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(dis. di Davide Cattaneo) Walking shadows (memorie di un domani) Abbiamo occhi che non
vedono, di Giuseppe Zurlo "Le cronache dei Sassanidi, antichi re di Persia, i quali avevano esteso il loro impero nelle Indie, nelle grandi e piccole isole che dipendono da esse, e molto più oltre, di là dal Gange fino alla Cina, riportano che [oh, finalmente comincia la storia vera e propria... ma che ha Carmelo?] cera una volta un re di quella potente dinastia che era il miglior principe dei suoi tempi." - - Che è sta roba, pa? Sollevai lo sguardo di scatto: non era certo la domanda che mi aspettavo...
- Pa, per piacere... tu e i tuoi tappeti persiani!... E poi non mi piacciono i babà, quante volte te lo devo dire?! Il piccolo si alzò e, a capo chino, condusse a letto, singhiozzando, la sua delusione. Chiamai agitato Rosina e lei non tardò ad arrivare. - Che gli è preso a Carmelo? Gli ho portato quello che voleva e lui... se nè andato a letto così, come se gli avessi detto chissà cosa, come se lo avessi preso in giro, addirittura! - Già. Perché, non è così? - Ma che dici?! - Che dico? Ecco, questo è lennesimo esempio della tua sensibilità... Trattare così un bambino, deluderlo nelle sue attese più genuine. Neanche esaudire un così piccolo desiderio... Ma che hai al posto del cuore? Mentre cercavo di raccapezzarmi, Rosina non mi lesinava lacrime e singhiozzi. - Ma che sta succedendo? Che è sta storia? Io gli ho regalato quello che desiderava! - No, tu gli hai regalato un libro! - Toh, questa è bella! Perché, non mi ha chiesto un libro? * * * Si, era proprio così: Le mille e una notte non era più un libro. Mi sembrava di vivere in un incubo... Cosa potevo fare di fronte allangosciante silenzio di Rosina e agli irritanti piagnistei di Carmelo ["Va bene, va bene, ti ci porto! Contento?"]? Dovetti consegnare alla Direzione del Personale il progetto per lunica Giornata Speciale Libera cui avevo diritto: numero di persone impegnate ["Io e mio figlio, Signor Direttore"] - obiettivi ["Vediamo un po, signor Giovanni Balque... Questo rientra nella lettera q della nota 1 del comma 2 dellarticolo 3: aggiornamento culturale della propria prole"] - tempi ["Unora esatta, Signor Direttore"] - luoghi ["Il Padiglione Orientale, Signor Direttore"] - modalità ["Lancio di (dieci?! Ma piccolo mio, mi vuoi svenare a papà? E va bene, va bene!) dieci roq, Signor Direttore"] - fonte di finanziamento ["Un decimo dello stipendio, Signor Direttore"]. * * * Il Padiglione Orientale era un immenso parallelepipedo grigio-metallo liscio e compatto. Mai visto prima. Allingresso lufficiale si esibì in uno scattante saluto marziale. - Capitano Yako, del Servizio Clienti. - Piacere... Siamo qui per Le mille e una notte... - Ne eravamo già informati, signor Balque. Poi si rivolse a Carmelo. - Versione uno o versione due, cucciolo? - Mah, non saprei... facciamo... uno!, per adesso... - OK. Vieni, tesoro. Qui cè la sala delle coordinate. Venga anche lei, signore. Sai, piccolo, tra poco proverai emozioni che non hai mai provato nella tua vita! Lufficiale era in realtà una splendida donna ["Papà! Ma dove guardi?"], un autentico capolavoro. Però... cera qualcosa nella sua bellezza perfetta, qualcosa di strano che disturbava. Era - come dire? - troppo perfetta: come se Fidia avesse impostato la sua immagine al computer... - Venite, accomodatevi. Tu siedi qui, zuccherino. A proposito, come ti chiami? - Carmelo, signora! - Siedi qui, zuccherino Lino. Guarda! Non è una meraviglia? - Wow! Pa, guarda che tastiera stellare! - Adesso seleziona i tuoi dieci target sulla cartina luminosa e digita le coordinate spazio-temporali. Hai a disposizione dieci roq. Nel caso decidessi di cambiare target allultimo momento non preoccuparti: i roq sono forniti di screening psichico dellutente e di autocorrettore di rotta praticamente infallibile. Poi le dita e gli occhi di Carmelo scattarono fulminei e si mossero con velocità vertiginosa. Mi girai verso il megaschermo, e quello che vidi... come posso raccontare quello che vidi? Davanti a me cera - come lavevano chiamata? ah, si, "lultima frontiera dei videogiochi": funzionava come una playstation, solo che i target, rappresentati sul megaschermo con figure-ombra mobili in quattro dimensioni ["target visti nel tempo, signore"], erano persone e cose reali. Si, ormai era proprio così: ciò che era reale era virtuale, e ciò che era virtuale era reale. Le parole si ammutinarono e quelle che mi sono rimaste fedeli fino ad oggi non mi bastano. Non ne ho abbastanza, e in esse non riesco a trasfondere tutte le sensazioni che provai allora... "Orrore", "dolore", "sgomento" cosaltro sono se non parole, ombre di memorie e di pensieri... Ma è tutto quello che ho. E con questi bisturi evanescenti provo a riaprire la piaga, provo a raccontare... * * * La tempesta arrivò allimprovviso nella città addormentata. Dieci comete si accesero nel povero cielo buio, e una dopo laltra lo ararono e sibilarono al suolo con assordante monotonia e spietata regolarità. Le urla agghiaccianti furono soffocate dalle esplosioni, dai bagliori e dal fumo... Poi la macabra quiete dopo la tempesta... Corpi squarciati e fumanti... visceri, membra, ossa e occhi bruciacchiati mescolati a cemento e acciaio e sparpagliati con crudele disprezzo del loro ordine naturale... liquido rosso e vischioso in fuga dai corpi che colava dappertutto obbedendo ciecamente alle leggi di una fisica assurda... [come è possibile, cuore mio, come è possibile?] E davanti al megaschermo lui, il mio bambino, rideva di cuore gratificato al massimo da quel nuovo gioco... rideva di cuore davanti a quelle figure-ombra mobili in quattro dimensioni che scomparivano con un semplice e misero bip... rideva, rideva senza pietà... * * * - Ehi, signore, cosa le succede? Ha perso la parola? - Si... No... Ma... tutti quegli esseri umani [sto male... lo stomaco...]... come... è possibile?... - "Esseri umani"? Oh, adesso capisco il motivo del suo malessere! - [Che ha da ridere?...] - Angosciante e stomachevole metamorfosi: loriginale della Venere di Milo si trasformava in Medusa... - Ma no, stia tranquillo! Non sono esseri umani veri! Sono una vecchia specie animale, esseri in carne ed ossa - pensi un po!... Provengono dai nostri allevamenti specializzati... Non crederà mica che siamo così stupidi da utilizzare i nostri simili per il nostro ultimo prodotto, che è anche il migliore in assoluto: Le mille e una notte! Vero piccolo? - ["... nostri simili?!"... ma allora...] "Vero, vero pa!", disse Carmelo alzandosi soddisfatto e raggiante in volto. - E comè la versione due? - La versione due? Ecco, funziona in modo un po diverso, ma lobiettivo è simile: cancellare quante più figure-ombra mobili è possibile... Si selezionano i target e si dirigono verso di essi i mendicanti travestiti... Una volta raggiunto il target fanno bip e... fiori rossi senza forma precisa! Una vera bomba, zuccherino! - Va bene, va bene... lo proveremo... unaltra volta... [Mio Dio... mi sento venir meno... la mia mente... se ne va...] - Ehi, si svegli signore! [Sembra che gli abbia rivelato chissà cosa... vuoi vedere che...] * * * - Papà, sveglia, sveglia! Stai già dormendo? Guarda, guarda cosa mi ha comprato la mamma! Le ho dato io linput, sai? Carmelo si arrampicò agilmente sul divano, e un brivido paralizzante e accecante mi percorse quando il titolo apparve improvvisamente. - No, ti prego, no! - Che cè papà? Perché urli? Ti ho forse spaventato? - Giovanni, che ti succede?! - Ah, sei tu Rosina... Ma no, piccolo mio, [Ecco... adesso va meglio], non ti preoccupare. Le mille e una notte è un libro bellissimo, uno ... dei capolavori della letteratura mondiale... con quelle storie così belle, tessute e ricamate come incantevoli tappeti persiani! Dài, su! Fai sentire a papà come leggi... - [Adesso papà vedrà come sono bravo! Fammi schiarire un po] Ha-haa! [la voce]. "Le-cro-nache- deiSas-sanidi-an-tichire-diPer-siai-quali-ave-vanoe-stesoil-loro-im-pero-nelle- Indie-nelle-grandie-pic-cole-isole-chedi-pendono-daessee-moltopiù- oltredilàdal-Gan-gefinoalla-Cinari-portanoche-[oh, finalmente comincia la storia vera e propria... ma che ha papà?] cera-una-volta-unredi-quellapo-tentedi-na-stiache-erail-miglior-prin-cipedei-suoi-tempi."... Che hai papà? - Nulla, te lho già detto. E che sei così bello, piccolo mio, così bravo. Lo sai quanto è grande il bene che ti voglio? - Quanto luniverso? - Di più, molto di più! Ma continua a leggere... È così bello vederti e ascoltarti... * * * Restai così, incantato, a guardarmi seguire le divertenti acrobazie foniche di Carmelo fin quando, dolcemente, piano piano, si addormentò tra le mie braccia... GIUSEPPE ZURLO è nato
a Mesagne (1961) e risiede ad Orsara di Puglia. Dopo il
diploma di maturità scientifica, ha conseguito, |
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