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RITORNO AL MOTO PRIMO
Si contrae il tempo, questo ritorna al moto primo. La direzione rigira, vira da futuri costretti, coatti, l'avvenuto rivuole, immenso il tremore. Si infrangono satelliti nel voltare improvviso, scintille sprizzano e come acciaio stridono. Gli astri che si urtano e fanno di luce pioggia, questa che vuoti di spazio celeste invade e colma, di lucido magma rosso il cosmo inondano. La stella che devia rapida cercando il varco che salva consuma bagliori, incandescenze, e lesta si accorcia. Direzione contorta la Luna ad est allontana, si salva, ad ovest la Terra rimpiange la persa mite sorella. Satelliti embrioni che nella astrale sostanza si formano lenti, piangono, nascita più non sapranno e si ritraggono nell'iniziale, l'evoluzione ritorna in torbide essenze di magnete dense, mentre astri inutili esaurita l'accecante luce si fanno brace, e come briciole di un'epoca chiusa vagano nell'infinito, ricercano mute creature disperse. Lapilli vetusti ad uno ad uno vanno spegnendosi, circonda il mistero e agli sguardi si chiude. Nel buio più assoluto suoni d'organo eccelsi, trilli di divini violini, squilli di trombe argentine che ampliano in cerchi sempre più vasti, mutano, si cangiano in gridi umani. Voci incorporee ruotano inquiete, uscire vogliono da sfere ristrette, soltanto automi incalzano azzurri oltre sportelli chiusi, ormai le astronavi serrano solo frammenti di rimaste esistenze, volti plasmati da computer superati, aliene immagini tridimensionali che dagli oblò appannati cercano le pure zone iniziali, nuovi rifacimenti, abbracci di cellule per il riformarsi del primordiale. Il moto di ritorno, suprema articolata macchina, rigira l'immensa ruota dell'universo e fa devianza col timone che la frenetica corsa guida, infine incontra il durissimo limite concavo, estremo muro di realtà assoluta vera che il tutto racchiude. Le leggi concave dell'immenso come sfera fatto, impongono fatale la rotazione, rapido si accende un nuovo Sole, globi di fuoco roteano gemelli per fusione nuove, riappare il pianeta, riappare l'azzurro, lo smeraldo dell'acque, le terrestri creature, il giorno, la notte, la Luna, le iridiate antiòpe.
MIRIAM PIERRI
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