla di tutto ciò. Una strana calma lo aveva pervaso. Non si trattava di rassegnazione, ma di qualcos’altro. Sentiva di appartenere da sempre al regno oscuro e gelido del vuoto.

Non pensava ai genitori, alle sorelle, ai campi coltivati che si perdevano a vista d’occhio fuori dalla sua casa.

Anche il Volga dalle acque dorate, nel quale da ragazzino andava a fare il bagno in estate, era ormai un ricordo sbiadito.

Il suo sguardo era fisso al cuore dell’universo.

Nei suoi occhi azzurri si riflettevano le stelle lontanissime.

Cosmodromo di Bajkonur,ore 12.30

- Non c’è proprio niente da fare? - domandò Nikita Krusciov la cui voce, resa innaturale dal collegamento telefonico, suonava più dura del solito.

- No. Segretario generale, - rispose sconsolato l’ingegnere capo.

- Sergej Pavlovic, tenti ancora una volta l‘accensione a distanza dei retrorazzi! - ordinò il capo del PCUS.

- E’ del tutto inutile…

- Non discuta! Tenti ancora una volta!

- Come desidera… - replicò stancamente Korolev - …in ogni caso, tra due ore e mezza Bondarenko non avrà più aria da respirare.

- Un motivo in più per non lasciare nulla d’intentato!

133° Osservatore. Data: 67543ª rivoluzione - 89ª fase - 50° ciclo

Rapporto straordinario N°3 dall’orbita intorno a Ghijan 3

Abbiamo motivo di ritenere che il primo tentativo da parte della specie dominante di inviare un proprio membro nello spazio sia miseramente fallito.

I sensori indicano che i parametri fisiologici della creatura a bordo dell’Habitat si sono progressivamente deteriorati.

La respirazione è affannosa, il battito cardiaco risulta accelerato. Riteniamo che non sopravvivrà a lungo.

La nostra tradizione ci spinge a soccorrere le creature intelligenti in difficoltà. Tuttavia la natura della missione di sorveglianza affidataci ci impone di non svelare la nostra presenza agli abitanti del pianeta, finché la loro civiltà non verrà ritenuta pronta ad incontrare creature provenienti da altri mondi.

Il soccorso verrà fornito se si verificheranno condizioni tali da non pregiudicare la segretezza della missione.

Navicella Vostok, ore 15.01

- …Non voglio fare i compiti… voglio giocare ancora un po’! …Non mi piace la scuola! …Voglio andare al fiume! …Mamma lasciami uscire…

Cosmodromo di Bajkonur, ore 15.05

- Sta morendo, Sergej Pavlovic, - disse mestamente la dottoressa Dimitrova.

- Cosa va farneticando? - domandò Korolev.

- E’ una delle manifestazioni iniziali dell’ipossia. Al cervello arriva poco ossigeno. Questa è la causa del delirio.

- E poi?

- Cominceranno le allucinazioni, ma dureranno poco. Morirà in pochi minuti.

133° Osservatore. Data: 67543ª rivoluzione - 89ª fase - 61° ciclo

Rapporto straordinario N°4 dall’orbita intorno a Ghijan 3

L’orbita dell’habitat è instabile. Nel giro di venti rotazioni di Ghijan finirà per decadere e l’oggetto si schianterà sulla superficie del pianeta.

Ciò ci offre l’opportunità di salvare il membro della specie dominante, senza che i suoi simili ne vengano a conoscenza.

Teletrasporteremo la creatura a bordo del 133° osservatore. Quindi imprimeremo all’habitat una spinta supplementare che lo farà precipitare nelle acque del grande oceano.

La specie dominante non potrà recuperare niente e non avrà elementi per sospettare la nostra presenza.

La procedura avrà inizio tra 0,2 cicli…

Navicella Vostok, ore 15.10

- …Li vedo… Bajkonur mi sentite? …Mi vengono a prendere! …C’è un’ombra immensa sopra di me… Non sono più solo! …Mi vengono a prendere!

Cosmodromo di Bajkonur, ore 15.11

- E’ proprio come le dicevo, Sergej Pavlovic. Sono cominciate le allucinazioni… - disse la dottoressa affranta - …tra poco perderà conoscenza.

- Quanto gli resta? - domandò un costernato Korolev.

- Meno di cinque minuti.

- Soffrirà?

- Sì, non è una fine indolore.

- Povero Ivan, che brutto modo di andarsene.

133° Osservatore. Data: 67543ª rivoluzione - 89ª fase - 63° ciclo

Rapporto straordinario N°5 dall’orbita intorno a Ghijan 3

La creatura è stata teletrasportata a bordo dell’osservatore.

Le sue condizioni fisiche non sono perfette a causa della penuria di ossigeno all’interno dell’habitat.

Verrà curato adeguatamente per riportarne i parametri fisiologici a livelli ottimali.

Si tratta del sedicesimo membro della specie dominante prelevato per motivi di studio.

Cosmodromo di Bajkonur, ore 15.20

- Il tenente Bondarenko è morto, segretario generale... - annunciò tristemente Korolev, parlando alla cornetta del telefono - …da alcuni minuti non ci arrivano più i dati relativi alla respirazione, alla pressione sanguigna ed al battito cardiaco.

- Ciò mi rattrista moltissimo, - rispose Krusciov dal suo ufficio moscovita.

- Naturalmente sono pronto ad assumermi ogni responsabilità per il fallimento… - dichiarò l’ingegnere con voce strozzata - …presenterò oggi stesso le mie dimissioni.

- Non ho nessuna intenzione di accoglierle. Sono sicuro che lei e tutti i suoi collaboratori avete fatto del vostro meglio.

- Ma quel povero ragazzo è morto! Qualcosa non ha funzionato nella navicella!

- Bisogna guardare avanti, Sergej Pavlovic. La prossima missione dovrà essere coronata da un pieno successo.

- Sarà molto imbarazzante, per il nostro paese, comunicare al mondo l’esito del primo tentativo di inviare un uomo nel cosmo…

- Non ci sarà nessun motivo di imbarazzo per l’URSS! Il mondo non ne saprà nulla! - disse seccamente Nikita Krusciov. - Alla famiglia Bondarenko verrà comunicato che Ivan Germanovic è deceduto a causa di un incidente di volo, dovuto al cedimento del motore del suo MIG 17.

- Ma il cattivo funzionamento della Vostok Uno…

- Non parliamone più, Sergej Pavlovic! La Vostok Uno verrà lanciata all’inizio del prossimo anno. Toccherà a Gagarin l’onore di aprire la strada per il cosmo!

ENRICO DI STEFANO, nato a Catania il 10 Giugno 1963, è sposato e padre di una bambina. Laureato in Scienze Geologiche, insegna Matematica e Scienze Naturali in una scuola media. È un cultore della fantascienza letteraria, a fumetti e cinematografica. Collabora con il "Corriere della Fantascienza" ed è curatore della fanzine "Fondazione". Esordisce nel 2000 con il racconto Il record impossibile, 4° nella sezione fiction del Premio Courmayeur. Nel 2001, con il racconto U Boot 3157, si aggiudica il 3° posto nel concorso letterario OttoKappaOMeno indetto dalla rivista online "Kultunderground". Nel 2002 vince la sezione fantascienza del Premio Akery con il racconto Intrusioni ed è 4° nel concorso OttoKappaOMeno con il racconto Tra le tue braccia.