Pianeta Affari di Guido Pagliarino Il primo, e l'unico abitabile, dei quattro pianeti
della stella gialla Kubirov, a 2.000 parsec dalla Terra,
rivoluzione di giorni 396, rotazione in 24 ore di
sessantotto minuti di sessantotto secondi, era stato
scoperto da un'astronave scout della Stars Economics
McEntire Corporation nell'anno 2899 e aveva sofferto i
primi passi umani due anni dopo, per una spedizione
colonica autosufficiente organizzata dalla medesima
compagnia per diritto di scoperta, trentotto astronavi,
di cui ventidue giganti da carico, al comando del privato
ammiraglio di ventura Maximilian Netu e s La specie più evoluta di quel mondo era una sorta di vegetariana scimmietta arboricola caudata, dal candido pelo lungo e morbidissimo, alta una trentina di centimetri, che non conosceva il fuoco e si esprimeva a gesti e suoni gutturali: il pianeta era stato giudicato, dunque, pacificamente colonizzabile. I carghi, carichi di minerali di quel mondo ricchissimo, avevano presto iniziato la spola con la Terra e altri mondi, mentre i passeggeri-famiglie delle altre astronavi avevano preso domicilio sul pianeta, ingegneri, medici, agronomi..., ciascuno aiutato da cyborgs operai, muratori, infermieri, contadini... acquistati sulla Terra in parte coi risparmi familiari e in parte con mutui trentennali - tempo terrestre -, all'occorrenza rinnovabili, della McEntire. Erano dunque nati quasi altrettanti studi professionali e aziende quanti erano i coloni adulti, escludendo i funzionari della McEntire e considerando che alcune unità economiche erano di proprietà familiare e non individuale. Grazie all'ormai eccellente tnologia, entro pochi decenni erano parallelamente sorte e s'erano allargate numerose città, enormi piantagioni avevano preso a lussureggiare e, a causa del disboscamento, le scimmiette prima dominanti s'erano grandemente ridotte di numero: poche quelle ancora allo stato libero, mentre il maggior numero d'esemplari sopravvissuti era stato assunto nelle case come animale da compagnia, a causa della bellezza e docilità di quelle bestiole e della grande simpatia che ispiravano. Il mammifero allo stato libero di gran lunga più diffuso sul pianeta era dunque rimasto una sorta di furbo topolino peloso carnivoro biondo, gran mangiatore di vermi. Nessun uccello su quel mondo, ma solo alcune specie di piccoli rettili volanti divoratori d'insetti. Quanto all'oceano che circondava per i quattro quinti della superficie l'unico continente - chiamato senza immaginazione Pangea dal Vukotich in persona -, esso conteneva innumeri specie di molluschi e di pesci vegetariani, in gran parte di piccole e piccolissime dimensioni, elcuni tipi di celenterati carnivori; ma nessun mammifero acquatico.Il governo del nuovo mondo, oligarchico come in tutte le colonie di proprietà delle diverse corporations che si spartivano, in vittoriosa gara con lo Stato, la colonizzazione della galassia, era stato assunto dal commendatore, coadiuvato da dieci managers in un organo denominato Consiglio d'amministrazione dell'Azienda-Aggregata-Planetare numero 22. L'intero pianeta, dapprima chiamatoVentiduesimo - in ordine di scoperta - McEntire, ma presto ribattezzato Affari, era stato costituito dal Vukotich come porto franco, quasi libero da oneri burocratici e del tutto da balzelli doganali, e aveva quindi presto attirato, da tutta la galassia, innumerevoli navi commerciali e passeggeri delle diverse corporations, così che la popolazione di quel mondo, sempre più numerosa per le successive ondate di immigrazione, era divenuta la più ricca di tutti i pianeti - tanto che molti avevano potuto anticipatamente restituire i prestiti - e, insieme, quella che pagava più imposte al Governo di Affari, alla centrale McEntire e aloverno statale; ma non certo in percentuale - solo il 10% del reddito, fisso per tutti! - così che rimaneva ad ogni cittadino la più gran parte del suo guadagno; e si riteneva quasi certo che non ci fosse, di norma, sufficiente interesse ad evadere, anche perché le pene fissate per questo reato erano severissime: chi fosse stato sorpreso ne sarebbe rimasto rovinato. Ma i controlli erano saltuari, attuati da pochi funzionari strapagati della McEntire: infatti, se era vero che qualche eccezionale evasione era risultata a quei controlli, i guadagni di ciascun contribuente erano comunque talmente elevati da consentire allo Stato locale, alla Corporation e allo Stato galattico di ricevere il più alto contributo in imposte di tutti i pianeti contribuenti. Eppure, col tempo questa situazione andò mutando, e non per il meglio. Non si trattò d'una democratizzazione di quell'azienda-stato oligarchica, che s'ispirasse alla Costituzione dello Stato centrale che, dalla Terra, reggeva la galassia, né d'un aumento spirituale dei propri interessati e materialistici cittadini-dipendenti; no! Semplicemente s'insinuò dapprima, e poi s'impose tiranna, la burocrazia, in particolare quella fiscale. Perché mai fosse avvenuto, ancor oggi non è del tutto chiaro agli storici economico-sociali. Si sa che, per testamento dell'ottantenne Vukotich, concordato con la McEntire, alladi lui morte la Presidenza fu assegnata alla sua vice, nonché sua prima concubina, cavalier ufficiale Evy Trompò, e che alla nuova dirigente, improvvisamente, venne l'uzzo d'istituire un Corpo di Polizia Fiscale. Si sa inoltre che i cittadini-coloni, pur senza prove, mormorarono in séguito che ne fosse stata causa, semplicemente, un naturale sadismo di quella trentenne bellissima ma glaciale.Ma vediamo, alle corte, cos'accadde al culmine della seduta del Consiglio d'amministrazione che votò quel provvedimento.Erano le dieci del mattino del 3 ottobre dell'anno quarantottesimo dalla scoperta di Affari:"Signora Presidente", intervenne in contro tendenza, quando fu il suo turno, il consigliere dottoressa Fryda Babashi, una donna sulla cinquantina ancor molto giovanile che conservava i lineamenti fini e l'aria ieratica d'un qualche antenato indiano, laureata in discipline economiche, "per l'attuale popolazione di quasi quattro milioni di abitanti, con più di tre milioni e mezzo d'unità economiche, il Corpo che lei propone non potrà essere inferiore ai cinquantamila elementi: abbiamo considerato che il costo del suo mantenimento potrebbe essere superiore all'evasione?! Anzi, se me lo si consente, lo sarà di sicuro, perché gli stipendi degli agenti, date le altre altissime opportunità di questo mondo, dovranno essere veramente elevati"."E la Giustizia?", s'indignò la Presidente: "Per lei non conta dunque nulla la Giustizia?!" - nessuno dubitò che pronunciasse quella parola con la g maiuscola - "Comunque, gli agenti potranno essere reclutati su altri pianeti di minore ricchezza, tra quelli retti direttamente dallo Stato galattico, magari il miserrimo Baràthan o il poverissimo Thano: stia certa che non se lo faranno dire due volte, e verrano anzi a pregarci d'essere assunti, e per uno stipendio assai inferiore a quello che lei immagina; e d'altronde, non si fece già così per gli agenti dei corpi municipali di sicurezza, tutti reclutati su Thano?"."Mm...", emise con espressione incerta la dottoressa; ma non aggiunse nulla, perché al suo posto nel Consiglio teneva non poco. Solo pensò: Già, è s'è visto quanta corruzione fra quei poliziotti sottopagati! Gli ultimi due che ancora dovevano parlare, entrambi concubini della Presidente, si limitarono ad applaudirla, e la mozione fu approvata all'unanimità. * * * Ci vollero più di tre anni perché il Corpo fosse pienamente efficiente. Gli agenti, reclutati per concorso su vari mondi poveri della galassia, erano stati istruiti sulla Terra, presso le scuole finanziarie della McEntire Corporation i cui vertici, nella prospettiva d'aumentare i loro introiti tributari, dopo qualche tentennamento avevano dato il loro assenso all'iniziativa. I gradi militari erano stati conferiti al termine del corso, sia per titoli sia per esami, a parte il dottore in giurisprudenza Alonzo Armendariz, già vice capo della polizia di Thano, che fin dall'inizio aveva firmato contratto con la McEntire, quale cittadino-dipendente del pianeta Affari, per la mansione di Comandante generale dell'azienda Corpo di Polizia Fiscale.Intanto, su quel pianeta, la Presidente Evy Trompò aveva ordinato una capillare campagna d'informazione morale, che aveva interessato la scuola e l'università, ogni emittente teleologràfica e ciascun videofoglio d'informazioni; circolari, inoltre, erano state inviate, a cura del nuovo Dipartimento della Morale Fiscale, ad ogni azienda e a tutti i professionisti. Infine era sorto, col benevolo consenso e probabilmente per ufficiosa iniziativa della stessa Presidente, ormai commendatore dell'ordine McEntire, un circolo culturale - essendo vietato pur sempre ogni partito politico - denominato La Giustizia e composto da alcuni giovanissimi studenti nonché da intellettuali d'ogni età, soprattutto artisti e poeti.Tra il 5 e il 18 febbraio dell'anno 52 di Affari l'intero Corpo di Polizia Fiscale sbarcò sul pianeta. Entro il 33 febbraio ciascun funzionario era assegnato al suo ufficio.Verso i primi di marzo dello stesso anno, per ordine segreto del comandante generale della Polizia Fiscale in persona, un commando composto dal suo fido colonnello Anne Hillary, già sua collaboratrice diretta su Thano, dal maggiore Ho Chang No e da quattro capitani penetrò nottetempo nel Palazzo della Legge della capitale New London e inserì un virus nel computer-archivio delle leggi fiscali, che restò infettato insieme a tutti i suoi terminali. Il virus agiva molto semplicemente e con grande efficacia, sul principio che la legge comminava severe sanzioni per falsificazioni o anche solo per errori formali nella contabilità di un'unità economica e confondendo la normativa sulle registrazioni, così che ad ogni ispezione tributaria fosse possibile, qualunque fossero state le annotazioni sui libri giornali della ditta inquisita, di trovare sbagli contabili e, quindi, di ipotizzare evasione, e poter così minacciare multe e pene gravissime, salvo... il pagamento d'una tangente da parte dell'imprenditore, che sareb stata poi distribuita, di comune accordo, fra gl'ispettori e i loro superiori locali: un ventesimo, sempre, sarebbe spettato nel complesso al comandante generale Armendariz e ai suoi collaboratori diretti. Come fosse stato possibile un così totale accordo delinquenziale fra tutti i cinquantamila componenti del Corpo, nessun psicologo mai sarebbe riuscito a spiegare. C'era, va pur detto, chi conosceva la risposta, come vedremo infine; ma se la tenne per sempre per sé.Il dottor Marius Francoeur, dentista, ebbe l'onore d'essere fra i primi visitati dalla Polizia Fiscale.Era il 12 marzo dell'anno 52, nove del mattino, e il sanitario stava controllando, passando dall'una all'altra poltrona, il lavoro dei suoi due cyborgs esecutori, intenti a operare nelle bocche di altrettanti pazienti.Da ormai vent'anni il dottore era sbarcato su Affari, giovane neolaureato, con in tasca un contratto con la McEntire quale dipendente-colono per la costituzione d'una unità economica di medicina odontoiatrica e con una carta di credito ricevuta in mutuo trentennale dalla stessa Corporation, prestito che, ormai da tempo, aveva potuto restituire, anticipatamente.Improvvisamente, il cyborg segretario bussò: "Dottore, cinque persone desiderano vederla"."Persone chi?"."Polizia Fiscale! Tenente Anita Krantz!", esclamò la prima dei cinque, in borghese, entrando senza chiedere permesso, scansando il cyborg,seguìta da quattro poliziotti in divisa: "Abbiamo un mandato d'ispezione sulla sua contabilità!".Il dottor Francoeur non era un onesto e, nonostante il non grande interesse, aveva evaso: da sempre uomo profondamente emotivo, svenne.Se la cavò così, alla fine: cinque anni del suo reddito a beneficio dei poliziotti, e una multa comminatagli, come si verbalizzò, per una semplice svista contabile. * * * Non lo stesso fu per il sessantenne commerciante Robert Foster, liquori all'ingrosso. In quella bella mattina del 18 aprile 68 egli era in piedi sull'ingresso del suo magazzino e fumava tranquillo una sigaretta atossica, godendosi un venticello sereno che spirava dalle vicine montagne Appalùr. La sua città, Nuova Pechino, 150.000 abitanti e 138.000 unità economiche, sede di due astroporti, era la seconda del pianeta, sùbito dopo New London; ma il commercio del Foster era volto in massima parte agli altri mondi, soprattutto grazie al Pink, un liquore delizioso, apprezzato su tutti i pianeti, estratto da erbe locali e, ma questo era un segreto, da alcune specie di vermi rosa delle vicine montagne catturati in quantità grazie all'uso di topolini biondi appositamente addestrati e sottomessi con elettrodi impiantati nei loro cervellini dalla fornitrice ditta Ada Solani. Mentre la mano sinistra dell'imprenditore stringeva la sigaretta, la destra giaceva sul suo pingue ventre, a metà infilata sotto l'abbottonatura del camisino in un gesto che i suoi due fratelli e soci di minoranza, in quel momento senti, definivano scherzosamente napoleonico; intanto, il suo sguardo stava inseguendo l'unica nuvoletta candida, prima in forma di felino e poi di maialetto, che in quel momento era in cielo a macchiarne il colore azzurrissimo. I novantuno cyborgs della ditta, contemporaneamente, erano infervorati chi al proprio lavoro d'imballaggio chi a quello contabile.Distratto dunque su quel bel cielo, Robert Foster si trovò improvvisamente un uomo accanto, che niente affatto aveva scorto avvicinarsi, e un tesserino a venti centimetri dal naso: "Polizia Fiscale: capitano Platin". Il tono dell'individuo non rivelava sentimento alcuno.Poi il funzionariotirò forzatamente un largo sorriso, ma cogli occhi duri, così che il proprietario ne restò allarmato; e: "Non sono un commerciante e questo è un ingrosso, ma posso comprare lo stesso, no?"; e dondolò su e giù con intenzione il proprio tesserino, fissando l'imprenditore dritto negli occhi.Il Foster sapeva che tali richieste erano usuali, e pure che, tante volte, quei funzionari neppure pagavano; ma alla sua ditta non era mai accaduto. Gli montò istantaneamente l'ira in testa: lui, che non aveva mai evaso, farsi intimidire da costui?! Nemmeno per idea! "No", rispose senza restituire il sorriso, "deve anche lei comprare, come tutti, in un esercizio al dettaglio: i prezzi all'ingrosso sono per partite di almeno cento bottiglie, e la legge impone di vendere solo a dettaglianti muniti di licenza. C'è un mio cliente qui vicino, se vuole".L'altro restò esterrefatto: mai si sarebbe aspettato un rifiuto! Ma quell'idiota sapeva a cosa andava incontro?S'allontanò indispettito, senza salutare.Non passarono quindici giorni che la ditta ricevette un'ispezione tributaria, che rovinò i proprietari: invano tentarono d'accordarsi offrendo denaro agl'ispettori; si trattava di vendetta, e non ci fu nulla da fare: "Avrebbero dovuto pensarci prima", disse con rimprovero ai tre fratelli il loro commercialista, cui s'erano vanamente rivolti per aiuto: "L'avevo pur detto, no? che la legislazione tributaria è talmente farraginosa che consente alla Polizia Fiscale di rovinare anche il più onesto, se solo lo voglia; e che quella gente è meglio tenersela buona, perché è onnipotente!".Rober Foster, coperto d'insulti e maledizioni dai soci, morì per un ictus. Quanto agli altri due, umiliandosi davanti all'offeso capitano Platin, che riconobbe infine ch'essi non avevano avuto parte alcuna nell'oltraggio che aveva sofferto, finirono coll'arruolarsi, come semplici agenti-allievi, proprio nella Polizia Fiscale, sperando di rifarsi con le tangenti di altri disgraziati imprenditori.Come previsto dalla legge, dopo l'ispezione con esito positivo alla Foster, venne effettuato il cosiddetto controllo incrociato: pure la Ada Solani e gli altri fornitori della ditta nonché gli esercenti suoi clienti ricevettero un'ispezione fiscale, che fruttò un discreto ammontare di multe; tuttavia, avendo tutti pagato tangenti, nessuno di quegli imprenditori venne rovinato.Intanto, il club La Giustizia, i mezzi d'informazione e, soprattutto, molti artisti e poeti, al sapere della punizione dei tre commercianti esultarono, così come ogni volta che veniva beccato qualche lurido evasore. * * * Chi non esultava più era proprio il commendator Evy Trompò. Infatti le entrate fiscali, nonostante le multe e l'aumento, nel tempo, delle aliquote d'imposta, s'erano ridotte, in due decenni, a meno d'un quarto. Molte imprese avevano abbandonato Affari per trasferirsi su altri mondi; quanto alle altre, le gran tangenti chieste dagli agenti fiscali, non imponibili perché illecite e segrete, avevano ridotto grandemente il loro reddito imponibile, quando non l'avevano annullato; e così pure era stato per i professionisti. Molti imprenditori, addirittura, erano infine falliti; altri meditavano di liquidare e rifugiarsi sulla Terra col ricavato. Tutto l'ambiente economico conosceva quella situazione di ricatto, ma nessuno osava denunciarla, per timore d'esserne personalmente rovinato. Solo gli idealisti del pianeta esultavano sempre più per la ritrovata giustizia."Cosa mi consigli adesso, eh?", fece con rimprovero la Presidente al suo consigliere che, a quanto si sapeva, era stato l'eminenza grigia dell'iniziativa "Polizia Fiscale".L'uomo sospirò: si trattava del favorito fra i suoi due concubini, l'amatissimo Piotr Vlady. Così come Evy - donna di alta intelligenza, ma non quanto la geniale e ben più meritevole economista Babashi - pure quel suo amante era salito al potere per meriti d'alcova. Ma correva voce che, diversamente da lei, Piotr non fosse intelligente affatto: chi l'aveva conosciuto a scuola testimoniava che aveva dato mostra d'una mente spenta e del tutto influenzabile. Eppure, sembrava incredibile! si diceva ch'egli avesse trovato tali parole da convincere fermamente Evy della bontà del suo progetto. Come era stato mai possibile che uno sciocco avesse saputo esercitare una tale dialettica, fino al punto di prevalere su di una donna di molto più intelligente? Oppure, si chiedevano gli altri consiglieri, si trattava solo d'una diceria, messa a suo tempo in circolo volutamente dall'innamoratissima Presidente, affinché gli altri acquistassero maggiore considerazione per il suo amante? Forse i veri e soli meriti di lui erano sti nell'essere uno stallone, e l'iniziativa della Polizia Fiscale era stata della sola Evy?!Ma lei sapeva bene di no, e molto adesso se ne doleva, a petto dei disastrosi risultati, e ne rimproverava Piotr. * * * Sulla Terra, il Presidente della McEntire aveva riunito il Consiglio centrale d'amministrazione: amministratore delegato e sei consiglieri, tutti suoi parenti. Era depresso: in quasi cinquant'anni d'attività e nei suoi settantuno d'età mai gli era capitato tal fallimento d'un'iniziativa! Nemmeno da bambino aveva mai perduto, quando si confrontava cogli amichetti al gioco Bigmanager! Eppure, sulla carta il progetto era sembrato ottimo, e proprio lui aveva insistito perché fosse approvato, contro il parere della sorella e di quattro suoi cugini! Invece, le entrate fiscali dell'azienda-aggregata pianeta Affari erano crollate e, come non fosse bastato, moltissime unità economiche di quel mondo non avevano più potuto pagare gl'interessi sui mutui, e tanto meno restituire le rate di capitale, per non parlare di quelle che avevano bruciato la McEntire fallendo. Nel complesso quel pianeta, in spese per infrastrutture e servizi pubblici, costava adesso molto più di quanto se ne ricavasse, ed era ormai un'impresa in pdita netta e cronica; oltretutto, era sorto contenzioso, che difficilmente sarebbe giunto a buon fine,collo Stato galattico, che pretendeva da Affari il pagamento delle imposte statali, senza credere che fosse un'azienda-pianeta passiva. Non restava, dunque, che chiuderla! Il consiglio, come i contratti gli consentivano, ordinò che tutto il personale-abitanti di Affari fosse licenziato e si abbandonasse quel mondo.Le ultime astronavi lasciarono il pianeta il 32 gennaio dell'anno 70, in testa quella che portava la Presidente e gli altri membri del Consiglio di Affari, ciascuno angosciato, attendendosi sicura punizione sulla Terra, a parte l'ormai anziana dottoressa Babashi, stanca e desiderosa di pensione e che si sentiva, comunque, abbastanza tranquilla, perché il suo intervento in controtendenza durante quell'antica riunione era agli atti. Il più agitato di tutti era Piotr e, sùbito dopo, Evy. * * * Le scimmiette maschio Uuth, milleseicentosettantasette anni d'età, e femmina Vaah, millequattrocentoventidue, s'erano nascoste, come tutte le loro simili in cattività, agli sguardi degli esseri umani, per ordine telepatico dello stesso Uuth, re e gran saggio del pianeta, che così, aveva inteso impedire che i padroni potessero condurre con loro queste bestiole domestiche. Dopo aver faticato e atteso tanto, Uuth, animale di Piotr, e la regina Vaah, scimmietta di Evy, non potevano permettere che tutto fosse vanificato alla fine: altrimenti, se gli umani avessero deportato la maggior parte della loro specie, a cosa sarebbe servito l'aver influenzato telepaticamente Piotr ed Evy perché s'istituisse il Corpo di Polizia Fiscale, affinché gli affaristi umani abbandonassero il pianeta? A cosa sarebbe servito unirsi tutti insieme psichicamente per proiettare l'ordine al Presidente della McEntire sulla Terra di approvare l'iniziativa di Evy? E poi, indirizzare ai cinquantamila membri della Polizia Fiscale l'imperativo abbandonarsi al loro naturale egoismo e intrallazzare?Ma infine, la loro specie innocente, grazie ai doni preternaturali della scienza infusa e della forza mentale che le erano stati benignamente concessi da Dio fin dalla creazione, era prevalsa sulla razza tendenzialmente malvagia degli umani. © 1992 by Guido Pagliarino GUIDO PAGLIARINO è laureato in Economia e Commercio all'Università di Torino con una tesi di ricerca pubblicata a cura dell'Istituto di Storia Economica e Sociale. Di particolare interesse durante i suoi studi erano state la medesima disciplina e la Storia delle Dottrine Economiche e Sociali, sotto le guide di Carlo Cipolla e del compianto Mario Abrate. Tra gli altri suoi maestri, l'economista Sergio Ricossa e, dopo la laurea, il teologo Padre Charles Jegge. Negli anni, nonostante interessi culturali più ampi, con pubblicazioni di libri, cura di antologie e collaborazioni a riviste economiche, letterarie e di varia umanità, è continuato l'interesse dell'autore per la storia e la filosofia, soprattutto per quella della scienza: particolarmente importante era stato l'incontro coi libri del filosofo della scienza Karl R. Popper, che avrebbe avuto importanza anche per il ritorno dell'autore al Cristianesimo. "I libri dell'agnostico Popper?" qualcuno si stupirà... Sì. Guido Pagliarino era stato, dapprima, su ormai consunte e presuntuose posizioni scientiste. Col Popper s'era aperto a una più profonda, umile ricerca. Dice in sostanza questo epistemologo che non c'è niente di certo neppure nella scienza, anzi si può solo accogliere provvisoriamente una congettura - sia pur, si capisce, corroborata da esperimenti - solo se è suscettibile d'essere falsificata. "Allora", pensò l'autore, "perché mai la ricerca religiosa dovrebbe essere intellettualmente inferiore a quella scientifica?" e cominciò a cercare nella storia e nella dottrina cristiane. Determinanti per il suo ritorno al Cristianesimo e per un suo ulteriore approfondimento furono poi l'incontro culturale e una lunga, assidua e amichevole frequentazione, fino alla morte di quella santa persona, con il trappista Padre Charles Jegge, eremita de "Il Prietto monastico". L'autore collabora con articoli e recensioni a diversi fogli e riviste. Scrive o ha scritto, fra l'altro, su "Talento", "Controcampo", "Spiritualità e Letteratura", "Vernice", "Penna d'Autore", "Il Corriere di Roma", "Cultura e Società". Tiene conferenze sullo "sconosciuto" Cristianesimo. Per le sue pubblicazioni, gli è stato assegnato il PREMIO DELLA CULTURA DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI. |