(a cura di A.Scacco) Iª EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE DI NARRATIVA INEDITA "Tabula fati" - 2003; PREMIO LETTERARIO "ELSA MORANTE" - IV EDIZIONE; DECIMO TROFEO RILL; ACCADEMIA EUROPEA DELLA FANTA FANTASCIENZA CONCORSO LETTERARIO; ALLA GALLERIA "TINA MODOTTI" DI ACERRA FUTURE SHOCK IN MOSTRA; MA TU NON CONOSCI PROPRIO NESSUNO DI CUI VALGA LA PENA SCRIVERE, PARLARE, RACCONTARE?; MEGLIO GIOCARE D'ANTICIPO CON LA SCIENZA; SU "PANORAMA" UN INTERESSANTE ARTICOLO DI GOFFREDO FOFI SU PHILIP K. DICK; LA FANTASCIENZA E I NUOVI CULTI RELIGIOSI; IL MALE NEL MONDO E SATANA; IL FALSO PROBLEMA DELLO SCONTRO TRA OCCIDENTE E ISLAM Iª EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE DI NARRATIVA INEDITA "Tabula fati" - 2003 LAssociazione Culturale Tabula fati indice la Iª Edizione del Premio Nazionale di Narrativa "Tabula fati", riservato a racconti di autore italiano o di madre lingua italiana residente allestero. I riconoscimenti per i tre autori finalisti, fra i quali sarà scelto il vincitore, sarà l'assegnazione di un Diploma con la motivazione del Premio e la pubblicazione delle Opere finaliste dalla Casa Editrice Tabula fati. Altri riconoscimenti (agli stessi finalisti o ad altri partecipanti), con assegnazione di un Diploma con la relativa motivazione, potranno essere assegnati per le seguenti Sezioni: Premio Speciale "Donatello DOrazio" per il miglior racconto di autore abruzzese; Premio Speciale "Luigi Capuana" per il miglior racconto di autore siciliano; Premio Speciale "Giorgio Cicogna" per il miglior racconto fantastico; Premio Speciale "Franco Enna" per il miglior racconto giallo; Premio Speciale "Carlo Alianello" per il miglior racconto storico; Premio Speciale "Nino Badano" per il miglior racconto religioso; Premio Speciale "Emma Perodi" per il miglior racconto fiabesco; Premio Speciale "Giuseppe Di Martino" per il miglior atto unico teatrale. Le opere, dattiloscritte su una sola facciata numerata, vanno inviate in sette copie, per mezzo di raccomandata, alla Segreteria del Premio "Tabula fati" (Via Mater Domini n. 66 - C.P. 34 - 66100 Chieti - Tel. 0871 63210). Le opere inviate a concorso devono essere di lunghezza tra le 15 e le 20 cartelle (30 righe per 65 battute); ogni concorrente può presentare al massimo tre opere. Il termine ultimo per la presentazione delle opere è fissato per le ore 24,00 del 31 maggio 2003, farà fede la data e lora del timbro postale. Per altri particolari qui non riportati per mancanza di spazio, chiedere il bando completo alla Segreteria del Premio. PREMIO LETTERARIO "ELSA MORANTE" - IV EDIZIONE Possono partecipare, con opere inedite, autori editi o inediti italiani o non italiani (ma con opere scritte in italiano), residenti ovunque. Importante: sono considerate inedite anche opere pubblicate su giornali o riviste per edite sintende la pubblicazione come libro. Si può partecipare a più sezioni contemporaneamente, con una sola opera per sezione. Sezione Poesia: Una raccolta di poesie che non superi le 56 pagine. Per pagina sintende, ora e in appresso, una pagina (foglio 15 x 21 cm) composta di 30 righe, eccettuato il numero di pagina, carattere 11 Times New Roman. La quota discrizione è di 12,91. Una poesia singola (per pubblicazione in antologia) che non superi le 30 righe: La quota discrizione è di 10,33. Sezione Narrativa: Un romanzo, anche "di genere" (ossia anche poliziesco o "giallo", o fantascienza), che non superi le 230 pagine. La quota discrizione è di 15,49. Una raccolta di racconti, anche "di genere", ma dello stesso genere per ogni raccolta, comprese le fiabe, che non superi le 120 pagine. La quota discrizione è di 12,91. Un racconto singolo (per pubblicazione in antologia), di qualsiasi genere narrativo, che non superi le 10 pagine. La quota discrizione è di 10,33. Spedire 3 copie per ciascuna opera, con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, eventuale fax e indirizzo telematico, a PROPOSTE EDITORIALI Via Vincenzo Manzini 45 00173 Roma. Data di scadenza invio: 31 maggio 2003. Le quote discrizione sono da inviare esclusivamente a mezzo c/c postale , sul numero 76550003, intestato a Proposte Editoriali indirizzo come sopra. Indicare sul bollettino, nello spazio ad essa riservato, la causale del versamento e allegare copia del versamento effettuato allopera inviata. Si precisa che gli importi delle quote discrizione sono dovuti a spese di segreteria e di lettura. I manoscritti non vengono restituiti. Richiedere il bando completo alla Segreteria del Premio. Il concorso è rivolto e aperto a tutti gli autori di Fiction. Il Comitato Promotore, formato dai Riflessi di Luce Lunare, gestirà le varie fasi dell'iniziativa e selezionerà, tra gli scritti pervenuti, i racconti finalisti. Questi verranno sottoposti al giudizio della Giuria Nazionale, costituita da scrittori, giornalisti, autori di giochi, professori universitari e fanzinari. Il racconto vincitore sarà pubblicato sulle riviste Prospektiva e Tangram, il secondo classificato sulla rivista Il Foglio Letterario e sulla fanzine Anonima Gidierre. Sul sito di RiLL saranno poi pubblicati tutti i racconti premiati. La Nexus Editrice offrirà inoltre allAutore del racconto primo classificato un buono acquisto di 55 euro in suoi prodotti. Il Comitato Promotore, infine, si impegna a cercare altre fanzine e riviste interessate a pubblicare i migliori lavori o a curare la stampa di un volume che li raccolga. Regolamento: 1) Tutti i testi partecipanti dovranno essere spediti (non come pacco o raccomandata) in quadruplice copia e in busta anonima a: Trofeo RiLL, presso Alberto Panicucci, via Roberto Alessandri 10, 00151 ROMA.Le generalità degli autori (nome, cognome, indirizzo, cap, recapito telefonico/ faxfonico, e-mail) e il modo in cui sono venuti a conoscenza del concorso dovranno essere indicati chiaramente all'interno, in una busta chiusa, che sarà aperta solo dopo che il Comitato Promotore avrà selezionato i racconti finalisti; 2) La quota di iscrizione al X Trofeo RiLL è di 5 euro a racconto, da versare sul conto corrente postale numero 92373000, intestato a Francesco Ruffino, via Taro 37, 00199 ROMA (RM). La fotocopia del versamento dovrà essere allegata alle generalità dell'Autore. Le spese di spedizione sono a carico di ciascun partecipante e non sono comprese nella quota di iscrizione; 3) Le iscrizioni sono aperte sino al 20 maggio 2003. Tutti gli elaborati dovranno pervenire entro tale termine. Per le opere pervenute oltre tale data farà fede il timbro postale. In ogni caso, tutti i testi che perverranno al Comitato Promotore dopo l 1 giugno 2003 non saranno presi in considerazione. Per ulteriori informazioni sul Trofeo rivolgersi a: Edoardo Cicchinelli, 06/3720050; Trofeo RiLL, presso Alberto Panicucci, via Roberto Alessandri 10, 00151 ROMA; e-mail: trofeo@rill.it; Internet: http://www.rill.it/. ACCADEMIA EUROPEA DELLA FANTA FANTASCIENZA CONCORSO LETTERARIO LAccademia Europea della Fanta Fantascienza indice un concorso letterario per racconti e poesie ispirati a una rilettura ironica, patetica e crepuscolare della narrativa del futuro e dellassurdo. Il concorso è diviso in due sezioni. Per la narrativa: i concorrenti dovranno inviare opere di almeno dieci pagine e non più lunghe di venti. Ogni pagina dovrà essere di 30 righe per 60 battute equivalenti a 1800 battute per pagina. Per la poesia: le opere non dovranno superare le 2 pagine sempre tenendo conto che ognuna è composta da 30 righe. Ogni autore può partecipare con un massimo di 3 opere per ogni sezione e di ognuna dovrà inviare 2 copie. Le opere devono essere inviate entro il 31 Maggio 2003: a) per posta ordinaria a: Accademia Europea della Fanta Fantascienza 06049- Spoleto (PG) casella postale n° 106 ufficio postale Spoleto Centro; b) per posta elettronica a: fantamercurio@fantafan-tascienza.com. I primi tre qualificati di ogni sezione avranno pubblicate le loro opere in uno speciale volume della collana i "neurini" dedicato al concorso letterario. Il primo classificato per la sezione narrativa o per la sezione poesia, riceverà inoltre 50 copie del numero speciale insieme al "Saturnino", un trofeo commemorativo che rappresenta il piccolo alieno simbolo dellAccademia. Per chiarimenti rivolgersi: al 3200448586 o allo 074340794 o allindirizzo di posta elettronica fantamercurio@fantafantascienza.com. ALLA GALLERIA "TINA MODOTTI" DI ACERRA FUTURE SHOCK IN MOSTRA Oraganizzata dal dott. Piero Borgo, presidente del Centro Studi "Agorà", si è svolta ad Acerra, presso la galleria "Tina Modotti", dal 18 al 25 gennaio 2003, la mostra fotografica dedicata alla nostra fanzine "Future Shock", all'insegna del titolo: Fantascienza come strumento di pace tra gli uomini. La Galleria fotografica "Tina Modotti" - ci informa il dott. Borgo - "è "nata" nel settembre del 2000. Fino ad oggi, ci sono state oltre 40 mostre di bravi fotoamatori soprattutto del Nord e del Centro Italia. Non c'erano persone importanti alla mostra di Future Shock ma alcuni giurassici amici, soprattutto di Napoli, con i quali condividevo tanti anni fa la passione per la fantascienza. Il commento più bello è stato quello di un giovane di circa 20 anni che era entrato nella galleria per curiosità. Ci ha sentiti parlare di quello che facevamo a Napoli alla fine degli anni Settanta (la simpatica fanzine "La Sentinella", le mostre di libri, riviste e fumetti di fantascienza nella cappella Santa Barbara al Maschio Angioino negli anni 1976, 77 e 78, i concorsi fotografici e di narrativa, sempre improntati alla fantascienza - nel 1977 il Premio Lovecraft fu vinto da un giovanissimo Gian Filippo Pizzo con Incidente sul lavoro), ha colto la nostra passione e l'entusiasmo che ancora qualcuno di noi porta dentro come fuoco che non si estingue, ed ha commentato: "Beati voi sessantenni che vi rivedete dopo tanto tempo ancora attratti dalla fantascienza e avete gli occhi illuminati sia dal piacere di stare insieme che dalla gioia di parlare di quel genere di narrativa. Vi invidio un po' perché questo io non lo avrò mai" ed è andato via rapidamente, lasciandoci di stucco. Anche questa è la magia del Pianeta Proibito e della Spada di Rhiannon. Grazie prof. Scacco per le emozioni che ci ha fatto riprovare. Piero Borgo". Per la verità, chi merita un grazie di cuore è proprio il nostro amico, dott. Borgo, il quale non ha lesinato tempo e fatica per segnalare l'avvenimento alla stampa specializzata, tra cui il "Notiziario del Museo Nazionale della Fotografia" (gennaio-febbraio 2003) e "Reflex" (gennaio 2003). MA TU NON CONOSCI PROPRIO NESSUNO DI CUI VALGA LA PENA SCRIVERE, PARLARE, RACCONTARE? L'iniziativa nasce dalla lettera di una giovane, Luna, giunta alla Redazione della rivista "Spiragli", l'organo ufficiale dell'Associazione Culturale "I SenzaNome" di Roma, che qui sintetizziamo: "Non so se qualcuno di Voi ha letto "La formula del cuore" Pensate ad un modo per cambiare il mondo, poi mettetelo in pratica: è il compito che Reuben St. Clair, insegnante in una scuola media della provincia americana, assegna ai propri alunni. [ ] Non voglio raccontarVi la mia storia, non ha mai interessato nessuno e non credo possa interessare proprio a Voi sto leggendo vari giornali e riviste (oltre i quotidiani) e, seppure con fatica e timore, sto cercando di ritrovare il mio posto in questa società, fra questi giovani che mi scorrono dintorno. [ ] Chi siamo? Dove andiamo? Insomma, ho letto quel libro e mi sono chiesta: Ma tu non conosci proprio nessuno di cui valga la pena scrivere, parlare, raccontare? Voglio fare qualcosa di buono nella vita, almeno per una volta! Ecco: Vi chiedo aiuto, od un consiglio, un suggerimento, almeno! [ ] Luna". In risposta alla domanda della giovane Luna, è stato ideato il concorso che ha per tema il quesito: "Ma tu non conosci proprio nessuno di cui valga la pena scrivere, parlare, raccontare? Soffermatevi su questa domanda, postasi da Luna, e rispondetevi per iscritto, inviando poi il Vostro Scritto alla Redazione di "Spiragli"". Le modalità di partecipazione sono le seguenti: 1) Specifiche Scritto: si partecipa con un proprio scritto, in forma anche di racconto o di articolo, in unica copia dattiloscritta e di massimo 7 pagine (anche a doppia facciata), seguendo la traccia data dalla domanda di Luna. Tale scritto può essere inviato anche come file, in formato testo (".rtf"), sempre con un massimo di 7 pagine; 2) Modalità dInvio: spedire il proprio scritto, unitamente alla Scheda di Partecipazione, allattestazione di versamento effettuato e ad una busta per la risposta personale (affrancata ed indirizzata), entro il 30/06/2003 (farà fede il timbro postale) alla Redazione di Spiragli, tramite posta (anche elettronica). Dattiloscritto: "iniziativa LA FORMULA", c/o CORBEC, via Mar Jonio 18, 87070 Plataci (Cs). File: isenzanome@libero.it (indicare come oggetto "iniziativa LA FORMULA"); 3) Quota di Adesione: Partecipando alliniziativa e versando la quota richiesta si aderisce automaticamente, per lanno 2003, allAssociazione, di cui "Spiragli" è organo. La Rivista (3 nr. annui), verrà pertanto inviata in omaggio a tutti coloro che vorranno aderire e partecipare a questa iniziativa. Quota di Adesione: Socio Ordinario 2003 - 27,00; "Amici de I SenzaNome" 2003 - 7,00; quota ridotta di 7,00 per coloro che già hanno aderito allAssociazione per lanno 2003 (Socio Ordinario/Sostenitore e/o "Amici de I SenzaNome"). Quota da versarsi su c/c postale n. 33681024 (intestato a: Michela Albanese - Causale: Socio Ordinario 2003 "Amici de I SenzaNome" 2003. Per quota ridotta: "iniziativa LA FORMULA"). MEGLIO GIOCARE D'ANTICIPO CON LA SCIENZA Con questo titolo, è apparsa, sul quotidiano cattolico "Avvenire" del 6 aprile 2003, una breve intervista concessa a Mimmo Muolo da Ugo Amaldi, ordinario di fisica medica alla "Bicocca" di Milano e presidente della fondazione TERA per gli studi sulla terapia adronica anticancro. Lo scienziato ginevrino ha fatto, nel corso dell'intervista, alcune affermazioni che suonano musica per le nostre orecchie. Alla domanda se il futuro dell'uomo dipenderà dalla scienza, la risposta è stata: "Già oggi è chiaro che il nostro modo di vivere è basato sulle conoscenze scientifiche e sulle conseguenti applicazioni tecnologiche. Il futuro non può che accentuare questa tendenza". Chi ci segue, sa che abbiamo sviluppato lo stesso concetto nel nostro editoriale del n.21 di "Future Shock" dal titolo: Tetragonamente alieni... dagli alieni, in cui scrivevamo: "È fuor di dubbio che, oggi, la società è strettamente legata alla scienza e alla tecnologia. Basta esaminare tre settori per convincersene. Il primo è quello militare. È risaputo che la seconda guerra mondiale fu vinta dagli alleati perché in possesso d'una tecnologia più progredita (si pensi alla bomba atomica). Anche nella recente guerra del Golfo, l'apporto di una sofisticata tecnologia è stato decisivo per la vittoria. Il secondo settore è quello economico [...]". Ma le parole che sono risultate maggiormente gratificanti per noi in quanto confermano la validità della nostra linea editoriale, sono state quelle dette in risposta alla domanda su quale debba essere il ruolo specifico dei credenti: "Giocare d'anticipo, anche perché le scoperte scientifiche che potrebbero avvenire in futuro, e che certamente porranno problemi, già si possono prevedere. Non bisogna ripetere gli errori che portarono al "caso Galileo" o al "caso Darwin"". Ora, è proprio sul concetto di previsione che è basato l'editoriale di questo numero. Scriviamo, infatti: "[...] questo procedimento di previsione, di esplorazione immaginosa o, come lo chiama Piero Angela, di simulazione mentale, è proprio la caratteristica peculiare, la struttura portante della narrativa di fantascienza, che, pertanto, si qualifica come uno strumento molto valido per rendere possibile alle nuove generazioni un atterraggio morbido tra i profili accidentati - emergenti dalle nebbie dei domani - della nuova società. La sua introduzione nella scuola andrebbe favorita e non osteggiata, come avviene attualmente". Speriamo che la sintonia con quanto affermato dal fisico Amaldi, riesca a liberare dal ghetto in cui, da più di quindici anni, è confinata la nostra rivista-fanzine "Future Shock"! SU "PANORAMA" UN INTERESSANTE ARTICOLO DI GOFFREDO FOFI SU PHILIP K. DICK Si sa che i figli dei separati e dei divorziati subiscono traumi che si porteranno dietro per tutta la vita. È questo il caso di Phlip K. Dick, su cui recentemente studiosi e registi - soprattutto i secondi con i film Blade Runner (Ridley Scott) e Minority Report (Steven Spielberg) - hanno richiamato l'attenzione del grande pubblico. Nella sua biografia dedicata a Dick, Io sono vivo e voi siete morti, Emmanuel Carrère così commenta: "Aveva cinque anni quando i suoi genitori divorziarono, su iniziativa di Dorothy (la madre di Dick, ndr.), alla quale uno psichiatra aveva assicurato che il bambino non avrebbe sofferto della separazione (se ne sarebbe lamentato per tutta la vita)". L'infanzia infelice di Dick fa da leitmotiv nell'inte-ressante articolo di Goffredo Fofi, Philip K. Dick: così la fantascienza diventa più vera del vero, apparso su "Panorama" del 10-10-2002. Scrive infatti l'articolista: "Philip K. Dick ha avuto un'esistenza tormentata, ma piena di donne (l'ossessione per "la ragazza dai capelli neri" ricorre in quasi tutti i suoi libri, oltre che nella vita), e una primaria esperienza di scissione, nei suoi incubi, determinata dalla morte a un mese di vita della sorella gemella, doppio femminile sognato e negato con relativi sensi di colpa, e da un padre incombente, che nei romanzi si sdoppia facilmente in buono/cattivo". Tuttavia, il maggior pregio dell'articolo di Fofi è di aver condensato, in poco spazio, i temi della narrativa dello scrittore californiano, il significato e il valore dei suoi romanzi, il suo influsso e i suo fascino su scrittori (Pynchon, De Lillo, Benni), registi (Verhoeven, Duguay, Gilliam), studiosi e appassionati italiani (rispettivamente, Carlo Pagetti e Sergio Cofferati). LA FANTASCIENZA E I NUOVI CULTI RELIGIOSI Oggi, il boom dei nuovi culti religiosi è sotto gli occhi di tutti: giornali e tv non mancano di aggiornarci in tempo reale su fatti e personaggi di un mondo, che sembra uscito di getto dalla fervida fantasia di uno scrittore di fantascienza. Tuttavia, quasi mai viene esplicitamente indicato il legame che i nuovi movimenti religiosi (Scientology, Raelismo, Tempio Solare, Heaven's Gate, ecc.) hanno con la fantascienza: basti pensare, ad es., al fondatore della Chiesa di Scientology, Lafayette Ron Hubbard, autore di opere fantascientifiche, tra cui ricordiamo L'ultimo vessillo (Final Blackout, 1940) e Ritorno al domani (Return to Morrow, 1954). A colmare la lacuna, ci ha pensato il danese Mikael Rothstein, il quale, nel suo recente studio pubblicato dalla Elledici I culti dei dischi volanti, scrive: "È evidente che, per quanto riguarda il nostro soggetto, la letteratura e i film di fantascienza costituiscono una fonte di ispirazione. La nozione di UFO è stata preceduta dalla fantascienza in vari modi e non appena le manifestazioni ufologiche raggiunsero il pubblico, l'immaginazione di scrittori, registi e disegnatori di fumetti fu ulteriormente stimolata. La simbiosi fra la gente che credeva veramente negli UFO e i professionisti dei media della cultura popolare è stata sempre rilevante nella questione degli UFO ed è tuttora piuttosto evidente. Film come Incontri ravvicinati del terzo tipo, Independence day, Alien nation, Guerre stellari, Star Trek, X-Files, Men in black e Lost in space sono solo pochi fra i titoli più o meno recenti che vengono subito alla mente. [...] Oggi, con il mito UFO che sembra più vivo che mai, la fantascienza è ancora molto popolare e i confini netti fra ciò che si considera reale e ciò che si considera finzione si stanno sfumando". Noi di "Future Shock", come speriamo abbiano compreso i nostri lettori, siamo al riparo dal rischio di confondere realtà e finzione, in quanto valorizziamo della fantascienza non il suo "sense of wonder" e neppure la sua carica profetica, ma il suo contributo all'umanesimo sapienziale-scientifico (v.il nostro editoriale sul n.36). Da che mondo è mondo, l'uomo si è sempre posta la domanda: perché il male e l'infelicità? Naturalmente, non sono mancate le risposte. Nel secolo scorso, ad esempio, l'ideologia marxista ha creduto di trovare la risposta nella creazione dello stato comunista, ateo e materialista, eliminando le classi sociali e la religione. Ma tutti sappiamo come sono finiti i paradisi di Stalin e dei suoi degni emuli. La risposta più vera è quella della religione cattolica, che attribuisce il male nel mondo alla presenza di un personag-gio, che ha tutto l'interesse a vivere nell'ombra ma che in realtà è il principe di questo mondo: satana! Ad occuparsi del problema, è un libretto, pubblicato recentemente a cura di Pio Petri del Centro Socioculturale "Grazio Forgione" e che ha l'emblematico titolo: L'ora di satana (Ed. L'Altra Voce, Solopaca-BN). Scrive il curatore nell'introduzione: "In questi ultimi anni, si è assistito a dei fenomeni apparentemente paradossali. Basti dire che, mentre indagini di studiosi (pensia-mo ai libri della Professoressa Cecilia Gatto Trocchi) ed esperienze comuni ci dicono che gli adoratori del diavolo, comunque mascherati, sono sempre più numerosi, la lotta esplicita contro l'Omicida fin dal principio (1° Jov. III, 8) sembra messa da parte dai ministri di DIO". Tra i numerosi interventi che compon-gono il libretto, ci piace ricordare l'intervista a Carlo Climati, autore del saggio Inchiesta sul rock satanico, in cui si afferma: "Il satanismo rock non è solo una teoria, né, tanto meno, una trovata esclusivamente pubblicitaria. Alcuni gruppi sono passati ai fatti [...]. Alcuni complessi, come i norvegesi Burzum, hanno promosso attentati a chiese cattoliche. In un'intervista al mensile "Flash", il cantante Count Grishananck ha dichiarato: "Distruggendo i templi cristiani ci prepariamo alla nuova era. Dal lurido Cristianesimo passeremo di nuovo alla gloriosa era pagana". C'è anche chi, come gli americani Slayver, hanno composto un inno in onore di Joseph Mengele, il macellaio nazista". Anche l'intervento del nostro collaboratore Arcangelo Santoro ci è sembrato interessante. Porta il titolo Aspetti del Sacro e delle sue imitazioni ed è suddiviso in tre parti. Nella prima, L'Islam l'ha capita: l'abito fa il BUON monaco, Santoro stigmatizza l'abbandono, da parte di certi preti e suore, dell'uso degli abiti tradizionali; nella seconda, Un affare importante: smaghiamo i maghi, se la prende non solo con i fedeli che, al primo sospetto di possessione diabolica, ricorrono ai maghi, anziché agli esorcisti, ma anche con le autorità religiose "che lasciano entrare i lupi nell'ovile"; nella terza, Furbizie diaboliche: diavolo di un Diavolo!, il Nostro constata con amarezza come si parli poco, nelle omelie domenicali, dell'esistenza del diavolo, facendo così il suo gioco che consiste nel far credere che non esiste. Il libretto, come ognuno vede, è molto importante e ne consigliamo senz'altro la lettura, soprattutto a coloro che sono interessati al problema della pace nel mondo e al bene dell'uomo. IL FALSO PROBLEMA DELLO SCONTRO TRA OCCIDENTE E ISLAM Il rapporto tra l'Islam e l'Occidente Cristiano è
contrassegnato da continue guerre. Spesso gli arabi
musulmani tentarono di conquistare l'Europa, ma furono
fermati a Poitiers (732), a Lepanto (1571), a Vienna
(1683), a Belgrado (1717). Tuttavia, c'è stato un
periodo in cui è avvenuta una specie di contaminazione
tra il mondo arabo-islamico e l'Occidente. Fu nel sec.IX,
quando a Bagdad venne creata la " Questo è, in sintesi, il succo dell'intervista intitolata Islam: serve un altro rinascimento, che il gesuita egiziano Samir Khalil Samir, docente di islamologia all'Università "Saint Joseph" di Beirut, ha rilasciato a Giorgio Paolucci ("Avvenire", 27 marzo 2003). Alla domanda perché, oggi, nel mondo islamico prevalgono posizioni di rifiuto dell'Occidente, così risponde padre Samir: "La critica dei costumi decadenti dell'Occidente (corruzione, la libertà che scade nel libertinaggio, emancipazione femminile che degenera nella mercificazione della donna, omosessualità, caduta dei valori) porta alla condanna dell'Occidente nella sua globalità, compreso ad esempio il valore della democrazia che invece farebbe tanto bene al mondo arabo". In una situazione che sembra senza via d'uscita, uno spiraglio ci viene dalla scienza. Intesa come ricerca della verità rintracciabile nel mondo osservabile, essa è parte intrinseca della natura dell'uomo ed è esistita, allo stadio potenziale, fin dai primordi dell'umanità. Tuttavia, la sua comparsa è piuttosto recente, perché era necessario che, prima, molte discipline scientifiche raggiungessero, in varie parti del mondo civile, il loro sviluppo. Ne consegue che la scienza non è il prodotto esclusivo dell'Occidente: alla sua nascita diede un sostanzioso contributo anche il mondo islamico, con i suoi Avicenna, Averroè, al-Jazari, ecc. È quanto sostiene lo storico della scienza Ahmed Djebbar nel suo libro-intervista Storia della scienza araba (Raffaello Cortina Editore, 2002): "Erede di pressoché tutte le tradizioni scientifiche che l'hanno preceduta (e non unicamente di quella greca), passaggio obbligato verso le scienze ulteriori, la scienza araba costituisce una delle fasi importanti che l'umanità ha conosciuto nella sua ostinata ricerca della verità". La conclusione a noi sembra ovvia: non ha senso scontrarsi sulla Modernità, perché essa, essendo frutto della scienza, appartiene di diritto sia al mondo occidentale che a quello arabo-islamico. |
||||||||||||||||