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  COWBOY BEBOP THE MOVIE - Regia: Shinichirô Watanabe e Hiroyuki Okiura - Interpreti: Spike Spiegel, Jet Black, Faye Valentine , Ed, Vincent, e altri personaggi della serie animata... - Giappone/Usa 2002, colore - Durata: 116 minuti.

Sinossi: In un ipotetico scenario futuro, fra astronavi e ciberuniversi, i nostri eroi (un gruppo di cacciatori di taglie assai eterogeneo) si mette sulle tracce di un bioterrorista che minaccia di sterminare la popolazione mondiale nella notte di Halloween. Fra cospirazioni, inseguimenti, lotte e momenti umoristici i nostri si avvicineranno sempre di più allo scontro finale...

Giudizio critico: Sembra incredibile che nel pieno della nuova era di sua maestà l’effetto speciale arrivi un buon film d’animazione che riesce a mettere in un angolo i più blasonati ed orrendi titoli della stagione (X2 e Matrix Reloaded). Freschezza, umorismo, sceneggiatura, personaggi accattivanti e buone idee di base sono gli ingredienti di questo fortunato mix.

Watanabe ha un senso della regia molto forte, che lo porta a dirigere i suoi personaggi come fossero attori in carne ed ossa e, pur potendosi permettere qualsiasi tipo di effetto speciale (in un cartone animato il costo per far volare un camion è uguale a quello richiesto per disegnare un cane od un cespuglio...), non ci sono inseguimenti in autostrada lunghi più di venti minuti o altre buffonate del genere ad appesantire la storyline.

Per fortuna non ci sono nemmeno troppi tizi e pupe vestite di cuoio e pelle, non che ci sia niente di male, ma sta diventando velocemente un cliché strabusato.

L’animazione è fluida, il design accattivante e la trama riesce di facile comprensione e godibile anche a chi non ha mai visto la serie tv. Si tratta di una vera e propria boccata di ossigeno nell’asfittico mondo della sf contemporanea, un episodio solare che sfrutta un’idea già vista e letta (quanti pazzi che vogliono sterminare il mondo abbiamo incontrato?!!) in maniera diversa. Alcuni momenti brillano di luce propria, come lo spassosissimo tentativo di entrare in una banca dati (con un ciberspazio fatti di oceani, pesciolini, ed altri animali che suona come una sana pernacchia a Gibson, Sterling e soci...) oppure la lotta finale fra il protagonista e il malvagio Vincent, che ricorda da vicino la scazzottata nonsense presente in Essi Vivono di John Carpenter.

Da sottolineare lo straordinario livello della colonna sonora, sempre più un segno distintivo delle produzioni orientali, quasi a contrastare la scarsa cura che sembra permeare ultimamente molte soundtrack occidentali.

Insieme a Spirited Away (per quanto riguarda quest’anno, e molti altri titoli in precedenza...) questo "anime" sembra prospettare la possibilità che si riesca, una volta per tutte, a spezzare il terribile circolo di pregiudizi sull’animazione giapponese che in Italia è, purtroppo, ancora forte.

La fantasia, per fortuna, non regna solo ad Hollywood e c’è dell’altro, a voler cercare, oltre ai soliti uomini ragno, signori degli anelli ed eletti della matrice vari...

Curiosità, errori e citazioni: Il titolo reale (Cowboy Bebop: Knockin’ on heaven’s door) è stato accorciato per probabili problemi di copyright con la canzone omonima di Bob Dylan. Il film si inserisce fra gli episodi 22 e 23 della serie normale.

                                                                              Elvezio Sciallis