ROBERT ANSON HEINLEIN, Fanteria dello spazio (Starship Troopers, 1959), "Classici - Fantascienza" n.36, Mondadori, 1980, pp.275.

E' un romanzo che ha suscitato, sul piano ideologico, reazioni contrastanti. Per gli autori di Nei labirinti della fantascienza, è "tutto un odioso panegirico del militarismo, del razzismo (poco importa che al posto dei neri e dei gialli ci siano i pelleossa e i ragni), dello spirito maschio del grande popolo americano, della sua sete di egemonia e di predominio mascherata da bisogno di sicurezza". Per Scholes e Rabkin, è una lancia spezzata in difesa dell'integrazione razziale tra bianchi e neri e citano la confessione di Samuel R.Delany, uno dei pochi scrittori di fantascienza negri, il quale "ricorda quanto lo abbia colpito e quanto piacere gli abbia fatto leggere da ragazzo in Starship Troopers di Heinlein la scena in cui […] l'eroe vede la sua faccia nera che lo fissa dallo specchio in cui sta guardando. Nel libro, questa scena non è affatto importante, ed è probabile che molti lettori non si accorgano neppure che l'eroe è negro".
Noi non andiamo in cerca di facili assoluzioni o di drastiche condanne. Tuttavia, ci sembra opportuno accennare a un dato biografico che, forse, potrebbe gettare nuova luce sulla genesi dell'ideologia militarista che sta alla base di Fanteria dello spazio. Heinlein, per un certo numero di anni (dal giugno '29 all'agosto '34), prestò servizio in marina, a bordo di incrociatori e di portaerei, dove, a contatto con le reclute, dovette acquisire una notevole conoscenza della psicologia giovanile. Il forzato allontanamento dalla marina per motivi di salute non dissolse quella che Diego Gabutti ha chiamato "la proiezione delle sue fantasie adolescenziali […] sulla vita militare"; anzi, il contatto con i problemi politici, sociali ed economici della vita civile rafforzò in Heinilein la convinzione che, per le società umane, il modello ideale erano le organizzazioni militari. Opinione, questa, discutibilissima, dal momento che le società moderne da una parte esigono il servizio militare obbligatorio, dall'altra ammettono eccezioni allo stesso servizio (obiezione di coscienza).
Per quanti non abbiano letto Fanteria dello spazio, esponiamo brevemente la trama. Compiuti i diciotto anni e terminati gli studi superiori, Johnnie Rico decide, contro la volontà paterna, di arruolarsi nel Servizio Federale della Federazione Terrestre. Alla visita di leva, viene riconosciuto idoneo a far parte del corpo della Fanteria Spaziale. Prima di essere accettato definitivamente, deve affrontare un addestramento pericoloso, duro e, a volte, degradante e disumanizzante. Fra le tante punizioni infatti che, per un nonnulla, vengono inflitte alle reclute, c'è anche la fustigazione pubblica. Johnnie non sfugge ad essa, anzi la subisce senza battere ciglio, perché è convinto che così diventerà un vero uomo e, soprattutto, un vero cittadino: nella società immaginata da Heinlein, solo chi ha prestato servizio militare per due anni ha diritto di voto. Finalmente viene per il nostro eroe il giorno del battesimo del fuoco, in cui fa strage di Pelleossa e di Ragni, alieni contro cui la Terra conduce una guerra sanguinosa. Per Johnnie Rico, il successo nella carriera militare è folgorante: prima soldato semplice, poi caporale e, infine, comandante di astronave.
Opera, dunque, Fanteria dello spazio, che presta il fianco a molte critiche, ma soprattutto a una di carattere psico-pedagogico: Heinlein crede che il problema del disadattamento giovanile si possa risolvere ricorrendo ad un autoritarismo di tipo militaristico, mentre è dimostrato che esiste una correlazione tra la condotta antisociale dei giovani e gli atteggiamenti punitivi, la durezza, la mancanza di affetto e la trascuratezza dei genitori e, soprattutto, del padre.

                                          Antonio Scacco