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La clonazione umana: caricatura della creazione e crimine contro l'umanità di Bruto Maria Bruti La clonazione umana è la generazione asessuata, realizzata
artificialmente per riprodurre un individuo che è la copia identica di un altro. Clonazione umana e aspettative di immortalità Unimportante finalità del movimento ateo dei raeliani è il creazionismo tecnologico: poiché, secondo i raeliani, lumanità sarebbe stata creata dagli extraterrestri in laboratorio, a immagine degli extraterrestri stessi4, esisterebbe la possibilità di ricreare noi stessi mediante analoghe tecniche riproduttive. Infatti, gli extraterrestri già premierebbero, secondo Rael, gli uomini meritevoli ricreandoli sul loro pianeta5. La prima tappa verso la clonazione è stata proposta nel
1938 dallo scienziato nazional socialista Hans Spemann (1869-1941), biologo tedesco,
studioso di embriologia, Nobel per la medicina nel 1935: la tecnica consisteva
nellestrarre il nucleo da una cellula uovo e nel rimpiazzarlo con il nucleo di
unaltra6. Attualmente la clonazione viene realizzata in questa maniera:
dallindividuo che si intende copiare viene prelevato il nucleo di una cellula
matura, questo viene trasferito allinterno di Afferma la Pontificia Accademia della Vita: "Nel processo di clonazione vengono pervertite le relazioni fondamentali della persona umana: la filiazione, la consanguineità, la parentela, la genitorialità. Una donna può essere sorella gemella di sua madre, mancare del padre biologico ed essere figlia di suo nonno. Già con la FIVET è stata introdotta la confusione della parentalità, ma nella clonazione si verifica la rottura radicale di tali vincoli"8. Le aspettative di immortalità che accompagnano gli esperimenti di clonazione umana sono assolutamente ingiustificate. Dalla replicazione della struttura corporea di un individuo, suo gemello omozigote, artificialmente ottenuto, non deriva limmortalità dellindividuo copiato. Il clone umano avrà sempre una coscienza del proprio io diversa e autonoma da quella del soggetto copiato: questo è un fatto ben noto anche tra i gemelli omozigoti: "lanima spirituale, costitutivo essenziale di ogni soggetto appartenente alla specie umana, che è creata direttamente da Dio, non può né essere generata dai genitori, né essere prodotta dalla fecondazione artificiale né clonata"9. La violazione dei diritti umani fondamentali John Carew Eccles (1903-1997), neurofisiologo australiano,
premio nobel per gli studi sullimpulso nervoso (1963 ), considerato uno dei massimi
studiosi del cervello umano del XX° secolo, rileva come le soluzioni materialiste non
riescano a spiegare la consapevolezza dellunicità del proprio Io di cui ogni
persona ha esperienza. Insufficienti sono le spiegazioni che attribuiscono tale
consapevolezza allunicità del cervello, costruito secondo le istruzioni fornite dai
suoi genomi, perché ci troviamo di fronte ad una lotteria genetica infinitamente
improbabile - sino a 10 alla diecimila probabilità contrarie - dalla quale è derivato il
genoma di ciascuno. Sul piano dei diritti umani, la clonazione rappresenta una
violazione dei due principi fondamentali su cui si basano i diritti delluomo: il
principio di parità tra gli esseri umani e il principio di non discriminazione11.
Già la fecondazione in vitro ha aperto la porta alla negazione di questi principi Per quanto riguarda la fecondazione in vitro, lOrganizzazione mondiale della sanità ha già potuto constatare che la mortalità, entro il primo mese di vita, dei nati in questo modo è doppia rispetto alla media e che i farmaci somministrati alle donne causano spesso menopausa precoce e cancro delle ovaie: il rapporto dellOrganizzazione mondiale della sanità, in sostanza, dice che, di fronte agli alti costi e ai rischi medici, il gioco della fecondazione in vitro non vale la candela13. La riprogrammazione al contrario dei geni Queste sono le osservazioni ricavate dai primi studi statistici: difficile è prevedere i danni biologici e i traumi psichici che verranno rilevati in futuro per i figli della provetta, per non parlare dei danni che saranno determinati dalla clonazione. Per quanto riguarda la clonazione, due gruppi di ricercatori, uno del Whitehead Institute for biomedical Research e laltro del prestigioso Massachussets Institute of technology, sostengono che la clonazione è pericolosa perché gli animali clonati sono portatori di sottili mutazioni, spesso impercettibili, che portano a gravissime disfunzioni14. Il premio Nobel per la medicina, Renato Dulbecco, avverte che queste mutazioni si verificano perché chiediamo ai geni di una cellula adulta di tornare alle origini, di dar vita ad un nuovo individuo partendo da zero una vera e propria riprogrammazione al contrario e i geni di una cellula adulta non si trovano nelle stesse condizioni dei geni di uno spermatozoo o di una cellula uovo15. Di fronte a questo enorme potere della tecnica, che è giunta alla possibilità della clonazione, che può impiantare e far crescere lembrione nellintestino di un individuo di sesso maschile, che può unire geneticamente luomo e lanimale - con gli inquinamenti biologici e le mutazioni che ne potranno derivare per tutta la specie umana -, bisogna cominciare a porsi questa domanda: ciò che è tecnicamente possibile è sempre moralmente ammissibile? Oggi è tecnicamente possibile la distruzione, mediante lenergia atomica, dellintera umanità, è tecnicamente possibile linquinamento totale dellaria e dellacqua ma nessuno ritiene questo moralmente consentito. Perché la coscienza ecologica, che si preoccupa dellaria, dellacqua, della vegetazione, degli animali, non dovrebbe estendere la sua preoccupazione anche alluomo? Perché la diffidenza verso le manipolazioni innaturali non deve nascere anche quando è in gioco la vita umana nel suo big-bang iniziale, cioè nel suo riprodursi. Ogni intervento violento sulla natura si ripercuote negativamente sulluomo stesso, sulle generazioni future: spesso un utile immediato può dare luogo ad una lunga catena di danni futuri. Una certa cultura, nata da un pensiero di tipo illuminista, assolutizza la volontà umana al punto da ritenere lecito tutto ciò che è tecnicamente possibile, dimenticando la differenza che esiste fra la creatura e il Creatore16. Luomo non ha sulla natura un potere illimitato e ogni autentico sviluppo umano nasce sempre da unazione svolta in armonia con lordine naturale, da un intervento che tiene conto delle leggi della natura e delle sue finalità17. Un danno certo e inevitabile che nasce dalluso indiscriminato e senza limiti delle tecniche riproduttive è proprio quello morale: luomo finisce col credersi onnipotente. La fecondazione in vitro, le manipolazioni genetiche, la clonazione finiscono per ledere i diritti dellembrione e questo modifica gli atteggiamenti etici delluomo nei confronti degli altri uomini. Il figlio ad ogni costo, mediante la tecnica e contro i diritti e la dignità del figlio stesso, trasforma il concepimento in produzione e più il figlio viene prodotto più vengono modificati, a lungo andare, gli atteggiamenti, le aspettative e i comportamenti delluomo nei confronti degli altri uomini: in questo modo si fa mercato della vita umana e si arrivano a legittimare presunti diritti dando vita a nuove forme di schiavitù, calpestando i diritti naturali di altri uomini. Della vita non si fa mercato Su questo problema sono importanti le riflessioni della Conferenza episcopale Italiana in occasione della XXV giornata per la vita: "1. Gli esseri umani non sono merce. Ci sono stati tempi, e purtroppo non sono finiti, in cui gli esseri umani sono stati venduti comprati, ciascuno con la sua valutazione; cera chi teorizzava la bontà, pratica e anche etica, di tutto ciò. Pochi osavano muovere obiezioni; tra i pochi che intuivano, inorridivano e denunciavano quello che a loro sembrava un attentato alla verità inscritta in ciascuno di noi, ci furono i cristiani, perché linsegnamento di Gesù Cristo rivelando la dignità dellessere umano nella sua verità e in tutto il suo splendore, non permetteva di fare distinzioni. Infatti, come ricorda San Paolo " non cè più giudeo né greco; non cè più schiavo né libero; non cè più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù " ( Gal 3,28 ) e tutti siamo figli dellunico Padre. Il progressivo riconoscimento dei diritti umani non ha estirpato completamente lantica tendenza a considerare gli esseri umani come una semplice merce. A volte, anzi, si arriva a legittimare presunti diritti per sottomettere altri uomini secondo logiche di possesso, di potere e di sfruttamento. In molti angoli del mondo, in quelli più poveri come in quelli più ricchi, e in molti settori della vita la tendenza perdura, adeguandosi ai tempi e alle mode. Si va dalla stessa soppressione della vita nascente con laborto al commercio di organi dei minori, ai bambini soldato, alle prostitute schiave, ai ragazzi e alle ragazze sottoposti ad abusi sessuali, alla speculazione sul lavoro minorile, ai lavoratori sottopagati e sfruttati, forme tutte di autentica schiavitù. In ciascuno di questi casi la vita umana è umiliata e sfigurata con cinico disprezzo. Anche talune esasperate strategie di mercato considerano gli esseri umani dei consumatori da studiare, manipolare, usare affinché siano docili e reattivi alle logiche del consumo, indotto attraverso tecniche pubblicitarie sempre più sofisticate e pervasive. Per le reti televisive gli spettatori sono ormai solo numeri, "merce " da vendere agli inserzionisti. E anche in politica, a volte, i cittadini sono considerati merce, voti da scambiare e piazzare. Ancora più gravi sono gli esiti di questa logica mercantile quando essa viene applicata direttamente alla persona umana. Da tale logica traggono linfa molti attentati alla vita umana, in particolare nellambito della vita nascente. Non ci si può appellare a falsi diritti per cancellare i veri e inviolabili diritti del più piccolo e indifeso tra gli esseri umani: lembrione. Per curare alcune malattie con le cellule staminali si giunge a proporre la sperimentazione indiscriminata sugli embrioni, giustificandone la creazione in vitro, la manipolazione e la soppressione. Per avere mano libera si arriva a strumentalizzare anche il legittimo desiderio di maternità e di paternità, fino ad affermare un inesistente diritto ad avere un figlio in ogni modo e in qualsiasi condizione, anche fuori del matrimonio e in contesti di omosessualità. Lassenza di criteri etici e di regole chiare, che partano dalla tutela dellembrione e dai suoi inalienabili diritti, apre la strada a forme indiscriminate di uso e abuso della vita nascente e finisce per favorire chi pensa di poter operare in questo campo con logiche mercantili. 2. La vita è un dono fuori commercio. Nobile, sicuramente, è il desiderio di divenire madre e padre. Ma questo non può avvenire a ogni costo. Un figlio esige e merita di nascere da un atto damore: dallincontro e dal dono totale e reciproco di un uomo e una donna, uniti in un autentico e stabile amore sponsale. Il figlio stesso è dono, amore, incontro e relazione. Nasce, in altri termini, da un atto del tutto gratuito, sottratto a ogni logica utilitaristica o mercantile, perché lamore non cerca il tornaconto personale. Così accade con i figli che, nati da un libero gesto creativo di una sposa e di uno sposo, sono a loro volta esseri liberi: liberi della libertà spirituale che deriva dallessere, in ogni caso, primordialmente figli di Dio. Cè in alcuni la tendenza, sia pure spesso inconsapevole, a considerare i figli che devono nascere come degli "oggetti " di cui si sente il bisogno per poter esaudire un proprio desiderio. Si potrebbe persino dire che il movente non è troppo diverso da quello che ci può spingere a sentire il bisogno di unautomobile o di una bella vacanza. Il figlio viene così pensato, da subito, come un oggetto che sarà posseduto da chi lo avrà "prodotto"; una merce alla stregua di altre merci. Ma della vita non si può fare mercato! Questa affermazione non è arbitraria, né una mera esortazione più o meno accettabile; è un fondamento decisivo della nostra società. Negandola, si insinua che gli esseri umani possano, tutto sommato, essere cose da possedere. Nessuna società tranne unautodistruttiva società di predoni può reggersi sullestensione senza limiti del concetto di "possesso". Non tutto si può possedere; non di tutto si può fare mercato. Ce lo suggeriscono la ragione e il buon senso; ce lo ricordano il Vangelo e duemila anni di pensiero cristiano [ ]18. I rischi di essere copia biologica di un altro Per quanto riguarda la clonazione, anche se è prevedibile
che molti condanneranno luso di tale tecnica per costruire una razza di
super-uomini, per procurarsi lillusione dellimmortalità o per garantirsi una
riserva di organi mediante la riduzione in schiavitù del proprio gemello clonato, altri,
al contrario, avanzeranno presto "[
] proposte di clonazione
ritenute "ragionevoli" e "compassionevoli": la procreazione di un
figlio in una famiglia in cui il padre soffre di aspermia o il rimpiazzare il figlio
moribondo di una donna vedova"19. La visione del mondo che nasce dal cristianesimo considera sacro il principio della vita, mentre la visione illuminista ritiene superstiziosa lessenza di tale sacralizzazione e feticistico il suo sviluppo25. Simon dice che per mezzo della tecnica luomo potrà creare una nuova natura umana, perché la natura e la vita sono e devono essere considerate come una produzione umana26. Grazie allo sviluppo delle tecniche riproduttive tutta la concezione della famiglia sarà gradualmente eliminata: la sessualità verrà dissociata dalla procreazione e la procreazione verrà separata dalla paternità e dalla maternità27. Non ci saranno più genitori ma solo amanti che saranno liberi dai legami di sangue, con bambini che circolano tra più padri e più madri e sarà la società tutta che diventerà il guardiano dellharem e il responsabile della procreazione28. Ma avverte la Pontificia Accademia per la Vita: "La proclamazione della "morte di Dio", nella vana speranza di un "oltreuomo" porta con sé un risultato chiaro: la "morte delluomo". Non si può infatti dimenticare che la negazione della creaturalità umana lungi dallesaltare la libertà delluomo genera nuove forme di schiavitù, nuove discriminazioni, nuove e profonde sofferenze. La clonazione rischia di essere la tragica parodia dellonnipotenza di Dio"29. N O T E 1 Cfr Le tappe, La Repubblica, 28 dicembre 2002, p.5. 2 Cfr Mariuccia Chiantaretto, E nata Eva, la prima bimba clonata, annuncio dei medici della setta dei raeliani. Diffidenza tra gli scienziati: vogliamo le prove, Il Giornale, 28 dicembre 2002, p.3. 3 Cfr Massimo Introvigne, Il cappello del mago, i nuovi movimenti magici dallo spiritismo al satanismo, Sugarco, Milano 1990, pp.133-138 (p.137). 4 Ibidem, p.133. 5 Ibidem, p.134. 6 Cfr. Le tappe, cit. 7 Cfr La clonazione umana riproduttiva, La Repubblica, 28 dicembre 2002, p.3. 8 Pontificia Accademia per la Vita, Riflessioni sulla clonazione, LOsservatore Romano, 25 giugno 1997, n.3. 9 Ibidem, n.2. 10 J.C. Eccles-D.N. Robinson, La meraviglia di essere uomo, a cura di Marcello Pera, trad. italiana, Armando, Roma 1985, pp.51-54. 11 Cfr Pontificia Accademia per la Vita, cit., n.4. 12 Cfr Pontificio Consiglio della Pastorale per gli operatori sanitari, Carta degli operatori sanitari, Città del Vaticano, terza edizione: dicembre 1994, n.22 e n.23, pp. 27-28. 13 Cfr Carlo Vetere, I figli della provetta hanno rischi maggiori, Il Medico dItalia, n.49 del 18-03-1996, p.17; cfr Salvatore Mazza, LOMS sulla fecondazione in vitro, troppe vite a rischio, LAvvenire, 25 maggio 1989, p.1. 14 Cfr Scienziati USA: "Attenti la clonazione è pericolosa", gli animali clonati, dopo una fase di iniziale normalità, hanno cominciato a presentare gravissime disfunzioni, La Repubblica.it, Cultura e scienze, http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/modificato/ricerche/ricer-che.html 15 Cfr Elena Dusi, intervista a Renato Dulbecco, Dulbecco: tecnica inutile e la bimba rischia molto, "tutti gli animali clonati hanno avuto problemi", La Repubblica, 28 dicembre 2002 p.5. 16 Cfr Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruz. Donum vitae, 22 febbraio 1987, n.4. 17 Cfr Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Sollicitudo Rei Socialis, ai Vescovi, ai Sacerdoti, alle famiglie religiose, ai figli e figlie della Chiesa e a tutti gli uomini di buona volontà nel ventesimo anniversario della Populorum Progressio, Città del Vaticano, 30 dicembre 1987, n.29 e n.34. 18 Conferenza Episcopale Italiana, Della vita non si fa mercato, messaggio per la XXV "Giornata per la vita", LOsservatore Romano, edizione settimanale n.48, (3.150), 29 novembre 2002, p.2. 19 Pontificia Accademia per la Vita, cit., n.2. 20 Ibidem, n.3. 21 Cfr Pierre Simone, De la vie avant toute chose, Mazarine, Parigi 1979; cfr Arnaud de Lassus, Le tappe massoniche di una politica della morte, a proposito del libro di Pierre Simon "De la vie avant toute chose", Cristianità, anno VIII, n.62-63, giugno-luglio 1980, pp.7-11 22 Cfr Arnaud de Lassus, cit., pp.7-8. 23 Cfr Pierre Simon, cit., p.211. 24 Pierre Simon, ibidem, p.17; cfr Arnaud de Lassus, cit., p.8. 25 Cfr Pierre Simon, ibidem, p.233. 26 Ibidem, p.255. 27 Ibidem, p.222. 28 Ibidem, p.222 e p.243; cfr Arnaud de Lassus, cit., p.9. 29 Pontificia Accademia per la Vita, cit., n.3. Bruto Maria Bruti è nato nelle Marche (1954), è laureato in medicina, specialista in terapia olistica e in stomatologia, è iscritto all'associazione civico-culturale "Alleanza Cattolica". È studioso dei rapporti fra psicoterapia e religione, in particolare delle problematiche sessuali. Ha scritto la voce "omosessualità" per il "Dizionario del pensiero forte", a cura dell'Istituto per la dottrina e l'informazione sociale (IDIS). La rivista "Cristianità" ha pubblicato: La donna nell'ordine naturale e cristiano e l'ideologia rivoluzionaria, Omosessualità: vizio o programmazione biologica? (lo studio è stato tradotto in tedesco nella rivista "Vobiscum" della diocesi di Vaduz nel Liechtenstein) e Domande e risposte sul problema dell'omosessualità. Il Sito Cattolico "Totus tuus" ha pubblicato: L'esistenza dell'anima spirituale e gli errori dello spiritismo e della reincarnazione, L'amore coniugale: innamoramento, amore, monogamia, indissolubilità. |
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