| EVGENIJ
ZAMJĀTIN, Noi (My, 1922), Universale
Economica Feltrinelli, Milano, 19903, pp.155. Raramente
un'opera letteraria č stata contrassegnata dalle vicende
politiche come questa di Zamjātin. Vietata la sua
pubblicazione in patria dal regime stalinista per la
coraggiosa denuncia degli orrori del comunismo, il
romanzo, che fu scritto in russo tra il 1920 e il 1922 e
il cui titolo My significa, nella lingua
originale, "noi", conobbe una prima edizione in
inglese, con il titolo We, nel 1924, e una
successiva in fra "Liberazione?" Sbalorditivo: fino a che punto nel genere umano sono vivi gli istinti della delinquenza. Io dico coscientemente "della delinquenza". La libertā e la delinquenza sono cosė inseparabilmente legate tra loro come... mettiamo, il movimento dell'aereo e la sua velocitā: la velocitā dell'aereo - o, l'aereo non si muove; la libertā dell'uomo - o, ed egli non commette delitti. E' chiaro. L'unico mezzo per affrancare l'uomo dalla sua tendenza alla delinquenza č togliergli la libertā. Di questo disvelamento, mediante l'allegoria fantascientifica, del vero volto del comunismo, non ci sono cenni chiari e circostanziati nelle ricerche critiche e storiografiche dei pių autorevoli studiosi del settore. Quando il romanzo non viene ignorato del tutto, come fa Lino Aldani nel suo saggio La fantascienza, i riferimenti ad esso rimangono confinati nell'ambito della ricerca dei padri fondatori dell'utopia negativa o anti-utopia. Addirittura, Jean Gattegno, nel delineare le caratteristiche delle opere antiutopiche, arriva a formulare, in Saggio sulla fantascienza, un'equazione infondata e assurda: "[...] con Zamjātin emerge il legame, ormai inseparabile dall'anti-utopia, fra il regno della scienza e la dittatura politica. La tecnica vi č presentata come inevitabilmente destinata a condurre all'oppressione". Il pensiero dell'autore di Noi, invece, č del tutto opposto: la scienza e, nel caso specifico, la matematica sono nemiche delle dittature, come si evince dal seguente dialogo tra D-503 e I-330: - Questo č insensato! E' assurdo! Non capisci che ciō che voi tramate č la rivoluzione? - Sė, la rivoluzione! Ma perché č assurdo? - Assurdo perché la rivoluzione non puō essere. Perché la nostra rivoluzione - non lo dici tu, ma lo dico io - č stata l'ultima. E non ci puō essere nessun'altra rivoluzione. Lo sanno tutti. L'aguzzo, ironico triangolo delle sopracciglia: - Mio caro: tu sei un matematico. E in pių sei un filosofo matematico: dimmi l'ultimo numero. - Cioč? Io... io non capisco: quale ultimo numero? [...] Ma, I-330, questo č assurdo. Dal momento che il numero dei numeri č infinito, quale ultimo numero vuoi da me? - E tu quale ultima rivoluzione vuoi? Non c'č un'ultima rivoluzione, le rivoluzioni sono senza fine. Il brano citato ci offre lo spunto per sottolineare quello che, secondo noi, č il vero elemento originale di Noi. Solitamente, gli scrittori di science fiction traggono lo spunto per le loro estrapolazioni avveniristiche da branche delle scienze sperimentali, quali l'astronomia, la fisica, la biologia, ecc. Zamjātin, invece, fa ricorso alla scienza matematica. La societā da lui immaginata, lo Stato Unico, č regolata da leggi matematiche: "[...] non c'č nulla di pių felice delle cifre che vivono secondo le armoniose leggi eterne della tavola pitagorica". L'astronave, che deve diffondere nella Galassia il "verbo" della dittatura del Grande Benefattore, ha impresso nello scafo il nome di "Integrale", Numeri sono chiamati i cittadini e tutto ciō che non rientra nella logica matematica č definito con il simbolo del numero irrazionale Ö -1. Ad accrescere l'originalitā del romanzo dello scrittore russo e a dare al lettore quel senso di "straniamento cognitivo" di cui parla Darko Suvin, contribuisce potentemente lo stile. Fatto di frasi spezzate, di puntini di sospensione, di trattini e due punti - teso insomma pių a suggerire che a descrivere -, č in perfetta sintonia con la vicenda che vuole narrare. Antonio Scacco |