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| LUIGI MENGHINI, Reazione a catena,
Editrice Nord, Milano 1977, pp. 166 Reazioni a catena è la prima opera letteraria di Luigi Menghini, pubblicata per la Editrice Nord nel 1977. Un romanzo avvincente, coinvolgente, con un intreccio della trama che lascia, fino all'epilogo, aperti diversi scenari cosmici. Questo lavoro è costruito
sulle dinamiche della guerra e dei conflitti, s È un romanzo di fantascienza ma anche di dolore. La sete di conquista di alcuni personaggi supera ogni umana sopportazione. Umana perché i protagonisti sono nostri simili: su tutti si erge il soldato Frank, personaggio principale fino in fondo; la giovane rivoluzionaria Alexia; il capo della Lega galattica Sorasta. Menghini, senza tatticismi linguistici, descrive tutti questi personaggi in una cornice narrativa forte e coesa, che non perde mai di vista il filo conduttore della storia, passando da un episodio all'altro in modo unitario anche grazie alla divisione in snelli capitoli. Quasi al di sopra dei personaggi terrestri si erge una figura femminile aliena, che alla fine risulterà la più presente e controversa della storia, l'anello finale di tutte le dolorose trame che avvolgono ogni azione e ogni momento della vicenda sanguinaria. La guerra, lo scontro, è il tema centrale del romanzo. Lo scontro che genera altri scontri, in una progressiva reazione a catena che è sintomo di conquista, di brama di potere cieco e insensibile, portatore di morte e distruzione in scenari galattici già macchiata dalla mano assassina dei protagonisti. Nelle pagine di Menghini, in un'ottica chiaramente extraterrestre, si scorge il baratro a cui possono condurre azioni imperialistiche e guerrafondaie, in cui s'inseriscono interessi economici e commerciali, sempre al centro delle più sanguinose e distruttive guerre che l'uomo ha conosciuto nel corso della sua storia. In questo punto troviamo l'unione del presente e del futuro nell'idea di Menghini. Non esiste storia che l'uomo non abbia già vissuto: ripetersi, attraverso il suono demolitore delle armi, significa tracciare scenari apocalittici che portano alla cancellazione del genere umano e di qualsiasi altra forma vivente oltre il nostro pianeta e la nostra galassia. Nel romanzo di Menghini, a più riprese, si scorge la condanna esplicita dell'azione dell'uomo, la riprovazione nei confronti di chi accecato da sete di conquista e di potere disegna scenari di morte e distruzione che mettono a repentaglio ogni forma di esistenza, con l'uso soprattutto di micidiali armi di offesa. La descrizione dei paesaggi, degli strumenti della guerra, delle armi, delle divise, s'intrecciano con la figura dei soldati mercenari, da sempre presenti nella storia dell'uomo: persone che perdono il senso della propria appartenenza, che lottano seguendo l'offerta del migliore offerente, facendo svanire (anche se mai ne avesse) alcuna forma di lealtà, di spirito di patria, ad ogni conflitto. Non resta che sperare che lo scenario disegnato da Menghini rimanga pura fantascienza. Sta di fatto che molti elementi descritti, molte situazioni, piani progetti militari, distruzioni umane, sono presenti nelle guerre di conquista che l'uomo (per ora?) combatte nel nostro pianeta. La chiave di lettura di questo romanzo è improntata nello scenario classico della narrativa di fantascienza ma gli spunti per riflettere sul presente non mancano e sono bene marcati. Gianluca Bocchinfuso |
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