L'immagine dell'errore in «Dune»: Paul Atreides

(dis.di P. De Vito e C.Attolico)

                                                    di     Silvia Bernardini

"Non negli astri è il fato, ma in noi stessi"

(Shakespeare)

Il contenuto dell'opera può essere riassunto nei suoi tratti fondamentali: è la storia di Paul Atreides, il figlio del Duca Leto Atreides governatore di Caladan (un pianeta ricco di acque), destinato a prendere il posto del padre nel governo del regno, addestrato come signore della guerra con capacità di computer umano, ultimo portatore di un gene segreto coltivato da secoli al fine di ottenere un superuomo.

Paul si ritrova orfano sul pianeta Arrakis, il pianeta deserto, a causa di una congiuntura politica. Perde il suo potere e il suo feudo ed è costretto a costruirsi un nuovo destino tra i Fremen, la popolazione del deserto. Questo popolo oppresso sogna di poter irrigare, un giorno, il proprio pianeta e trasformarne così l'ecologia. Quando Paul assume una dose troppo alta di melange (la droga-spezia di Arrakis che dà la prescienza), si fa più forte in lui la capacità di leggere il futuro, e quindi viene a conoscenza di cosa deve fare per realizzare il sogno dei Fremen. Il piano per fare di Arrakis un giardino durerà centinaia di anni, ma se i Fremen aiuteranno Paul a riconquistare il suo trono, egli attuerà la trasformazione in una sola generazione.

Il ruolo di messia attribuito a Paul è visto da Herbert come il culmine di un insieme di fattori sociali, psicologici e persino biologici. D'altronde, l'intero sistema dei personaggi del libro è costruito in prospettiva sulla base di ciò che Paul dovrà diventare. D'impatto, Paul viene presentato al lettore come un ragazzo sicuramente non comune. E' particolarmente serio e cosciente delle problematiche politiche ed economiche dell'Impero; i suoi compagni di giochi sono adulti che lo addestrano nell'arte del combattimento e delle strategie guerriere; i suoi giochi non sono certamente quelli che vengono concepiti per i ragazzi di quindici anni1. Tutto insomma dà adito al fatto che Paul sia un ragazzo particolare: la sua capacità di percezione sottile, anche delle piccole cose, pone Paul e la sua iperconsapevolezza in uno strano rapporto con il lettore. Probabilmente il lettore non si identificherà mai con Paul, ma solo con alcuni aspetti della sua personalità, e questo perché Paul vive continuamente nello stress dei processi mentali che caratterizzano il suo addestramento.

Nel sistema dei personaggi, una delle persone che ha più influenza sul personaggio Paul è la madre, Lady Jessica Atreides, concubina del Duca Leto, appartenente alla sorellanza Bene Gesserit2. Le Bene Gesserit hanno rifiutato qualsiasi legame con i meccanismi esterni come sostituti della conoscenza soggettiva. Loro, così come i Mentat3 e i Navigatori della Gilda4, hanno imparato ad avere fiducia nella conoscenza raggiungibile attraverso la loro intima consapevolezza. Anche la Gilda Spaziale per acquisire il monopolio sui trasporti interstellari usa tecniche di espansione mentale. Per allargare la loro conoscenza le Bene Gesserit usano ciò che i fenomenologisti chiamerebbero "intenzionalità della percezione"5. Molto della tecnica Bene Gesserit è basata sull'interiorità e sulla conoscenza di sé stessi affinché si possa diventare padroni della propria percezione. Inoltre le Bene Gesserit sono abili lettrici delle tracce più nascoste ai normali osservatori (segni genetici, tic abitudinari, ecc) al punto di aver costruito un linguaggio non-verbale per poter comunicare tra di loro senza essere viste. Questi atteggiamenti sono ispirati a Herbert da una disciplina, la semantica generale, diffusissima nell'America degli Anni Trenta, che Herbert studiò proprio nel periodo in cui si accingeva a scrivere Dune6. Fu molto influente sul lavoro di Herbert, perché da una parte lo aiutò ad enfatizzare l'importanza del linguaggio nella creazione dell'inconscio umano, del pensiero e del comportamento; dall'altra lo aiutò a dare delle certezze sul fatto che sia possibile addestrare gli esseri umani in maniera nuova e più orientata verso un recupero delle esperienze primordiali.

Questi concetti, fusi alle pratiche Yoga e Zen, e ad altre discipline di consapevolezza e linguaggio non-verbale per formare le qualità delle Bene Gesserit, mostrano un'abilità letteraria veramente notevole, se si pensa che Dune fu scritto solo nel 1963. Sembrano qualità dotate di un proprio valore intrinseco, tranquillamente raggiungibili attraverso un addestramento specifico. In realtà, si tratta di un assurdo scientifico, però al lettore non può venire un dubbio legittimo, e cioè se è veramente possibile riuscire ad ottenere un simile livello di autocontrollo ed autocoscienza addestrandosi in maniera adeguata. L'abilità di Herbert dà sicuramente l'illusione che ciò sia possibile7. Paul quindi viene addestrato in un modo totalmente nuovo, anche se non è l'unico a disporre di questa iperconsapevolezza. Le Bene Gesserit, comunque, non sono l'unica risorsa della larghezza di vedute di Paul. Gli Atreides, intesi come famiglia, e dunque come linea genetica dotata di propri tratti caratteriali, hanno sviluppato al massimo la mentalità guerriera degli strateghi (segnali con le mani, occhiate significative, sottocodici, ecc.8. Il padre stesso di Paul ha uno stile di consapevolezza diverso da quello di Jessica (non è sicuramente così preciso e razionale), però è comunque una cosa straordinaria per i nostri standard. La mente dello stratega Leto si arrovella continuamente su possibilità realizzabili, sul grado di amicizia o inimicizia di chi incontra, sulla convenienza o sconvenienza nel mantenimento di determinati rapporti, ecc. Non sa controllare i suoi stati interiori come le Bene Gesserit, ma conosce gli uomini e li sa valutare in maniera obiettiva. Il più grande attributo di Leto è comunque la forza del suo carattere, carattere che Paul ha ereditato integralmente. Gli Atreides amano il rischio: in una struttura politica statica, fondata su una rigida divisione in caste sociali, gli Atreides gettano tutto e ricominciano da zero, senza aspettare che qualcosa accada. Allo stesso modo, Paul ad un certo punto getta alle spalle il ricordo di suo padre e gli insegnamenti di sua madre, e precisamente nel momento in cui si fa carico del problema dei Fremen insieme a Liet- Kynes, e ricomincia daccapo. Kynes, il Planetologo Imperiale9, è anche lui un leader: è il figlio dell'ecologista che per primo sognò la trasformazione ecologica di Dune10 ed è l'uomo che comanda i Fremen. Ma proprio perché l'accettazione da parte di Paul della filosofia Fremen viene vissuta sia dai personaggi che dal lettore come il logico prosieguo della storia, il passaggio di poteri da Kynes a Paul non è traumatico.

Paul quindi non è l'"eroe", è un eroe tra gli eroi. Non si tratta semplicemente di qualcuno o qualcosa che va oltre i limiti standard in senso fisico e mentale. Sono in molti ad andare oltre i propri limiti. Paul è un saggio tra i saggi. Herbert evita il dualismo stereotipo di molte storie fantascientifiche, nelle quali si tende ad illuminare un eroe solitario che emerge rispetto alla folla. In Dune i ruoli sono diversi; ogni personaggio è in qualche modo consapevole di ciò che sta accadendo. Questo permette ad Herbert, analizzando i personaggi uno per uno, di crearsi un criterio per fare di Paul, da una parte, un esempio per tutti coloro che hanno fatto di lui ciò che egli è (e dunque per tutti coloro che invece di cercare di diventare come lui hanno preferito scaricare su di lui le loro responsabilità ed aspettative); e dall'altra, una critica ai medesimi (che hanno condizionato inevitabilmente la vita di Paul). Eroe e vittima, dunque, in un unico essere che proprio per questo ben incarna la figura del messia religioso11. La missione di Paul non viene costruita sulla base di un controllo cosciente della situazione. Herbert fa in modo che venga lasciata all'inconscio, di modo che possa svilupparsi una consapevolezza collettiva che porti i Fremen alla loro maturità di popolo12.

Dal punto di vista di Herbert, cercare di controllare la situazione ha sempre una controparte egoistica, ed è questo che egli fa capire al suo eroe: l'avere uno scopo, sebbene concentri le energie, spesso fa perdere di vista il contesto generale. Le Bene Gesserit sono un esempio lampante di questo fenomeno: malgrado tutte le loro capacità, dimenticano che tutte le loro osservazioni sono fatte su un unico livello di attenzione, cioè quello di creare un futuro sicuro per la razza. Questo è sicuramente il controllo cosciente di un aspetto (la trasformazione ecologica di Dune, con tutti gli sconvolgimenti che potrebbe portare, non viene presa in considerazione, se non troppo tardi). Paul invece dà una nuova interpretazione alla lezione Bene Gesserit: non vuole più un controllo cosciente dell'inconscio. Il risultato dell'iperconsapevolezza di Paul è che lui riesce a rispondere meglio agli eventi. Paul non li vuole controllare perché si rende conto che non è possibile. Paul non ha più controllo sulla situazione di quanto non ne abbiano gli altri, solo che, rispetto agli altri, lui è consapevole e quindi non compie errori gravi, come quello delle Bene Gesserit che, dopo aver cercato di creare lo Kwisatz Haderach (l'essere che doveva garantire il futuro della razza umana), nel momento in cui ritengono di esserci riuscite, lo vedono sfuggire al loro controllo13; o come quello dei Navigatori della Gilda, che per non perdere il controllo dei viaggi spaziali si annullano completamente nel gas della spezia, al punto da perdere la loro forma umana e la possibilità di sopravvivere senza di esso.

Ciò che Paul comprende è che non ci si può ridurre ad un unica visione. Dopo la morte del padre, quando lui e Jessica si uniscono ai Fremen, Paul si trova a dover definire le sue conclusioni, scoprendo così che la verità può essere molto più brutta di quanto non ci si possa aspettare. La rotta dell'Impero, alla quale la Guerra Santa dei Fremen, la Jihad14, è una reazione, è quella di una rigidità e distanza dalla realtà della vita e della morte, per evitare rischi e responsabilità. Il carattere Atreides di Paul invece gli impone di assumersi il rischio: questo fatto, se da una parte lo salva dal fuoco limitato della sua prescienza, dall'altra lo porta a diventare l'asse centrale degli eventi15. Paul, come suo padre, non dà nulla per scontato: i Fremen per lui costituiscono un mistero che deve essere svelato. Quando arriva tra di loro, Paul impara le leggi del deserto per essere sicuro di sopravvivere. L'importanza dell'acqua, del vivere di notte, del saper camminare sulla sabbia, del cavalcare il verme per i lunghi trasporti, indicano con chiarezza a Paul la fragilità del sistema guerriero Atreides: Leto, probabilmente, l'aveva sospettato subito dopo il suo arrivo su Arrakis, ma il fatto di essere rimasto sentimentalmente legato al suo pianeta natale non gli aveva permesso di capire il suo errore, cioè di voler ricostruire Caladan in un ambiente in cui valori e tradizioni sono completamente opposti e dove il caos regna sovrano16.

Ciò che Paul capisce col tempo è che su Arrakis non si muore solo combattendo : ci sono molti modi per morire. In questo particolare contesto, tutti i principi morali ed etici dell'Impero puritano vengono a decadere perché su Arrakis la sopravvivenza del gruppo è più importante della sopravvivenza del singolo17. Non dobbiamo dimenticare che l'economia dell'Impero è strettamente legata alla spezia di Dune, malgrado l'Impero consideri i Fremen solo indigeni locali che forniscono manodopera a basso costo. Prendendosi a cuore la crociata ecologica dei Fremen, Paul ne viene in parte condizionato.

La dipendenza dagli insegnamenti Bene Gesserit, così come la dipendenza dalla spezia, non permettono a Paul di vedere la Jihad come una particolare richiesta di ridistribuzione genetica, dovuta alla rigida divisione in caste voluta dall'Impero. E' la vita di Dune, la vita dei Fremen, che fa porre a Paul delle domande sugli affari umani: Arrakis richiede un coinvolgimento ambientale profondo, e non una opposizione al sistema. Il fatto che i Fremen accettino la morte come un evento naturale quale esso è, e non in maniera traumatica18, illustra come la morte sia tanto importante quanto la vita nel mantenimento di un equilibrio ecologico. I piani per la trasformazione ecologica di Arrakis richiedono tempi molto lunghi: vermi, spezia e acqua sono intimamente connessi; tempi brevi e soluzioni locali non possono risolvere il problema nella sua globalità. E' questo che Kynes cerca di far capire ai suoi Fremen, così come suo padre aveva fatto prima di lui. Il problema è l'inaspettato arrivo di Paul, il "Lisan-al-Gaib", la voce di un altro pianeta19. Lo stesso Kynes è contento dell'arrivo di questa nuova speranza, questo messia che la profezia da tanto tempo preannunciava. Ma nel suo delirio di morente di sete, Kynes realizza (ma ormai troppo tardi per poterlo rivelare) che l'arrivo di Paul è indicativo del fatto che non si può prevedere ogni cosa. In punto di morte, egli rivede l'ombra del padre che gli dice che per la gente non c'è disastro peggiore che quello di cadere nelle braccia di un eroe20.

La Jihad di Paul non è un nemico per la trasformazione ecologica di Arrakis, così come non è quella cosa che ne accelererà l'avvento: è semplicemente un imprevisto. Kynes giunge quindi alla logica conclusione che un cambiamento ecologico non si può programmare, perché il maggior principio persistente nell'universo è quello dell'incidente e del caso, dell'errore. E Paul, per non cadere in schemi noti e per non perdere la globalità della sua visione, basa (coscientemente o incoscientemente) pro-prio su questo la sua saggezza.

Se da una parte ad influire su Paul troviamo il carattere Atreides e gli insegnamenti Bene Gesserit, dall'altra troviamo il melange21. Combinata con i particolari geni di cui Paul è l'erede, la spezia lo porta alla preveggenza. Già prima di trovare rifugio presso i Fremen, a causa dell'incremento dell'uso di spezia nel cibo e nelle bevande, la mente di Paul sembra cadere in uno stato di iperconoscenza che è uno shock persino per lui. Le sue abilità di Mentat gli permettono comunque di studiare la cosa in maniera analitica, malgrado ne sia coinvolto in prima persona. Questo senso di mistero induce Paul a pensare che non ci sia sicurezza né stabilità, ma solo contingenza: ciò che è chiaro in un momento può essere nascosto subito dopo, e viceversa; tutto cambia senza una regola fissa. Il futuro, così come lo vede un Mentat o una Bene Gesserit, è un futuro lineare e controllato per poter abbracciare una visione completa. Neppure Paul ha una visione completa, gli mancano degli elementi, ma questi elementi sono da riferirsi a quei fenomeni puramente casuali ed incidentali che non possono essere previsti22.

Egli impara quindi a vivere nell'incertezza di una visione incompleta. Il problema della spezia è che è una droga, a tutti gli effetti. Per cui col tempo anche Paul si assuefà alla spezia, rischiando di perdere la sua visione. Poiché la leadership di Paul, oltre che al suo misticismo religioso, è legata alla sua prescienza, Paul non deve perdere la sua visione. L'unica soluzione consiste nel prendere una dose talmente massiccia di spezia da smuovere in qualche modo la sua coscienza che si sta assopendo. Herbert nel suo viaggio in Messico del '53 ebbe modo di provare l'hashish; l'hashish, secondo l'esperienza di Herbert, tende a riprodurre sensazioni note di momenti particolari della propria esistenza. Giunse a questa conclusione perché, quando assunse l'hashish, riprodusse né più né meno gli allegri sintomi della sua unica sbronza. Questo fatto, a conferma di quanto già ne sapeva sull'argomento, convinse Herbert dell'enorme potere delle aspettative nel formare le esperienze da droga23.

Perciò quando Paul assume l'"acqua della vita" che è l'equivalente Fremen della droga veridica che assumono le Bene Gesserit per diventare Reverende Madri24, l'esperienza che va a vivere è probabilmente quella che lui ritiene che le Reverende Madri vivano. E siccome la sua aspettativa è che la sua visione si amplii, questo è quello che succede. La droga veridica è una sostanza velenosa a base di spezia che viene resa innocua ad un livello molecolare dal controllo interno delle Reverende Madri, che superano in questo modo il loro test per essere tali e vanno così a condividere tutte le esperienze vissute nel passato, come se si attuasse una sorta di trasmissione di tutte le memorie esistenti. Ma c'è un aspetto, sconosciuto, che spaventa le donne, un ipotetico luogo in cui loro non possono guardare25: solo un uomo vi potrà guardare, completando così la conoscenza; un uomo con tutte le caratteristiche psichiche, fisiche e genetiche che gli permettano di superare la prova della droga veridica. Quest'uomo tanto cercato è lo Kwisatz Haderach, "la via più breve". E' Paul, dunque? Tutto fa pensare di sì, ma Paul, effettivamente, è un incidente. Lo Kwisatz Haderach, il maschio tanto ambito dalle Bene Gesserit, sarebbe dovuto nascere una generazione successiva e sarebbe dovuto essere l'incrocio tra una femmina Atreides ed un maschio Harkonnen. Se così fosse stato, lo Kwisatz Haderach sarebbe stato esattamente ciò che le Bene Gesserit volevano, ed avrebbero avuto la situazione in pieno pugno. Ma Jessica, contravvenendo agli ordini della sorellanza non partorisce una femmina, bensì un maschio. Quali che siano le motivazioni della scelta di Jessica (l'amore per il suo Duca che tanto desiderava un erede maschio, o l'orgoglio di poter essere la madre di quel maschio tanto ambito), a questo punto non hanno più importanza: l'errore che viene rinfacciato a Jessica sin dalle prime pagine del romanzo pone nuovamente l'accento sul fatto che nell'universo tutto è casuale ed incidentale, e nulla è controllabile. Già questo fatto avrebbe dovuto dare delle indicazioni alle Bene Gesserit su quanto fosse poco credibile l'idea del loro programma genetico controllato, ma poiché la loro visione era limitata ad un unico obiettivo, la sorellanza molto semplicemente non se ne rende conto, pensando di poter comunque controllare lo sviluppo del possibile Kwisatz Haderach26.

Ma di nuovo succede l'imprevisto: Jessica diventa sì una Reverenda Madre, ma non per la sorellanza, bensì per i Fremen. A questo punto nulla è più controllabile, e Paul, all'insaputa di tutti, si sottopone alla medesima prova. In questo modo, Paul scopre l'assurdità del programma genetico Bene Gesserit: lo Kwisatz Haderach non è la via più breve, la sintesi di tutte le esperienze umane, ma è un fulcro, un punto di equilibrio27. Egli capisce che ogni decisione crea successi e fallimenti: Paul vede tutto questo, e ne vede soprattutto l'inevitabilità malgrado i suoi poteri. Questo paradosso centrale di azione (la Jihad che scoppierà suo malgrado) e di inazione (il tentativo di tutti di evitare la Jihad, che però non si concretizza in nessun atto concreto) influisce sulla sua religione più di ogni altro fattore. Paul è tutto e niente.

La razza umana, ad un certo livello, rispecchia il flusso dell'universo. Cambiamento, non sta-bilità, è la chiave dei processi cosmici. Lo scopo dell'uomo deve essere quello di allinearsi a questo processo e di seguirlo. Ma il continuo sforzo umano è quello di mettere ordine e luce: la religione è solo un palliativo, uno di questi tentativi. Non è la filosofia di Paul che fa muovere i Fremen, è ciò che i Fremen vogliono vedere in lui: il profeta, il messia che porterà il paradiso in terra. La missione di Paul ha successo perché i suoi seguaci non hanno capito i suoi insegnamenti. C'è una certa incompatibilità tra il profeta e l'insegnante morale, perché l'insegnamento della religione e i suoi fondamenti non corrispondono.

Paul è soprattutto un uomo, ma questo non può essere accettato dai suoi seguaci. E' necessario, per essere credibile, che si ricopra di un manto mistico28, e che la fame di fanatismo di coloro che hanno aspettato secoli di poter credere nel loro sogno venga sfamata29. In questo modo si crea il mito. Secondo Jung, il cui lavoro ha fortemente influenzato Herbert, la struttura del mito è la struttura dell'inconscio umano. Il mito Paul viene costruito da Herbert sin dai primi cenni sulla sua infanzia: un'infanzia preziosa, con una crescita in un ambiente quasi "magico", ricca di insegnamenti preziosi e speciali (è la creazione del mito classico, costruito secondo uno schema che si ritrova nelle maggiori opere epiche). La struttura stessa del romanzo richiama i tre stadi ben precisi dell'evoluzione di Paul da ragazzo a uomo:

1 - La chiamata (o il risveglio) dell'eroe: Paul approda su Dune, prendendo confidenza con tutta una serie di problematiche.

2 - L'iniziazione dell'eroe: Paul è costretto a fuggire e a trovare rifugio presso la popolazione indigena, adattandosi ad un nuovo stile di vita.

3 - Il ritorno al mondo: Paul riassume il suo ruolo, portando la popolazione indigena a riprendere possesso della propria terra. Negli anni Cinquanta-Sessanta, la filosofia del risveglio prese velocemente piede in America. Non solo, la ricerca del risveglio della coscienza attraverso le droghe stava diventando una pratica comune: erano gli anni in cui l'LSD non era ancora del tutto accessibile, e termini come "allucinogeno" non era-no ancora entrati in uso (lo stesso melange nel vocabolario di Dune viene descritto come un narcotico). Tuttavia Herbert non è favorevole all'uso di droghe: lo stesso uso del melange viene visto in maniera positiva solo nel momento iniziatorio, ma il rischio dell'assuefazione è troppo pericoloso da correre. Lo stesso Paul se ne accorge. Ma ormai è troppo tardi30. L'arrivo su Arrakis ha già agito: il melange su Arrakis è ovunque e ormai i tessuti di Paul e Jessica, e di tutti coloro che hanno seguito gli Atreides ne sono già impregnati; è per questo che ormai, malgrado tutto, Paul si vede rassegnato al suo destino: prosegue per la via che ha intrapreso (o che è stato costretto ad intraprendere) rivestendo completamente i panni sia dell'eroe che del messia. Il fatto che Paul nutra dei dubbi su entrambe le figure lo rende ancora più umano, lo presenta come uomo saggio che si rende conto di ciò che sta facendo e del perché lo fa, e quindi un uomo degno della fiducia dei suoi seguaci. Sicuramente la figura di Paul, per gli scopi di Herbert, riveste l'immagine dell'errore: l'errore dell'Imperatore, che crede di fare una giusta alleanza con gli Harkonnen; l'errore degli Harkonnen che eliminando il padre di Paul credono di aver eliminato gli Atreides; l'errore della sorellanza, che crede di poter creare un nuovo essere attraverso la manipolazione genetica e di poterlo controllare; l'errore di Jessica, che partorisce un figlio maschio invece di una figlia femmina; l'errore di Kynes, che crede di poter migliorare la vita dei suoi Fremen trasformando l'ecologia del pianeta; l'errore dei Fremen, che credono di poter raggiungere il loro scopo seguendo Paul. Attraverso la presentazione di tutti questi elementi che ruotano intorno ad un eroe pressoché perfetto, Herbert mostra gradualmente l'entità dell'errore.

N O T E

1 F.Herbert, Dune, New English Library, 1985, p.48-49.

2 "Bene Gesserit: The ancient school of mental and phisical training estabilished pri-marly for female students after the Butlerian Jihad destroyed the so-called thinking-machines and robots"( Dune, op cit, Terminology of the Imperium, p. 587).

3 "Mentat: The class of Imperial Citizens trained for supreme accomplishment of logic. Human Computer" (Dune, op cit, Terminology of the Imperium, p. 595).

4 "Spacing Guild: One leg of the political tripod mantaining the Great Convention. The Guild was the second mental-physical training school after the Butlerian Jihad. The Guild monopoly on space travel and transport upon international banking is taken as the beginning point of the Imperial Calendar" (Dune, op cit, Terminology of the Imperium, p. 595).

5 Il fenomenismo in filosofia è quella tendenza presente in molti pensatori o correnti di pensiero che identifica la realtà con la rappresentazione della stessa, facendo del mondo un complesso di fenomeni percepibili.

6 Secondo queste teorie, elaborate da Korzybski, la gente confonde le parole con le cose che queste rappresentano: l'uso del linguaggio quotidiano quindi non riflette accuratamente ciò che noi percepiamo. Questo perché la percezione è una cosa astratta e non può essere riprodotta da parole in termini concreti. Il linguaggio deve essere visto come una mappa che è utile solo perché rassomiglia nella struttura al mondo che descrive; in questo senso Korzybski punta molto sulla fresca esperienza piuttosto che sulla cristallizzazione in parole e concetti.

7 T.O'Reilly, Frank Herbert, Ungar Publishing CO., New York, 1981, p. 61.

8 Sicuramente il nome Atreides deriva etimologicamente dal nome "Atridi", nome della famiglia di Atreo, mitico re di Micene, padre di Menelao ed Agamennone.

9 "[...] As he had approached the solitary figure standing near the ornithopter, Leto had studied him [Dr.Kynes]: tall, thin, dressed for the desert in loose robe, stillsuit, and low boots. The man's hood was thrown back, its veil hanging to one side revealing long sandy hair, a sparse beard. The eyes were that fathomless blue-within- blue under thick brows" (Dune, op cit, p. 219).

10 "Pardot Kynes: a direct and simple man in many ways" (Dune, op cit, Appendix I- The ecology of Dune).

11 Paul Atreides, per molti versi, può essere paragonato a Gesù Cristo: sebbene venga osannato e festeggiato, la sua sorte e la sua distruzione vengono decretate da quegli stessi che avevano contribuito a crearlo, sia come essere fisico che come divinità in terra. Come i discepoli di Cristo sopportano martiri e umiliazioni di ogni genere, così i Fremen di Paul sono disposti a morire per lui. La morte in Cristo è catartica, così come lo è la Jihad nella quale Paul si trova coinvolto suo malgrado.

12 Jung ha influenzato molto il lavoro di Herbert. Riunendo il processo psichico individuale e quello della specie, Jung ritiene che al di là dell'inconscio personale, esista un inconscio collettivo che riunisce quelle immagini primordiali e meta- individuali della psiche che sono il frutto della ripetizione di situazioni identiche. Tale inconscio collettivo o razziale ospita innanzitutto credenze e miti della razza cui appartiene e, ai suoi livelli più abissali, coincide con l'inconscio universale proprio di tutta l'umanità.

13 "Kwisatz Haderach: -Shortening of the way.This is the label applied by the Bene Gesserit to the unknown for which they sought a genetic solution: a male Bene Gesserit whose organic mental powers would bridge space and time" (Dune, op cit, Terminology of the Imperium, p. 594).

14 "Jihad: religious, fanatical crusade. Butjerian Jihad: the grusade against computers, thinking machines and conscious robots begun in 201 B.G. and conclude in 108 B.G. Its chief commandment remains in the O.C. Bible as: - thou shalt not make a machine in the likeness of a human mind" (Dune, op. cit., Terminology of the Imperium, p. 594).

15 Il fuoco limitato della prescienza di Paul richiama un po' Cavalcante Cavalcanti nella Divina Commedia dantesca : nel canto X dell'Inferno dantesco, i dannati hanno il potere di vedere in un futuro lontano, non immediato, per cui anche la loro visione del futuro non è completa, perché deriva da una serie di elementi non noti che devono essere ricostruiti. Lo stesso tipo di visione incompleta lo si può ritrovare anche nel romanzo di Stephen King Dead Zone: qui siamo di fronte ad un personaggio la cui visione dipende da un lunghissimo periodo passato in stato comatoso; si tratta però di una visione distorta e non chiara, che si delineerà soltanto quando ormai tutto è perduto.

16 "[...] It is our dream that some day the climate of Arrakis may be changed sufficiently to grow such plants anywhere in the open [...]" (Dune, op cit, p. 155). Ciò che Lady Jessica dice del giardino di Arrakis, non è intenzionale, ma viene ritenuto tale ed interpretato di conseguenza da coloro che credono alla profezia.

17 "[...] Fremen don't bury their dead! - the man barked.[...] Hawat barked: - These people respect our dead. Customs differ, but the meaning's the same . - They're going to render Arkie down for his water, - the man with the lasgun snarled. - Is that your men wish to attend the ceremony? - the Fremen asked. 'He doesn't even see the problem' Hawat thought. [...] This is the bond of water.We know the rites. A man's flesh is his own; the water belong to the tribe" (Dune, op cit, p. 250). La sopravvivenza del gruppo è così importante che nulla deve essere sprecato, neppure l'acqua del corpo di un unico uomo. Questo provoca confusione e disturbo nel momento in cui due culture vengono a confronto. Ciò che per taluni è normale, per altri è inconcepibile, inaccettabile.

18 "[...] - Usul, it's our way that you've now the responsibility for Jamis' woman here and for his sons -. Paul studied the woman wondering: 'Why isn't she mourning her man? Why does she show no hate for me? [...] Jamis bested another to win her!' Paul thought [...] - You do not hate me, Harah? - Why should I hate you? [...] - I ... bested Jamis - Stilgar said the ceremony was held and you're a friend of Jamis - She glanced sidelong at him: - Stilgar said you gave moisture to the dead. Is that true? - Yes -. It's more than i'll do...can do -. Don't you mourn him? - In the time of mourning, I'll mourn him" (Dune, op cit, p. 395). Sebbene sia rimasta vedova, la moglie di Jamis vive l'evento come un normale fatto di vita. Anzi, il fatto che Jamis sia stato abbattuto e che lei sia passata di diritto all'uomo più forte è motivo di orgoglio. Inoltre, nel caso specifico, piangere sarebbe un vero e proprio spreco di acqua. Questa è una condizione che Paul ha capito perfettamente a livello razionale anche se l'idea non è ancora entrata a far parte delle sue abitudini.

19 "Missionaria Protectiva:the arm of the Bene Gesserit Order charged with sowing infections superstitions on primitive worlds, thus opening those regions to exploitation by the Bene Geserit" (Dune, op cit., Terminology of the Imperium, p. 596). Le Bene Gesserit per evitare di trovarsi isolate ed in difficoltà, hanno instaurato sui vari pianeti del sistema una serie di leggende. Le accolite che si fossero trovate in difficoltà, avrebbero in questo modo attraverso una serie di parole chiave trovato rifugio presso gli indigeni locali. Questa azione, chiamata appunto Missionaria Pro-tectiva, era arrivata anche su Arrakis, dove l'esistenza di un popolo oppresso che viveva in situazioni ambientali disagiate aveva esasperato i toni della leggenda, al punto che Paul viene accolto in una maniera speciale, perché tutto quello che fa trova una spiegazione innegabile nella leggenda.

20 "[...] - Religion and law among our masses must be one and the same, - his father said. - An act of disobedience must be a sin and require religious penalties. This will have the dual benefit of bringing both greater obedience and greater bravery. We must depend not so much on the bravery of the individuals, you see as upon the bravery of the whole population -. [...] A profound clarity filled Kynes' mind. He saw quite suddenly a potential for Arrakis that his father had never seen. The possibilities along the different path flooded through him. - No more terrible disaster could befall your people than for them to fall into the hands of a Hero, - his father said [...]" (Dune, op cit, p. 318-319).

21 "Melange: The spice of spices, the crop for which Arrakis is the unique source. The spice, chiefly noted for its geriatric qualities, is mildly addictive when taken in small quantities, severaly addictive when imbided in quantities above two grams daily per sevnty kilos of body weight. Muad'Dib claimed the spice as a Key to his profetic powers. Guild navigators make similar claims. Its price on the Imperial market has raged as high as 620.000 solaris the decagram" (Dune, op cit, Terminology of the Imperium, p. 595).

22 Paul, grazie alle sue capacità, vede tutta una serie di possibilità, ma non vede certezze. Per esempio non vede un elemento, un personaggio minore che però acquista una certa importanza: in Dune, c'è un momento in cui Paul vacilla, perché di colpo la sua visione sembra schiarirsi sulla sua morte. E' però solo un momento, poi tutto ricade nell'ombra: "[...] Paul, aware of some of this from the way the time nexus boiled, understood at last why he had never seen Fenring along hte webs of prescience. Fenring was one of the might-have-beens, an almost Kwisatz Haderach, crippled by a flaw in the genetic pattern a eunuch, his talent concentrated into furtivness and inner seclusion. A deep compassion for the Count flowed through Paul, the first sense of brotherhood he'd never experienced [...]" (Dune, op cit, p. 559). Questo è un fattore inaspettato ed imprevisto: se Lord Fenring avesse ubbidito all'Imperatore, sarebbe riuscito tranquillamente ad uccidere Paul.

23 T. O'Reilly, Frank Herbert, op cit, p.78.

24 "Water of life: an illuminating poison. Specifically, that liquid exalation of a sandworm produced at the moment of its death from drowing which is changed within the body of a Reverend Mother to become the narcotic used in the sietch tau orgy. An awarenes spectrum narcotic" (Dune, op cit, Terminology of the Imperium, p. 604).

25 "We look down so many avenues in the past... but only feminine awareness - her [the Reverend Mother Gaius Helen Mohiam's] voice took a note of sadeness. - Yet, there's a place where no Truthsayer can see. We are repelled by it, terrorised. It is said a man will come one day and find in the gift of the drug his inward eye. He will look where we cannot- into both feminine and masculine pasts" (Dune, op cit, p. 24).

26 Il problema non viene percepito dalle Bene Gesserit in tutta la sua gravità. In un primo momento la Reverenda Madre, forse nella convinzione errata che Paul sia solo un buco nell'acqua, vede questo fatto come una sgradevole seccatura. "[...] But here was a mission that required personal attention from a Bene Gesserit-with-the Sight. Even the Padishah Emperor's Truthsayer couldn't evade that responsibility when the duty call came. 'Damn that Jessica!' The Reverend Mother thought. 'If only she'd borne us a girl as she was ordered to do!'[...]" (Dune, op cit, p.16-17). Ma il fatto che Paul sopravviva al terribile test del Gom Jabbar, e che giunga da solo a conclusioni alle quali teoricamente solo una Bene Gesserit potrebbe giungere, la fa ricredere. "[...] The old woman stared at Paul, then: - Young man, as a Proctor of the Bene Gesserit, I seek the Kwisatz Haderach, the male who truly can become one of us. Your mother sees this possibility in you, but sees with the eyes of a mother. Possibility I see, too, but no more" (Dune, op cit, p. 39). Nel futuro la Reverenda Madre non vede possibilità positive per Paul; così come per il padre non ci sono alternative, anche il figlio sembra destinato a soccombere. L'unica possibilità è la fuga, ma è una possibilità minima (o, più credibilmente, è una possibilità alla quale la Reverenda Madre finge di credere per dare almeno una speranza alla sua ex- allieva). Forse per questa minuzia, la Reverenda Madre sembra credere alla possibilità che Paul possa essere ciò che le Bene Gesserit cercano da tempo di ottenere. "[...] Now I caution you [Jessica] - said the old woman. - To ignore the regular order of training. [...] Good bye, Young human. I hope you make it. But if you don't- well, we shall yet succeed" (Dune, op cit, p. 40).

27 Le Reverende Madri sono convinte di trovare in Paul colui che, potendo guardare dove loro non possono, darà delle certezze per ottimizzare e rendere perfette le visioni future. Ma non è questo ciò che ottengono. Paul non diventa una sintesi di tutte le esperienze passate, ma piuttosto il punto di partenza di tutte le esperienze future. "[...] Paul said: - There is in each of us an ancient force that takes and an ancient force that gives [...]. - These things are so ancient within us, - Paul said, - that they're ground into each separate cell of our bodies. We're shaped by such forces. [...] But when you look inward and confront the raw force of your own life unshielded, you see your peril. The greatest peril to Giver is the force that takes. The greatest peril to the Taker is the force that gives. It's as easy to be overwhelmed by giving and by taking. - And you, my son, - Jessica said, - are you one who gives or one who takes? - I'm the Fulcrum, - Paul said [...]" (Dune, op, cit, p. 512-513).

28 " [...] They were held at a distance by the religious ferment around Paul's leadership. As she recalled another Bene Gesserit saying: - Prophets have a way of dying by violence. [...] 'He is accepting the religious mantle' Jessica thought 'He must not do it' [...]" (Dune, op cit, p. 490).

29 I Fremen creano appositamente un commando che protegga Paul. "Fedaykin: Fremen death commandos; historically a group formed and pladged to give their lives to right a wrong" (Dune, op cit, Terminology of the Imperium, p. 590).

30 "[...] Listen to me - he [Paul] said. - You want the Reverend Mother hear about my dreams? You listen in her place now. I've just had a waking dream. Do you know why? - You must calm yourself, - she [Jessica] said. - If there's. - The spice, - he said. - It's in everything here - the air, the soil, the food. The geriatric spice. It's like the Truthsayer drug.It's a poison. [...] A poison so subtle, so insidious ... so irreversible. It wont even kill you unless you stop taking it. We can't leave Arrakis unless we take part of Arrakis with us. [...] We are trapped here' she agreed" (Dune, op cit, p. 229).

SILVIA BERNARDINI (Sesto S.Giovanni, 1968) inizia giovanissima ad occuparsi di fantascienza. Al termine degli studi al liceo linguistico sperimentale "F.Lussana" di Bergamo, sceglie come argomento-cardine di discussione per la maturità, Dune e la fantascienza americana. La passione per il romanzo di Frank Herbert non l'abbandona neanche quando si iscrive all'Università di Urbino, facoltà di Magistero, corso di laurea in lingue e letterature straniere. Si laurea infatti con una tesi su Dune, conseguendo una votazione di 110/110. Tra un esame universitario e l'altro, trova il tempo per coltivare i suoi hobbies: sport di squadra (calcetto e pallavolo), la musica lirica e la fantascienza (galeotto fu Viaggio allucinante di Asimov). Nel '92 inizia a collaborare con la rivista amatoriale "Baliset", per la quale ha scritto brani di saggistica, il testo di un fumetto ed alcuni racconti (Planasia, La corsa). Fresco di stampa (gennaio 1996) è il volume, Fantascienza, fantasy e horror: tre generi a confronto, che la vede nelle vesti di curatrice (ma anche di relatrice, accanto a Calligaro, Melgara, Locatelli, Pachì e Sosio) di alcune conferenze tenute, sullo scorcio del '95, presso l'ARCI di Bergamo. Attualmente è iscritta alla facoltà di Sociologia di Trento e non ha assolutamente l'intenzione di abbandonare la fantascienza, anzi.