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Racconto vincitore del II Premio

del concorso di narrativa di sf (I edizione)

bandito da "Future Shock".

LA   PRATICA   203

                                       di   Pierfrancesco Prosperi

Il funzionario arricciò il naso e gridò per superare il frastuono: - E questo cos'è? - Prima di rispondere, l'assistente premette il pulsante di spegnimento: - La pratica 203, signore.

Il funzionario girò un paio di volte attorno all'oggetto scuro e sgraziato, ancora fumante. Annusava l'aria e scuoteva la testa con aria incredula. - Vuol dire che qualcuno ha avuto davvero il coraggio di inventare QUESTO... e di portarlo qui?

Le voci rimbombavano sotto la volta dell'hangar: - Beh, - disse l'assistente, - deve considerare, signore, che all'aperto il rumore, e anche la puzza, saranno molto meno fastidiosi.

Il funzionario lo guardò storto: - Nessuno le ha chiesto una difesa d'ufficio. Comunque, sono proprio curioso di sentire cos'ha da dire il titolare della pratica 203. Me lo mandi subito, stamani comincio da lui.

Pochi minuti dopo, un giovane magro e occhialuto, il volto devastato dai brufoli, entrò con aria timida nell'ufficio lindo e ordinato del funzionario, con una cartelletta rigonfia sottobraccio. Il funzionario lo fece accomodare, poi entrò subito in argomento: - Senta, ho già visto la sua invenzione. L'ho vista funzionare, e soprattutto l'ho sentita. Adesso, vuole spiegarmi come funziona?

Il giovanotto non si lasciò smontare dal tono freddo, apertamente scettico del funzionario: - E' molto semplice, signore. Si tratta di un propulsore per la locomozione individuale o collettiva, basato sul principio della combustione interna.

- Combustione? - ripeté lentamente, quasi sillabando, il funzionario.

- Sì, - il tono del giovane si manteneva tranquillo, falsamente gioviale, - si riallaccia in sostanza alle ricerche compiute nel secolo scorso da Otto e Beau de Rocha. In sostanza, il propulsore che ho realizzato è composto da un corpo in ghisa, in cui sono scavate delle cavità cilindriche - sono due, ma possono essere quattro, sei o più - e in queste cavità dei pistoni a perfetta tenuta possono scorrere con moto alternato. Nel prototipo che ho realizzato il funzionamento si basa su un ciclo a quattro tempi: nella prima fase, detta fase di aspirazione, il pistone scende nel cilindro richiamando per depressione la miscela composta di combustibile e aria. Nella seconda fase, il pistone risale...

 - ... E butta di nuovo fuori la miscela, - aggiunse il funzionario con tono piatto.

- No, perché nel frattempo la valvola che ha permesso l'ingresso della miscela si è richiusa. Il pistone risalendo comprime la miscela: è la fase di compressione. Quando la compressione è al massimo, una scintilla fornita da un apposito apparecchio elettrico incendia la miscela e si verifica la combustione. La miscela si espande istantaneamente spingendo in basso con violenza il pistone. E' la terza fase, quella di espansione. Nella quarta fase, che ho chiamato di scarico, il pistone risale e butta fuori, attraverso un'altra valvola che si è aperta nel frattempo, i gas combusti e ormai inerti.

Il giovane tacque guardando il funzionario con occhi brillanti. Sembra quasi che si aspetti un elogio, disse a se stesso l'uomo. Non c'è che dire, oggi se ne vedono proprio di tutte. - Tutto qui? - fece tanto per dire qualcosa.  

 - A questo punto, è sufficiente che il pistone sia collegato con una biella a un albero in grado di ruotare, e il gioco è fatto. Naturalmente, il moto nei cilindri è alternato, quando i pistoni vanno giù nei cilindri pari salgono quelli dei cilindri dispari. E così l'albero motore riceve un movimento continuo. E il propulsore è pronto per essere installato su un veicolo a quattro ruote... più o meno simile a quelli che usiamo oggi.

- Più o meno, - disse lentamente il funzionario. - Senta, se ha finito vorrei chiederle un paio di cose.

- Sono a sua disposizione, - rispose il giovane cercando di mascherare la propria emozione. Il funzionario ne fu certo: si era preparato a lungo per quella esposizione.

L'uomo prese da una vaschetta una matita dalla punta affilatissima - le appuntava personalmente, con cura - e la posò su un foglio al centro della scrivania sgombra, senza un granello di polvere. - Lei ha detto, - disse come pensando ad altro, - che il suo motore a quattro tempi, o come ha intenzione di chiamarlo, utilizza una miscela di aria e combustibile. Ma non mi ha detto di quale combustibile si tratta.

Il giovane si tolse gli occhiali e li pulì velocemente con un kleenex. - Ha ragione. Bene, ne ho provati diversi, ma i risultati migliori li ho ottenuti con la benzina.

- Benzina?

- Sì, una miscela di idrocarburi ciclici e paraffinici, che si ricava dal petrolio per scissione e attualmente è usata per ...

Il funzionario alzò una mano. - So benissimo che cos'è la benzina, - disse col tono più calmo che poté. Segnò un rapido appunto incomprensibile sul foglio bianco. - Bene, adesso un'altra cosa. Se il suo motore si basa su un ciclo di movimenti alternati, i metalli che lo compongono saranno sottoposti a forti vibrazioni e sollecitazioni. Non ha pensato che la sua invenzione rischia di avere una vita breve?  

Il giovane scosse il capo. - Beh, hostudiato il problema. E sono convinto che utilizzando dei materiali adatti - in particolare leghe leggere dei tipi più moderni - un motore a scoppio possa sopportare parecchi anni di utilizzazione continua, sufficienti a far compiere parecchie volte al veicolo il giro della Terra.

- Come lo ha chiamato? - chiese all'improvviso il funzionario.

- Motore a scoppio, - rispose con il suo candore disarmante il giovanotto. - Pensavo di depositarlo con questo nome. Perché, in effetti, quella che si verifica nei cilindri è più un'esplosione che una combustione.

- E... quante di queste esplosioni si verificano al minuto nel suo motore?

 - Oh... alcune migliaia.

La matita tracciò altri segni misteriosi. - Un'altra cosa. Questa combustione o esplosione che sia, produce dei gas, combusti, lo ha detto lei.

- Beh, certo, come la maggior parte delle reazioni termiche. Principalmente monossido di azoto, ossidi di carbonio, composti del piombo.

- E li sversa liberamente nell'atmosfera, - continuò il funzionario. Il suo tono era impercettibilmente cambiato, non era più neutrale, piatto. Stava calcando le parole, separandole accuratamente, nettamente. Un po' come un insegnante alle prese con dei ragazzi non particolarmente svegli, pensò fugacemente il giovane.

- Capisco quello che intende, signore, - disse l'inventore con una certa gravità. - Lo ammetto, è un difetto. Come si dice: non si può fare la frittata senza rompere le uova. Comunque, sono convinto che con un sistema opportuno di filtri e di accorgimenti allo scarico l'emissione di gas poco... salutari potrà essere ridotta entro limiti accettabili.

- Dipende da cosa si intende per accettabili, - replicò asciutto il funzionario. - Senta, mi dica un'ultima cosa. Lei ha detto che il suo motore utilizza come un combustibile la benzina. Cosa può dirmi del consumo?

Il giovanotto iniziò a tormentare i propri brufoli. - Non ho ancora dei dati precisi. Dipenderà dalle dimensioni e dal peso del veicolo oltre che dalla potenza del motore. Ma approssimativamente, potrei dire che un motore di potenza media, montato su un veicolo simile a quelli che utilizziamo oggi, potrebbe consumare dai cinque ai dieci litri di carburante all'ora.

Il funzionario riprese a vergare segni sul foglio, più numerosi questa volta, in lunghe file ordinate. - Quindi, uno dei suoi ipotetici veicoli, per poter marciare di continuo senza bisogno di rifornimenti, diciamo per una mezza giornata, avrebbe bisogno di portarsi dietro un bel po' di litri di carburante.

- Beh,qualche decina, - ammise il giovane. - Che so, trenta, quaranta, cinquanta ...

 - Naturalmente lei sa, - disse il funzionario calcando ancor di più le parole, - che la benzina è uno dei liquidi più infiammabili che esistano. - Lo so, - il giovaneappariva deciso a difendersi, pur senza voler apparire aggressivo. - Ma sono convinto che con appositi accorgimenti ...

 - Lei risolve tutto con degli accorgimenti, - adesso la voce del funzionario era apertamente sferzante. - La verità è che lei ha progettato un propulsore che funziona con migliaia di piccoli scoppi o incendi al minuto, e che si porta dietro un contenitore pieno di liquido ad alta infiammabilità. In altre parole, caro il mio giovanotto, lei ha inventato una bomba.

- Un momento, - disse il giovane in fretta, -ci sono vari problemi tecnici che si possono aggiustare. Non dimentichiamo che la macchina è allo stadio di prototipo ...  

- E lo resterà! il tono dell'uomo era tagliente, definitivo. - Ma lo sa che ha avuto davvero un bel coraggio a venire a proporre un ordigno del genere? Ma se lo immagina? Provi, provi a immaginare una città delle nostre, una città come Roma piena di veicoli equipaggiati con il suo motore. Milioni di veicoli che producono un rumore e una puzza d'inferno, che riversano nell'aria tonnellate di gas nocivi, che si portano dietro il loro bravo serbatoio pronto a incendiarsi e ad esplodere al minimo urto!

Il giovane era pallidissimo. - Sono tutti inconvenienti che si possono correggere, - balbettò, - basta studiarci su. E' il principio generale che mi premeva mettere in evidenza, il principio che si può produrre un motore potente e veloce a costi economici ...

- E' il principio che è sballato! - scattò il funzionario. - Lei non ha fatto una analisi costi-benefici, e non si è reso conto che i difetti del suo motore superano ampiamente i vantaggi! O se l'ha fatta, ne ha concluso che i difetti potevano essere eliminati con degli "accorgimenti'! E ha osato sperare che noi dell'Ufficio potessimo omologare il risultato della sua pazzia!"

Il giovane sembrava sul punto di mettersi a piangere. - No, aspetti, aspetti ...

 - Ho già perso abbastanza tempo! - gridò il funzionario. - Ho altra gente da vedere, persone che spero abbiano delle idee meno pazzesche della sua! Vuol sapere cosa deve fare? Si porti via il suo prototipo puzzolente, vada a casa a studiare un po' di "accorgimenti" e ritorni quando avrà realizzato un motore che NON puzza, che NON fa tutto quel fracasso, che NON inquina e che NON corre assolutamente pericolo di incendiarsi!

Il giovane lo fissava disperato. - Ma... è IMPOSSIBILE!

 Il funzionario lo guardò finalmente placato, finalmente soddisfatto. - Ecco, ha detto la parola giusta. Finalmente ha capito. E adesso, se vuole scusarmi ...  

La sconfitta non poteva essere più definitiva. - Manderò a prendere il prototipo, - disse il giovane in un soffio, alzandosi. Uscì senza salutare, la cartelletta che gli pendeva sotto il braccio, curvo e ingobbito: sembrava invecchiato di dieci anni. Nel cortile del palazzo, salì sulla sua macchina e parti nel leggero sibilo del motore elettrico, tuffandosi nel traffico di Roma. Guidava peggio del solito, ostacolato com'era dalle lacrime che si ostinavano ad affacciarglisi sotto gli occhiali.