Una chance per il futuro: la fantascienza di Antonio Scacco Il rapido progredire, oggi, della scienza e della tecnologia sottopone luomo, nel breve volgere della sua esistenza, a una serie di mutamenti così inattesi, profondi e molteplici che, in passato, si verificavano solo nellarco di centinaia di anni. Afferma Asimov che "prima dellOttocento erano esistiti i cambiamenti, ma erano stati così impercettibili da non avere alcuna influenza sulla vita dei singoli individui [ ] prima dellepoca moderna, il futuro era per lumanità esattamente identico al presente"1. La visione del mondo era, per luomo del passato, del tutto rassicurante, tanto che lumanista Carolus Bovillus poteva dire: "Hunc mundum haud aliud esse quam amplissimam hominis domum"2. Lavvento della scienza moderna sconvolse sin dalle fondamenta tale concezione prescientifica. Luomo, un naufrago nelloceano dellUniverso? Secondo uno dei più famosi astronomi contemporanei, Harlow Shapley, lo scardinamento
della visione antropocentrica del mondo si è attuato attraverso una serie di
"sistemazioni" successive. La sistemazione più importante, e più nota, fu
dovuta a Copernico, il quale rimosse la Terra e luomo dal centro
dellUniverso per sostituirvi il Sole. Ma dopo tre secoli, si scoprì che neanche il
Sole è al centro dellUniverso. Unaltra sistemazione si rese, dunque,
necessaria: passare cioè dalleliocentrismo al galattocentrismo. Infine, la
sistemazione più radicale. Poiché le osservazioni astronomiche contemporanee ci dicono
che le galassie si allontanano sempre Il "future shock" di Toffler È proprio sul ritmo di sviluppo, sui mutamenti rapidi che avvengono (a volte, a velocità
esponenziale) nel mondo doggi, che è rivolta lattenzione del sociologo
americano Alvin Toffler. Egli nota che, quando un individuo è sottoposto a mutamenti
eccessivi in un breve arco di tempo, va incontro ad un particolare malessere: lo
"shock da futuro" (future shock). Quale il rimedio? Quello di invertire
lo specchio del tempo: "In precedenza, gli uomini hanno studiato il passato per
gettar luce sul presente. Io ho capovolto lo specchio del tempo, persuaso che anche
unimmagine convincente del futuro possa prodigarci penetrazioni preziose
delloggi. Ci riuscirà sempre più difficile capire i nostri problemi personali e
pubblici se non ci serviremo del futuro come di uno strumento intellettuale"6.Ma
quando i pericoli vengono non più dallesterno, come nelle epoche passate, ma
dallinterno della stessa organizzazione sociale, come si fa a non parlare di società
del rischio? È la tesi portata avanti dal sociologo Niklas Luhmann, per il quale la
definizione di cui sopra è dovuta "soprattutto agli sviluppi tecnologici rapidi in
campi che si avvalgono del contributo scientifico della fisica, della chimica e della
biologia. Più di qualsiasi altro fattore, lespansione immensa delle possibilità
tecnologiche ha contribuito a far sì che lattenzione pubblica si rivolga ai rischi
ad essa connessi"7. La valenza umanistica della scienza Gli autori fin qui citati non si limitano solo a tracciare la diagnosi dei mali del
nostro tempo, ma si sforzano anche di indicare delle possibili terapie. In realtà, la
crisi culturale che attanaglia la società occidentale non è del tutto priva di una via
duscita, come denunciavano, nel ventennio tra le due guerre, certi famosi saggi: Il
tramonto dellOccidente di Spengler, La fine dellepoca moderna di
Guardini, La crisi della civiltà di Huizinga, ecc.. Secondo il fisico e filosofo
Enrico Cantore, ricercatore di primo piano allInstitute of Scientific Humanism di
New York, se infatti è la scienza allorigine della crisi didentità di cui
soffre luomo moderno, tuttavia è essa stessa a spingerlo facendogli scoprire
aspetti di se stesso (autoscoperta) che prima, nellera prescientifica,
ignorava - ad una maggiore umanizzazione (autoaffrontamento). Una valutazione,
pertanto, della condizione umana nellera della scienza "non dovrebbe limitarsi
alla crisi di identità. Più specificamente e più profondamente si deve parlare di crisi
di crescita"9. Fermate il mondo! Voglio scendere Ma è nel racconto di Raphael A.Lafferty, La lunga notte di martedì (Slow Tuesday Night, 1970), che i concetti di velocità esponenziale dei cambiamenti e di shock da futuro trovano una puntuale e magistrale esemplificazione. Nel futuro viene scoperto il modo di rendere le decisioni della gente più rapide ed efficienti. Quello che in passato richiedeva mesi o anni, ora richiede solo un breve intervallo di tempo. In un periodo di otto ore, una persona può intraprendere e concludere una o più carriere, tutte ugualmente complicate e impegnative. Quasi in modo istantaneo si formano e si dissolvono immensi imperi finanziari e opere dellingegno o invenzioni, in pochi attimi concepite e lanciate sul mercato, con altrettanta celerità lobsolescenza. Ecco come un filosofo compone la sua opera: Un uomo pensoso, di nome Maxwell Mouser, aveva appena prodotto unopera di filosofia attinica. Aveva impiegato diversi minuti a comporla. Per scrivere lavori di filosofia si usavano gli abbozzi flessibili e gli indici delle idee; si regolava lattivatore perché distribuisse la tecnologia desiderata in ciascuna sottosezione; si ricorreva allinseritore di paradossi e al miscelatore di analogie sorprendenti; si calibrava il taglio particolare dellopera e limpronta della personalità. Doveva per forza venir fuori un buon lavoro, perché leccellenza era diventata il minimo automatico per produzioni del genere. - Spargerò qualche ciliegina sulla torta, - disse Maxwell, e abbassò lapposita leva. Questa fece piovere manciate di parole tipo "ctonico", "euristico" e "promizeidi" attraverso tutta la stesura, così che nessuno potesse dubitare che si trattava di unopera di filosofia14. Per effetto dellandamento vorticoso che ha assunto lesistenza della
collettività umana, allinterno di essa si sono create tre microstrutture sociali,
ben distinte e parallele; gli Albiani, che svolgono le loro attività dalle quattro a
mezzogiorno, i Meridiani, che lavorano da Mezzogiorno alle venti, e i Notturni, dalle
venti alle quattro del mattino. Ognuno di questi organismi disfà ciò che laltro ha
precedentemente lasciato: ad ogni cambio di turno, edifici di centinaia di piani vengono
costruiti, occupati, abbandonati, e ancora demoliti per fare posto a strutture più
moderne. Solo degli esseri mediocri avrebbero utilizzato una costruzione abbandonata dai
Meridiani o dagli Albiani o dai Notturni. Sicché, nellarco di otto ore, la città
cambia radicalmente aspetto non una, ma più volte. Ildefonsa Impala, la donna più bella della città, era sempre interessata ai nuovi ricchi. Andò a trovare Freddy verso le otto e trenta. La gente decideva in fretta, e Ildefonsa, arrivando, aveva già preso la sua decisione [ ]. Lamore, per Ildefonsa e il suo sposo, era stato una cosa fulminea e consumante. Inoltre, avevano prenotato soltanto la luna di miele di lusso da unora. Freddy avrebbe voluto continuare la relazione, ma Ildefonsa lanciò uno sguardo a un indicatore di tendenza. Il modulo a mano avrebbe mantenuto la sua popolarità soltanto per il primo terzo della serata. E Freddy Fixico non era uno degli uomini di successo assidui. Riusciva a fare una bella carriera soltanto una sera alla settimana, in media. Per le nove e mezzo erano già tornati in città e divorziarono presso la Corte delle Cause Piccole15. Dalletica alla metafisica Dai pochi esempi fin qui citati, si può fondatamente sostenere che la fantascienza è,
per i giovani, veramente una chance per il futuro; né si possono considerare
esagerate le belle, appassionate parole pronunciate da Robert A.Heinlein nel corso di
alcune lezioni tenute allUniversità di Denver nel 1957: "In senso generale,
tutta la science fiction prepara la gioventù a vivere e sopravvivere in un mondo
di perenne mutamento, insegnando che il mondo cambia. Più in particolare, la science
fiction sottolinea il bisogno di libertà di pensiero, e lansia della
conoscenza"16. Anche uno studioso del calibro di Gillo Dorfles ha
sostenuto che non tutti gli scrittori di fantascienza sono "consapevoli di agitare
problemi così rilevanti e cruciali; i più anzi li ammanniscono, inconsciamente su
"ordinazione" perché è risultato da numerose inchieste qual è il pasto
fantastico che le masse trovano più sapido e allettante". Tuttavia, "molti [dei
loro] libri (e dei film o dei fumetti da essi tratti) sono effettivamente creati a buon
fine, mirano cioè a ristabilire i valori duna morale prevalentemente sana e
saggia"17. La scienza è nemica della metafisica? Purtroppo, con lavvento della scienza, lequilibrio culturale e politico del
Medio Evo andò in frantumi. La scienza acquistò, come abbiamo visto più sopra,
unimportanza così rapida e invadente, che cominciò a respingere da sé
(specialmente sotto linflusso del positivismo e dello scientismo) tutte quelle forme
di vita e di pensiero che le erano estranee, tra cui in primis la religione.
Bisogna però aggiungere che lazione di compressione esercitata dalla scienza nei
confronti della religione, non è qualcosa di preordinato. La scienza non è
necessariamente nemica della metafisica, anzi, come afferma B. dEspagnat, è
"la fisica [che] rianima la metafisica". La responsabilità del divorzio tra
scienza e religione ricade, in ultima analisi, sulluomo. Questi rifiuta lo sforzo di
un maggiore impegno etico che le mutate condizioni storico-culturali gli richiedono, e,
stordito dal sogno di unillimitata potenza che la scienza sembra prospettargli, è
trascinato in un vortice travolgente, come in una reazione a catena, che "[
]
spinge luomo a utilizzare la scienza per aumentare la sua potenza, a sua volta
utilizzata per ottenere dalla scienza nuovi frutti. Si tratta di una specie di ebbrezza
che oscura lo sguardo e lo distoglie da altri orizzonti. Ne consegue unatrofia
progressiva delle facoltà e della vita puramente interiore, tutti elementi
costitutivi del clima indispensabile alla fede religiosa. La stima esclusiva
dell'efficacia materiale nata dalla scienza vincola il cuore alle realtà puramente
terrene e materiali, e poco alla volta lo rende impenetrabile al mondo divino. Questo,
infatti, suppone innanzitutto un impegno personale di fronte a Dio, una comunione
interiore con una realtà che si manifesta soprattutto nel silenzio del cuore: tutte cose
estranee al mondo nato dalla rivoluzione scientifica"20. Un esempio di fantascienza religiosa Il romanzo di fantascienza che mette in risalto il valore della religione per una
convivenza umana degna di questo nome, è Un cantico per Leibowitz (A Canticle for
Leibowitz, 1959) di Walter Miller Jr. Vi si narrano le vicende dei frati di San Leibowitz,
uno scienziato convertito che ha fondato lordine monastico con lo scopo di salvare i
pochi libri rimasti dopo una catastrofe nucleare, di tramandarli alle generazioni future e
di far così rinascere la civiltà umana. Alla maniera dei monaci benedettini, anche
quelli leibowitziani copiano e impreziosiscono di miniature i libri, che vengono detti
"Memorabilia". Alla fine, la civiltà ritorna al suo antico splendore, ma
lumanità è rimasta schiava dei vecchi vizi morali. La Terra è nuovamente
sconvolta e questa volta definitivamente da un altro olocausto nucleare, e i
monaci di San Leibowitz, con uno sparuto gruppo di terrestri, partono a bordo di
unastronave verso un altro sistema planetario, per portare in salvo la fede e la
cultura. Ritornando al romanzo di Miller, cè un brano che, secondo noi, mette bene in evidenza lidea che la scienza senza la fede non può non ritorcersi contro luomo: Don Paulo non aveva preteso di convincerlo. Ma fu con il cuore pesante che labate notò la paziente condiscendenza con cui il thon lo ascoltava: era la pazienza di un uomo che ascolta un argomento che ha da molto tempo confutato con propria soddisfazione. - Ciò che consigliereste in realtà, - disse lo studioso, - è che noi aspettiamo ancora un poco. Che sciogliamo il collegium, o che lo trasferiamo nel deserto, e in un modo o in un altro senza possedere oro o argento facciamo rivivere una scienza sperimentale e teorica, in un modo lento e difficile, senza dirlo a nessuno. Che noi salviamo tutto per il giorno in cui lUomo sarà buono e puro e santo e saggio. - Non è questo che intendevo - Non è questo che intendevate dire, ma è ciò che significa quello che avete detto. Tenere la scienza chiusa in un chiostro, non tentare di applicarla, non tentare di far nulla fino a che gli uomini non saranno santi. Ebbene, non andrà. Voi lo avete fatto qui, in questa abbazia, e per intere generazioni. - Noi non abbiamo nascosto nulla. - No, non l'avete nascosto; ma vi ci siete seduti sopra, cosi quietamente, e nessuno sapeva che era qui, e voi non ne avete fatto nulla. Una breve collera lampeggiò negli occhi del vecchio ecclesiastico - Devo leggervi un elenco dei nostri martiri? Dovrò citarvi tutte le battaglie che abbiamo combattuto per serbare intatti questi documenti? Tutti monaci diventati ciechi nella copisteria? per il vostro bene? Eppure voi dite che non ne abbiamo fatto nulla, li abbiamo nascosti nel silenzio. - Non intenzionalmente, - disse lo studioso, - ma in effetti voi l'avete fatto... e per gli stessi motivi che, come voi sottintendete, dovrebbero essere i miei. Se voi tentate di salvare la saggezza fino a che il mondo diventerà saggio, Padre, il mondo non lavrà mai. - Capisco che lincomprensione è radicale! disse burberamente labate. Servire prima Dio o servire prima Hannegan questa scelta spetta a voi. - Ho poca scelta, allora, - rispose il thon. Vorreste forse che lavorassi per la Chiesa? Il sarcasmo nella sua voce era inconfondibile24. La rivalutazione dellimmaginazione Oggi, alle soglie del terzo millennio, il divorzio tra scienza e religione che
cera stato soprattutto nel XIX secolo e agli inizi del presente, sembra che si vada
colmando. I più prestigiosi esponenti del mondo scientifico, soprattutto quelli della
fisica quantistica (si pensi a Max Planck, Niels Bohr, ecc.), hanno rigettato il credo
scientista secondo cui la scienza può spiegare tutto, il mondo e luomo. Secondo il
fisico e teologo Thierry Magnin, la ripresa del dialogo scienza-metafisica "è un
fatto culturale innegabile alla fine del XX secolo [
]. Al punto attuale di
riflessione, sembra almeno possibile dire che la scienza del XX secolo ci orienta in modo
nuovo verso la domanda di senso e quindi sullinterrogativo su una trascendenza. Si
tratta di un radicale cambiamento in confronto allo scientismo del XIX secolo e quello
allinizio del XX secolo. E anche un passo importante per la nostra libertà di
fronte alla domanda di Dio"25.
N O T E 1 Isaac Asimov, Fantascienza e società, in Guida alla fantascienza, Mondadori, "Urania blu", Milano, 1984, pp.64-65. 2 Cfr. Enrico Cantore, Luomo scientifico. Il significato umanistico della scienza, Edizioni Dehoniane, Bologna, 1988, p.497. 3 Harlow Shapley, Le stelle e luomo, Mondadori, Milano, 1961, p.134. 4 Thomas Carlyle, Segni dei tempi, in Valerio Castronuovo, La rivoluzione industriale, Sansoni, Firenze, 1973, pp.114-115. 5 Piero Angela, La vasca di Archimede, Garzanti, Milano, 19824, p.5. 6 Alvin Toffler, Lo choc del futuro, Rizzoli, Milano, 19722, p.12. 7 Niklas Luhmann, Sociologia del rischio, Bruno Mondadori, Milano, 1996, p.98. 8 Stephen Kern, Il tempo e lo spazio, Il Mulino, Bologna, 1988, pp.12-13. Kern cita Wells e definisce la sua macchina del tempo "un simbolo della speranza di tutta la tecnologia di accelerare i processi di cambiamento". Per un quadro completo dei riferimenti alla fantascienza presenti nel saggio di Kern, si veda la recensione di Massimo Del Pizzo su "Future Shock" n.3 (nuova serie), maggio 1989, pp.12-13. 9 E.Cantore, op. cit., p.511. LAutore accoglie la tesi dello psicologo Erik H.Erikson, secondo cui "levoluzione socio-genetica delluomo sta per giungere a una crisi nel senso pieno del termine, a un crocevia da cui si diparte un sentiero per la fatalità e uno per la ripresa e unulteriore crescita" (p.510). 10 T.Carlyle, op. cit., p.117. 11 P.Angela, op. cit., p.129. Il concetto di simulazione mentale, cioè di essere in grado di pre-vedere il pericolo prima che si presenti entro il nostro orizzonte visivo, costituisce il leitmotiv di tanti romanzi di fantascienza basati sulla telepatia. 12 N.Luhmann, op. cit., p.258. 13 A.Toffler, op. cit., p.421. 14 Raphael A.Lafferty, La lunga notte di martedì, in Associazione genitori e insegnanti (Nine Hundred Grandmothers, 1970), Mondadori, "Urania" n.852, 1980, p.144. 15 Ibidem, pp.142-143. 16 Citato in G.Caimmi-P.Nicolazzini, Le storie future, in "Robot" n.33, Armenia, Milano, 1978, p.183. La tensione educativa di Heinlein è documentata dai romanzi scritti per la gioventù (juveniles) e da quelli della terza fase della sua carriera letteraria. 17 Gillo Dorfles, Nuovi riti, nuovi miti, Einaudi, Torino, 1977, p.225. 18 Ildebrando A.Santangelo, Il senso dellesistenza, Comunità Editrice, Adrano, 1985, p.110. 19 Erich Fromm, Avere o essere?, Mondadori, Milano, 197916, p.184. 20 Jean-Marie Aubert, Il giovane e la scienza, Edizioni Paoline, Catania, 1963, pp.31-32. 21 I.A.Santangelo, op, cit., p.119. 22 Cfr.Collettivo "UnAmbigua Utopia" (a cura di), Nei labirinti della fantascienza, Feltrinelli, 1979, p139, dove si mette in rilievo lopera meritoria dei frati di San Leibowitz di portare "la razza umana verso un nuovo rinascimento e il ritorno della civiltà al livello che aveva raggiunto ai nostri giorni", ma poi il giudizio conclusivo è che il "romanzo è, ideologicamente, quanto mai equivoco". 23 E.Fromm, op. cit., p.200. 24 Walter Miller, Un cantico per Leibowitz, Ed. La Tribuna, Piacenza, 1964, pp.287-288. 25 Thierry Magnin, La scienza e lipotesi di Dio, Ed. San Paolo, Torino, 1994, p.75. 26Cfr.G.Holton, Immaginario scientifico. I temi del pensiero scientifico, Einaudi, Torino, 1983. |