LA FANTASCIENZA

A SCUOLA

                                                   di       Anna Russo

 

Sono un'appassionata di Letteratura di science fiction fin dalle scuole medie e, avendo imparato come studente di un Liceo Classico a analizzare diversi testi, a introdurli nel loro contesto, a ricercarne i motivi di composizione, mi sento ora in grado di utilizzare il metodo e gli strumenti acquisiti durante questi cinque anni, per presentare un lavoro su un genere intorno a cui, negli ultimi tempi, si concentra l'attenzione dell'ambiente solastico, che ha scoperto le potenzialità educative della fantascienza.

Dallo Zingarelli 1995 leggiamo: "fantascienza, s.f. Interpretazione fantastica e avveniristica delle conquiste della scienza e della tecnica che entra come componente essenziale in un particolare genere di letteratura, spettacoli e sim.". La fantascienza è quindi un particolare genere (di letteratura, per quello che si tratterà in questa sede) che, partendo dall'osservazione e dalla conoscenza delle tecnologie di un dato periodo, costruisce delle trame di fantasia, che mantengono però un realismo (proprio grazie alla presenza della componente scientifico - tecnologica) maggiore rispetto agli altri generi fantastici.

Fantascienza & fantasy

Molto spesso la fantascienza viene accostata (e confusa) con un altro genere fantastico: la fantasy. Se da un lato può capitare di leggere opere che rendono difficile l'inserimento nell'uno o nell'altro filone, tradizionalmente i due generi presentano gunn.jpg (18501 byte)marcate differenze.

Innanzitutto, science fiction e fantasy rispecchiano due modi antitetici di porsi di fronte al fenomeno della civiltà tecnologica.

Possiamo rintracciare il momento della frattura in quella che è la preistoria del genere fantasy. Con la rivoluzione industriale del XVIII secolo, la diffusione sempre più massiccia delle macchine non solo nel mondo del lavoro ma anche nella realtà quotidiana - Carlyle ne era tanto scandalizzato da esclamare: "... non soltanto l'esterno e il fisico è guidato dalla macchina, ma anche l'interno e lo spirituale" - fa capire che esse possono non soltanto essere strumenti nelle mani dell'uomo ma anche, prenderne addirittura il posto. Il disadattamento delle classi colte nei confronti della nuova realtà storico-sociale porta alla nascita dei "romanzi gotici", in cui compaiono paure, mostri, storie indegne di un'età razionale.

Col passare degli anni, il gusto gotico per l'irrazionale si arricchisce e si trasforma: compare la passione per il romanzo storico, per l'esotismo, il mito delle civiltà perdute, una certa predilizione per il fiabesco, per l'elemento magico. È nata la fantasy nel senso moderno del termine, che propone scenari idilliaci, medioevaleggianti, in cui la scienza è sostituita dalla magia, dove si muovono elfi, folletti ed eroi nel rispetto dell'ambiente e della natura. La scienza è qui un'aberrazione, qualcosa che strappa l'uomo dal mondo naturale rendendolo un mostro pronto a sacrificare la Natura, sua madre, per il proprio interesse. I conflitti etici intorno alla legittimità o meno della manipolazione della natura vengono annullati, suggerendo il ritorno ad uno stato primitivo.

La fantascienza, invece, vede la scienza come importante causa del benessere umano. Il progresso è una realtà benefica, ma l'impiego sbagliato della tecnologia, cioè il suo utilizzo per fini personali e non umanitari lo rendono pericoloso per l'uomo. La science fiction non vuole cancellare o ignorare scoperte o invenzioni che possono essere anche pericolose, ma cercare di impiegarle al meglio, in modo che i vantaggi superino gli svantaggi. La fantascienza quindi non può non considerare, proprio alla luce del suo atteggiamento nei confronti delle tecnologie, i problemi sollevati dall'impiego delle stesse, cosa trascurata invece dalla fantasy.

Non è certo l'approccio con la tecnica e la scienza l'unica differenza fra i due generi. In essi infatti viene impiegato anche un differente tipo di immaginario: quello della fantasy è arbitrario; vicende, luoghi, personaggi vengono creati dalla fantasia dell'autore secondo criteri da lui stabiliti, che possono non corrispondere con quelli solitamente utilizzati nell'interpretazione della realtà che ci circonda. Nell'opera fantasy le leggi della fisica possono essere stravolte, riscritte, ignorate.

L'immaginario fantascientifico deve essere invece, per definizione, convincente e credibile, e ricorre quindi ad estrapolazioni dalle scienze naturali e umane, senza però operare alterazioni.

Questo non vuol dire che nella fantascienza la fantasia, che gode di tanta libertà nella fantasy, venga impedita nella sua espressione, anzi, la science fiction realizza proprio la proiezione dell'immaginario nel reale: la fantasia stimola qui la creatività, non è fuga nevrotica dalla realtà ma ricerca di alternative, di soluzioni. La science fiction stimola il lettore a "non consumare il pensiero pensato, ma a produrre con prontezza un pensiero nuovo" (M. Mencarelli).

Breve storia della fantascienza

Per rintracciare le origini della letteratura fantascientifica bisogna risalire alla fine del secolo scorso. Negli Stati Uniti, l'affermarsi della narrativa popolare non fu immediato. Fino al 1890, gli editori vendevano i loro volumi quasi esclusivamente tramite cedole di abbonamento e cataloghi postali. Il mercato del libro ebbe occasione di ampliarsi solo quando l'agenzia distributiva American News impiantò una rete di vendita nei chioschi stradali, nelle stazioni ferroviarie, nei capolinea dei traghetti, luoghi d'incontro tipici della gente qualunque, che ora, rispetto al passato, viaggiava di più, leggeva di più, fantasticava sulle scoperte quasi quotidiane di uomini come Edison, Bell, Eastman. Erano anni di ottimismo, contraddistinti da profondi mutamenti sociali e culturali, in cui i livelli d'istruzione delle classi medio-basse registravano un sensibile aumento.

I "romanzi d'invenzione", in cui eccelleva Jules Verne, erano già diffusi. La curiosità scientifica portò alla creazione di immaginari automi, aeromobili e sommergibili, suggerendo estrapolazioni della realtà contemporanea. Da questi romanzi speculativi nascevano suggerimenti tecnici, all'inizio entusiasticamente migliorativi, in seguito forieri anche di sviluppi negativi, come inattese deviazioni mostruose. La nascita del moderno "meraviglioso", il sense of wonder, non fu altro che un'evoluzione del gusto per l'inconsueto, per la sorpresa. Il mistero si spostava semplicemente dalla vita contemporanea a scenari futuribili. Tutto questo cercando di mantenere la maggior credibilità scientifica possibile. Non a caso, il nuovo genere letterario pretese di chiamarsi science fiction, ossia "narrativa scienfitica".

A tali temi si rifecero le prime riviste inglesi di letteratura popolare, ospitando racconti di Fantascienza. Ad esempio, nel 1892 la rivista "The Idler" pubblicò The Doom of London di Robert Barr, in cui Londra muore soffocata dallo smog, e, nel 1893, Novel Notes, di Jerome. K. Jerome, in cui un robot elettrico danza e chiacchiera a comando per intrattenere le signore della buona società. Nel 1892 "The Strand Magazine" pubblicò The Los Amigos Fiasco di A. C. Doyle, in cui una malriuscita esecuzione sulla sedia elettrica trasforma il condannato in un super-uomo carico di energia, invincibile e quasi immortale, e l'anno successivo The Keeper of the Great Burman, con un albero mutante, mezzo vegetale e mezzo insetto; due anni dopo è la volta di An Express of the Future, che parla dell'apertura sotto l'Oceano Atlantico di un tubo di collegamento pneumatico tra Francia e USA.

Momento fondamentale della storia della Fantascienza fu la pubblicazione a puntate nel 1895, su "The New Review", del romanzo The Time Machine di H. G. Wells. Il notevole successo dell'iniziativa convinse anche l'ultimo degli editori che il nuovo genere avrebbe trovato presto un vastissimo mercato. Intanto, la produzione di Wells si accrebbe con la pubblicazione di diverse opere sul "Pearson's Magazine". È del 1896 il racconto In the Abyss, dove l'autore descrive la discesa in batiscafo nelle profondità marine, dove vive una razza semi-umana. Nel 1897 uscì l'opera più sconvolgente di Wells, The War of the Worlds, in cui si narra l'invasione della Terra da parte dei Marziani. Questo romanzo, oltre a segnare la nascita vera e propria della fantascienza, creò un nuovo genere, quello della narrativa catastrofico-apocalittica. Nel 1900, esprimendo le paure del nuovo secolo, uscì The Purple Cloud di Matthew P. Shiel, che descrive una totale distruzione dell'umanità attraverso le parole dell'ultimo sopravissuto. Nel 1905 sul "McClure's Magazine" vide la luce With the Night Mail di Rudyard Kipling; l'autore s'inventava un servizio di trasporto, postale e per passeggeri, svolto in cielo, a bordo di dirigibili.

La fantascienza fu etichettata come genere nel 1926, quando Hugo Gernsback fondò negli Stati Uniti "Amazing Stories", la prima rivista a presentare racconti utilizzanti la scienza come stimolo narrativo. Il successo della proposta fu immediato, e si consolidò, alla fine degli anni Trenta, con un'altra rivista, "Astounding Stories", che sotto la direzione di John W. Campbell approfondì il rapporto dell'immaginario con le scoperte della scienza e con le nuove tecnologie. Campbell chiedeva ai suoi autori di scrutare nel rapporto controverso tra scienza e società, nell'ambiguità contenuta nella relazione tra le ragioni e l'etica del progresso e la diffidenza tipicamente umana nei confronti del mutamento. Le storie di fantascienza degli anni Trenta e Quaranta erano caratterizzate da un forte impulso morale, unito alla curiosità per il futuro e alla consapevolezza delle complicazioni che ne sarebbero venute, soprattutto in ambito sociale.

Le ultime tendenze

Il cyberpunk, una sorta di sottogenere sviluppatosi negli anni Ottanta ad opera di un gruppo di autori di Fantascienza (Gibson, Sterling,...), ereditò proprio questa funzione speculativa e morale.

Nei romanzi Cyberpunk non è più l'individuo a correre incontro al futuro con espedienti più o meno credibili (macchine del tempo, etc.), ma sono le informazioni a spostarsi verso di lui, veicolate dall'elettronica. Il sapere non è più progressivo ma "assoluto", completamente accessibile in ogni tempo ed in ogni luogo attraverso le reti telematiche. Bruce Sterling, teorico della prima ondata di cyberpunk, è stato forse il primo fra gli scrittori della nostra epoca a rendersi conto che il mondo della rete, quello che si spalanca nello spazio infinito ed effimero delle connessioni telematiche, è un infinito territorio di conquista, un'immensa frontiera elettronica la cui virtualità corre il rischio di mascherare le manovre di oscuri centri di potere, non più riflettenti le misure e i confini nazionali, ma che stabiliscono l'esistenza di una nuova economia politica.

Queste tematiche sono state affrontate da Sterling nell'antologia manifesto Mirrorshades, e in diversi romanzi come Isole nella rete, Artificial Kid e nel libro, ispirato a un caso di repressione contro la libertà del sapere elettronico, Giro di vite contro gli hackers. In un romanzo successivo, Atmosfera mortale, Sterling ha affrontato il tema dell'ecologia, secondo una messa in scena quasi brechtiana, in cui un tornado immane e devastante più dell'atomica, conseguenza del disastro ambientale, minaccia la fine del mondo.

Un filone significativo della fantascienza più recente è quello in cui possono inserirsi due romanzi piuttosto noti, La svastica sul sole di P. K. Dick e Il signore della svastica di N. Spinrad: le civiltà alternative. In questi romanzi la minaccia di un oscuro mondo a venire viene usata come monito contro le deviazioni della storia. Il racconto di universi paralleli, in cui le svolte epocali delle civiltà hanno avuto corso differente, viene utilizzato per riflettere sui difetti della civiltà presente e sui rischi che corre di evolversi verso il peggio. Non abbiamo quindi il meraviglioso sogno sociale di un mondo perfetto, ma dalla constatazione del fallimento e dell'inattualità del progetto utopico in una società che non ha a disposizione nessuno degli entusiasmi dell'ingenuità, prende il soppravvento il filone antiutopico.

In anni recenti è emersa una particolare corrente di questi viaggi alternativi, spesso ambientata nella Londra vittoriana invece che negli anni del nazismo, periodi visti come punti cruciali per lo sviluppo della nostra civiltà. Questa corrente è stata etichettata come "steampunk", ovvero "punk a vapore", anche se del punk conserva solo la radicalità, preferendo alla frontalità una dimensione strategica e sottilmente insinuante. Gli autori sono gli stessi del cyberpunk, come Gibson e Sterling; ma i più rappresentativi sono i californiani Blaylock, Powers e Jeter, con i britannici Stableford e Newman. Vengono inscenate narrazioni-laboratorio, in cui elementi scientifici e tecnologici risolutivi nel campo della storia sono calati in un'epoca non ancora disposta a recepirli. Un romanzo particolarmente significativo è La macchina della realtà di Gibson & Sterling: nel XIX secolo il calcolatore di Charles Babbage è riuscito ad imporsi come bizzarra forma di computer. Per alcuni scrittori americani Londra è la terra di un sogno ambiguo, sconvolgente, che getta da lontano ombre sul destino dell'Occidente; per altri, è una presenza oscura che veleggia sui destini dei personaggi, e, tramite loro, su quelli dell'intera umanità.

La fantascienza a scuola

Mai come negli ultimi tempi si è dibattuto sul valore della Letteratura di fantascienza, spesso considerata, insieme a quella poliziesca, di livello inferiore rispetto ai generi più propria-mente letterari.

Infatti, si è constatato che nonostante il notevole livello tecnologico raggiunto, la maggior parte dei cittadini trascura l'importanza della letteratura scientifica, limitandosi ad utilizzare le macchine, spesso senza cercare di capirne i meccanismi e considerarne le implicazioni. Così, si è pensato che, in un'epoca a forte sviluppo tecnologico e scientifico come appunto è la nostra, la fantascienza possa essere un mezzo per avvicinare i ragazzi ai nuovi strumenti. Fino ad un cinquantennio fa era difficile immaginare che ognuno di noi avrebbe presto avuto a disposizione a casa propria un computer superiore ai più grandi calcolatori elettronici del tempo. Nella letteratura fantascientifica, l'elemento tecnologico è presente, e solitamente descritto con un linguaggio il più possibile scientifico. Ciò non vuol assolutamente essere un tentativo di affermare che la science fiction può sopperire alla mancanza di letteratura scientifica, anzi. Però certamente la scuola può usare la fantascienza per avvicinare i ragazzi alle tecnologie, per tracciare una via che porti alla stimolazione della curiosità del lettore nei confronti anche della letteratura scientifica.

L'epoca in cui viviamo è caratterizzata dalla crescita esponenziale del livello tecnologico. In passato, tra scoperte significative per l'umanità passava un tempo molto più lungo rispetto a quello che intercorre oggi tra una scoperta e l'altra. Questo può causare quello che A. Toffler definisce lo choc del futuro, cioè "il disorientamento, causa di capogiro, determinato dall'arrivo prematuro dell'avvenire".

La fantascienza può prevenire quest'effetto, avvicinando l'uomo alla scienza, in quanto essa presenta, sotto forma di avventure avvincenti ed entusiasmanti, problemi scientifici complessi ed importanti.

La letteratura di fantascienza

A questo punto è necessaria una precisazione: la fantascienza, o science fiction, viene solitamente accomunata ai romanzetti che si trovano in edicola. Ma come non parago-neremmo un romanzo come Quel pasticciaccio brutto de via Merulana del Gadda ai gialli settimanali, così non possiamo sminuire opere come La guerra dei mondi di H.G. Wells, anche se la science fiction ha spesso prodotto opere dozzinali.

La fantascienza migliore è caratterizzata da un alto grado di letterarietà, e solitamente da una componente scientifica che cerca il più possibile di non perdere il contatto con la realtà, immaginando situazioni possibili, futuribili, che non siano solo frutto di fantasia ma siano in qualche modo credibili. Le storie di Fantascienza spesso, prendendo spunto dalle problematiche sociali e politiche contemporanee, favoriscono il dibattito etico sui rapporti tra scienza e società, tra l'uomo e le macchine. Umberto Eco sottolinea come la fantascienza abbia la "vocazione di termometro delle tematiche in discussione" da parte della letteratura e della sociologia contemporanee, e come mantenga una tensione utopistica nella sua critica positiva all'attuale. Eco le attribuisce così anche una funzione educativa, che è rintracciabile anche nelle opere che si inseriscono nel filone dell'utopia negativa o "distopia", che dipingono scenari senza scampo, denunciando il pericolo delle estremizzazioni del processo applicativo della scienza. Così intorno a opere sostanzialmente di fantasia nascono dibattiti più che mai attuali. Ad esempio, a proposito della clonazione: è lecito clonare un essere umano? quale sarà la vita del clone? è da considerarsi "inferiore" rispetto all'originale? O delle macchine: è giusto automatizzare il lavoro? l'uomo uscirà per sempre dalle fabbriche? si dedicherà ad una vita del tutto contemplativa? che senso avrà la sua esistenza senza il lavoro, senza la fatica? Senza dimenticare le tematiche ecologiche: i dati scientifici, emergendo nel prosieguo della storia, perdono di astrazione, facendo sì che il lettore comprenda che la scienza non può mai essere disgiunta dalla componente umana, e che anzi proprio la possibilità di riflettere in astratto sulle possibili implicazioni dell'affermazione di certe tecnologie, di valutare vantaggi e danni, permettono all'uomo di scegliere la miglior linea d'azione.

La fantascienza per ragazzi

Oltre alle tematiche specifiche della letteratura di fantascienza, troviamo poi i temi più tradizionali, quelli che risalgono ai poemi eroico-cavallereschi, alla tradizione mitologica. I temi del viaggio, dell'avventura, la sfida all'ignoto, l'importanza dell'amicizia, dell'onore, la lotta tra il Bene e il Male.

Il tema dell'avventura è particolarmente importante nella letteratura per ragazzi. Infatti, il giovane lettore è spesso attratto da un ambiente, quello avventuroso, in cui ha la possibilità, mediante l'uso della fantasia, di rimodellare fatti e personaggi appartenenti alla vita reale, secondo le sue esigenze di crescita. Inoltre, nell'opera fantastica il ragazzo può comunque fare esperienza di particolari problemi della vita reale, frapponendo però fra sé e la realtà uno "spazio di fantasia", che gli permette di ammorbidirne gli aspetti più pericolosi.

Esiste un vero e proprio filone di opere dedicate al pubblico giovanile: si tratta dei "juveniles", romanzi dedicati a questo tipo di pubblico sotto tutti gli aspetti, anche quello tipografico.

Nei "juveniles" di fantascienza troviamo storie caratterizzate appunto dalla presenza della scienza e della tecnologia, ma anche elementi tipici del romanzo per ragazzi in generale, come la presenza di un eroe centrale in grado di catalizzare subito l'attenzione, i valori dell'amore, dell'amicizia, del rispetto di sé e degli altri, i buoni sentimenti.

Naturalmente non si possono ridurre tutti i romanzi "juveniles" a questo modello, visto che alcuni mancano del personaggio principale e mettono in scena le guerre, le lotte politiche, la discriminazione, tematiche di solito destinate ad un pubblico più adulto, ma che, grazie alla struttura particolare dell'opera fantascientifica, possono qui essere accostate anche dai ragazzi.

È piuttosto difficile, però, avventurarsi nel vasto repertorio di opere di fantascienza per ragazzi, alla ricerca di testi che soddisfino sotto tutti i punti di vista fin qui esposti. Di recente, l'Editoriale "Scienza" di Trieste ha inaugurato la collana "Avventure Scientifiche". Finora sono usciti due testi, Caccia al meteorite di J. Verne e P. Bianucci e L'abisso di Atlantide di A.C. Doyle e L. Pinna. La novità sta proprio nell'accoppiare un romanzo fantascientifico e un saggio scientifico dal medesimo titolo. Anche la soluzione grafica è ottimale: le pagine del romanzo sono ingiallite, come segnate dal tempo, mentre quelle bianche del saggio sono corredate da illustrazioni. Una serie di rimandi interni permette di collegare agilmente fra loro diverse parti dell'opera. Questo fa sperare in una nuova affermazione della fantascienza, affinché non venga più considerata semplice letteratura di intrattenimento, ma le sia finalmente attribuita anche una funzione educativa.

 

BIBLIOGRAFIA

N. Zingarelli, Zingarelli 1995. Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli, XII edizione.

A. Scacco, Fantascienza e letteratura giovanile, Editrice La Vallisa, Bari, 1989, II edizione.

M. Mencarelli, Creatività, Ed. La Scuola, Brescia, 1980.

R. Giovannoli, La scienza della fantascienza, Editori Europei Associati, Milano, 1982.

F. Giromini, Alle radici di un sogno, articolo apparso su "Ken Parker Magazine", n.25, Febbraio 1995, Sergio Bonelli Editore.

AA. VV, Futuro: il meglio di una rivista di fantascienza, Editrice Nord, Milano, 1978.

A. Toffler, Lo choc del futuro, Rizzoli, Milano, 1972.

 

 

ANNA RUSSO è nata a Novara il 4 Maggio 1977. Vive a Galliate (No), dove ha frequentato le scuole dell'obbligo. Ha conseguito la maturità classica a Novara nel 1996 presentando una tesina sulla fantascienza. È attualmente iscritta al 1° anno della Facoltà di Giurisprudenza all'Università Statale di Milano. La sua grande passione per l'Astronomia l'ha spinta alla lettura di libri di fantascienza, in cui ha trovato delle trame avvincenti spesso mescolate a speculazioni sul futuro dell'uomo. Adora la musica, gli animali e i computer. Proprio nella tesina ha cercato di mettere in luce i rapporti tra l'uomo e il mondo della macchina. Collabora ad una fanzine, "Cleaver", dedicata a Stephen King in cui ha pubblicato un racconto di fantascienza orrorifica, Giulio, che tratta il tema della clonazione.