PHILIP K. DICK, I racconti inediti, Economica Tascabile, Fanucci Editore, Roma, 1995, pp.256, L.12.000.

La Mondadori ha intrapreso lo scorso anno la pubblicazione di tutti i racconti di Dick, con il titolo Le presenze invisibili, di cui adesso è uscito il volume 2° (Category, L.32.000). Si tratta di storie apparse originariamente nella prima metà ed attorno alla metà degli anni Cinquanta (il primo volume si fermava al dicembre 1953), che comprendono alcuni inediti in Italia ma anche racconti famosi. L'ordine di pubblicazione è cronologico (secondo la data di pubblicazione originale, non secondo quella di stesura) e i racconti sono commentati dallo stesso autore, mediante brani estratti dai commenti ad altre raccolte o da lettere. Le traduzioni sono affidate ad un profondo conoscitore dell'opera dickiana, Vittorio Curtoni.

La Fanucci risponde all'iniziativa mondadoriana pubblicando invece in due volumi, direttamente in versione pocket, I racconti inediti. Lo spirito dell'operazione è spiegato nell'introduzione dal curatore Sandro Pergameno: permettere a chi già possedeva le altre antologie di Dick (lo stesso Fanucci ha in catalogo un cofanetto di tre raccolte, mentre anche Mondadori ne aveva pubblicate varie) di leggere soltanto gli inediti ed a prezzo ridotto (e comunque non dover aspettare altri due anni per il completamento della serie mondadoriana). In ogni caso, anche questa edizione presenta i racconti (tradotti da Maurizio Nati) in ordine cronologico; sono aggiunti due progetti di romanzi mai iniziati, una conferenza dello stesso Dick, un saggio di Anthony Wolk, una bibliografia del traduttore. Un'edizione quindi con caratteristiche ben precise.

Non vorremmo entrare nel discorso su quale edizione sia da preferire (personalmente ho scelto la mondadoriana perché mi consente di evitare i doppioni, ma ovviamente non sono un collezionista né mi pongo problemi di spesa, altrimenti considererei valide anche le valutazioni della Fanucci), essendo sullo stesso piano come qualità ed appendici critiche. Quello che ci interessa è che uno scrittore come Dick venga letto e riletto, perché lo merita. E non ci stancheremo mai di ribadirlo.

                                                      Gian Filippo Pizzo