Viaggio nello spazio interno

(a cura di Sebastiano Ferrigni)

 

Cristalli Sognanti (n. 5, aprile 1999)

Si tratta della raccolta antologica dei dieci migliori racconti pervenuti alla terza edizione del concorso letterario proposto dal circolo culturale "L’Altroquando". Il vincitore assoluto è E. Girardi con La notte di Santa Lucia, un racconto molto bello con una scrittura lineare, lucida ed efficace, meritevole sicuramente del miglior piazzamento. Al posto d’onore il piacevole Una favola poco cinese di S. Perillo, che dispensa gradevoli tocchi surreali. Altrettanto ben scritto risulta Michelangelo inguaiato di F. Nardini (peccato per il titolo). A seguire Annotazioni a proposito dell’esperimento Pinelli di F. Gattini, una scrittura venata di umorismo in un tentativo di analisi della sinestesia come fenomeno scientifico. Fuoco freddo di F. Tucci è una breve novella di stampo orrorifico. Cheap Eyes di R. Vigilante è l’episodio meno convincente della raccolta. Decimo livello di A. Garavello è la descrizione di un’avventura in un gioco molto poco virtuale, la cui seconda parte risulta troppo forzata e quindi stonata. Un altro racconto "cannibale" (ma niente a che vedere con la gioventù di Einaudiana memoria) è Menù turistico: Lit. 20.000 a persona di S. Nuzzo che precede un rapido e fugace squarcio su un anomalo scenario bellico di A. Pennacchi. Un ennesimo scontro a fuoco è al centro dell’ultimo classificato: A. Intra con Il non ritorno.

Ricapitolando: la giuria del premio (con V. Evangelisti in testa) ha fatto davvero un buon lavoro visto che il livello qualitativo medio è più alto rispetto a quello della scorsa edizione e la graduatoria finale rispecchia in massima parte il valore degli scritti. Anche la veste più curata permette di dare un giudizio ampiamente positivo a questa antologia.

Circolo Culturale Arci L’Altroquando - c.p. 133 - 10036 Settimo Torinese

Planet Ghost (n. 8, febbraio 1999)

Da questo numero PG si presenta con un taglio più professionale, a partire dalla copertina a colori per arrivare alla qualità di stampa, anche se c’è ancora qualcosa da registrare, a cominciare dalle interessanti schede sugli episodi che compongono la serie di "Tales from the Crypt" le quali nell’impaginazione perdono qualche riga. Di seguito troviamo una breve zoomata sull’illustratore F. Frazetta. Quindi, la prima parte di una esaustiva guida alla narrativa di Dean R. Koontz a cura di G. Mistretta. Uno speciale sul serial Tv Visitors di M. Ferrara. Interviste a N. Lombardi e O. Ricci. La rubrica "Cinemania", che forse meriterebbe qualche film in meno e qualche approfondimento in più. Una filmografia completissima su Dr Jekyll e Mr. Hyde. Graffianti recensioni sulla narrativa italiana (e non solo) dell’orrore. Infine un morboso elenco di serial killer, veri o presunti, sparsi nella penisola italica (ma operazioni del genere mi trovano decisamente contrario). Anche in questo numero, inoltre, è presente l’inserto narrativo, dove finalmente gli scritti si fanno un poco più interessanti come nel caso del discreto Frank di G. Mistretta (anche se l’escamotage del solito gemello è un po’ banale), di Novello Icaro di N. Lombardi o il dissacrante L’amore è una forza ribelle di M. Perissinotto, mentre gli altri lasciano a desiderare come Raptus di M. Ferrara (giunto alla quinta puntata!) che è infarcito di dialoghi poco credibili e scene pseudo-raccapriccianti piuttosto standard.

50 pagg. A/4, £ 10 .000 (spese postali escluse), c/o Massimo Ferrara, C.so Susa 19, 10098 - Rivoli (TO).

Santerestil Matt (n. 0-Beta, gennaio-aprile 1999)

Questa "DIYzine a periodicità stocastica" si presenta con una grinta non comune ed un piglio provocatorio per nulla celato, anzi. Già dall’introduzione mena bordate a destra e a manca nel placido mondo della fantascienza nostrana. Nel mirino ci finiscono indistintamente le case editrici (dalla Mondadori alla Fanucci) e scrittori (da Evangelisti a Ricciardiello). Personalmente trovo questa incisiva verve polemica salutare ed utile a smuovere le stagnanti acque dell’ufficiale sf italiota. Sicuramente la fanza più virulenta, battagliera e, bisogna dirlo, coraggiosa all’orizzonte. Buona la scelta e la traduzione di racconti quali Loki 7281 di R. Zelazny e Un Genio Modesto di V.S. Shefner. Se siete miopi anche i minuscoli caratteri di stampa vi daranno filo da torcere. 18 pagg. 4/4 £ 1.600, c/o Gianni Giordano, Via T. Sorrentino 58, 80054 Gragnano (NA)

La Torre del Crepuscolo (n. 4, febbraio 1999)

Tra incantesimi, castelli, cavalieri e amazzoni, prosegue la peculiare linea editoriale di questa fanzine: solo racconti o poesie, niente rubriche, saggi o inutili fuorvianti dissertazioni. Punto e basta. In questo numero si segnala Ombra di Lupo di F. Terlizzi dalla prosa scorrevole che sembra piuttosto lo spunto per uno scritto di ben più ampio respiro. Castello d’Incubo di C. Sorella è una prova non certo originale, ma dignitosa, in cui si nota un uso eccessivo da parte dell’autrice dei puntini di sospensione. Ritorna K. Knipp con una lirica decadente in un inglese arcaicheggiante. Tante Stelle di S. Ivaldi è uno spaccato fantastico altalenante, probabilmente parte di una trama più vasta a noi per ora sconosciuta. Il Testamento del Cigno di M.G. Modoni è un racconto orribile e mal scritto. Confusionario Il Boccone dell’Assassino di S. Zama. Confuso & infelice anche Ombra d’Astri di L. Vacca. Si continua con il settimo e ottavo capitolo della saga L’Imperatore Detronizzato ideata da L. Ottolenghi e si finisce con Rogo all’Alba di F. D’Adamo che, se non fosse per il ridondante uso dell’inversione aggettivo/sostantivo come stratagemma letterario, sarebbe un racconto ben più godibile.

La Torre del Crepuscolo (n. 5, marzo 1999)

Numero particolare essendo uno speciale "Idi di Marzo" interamente dedicato a racconti ambientati in epoca romana. Apre L’Aquila ed il Corvo di A. Sanseverino, controverso ma leggibile. Segue L’Eredità degli Inferi di F. Terlizzi: licantropico. Il Calice del Veleno di C. Sorella fornisce un abile ricostruzione storica che, se non veritiera, risulta certamente verosimile. Historiae Act. I di F. Vianale, sorvolando sull’infelice titolazione, è un frammento inutile. Dignitoso Il Cuore agli avvoltoi, l’Anima a Roma di F. D’Adamo. Caotico e poco credibile Icaro di L. Vacca, incursione vampiresca in età imperiale. Poco chiaro Caput Mundi di S. D’Onofrio in bilico tra storia e fantasia senza freni. Mensile, 35 pagg. £.3.000 (spese postali incluse) c/o F. D’Adamo, via Catania n. 8, 86039 Termoli (CB).

L’Eco di Marte (n. 7, aprile 1999)

In questo numero si possono trovare: informazioni sull’attore G. Sewell alias il Col. Alec Freeman della serie televisiva "UFO"; un paio di paginette sul fumetto "Jeff Hawke" creato da S. Jordan; una breve rassegna stampa di articoli che potrebbero interessare i fantascientisti; la ormai classica guida agli episodi di "Spazio:1999" curata da A. Finamore; un enigmatico racconto di V. Di Serio; la consueta rubrica "Velosvelo" contraltare irridente delle indagini alla "X-Files"; un agile incursione nel mondo dei gadgets collegati all’ufologia (o "Ufomania" che dir si voglia).

L’eco di Marte (n. 8, luglio 1999)

L’ottavo capitolo di questa fanzine è doverosamente dedicato alla memoria dell’attore De forest Kelley alias l’indimenticabile Dott. Mc Coy della prima serie di Star Trek. Oltre alle divertenti foto pubblicate si fanno notare: un breve articolo sul serial TV Quantum Leap; un racconto di P. Franchi che, pur con qualche sbavatura, si fa comunque apprezzare per lo spunto narrativo; una recensione del film Sfera a cura di R. Gualdrini; un focus sulla Gay Ellis del telefilm UFO; un brevissimo accenno al fumetto "Nathan Never"; e la delirante prima avventura degli agenti X e Y titolari dell’Agenzia di indagini oltre il senso comune.

Bimestrale, 30 pagg., £ 6.000 (s.p. incluse), c/o Fabrizio Franzoni, c. p. 1103, Bologna, 40125.

Futuro Europa (n. 25, aprile 1999)

La rivista che ha l’ambizione e il merito di focalizzarsi solo su ciò che la sf europea offre, presenta: un editoriale in cui balena l’ipotesi di pubblicare una nuova collana dedicata solo alla saggistica; Templio, un romanzo breve di G. Sangiorgi, che risulta, a causa di un marcato positivismo orientaleggiante new age, a tratti stucchevole; una prosa onirica di M.A. Miglieruolo; un racconto post-nucleare e post-femminista di M.G. Di Rienzo; una panoramica sulla fantascienza in Bulgaria con, a seguire, tre prove di esponenti di questa scuola: buona la prima, (L’uomo che voleva recitare Amleto di P. Kargilov), interessante la seconda (Via dolorosa di A. Melkonian), poetica - pure troppo - la terza (Tutto quello che noi chiamiamo cielo di V. Miloev); Chiudete le finestre! di S. Barbesti è, invece, uno spaccato inconcludente con un intento pedagogico talmente smaccato da risultare tanto irritante quanto poco coinvolgente; Lettera dalla Norvegia di L. Aldani ovvero un microracconto su di un possibile futuro racconto di fantascienza (!); altrettanto gustoso e altrettanto corto Le navi d’oro del ceco J. Veis; Trittico notturno romanzo breve di M. Antonetti, avvincente descrizione di un contatto extraterrestre che, però, per la particolare presenza di un delfino nel finale, ricorda un po’ troppo Addio e grazie per tutto il pesce di D. Adams; infine, si chiude con Critica dell’intolleranza, piacevole, anche se poco credibile, ma che a sua volta ricorda il romanzo Chi è intelligente? di J. Green. Trimestrale. 238 pagg. £. 25.000. Abb.to 6 volumi £. 125.000. c.c.p. n. 10351401 int. Perseo Libri - Bologna.

Futuro News on line (n. 2, aprile/giugno 1999)

Gli editoriali che aprono questo numero mostrano un inconsueto attrito tra la Fanucci e la Nord a causa di un presunto "scippo" di autori quali Gemmel e Turtledove. Si prosegue con un analisi della scena letteraria Avant-Pop e due interviste ai succitati scrittori causa dello screzio. Per la narrativa: tre racconti brevissimi tra cui spicca Tra di noi di A. Cola, sufficiente il bozzetto fantasy di E. Giulivi, mentre La Cerimonia di D. Meloni ricalca situazioni già lette parecchie volte. 34 pagg. Trimestrale. Abb.to £ 12.000 (4 nn.) sul c.c.p. 72355001 - Fanucci Editore srl - Via delle Fornaci, 66 - 00165, Roma.

Subway (n. 3, aprile 1998)

Continua, con un cospicuo aumento di pagine, l’avventura di questa pubblicazione di "letteratura dell’immaginario"che nell’editoriale, tra l’altro, auspica l’arrivo di nuovi collaboratori per aggiungere linfa e variare i punti di vista (tra parentesi, concordo con l’autore sulla pessimistica valutazione di un fandom troppo sfilacciato). Ma andiamo avanti a leggere nell’ordine: una poesia di P. Novelli; una presentazione del Make-Up Studio di M. Fabriczki; un articolo di E. Farinella sul cyberpunk; una breve scheda sul regista P. Jackson; la rubrica "La Biblioteca di Babele" con recensioni di M. Bernacchi; una favola oscura e scorrevole (nonostante termini disusati quali "nequizia" ed "opimo") di N. Paghini; un analisi sulla scrittura del grande Bradbury curata da G. Scalambra; un lungo racconto (L’albero di Igor) di R. Pacelli che riesce a rubare più di qualche divertito sorriso al lettore; e, per concludere, un articolo critico e pregno di scetticismo verso gli UFO o sofismi New Age considerati come attentati alla credulità popolare.

Pagg. 63, contributo libero, c/o Edizioni Guyal di Sfere, via Val Morea 12, 20152 Milano.

Nuovi Mondi (n. 4, marzo 1999)

Ed anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un frizzante editoriale che prende una posizione "contro". Dopo un lungo periodo di calma piatta ben vengano i dibattiti ed anche gli scontri necessari per vivacizzare tutto il vivacizzabile nell’impaludata scena della fantascienza italica (ma esiste poi davvero questa fanta-omatica scena?). Per il resto: Vicini di casa di T. Regna è una scheggia narrativa un po’ fiacca; Sulla pelle degli altri di G.F. Manicardi è la prima parte di un racconto che non si capisce dove voglia andare a parare; Morte aguzza un brevissimo flash horror; due caustici articoli di sfondamento e senza peli sulla lingua circa la situazione del fantastico in Usa ed in Italia, rispettivamente di M. Ciccone e G. Giordano; concludendo, rubriche quali Consigli per le letture e Incipit celebri.

16 pagg. A/4, £ 1.000, c/o E. Maramonte via L. Settembrini 18, 71036 - Lucera (FG).

Platypus Side (n. 1, giugno 1999)

Nata dalle ceneri della Gazzetta Arecibo, PS prosegue la stessa vena satiricomica ispirata dalla serie culto Star Trek. Anche alcune rubriche si sono trasferite pari pari dalla precedente, si veda "L’Uovo" dedicata alla cultura (si fa per dire) e "Teletrasporto Amico" che dovrebbe dispensare saggi (si fa sempre per dire) consigli ai lettori. Un numero interlocutorio per una lettura spensierata improntata alla goliardia il cui rischio è rappresentato dall’utilizzare battute troppo autoreferenti e quindi incomprensibili per chi non appartenga alla ristretta cerchia dei collaboratori. Osservazione inutile se, però, non si hanno tali pretese.

Platypus Side (n. 3, agosto 1999)

Stacanovisti estivi, ecco anche il numero agostano dei tipi dell’"Ornitorinco Spaziale" che include: un racconto umoristico sulla vita della Stazione Platypus, l’utile (in tempi di disoccupazione galoppante tutto fa brodo) rubrica "Job on Trek" ovvero "le migliori offerte di lavoro del Quadrante Alfa"; la puntata d’esordio di Trekkyful, "prima telenovela dello Spazio Federale"; e le letali freddure nell’angolo di "Barzelletrek".

10 pagg. £. 1650 c/o Lucrezia Polito, v.le della resistenza 48 G/4 - 70125, Bari.

Musicassetta di F.Balbo

Recensiamo, come fuori programma, una cassetta musicale autoprodotta giuntaci in redazione.

Si tratta di un parto musicale di Fausto Balbo dal titolo minimale di Tape 1. Il collegamento con la fantascienza è dato dal fatto che il lato A ospita una composizione ispirata da L’isola di cemento di J.G. Ballard. Più che una scansione di diversi brani musicali si tratta di una "suite" la cui suddivisione è quasi inavvertibile. Il filo conduttore offerto dall’opera ballardiana avvicina questo nastro a quegli storici concept-album dei tempi andati. Per quanto riguarda l’aspetto sonoro, ci sono evidenti richiami a certa musica elettronica d’avanguardia. L’impatto iniziale offerto dal primo "capitolo", Il terrapieno, è sicuramente suggestivo grazie ad un suono compatto ed avvolgente. La tensione si smorza pericolosamente, a rischio monotonia, in Ferito ed esausto per riabilitarsi subito dopo con gli ipnotici loop de Il serbatoio dell’acqua e con il tappeto sonico de Il rifugio antiaereo. L’iniziale giro di chitarra in L’acrobata inietta nell’ascoltatore una scarica di adrenalina prima di abbandonarlo nell’atmosfera ossessiva (direi tipica del Ballard più claustrofobico) presente nella chiusura, che in qualche modo ricorda i ben più rumoristi piemontesi CCC CNC NCN.

La B-side include una improvvisazione che, nei passaggi più arditi, è vicina alle sperimentazioni iconoclaste delle veronesi F:A.R. e dei francofoni 23 Skidoo (peccato che alcune linee chitarristiche risultino nel contesto un po’ troppo convenzionali). In buona sostanza: una K7 ben riuscita.

Per contatti: Balbo Fausto. C. P. Aperta, 12075 - Garessio (CN). Tel. 0174/803162.