SILVIA BERNARDINI (a cura di), Fantascienza, fantasy e horror: tre generi a confronto, ARCI, Bergamo, 1996, pp.48.

Il proliferare nella nostra società di manifestazioni culturali ed estetiche, ispirate ai sentimenti primordiali dell'orrido, del macabro, del demoniaco, etc., sembrerebbe inspiegabile, a prima vista, con la presenza, sempre più capillare nella nostra vita quotidiana, del sapere scientifico e tecnologico. In realtà, la frattura inaugurata dalla rivoluzione scientifica galileiana tra senso comune (o conoscenza ordinaria) e conoscenza scientifica, non solo non si è sanata ma si è viepiù allargata: basti pensare alle aspre critiche, mosse un paio di mesi fa (v. la "Repubblica" del 2 gennaio) alla tv di Stato dall'astrofisica Margherita Hack, per l'eccessivo spazio concesso agli oroscopi.

Nella raccolta di saggi, Fantascienza, fantasy e horror, curata da Silvia Bernardini, una giovane studiosa bergamasca che i lettori di "Future Shock" conoscono per gli articoli ricavati dalla sua tesi su Dune di F.Herbert, non c'è traccia di tale grosso nodo culturale del nostro tempo, che sarebbe stato interessante dipanare in qualche modo, visto che l'obiettivo era di mettere a confronto tre generi, la cui linea di demarcazione è, per l'appunto, segnata dall'antitesi razionale/irrazionale, scienza/magia, naturale/soprannaturale.

Non si pensi, tuttavia, che in Fantascienza, fantasy e horror ogni distinzione sia del tutto soppressa. Ad esempio, nel contributo di Marco Locatelli, H.P.Lovecraft, uno scrittore di confine, si dice chiaramente che l'autore di Providence non amò mai la fantascienza e che la sua narrativa, nonostante la natura extraterrestre dei "Grandi Antichi", non è accostabile né a quella verniana né a quella wellsiana. Anche nell'intervento di Cristiano Calligaro, L'approccio tecnologico nella fantascienza "hard" e nel cyberpunk, è ben messo in evidenza l'elemento caratterizzante la narrativa di "science fiction": la tecnologia, che può essere "l'aspetto principale dell'evento narrato ma può anche non esserlo; essa può costituire uno sfondo, un substrato [...]. Ma deve essere credibile".

Altri due importanti saggi che, a mio modo di vedere, costituiscono l'ossatura di Fantascienza, fantasy e horror, sono quelli a firma della stessa Bernardini: Il concetto di fantascienza e La figura dell'eroe: archetipi fantastici e fantascientifici a confronto. Nel primo, l'Autrice tiene a precisare che la fantascienza, nonostante la sfortunata traduzione monicelliana del termine "science fiction" ponesse più l'accento sulla "fanta-" che sulla "fiction", è "quel tipo di narrativa caratterizzata dalla serietà dell'estrapolazione tecnica e scientifica nelle storie degli uomini"; nel secondo, mette a confronto due modi di essere eroi: Luke Skywalker e Paul Atreides. Entrambe le figure hanno numerosi punti di contatto, come si evince dall'applicazione dello schema ideato da Lord Raglan nel suo libro The Hero: a Study in Tradition, Myth and Dram.

Completano l'agile volumetto i due interventi di Stefano Melgara, David Cronenberg, un autore di sf, e quello scritto a quattro mani da due appassionati, attivissimi nel campo della fantascienza fin dal 1981: Luigi Pachì e Silvio Sosio, i quali, in Fantascienza on Line, ci informano in modo esauriente sulle reti di bbs (bulletin board system) amatoriali, sulle conferenze fantascientifiche in Internet, sulle riviste e fanzines diffuse per via telematica.

                                                          Antonio Scacco