Q U E S T I O N E  DI  F O R M A

                                        di       Sebastiano   Diciassette

- Ma dove cavolo sarà finita? Eppure ero sicuro che stava qui. Mamma, hai visto per caso una musicassetta nuova che stava poggiata sul tavolo?

- Nico, sei sempre il solito sbadato! Se l'avevi messa sul tavolo, sul tavolo deve stare.

- Il ragionamento non fa una grinza, ma sul tavolo la cassetta non c'è!

- Non si parla da una stanza all'altra, quante volte te lo devo dire?

- Che nervi! Prima il pacchetto di sigarette ed ora la cassetta. - Così borbottando accompagnò la madre a casa di un'amica, ma la sparizione degli oggetti affollava la sua mente anche lungo la via del ritorno. Arrivato a casa inserì la chiave nella serratura e si avviò verso la cucina, dove rimase folgorato dalla sorpresa nel constatare che anche il suo bianco frigorifero era scomparso.

- Che razza di ladro ruba una cosa come un frigorifero e ignora oggetti di maggior valore anche più facili da trasportare?

Nei suoi pensieri c'era più stupore che rabbia. Proprio in quel momento il capanello suonò. Corse ad aprire la porta e si trovò di fronte un poliziotto che esibiva il suo distintivo.

- Buon giorno! - disse il poliziotto. - Vengo subito al punto. Alcuni inquilini di questo stabile si sono lamentati di alcune sparizioni e volevo sapere se lei ha notato qualcosa di strano.

- Guardi proprio in questo momento mi è scomparso il frigorifero, e - aggiunse incerto - precedentemente una cassetta rock e alcuni pacchetti di sigarette.

- Pacchetti di sigarette? - ripetè interessato il poliziotto. - I pacchetti di sigarette sono un denominatore comune di questi strani furti. Ricapitoliamo, - continuò a bassa voce tra sé. - Un ladro che non scassina le serrature, ruba le cose più disparate, dai frigoriferi ai pacchetti delle sigarette. Nessuno lo ha mai visto e non ci sono impronte o altri indizi. Boh?!?

In quel momento la faccia del poliziotto non ispirava la minima fiducia. Questi si congedò con un cenno, ancora assorto nei suoi pensieri confusi.

Meravigliato di non essere l'unica vittima di questo bizzarro ladro, Nico si immerse nel suo morbido divano congetturando e immaginando varie ipotesi, e nel frattempo giochicchiava con una scatola sigillata di carte napoletane fra le dita, finquando con un "POF!" la scatola svanì.

- Come? POF? - fu la sola cosa che riuscì a dire.

Non poteva essere! Gli era sicuramente caduta di mano. No! Perché ingannarsi?

Teneva l'oggetto stretto fra le dita e poi "POF!". Ci pensò su a lungo finché non ebbe un'idea. Andò a comprare due mazzi di carte, uno di marca uguale a quello appena scomparso ed uno di marca diversa. Tornato in fretta a casa, pose quello differente sul tavolo e si allontanò. Forse non c'era ragione di aver paura, ma non si sa mai. Come immaginava dopo un po' ci fu un altro "POF!" e le carte scomparvero nel nulla.

Passò la giornata seguente a cercare di capire come funzionava la faccenda ed intanto venne a sapere che le sparizioni continuavano anche dagli altri inquilini.

Formulò infine una teoria: sparivano solo gli oggetti a forma di parallelepipedo, di qualsiasi dimensione fossero. Corse fuori di casa con la ferma intenzione di svelare tutto alle autorità competenti.

Chiamò l'ascensore e una volta all'interno si accorse di essere molto nervoso. Il punto era: l'avrebbero creduto? Questa domanda lo stava torturando mentre scendeva al piano terra. All'improvviso si accorse che l'ascensore non stava scendendo affatto. Si era bloccato.

- Maledizione! - imprecò fra i denti. Pigiò il tasto di allarme, ma questo non suonò. Picchiò con forza sulla porta metallica, ma non si sentì nessuna risposta. Urlò. Passarono i minuti. Niente. Era ormai in preda al panico. Nessun rumore. Niente. Poi in un momento capì: anche la cabina dell'ascensore aveva forma di parallelepipedo!