| ENZO
BENEDETTO, Viaggio al pianeta Marte,Edizioni
"Arte viva", Roma 1971, pp.252. Enzo Benedetto (1905-1993) è stato un convinto futurista (nel 1969 aveva fondato la rivista "Futurismo-oggi"). La sua specialità, oltre alla pittura, erano le tavole parolibere e, se potenziate dall'espressività dei colori, cromoparolibere, ma ha lasciato anche poesie e prose significative di carattere critico e autobiografico, talora pugnaci e polemiche, non prive d'ironia ed umorismo e, per quanto riguarda la narrativa, si è divertito a scrivere una storia di fantascienza, Viaggio al pianeta Marte apparso come romanzo d'appendice su "Il Popolo di Calabria" nel 1930, ristampato poi una quarantina d'anni dopo. Con il suo tipico umorismo e il suo senso del comico,
Benedetto imbastisce una trama irraccontabile,
completamente assurda, piena di sorprese, peripezie,
situazioni Lo stile è brillante, dinamico, come è tipico della narrativa futurista, con molti dialoghi, veri e propri skets, rapide ed incisive descrizioni. Il testo è arricchito da illustrazioni dello stesso Benedetto. L'impressione che si ha a leggere questo singolare romanzo è che l'avventura fantascientifica sia stata per Enzo Benedetto un semplice pretesto per scatenare la sua dirompente, demenziale fantasia ottenendo effetti comici un po' cerebrali, tipici della poetica di certe avanguardie dell'epoca (surrealismo, dadaismo...). Luigi Picchi |