| JOE R. LANSDALE, La
notte del Drive-In (The Drive-In, 1988),
"Urania" n.1214, Mondadori, 1993, pp.143,
L.5.000. Quattro giovani amici si recano come tutti i venerdì sera al mitico Orbit, un gigantesco drive-in texano capace di alloggiare oltre quattromila automobili e di proiettare contemporaneamente più film sopra i suoi schermi giganti. La serata si prospetta affascinante, con il suo ricco carnet di film splatter, e tutti sono eccitati dall'attesa. Improvvisamente, una strana luce solca il cielo sovrastante il cinema all'aperto e niente sarà come prima. Il drive-in viene catapultato in una dimensione aliena, diversa, in un tempo-spazio assurdo e crudele, che impedisce ogni fuga. In breve, la situazione di questo affollato gruppo di reclusi si complica e tutto il resto del breve romanzo di questo geniale autore texano è un affastellarsi di situazioni sempre più macabre e rivoltanti, con tanto di riti cannibalici, rivolte per il cibo, nascita di nuove religioni, massacri e orge, con sullo sfondo la sempre più allucinante atmosfera paradossale degli schermi gigan-ti che proiettano instancabilmente i soliti cinque film in programma. Il crescendo di orrori non si chiude con il finale del libro, che, come ongi B-Movie che si rispetti, si apre su un nuovo scenario ancora inesplorato. Omaggio ironico, ma anche appassionato, a tutto quanto i drive-in rappresentano per la cultura americana e, in particolare, per lo sviluppo della fantascienza e dell'horror più truculento nel cinema, La notte del Drive-In reca solo un piccolo spunto fantascientifico, e lo si può etichettare come horror, ma è senza dubbio piacevole, anche se forse un po' stucchevole, pur nella sua brevità, in quanto l'idea di base è più adatta a un racconto (e su di un racconto ha origine) che non a un vero e proprio romanzo. Attendiamo con fiducia il seguito e nuove proposte di questo eccellente giovane autore statunitense. Roberto Chiavini |
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