CLAUDE YELNICK, L'uomo, questa malattia, Perseo Libri, Bologna, 1996, pp.240, L.26.000.

La Perseo Libri presenta il suo Catalogo delle Opere di Fantascienza 1996, e nella Collana "Narratori Europei di Science Fiction", troviamo il romanzo di Claude Yelnick, L'uomo, questa malattia, pubblicato originariamente nel 1954 e oggi tradotto e presentato da Ugo Malaguti.

Il testo di Yelnick è un interessante esempio di quella fantascienza francese (SFF) di cui continuamente si rischia di perdere le tracce. Nella nota che segue il romanzo, Mario Tucci ripercorre le avventure editoriali della SFF nel nostro Paese e conclude sostenendo che "l'orientamento europeistico" della Perseo Libri garantirà la circolazione di testi fantascientifici di Lingua francese in Italia. Nella stessa Collana infatti è incluso anche un romanzo di Jacques Sternberg, scrittore "anomalo" di science fiction, eppure grande presenza letteraria ancora oggi: Il mondo senza sonno. Molte volte, approfittando dell'ospitalità che Antonio Scacco mi offre sulle pagine di "Future Shock", ho tentato di tener viva l'attenzione dei lettori sul panorama francofono: l'iniziativa di Malaguti e della Perseo va quindi sottolineata.

Del resto, già "Nova SF" e "Futuro Europa" hanno presentato testi di Henneberg, Christine Renard, Derméze, Dorémieux, Brouillard, etc. E su "Nova SF" è stato possibile leggere anche Rosny Aîné e Flammarion.

Di recente, "Il paradiso degli orchi" (n.10, estate 1995) ha offerto una scelta di autori francesi contemporanei (Curval, Klein, Douay, Brussolo, Jeury, Hubert, Dijan e Barberi): anche questa proposta di lettura ci sembra interessante e degna comunque di nota.

Vogliamo infine segnalare una curiosità sulla quale magari cercheremo di ritornare in modo più esteso. Sulla rivista francese "Antares. Science fiction sans frontières" (n.11, 1984) è apparso un articolo di Remi Maure dal titolo: La Sf français en exil, dove si analizza la "fortuna" della SFF in Italia. Ecco l'incipit che qui traduciamo: "Ignorate da quasi tutti gli specialisti, dimenticate da tutte le bibliografie, esistono opere francesi e belghe di Sf inedite nei paesi d'origine o che tali sono rimaste per un certo periodo. Fenomeno marginale, certo, e nondimeno interessante, dato che testi che mai o solo tardivamente hanno trovato ospitalità presso editori francesi, sono stati giudicati invece pubblicabili all'estero" (p.127).

Lasciamo riflettere il lettore su un fenomeno così singolare.

                                                                Massimo Del Pizzoo