SEAN STEWART, Angelo nero (Passion Play, 1992), Editrice Nord, Milano, pp.210, L.18.000.

Abolita definitivamente nel 1834 - l'ultimo autodafè (atto della fede), cioè l'ultima solenne condanna al rogo, avvenne in Messico nel 1815 - l'Inquisizione non ha, oggi, alcuna possibilità di ritornare in vita. Basti pensare alla figura e all'opera di Papa Giovanni Paolo II, a Madre Teresa di Calcutta e ai vari movimenti ecclesiali di rinnovamento spirituale, tra cui quello di p.Emiliano Tardif. Ma per l'Autore di Angelo nero non è così. Ed ecco che, in un momento non ben precisato della storia statunitense e senza alcuna giustificazione di carattere politico, economico e scientifico, riappare lo spettro del fondamentalismo religioso o, come viene chiamato nel romanzo, dell'Era della Redenzione.

Il nome di Dio e di Gesù è sulle bocche di tutti, parabole e frasi tratte dai Vangeli sono citate a raffica e dagli schermi TV i "comunicatori" sparano a zero contro l'immoralità. Ma è tutto un Cristianesimo di facciata, quello presentato in Angelo nero. Ignorando il severo monito di Gesù, le adultere finiscono massacrate a colpi di mattoni, i "sepolcri imbiancati" si incontrano ad ogni piè sospinto e la legge evangelica dell'amore è sostituita da quella della vendetta: i criminali non solo vengono puniti con la forca, ma la loro esecuzione avviene sadicamente in diretta TV. Il travisamento del messaggio di Cristo è più che evidente.

Scrive David M.Turoldo, in Il Vangelo di Giovanni: "Il primo passo della conoscenza di Dio verso il suo Cristo, è quello di un'accurata distinzione tra ciò che viene dall'uomo e ciò che viene da Dio. [...] È il momento tragico: la separazione chiara del disegno umano dal disegno divino. Quando accettiamo quello che viene dall'uomo, dobbiamo chiaramente riconoscerlo come proveniente dall'uomo, e non attribuire a Dio ciò che invece è una nostra macchinazione, una nostra montatura". In Angelo nero, la confusione tra il piano di salvezza di Dio per l'uomo e gli egoismi individuali è un dato costante. Osserva la protagonista del romanzo, Diane Fletcher, nel fare l'amore con un suo amico: "Il peccato della fornicazione. [...] Cosa c'entra il peccato con questo? Questo è amore e l'amore non è peccato agli occhi di Dio".

Né il quadro migliora dal punto di vista narrativo. La trama, dopo un inizio abbastanza promettente con la scena della cattura del diacono Rutger White, diventa alquanto lenta, e lo specifico fantascientifico si riduce a poche cose: un'arma speciale, il taser, e la facoltà psichica della protagonista di percepire gli schemi emotivi altrui. Può bastare ciò a rendere avvincente la lettura di Angelo nero?

                                                          Antonio Scacco