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Lettere in Redazione
Risponde Antonio Scacco
(Indirizzare le e-mail a Antonio Scacco futureshock@alice.it
)
Laicità. Richiamare lo spirito di fratellanza -
Costituzione europea - La fantascienza,
minestrone di tutte le correnti del fantastico volgare?
Laicità. Richiamare lo spirito di
fratellanza
In una lettera pubblicata su "L'Arena di
Verona" alcuni giorni fa, veniva auspicato che nella futura Costituzione europea non
vi sia alcun riferimento a Dio o a qualsivoglia riferimento trascendente. Le ragioni
addotte sono sempre le stesse: principio di laicità, rispetto delle minoranze religiose,
democrazia, imparzialità, ecc... Non credo però che un generico richiamo religioso
potrà mancare di rispetto ad alcuno, anzi attribuirà superiore dignità a qualsiasi
essere vivente riconoscendoci tutti come fratelli e figli dello stesso Dio. Nella medesima
lettera si sosteneva che "le persone indifferenti od ostili alla religione maturano
una coscienza e dei convincimenti rispettabili quanto quelli dei credenti", belle
parole, ma solo in teoria. Chiedo ai sostenitori della Costituzione laicista cosa hanno
prodotto di buono e di utile per l'umanità tutte le ideologie atee dopo essersi spogliate
di Dio. Nazismo e comunismo, sintesi di pensiero ateo ed illuminista, non sono forse stati
imposti con le più nobili intenzioni, ma degenerate poi nei più orrendi massacri di
massa della storia del Novecento? Ben venga a richiamare lo spirito di fratellanza tra gli
uomini il riferimento a Dio nella futura Costituzione europea.
Gianni Toffali - Dossobuono
gianni.toffali@inwind.it
Costituzione europea
Si fa parte di Dio quando si predica la guerra e si giudicano, come fa
il sedicente Toffali (penso sia un nome di fantasia), gli altri popoli del mondo inferiori
rispetto agli occidentali? Incapaci di produrre, di essere ricchi, quindi civili? Si fa
parte di Dio quando si predica la guerra e si giudicano gli altri popoli del mondo
inferiori rispetto agli occidentali? Incapaci di produrre, di essere ricchi, quindi
civili? Quanto al fatto che Dio insegnerebbe la virtù - cosa che non sarebbe possibile
per gli atei - equivarrebbe a dire che tutti i credenti dovrebbero essere dei virtuosi e
gli atei riempire le galere. Non pensa? O forse è più difficile, e quindi da essere più
coraggioso e razionale, affrontare la vita senza pensare che ci sia l'al di là, anziché
crogiolarsi nell'idea di una vita eterna?
Antonio di Gennaro
digenait@yahoo.it
Non mi sembra che nell'e-mail del sig. Toffali ci sia il razzismo
che lei denuncia. Il Dio a cui si riferisce il sig. Toffali è il Dio di Gesù Cristo, che
è un Dio che vuole che tutti gli uomini siano fratelli, è un Dio che ripudia la guerra
come soluzione delle contese tra gli uomini, è un Dio che non vuole la discriminazione
tra il ricco e il povero, tra il bianco e il nero, tra l'uomo e la donna. Quelli che
vogliono la guerra e considerano gli altri inferiori non sono credenti o, se lo sono, sono
incoerenti. Hitler, ad esempio, si proclamava credente, mentre era un sadico assassino.
Altrettanto, Stalin si faceva passare per padre dei lavoratori e, invece, era un feroce
oppressore e tiranno.
La fede non è come la merce che si compra al supermercato. L'uomo,
poiché è dotato di libero arbitrio, la fede può anche perderla. Basta pensare allo
scandalo dei preti pedofili scoppiato recentemente in America! Ecco perché l'uomo, se
vuole lottare contro i suoi vizi, contro le sue cupidigie e contro la sua superbia, ha
bisogno degli strumenti che gli offre la Chiesa: la confessione, la comunione e la santa
messa. Con questo non voglio sostenere che chi è ateo va a finire inevitabilmente in
galera, ma sicuramente la sua anima corre il grave pericolo della dannazione eterna, se
non rigetta il suo ateismo.
Quanto alla sua domanda se sia più difficile affrontare la vita senza
pensare che ci sia l'aldilà, io le espongo la condizione in cui vive ogni essere umano,
me compreso. C'è un personaggio che molti considerano frutto della superstizione
popolare. Questo personaggio è Satana. In origine, era un angelo, il più bello e il più
intelligente, tanto che il suo nome era Lucifero. Ma poi si insuperbì e pretese di
spodestare Dio dal Suo trono. Ma contro Dio non c'è niente da fare. Satana perse la
battaglia e da Lucifero divenne il diavolo, che etimologicamente significa il divisore. Da
allora, in odio a Dio, non fa che tormentare gli uomini, aizzandoli all'odio,
all'omicidio, alla vendetta, alla guerra. Gli uomini non possono difendersi dagli attacchi
satanici, perché il diavolo è molto più intelligente e astuto degli uomini. Ecco
perché Papa Karol Wojtyla, che conosce molto bene questa condizione dell'uomo, ha
invitato tutti a pregare il Santo Rosario per la pace. Non servono le manifestazioni
pacifiste contro Satana, il quale sa molto bene che gli uomini hanno armi di distruzione
di massa e vorrebbe che li usassero per distruggere interamente il nostro pianeta Terra.
Tocca a lei decidere se è più coraggioso e razionale vivere senza pensare all'aldilà,
oppure credere alla vita eterna e invocare Dio perché ci dia la pace e salvi l'umanità
dalla catastrofe.
La fantascienza, minestrone di tutte
le correnti del fantastico volgare?
Gentile signor Scacco,
qui sotto troverà alcuni brevi commenti e considerazioni a proposito della
sua concezione della fantascienza (la solita, devo dire, di tutti gli alfieri dell'impegno
"contenutistico" - e, perdio, religioso! - della narrativa):
a) "distinguere la fantascienza da ogni altra forma di narrativa
fantastica".
Bene, distinguiamo. E' sempre utile. La fantascienza è un tipo di
letteratura fantastica "bastarda", ma pur sempre fantastica, composta di tanti
spicchi: un pizzico di fantasy (abbondante), una scodellata di horror quado capita e
molto, molto thriller d'azione mescolato per buona misura. La fantascienza, negli ultimi
decenni, è anche, ahimé, letteratura rosa o matrimoniale, si occupa di questioni
maritali, di bazzecole etniche, ecc. Ergo, la fantascienza si presenta come un minestrone
di tutte le correnti del fantastico volgare.
b) "evidenziare che la scienza e' di per se' umanizzante, tuttavia da
sola non basta ad umanizzare l'uomo: essa infatti non contiene ne' indicazioni di fini,
ne' giudizi di valore. Ha percio' bisogno di integrarsi con altre forme di esperienza:
arte, filosofia e, soprattutto, religione".
Perché soprattutto? Lei è religioso? Io mi fingo cristiano, tutto qui. Mi
fingo anche interessato a questioni sociali, razziali, ai Grandi Problemi dell'Umanità,
al Futuro della Specie, alla Progettazione e Sviluppo del Motore a Iperdrive, ma poi in
realtà quando prendo un romanzo è per Leggere Qualcosa, non per ascoltare prediche. No,
no, con la religione proprio non ci sto. In questo campo hanno già detto tutto Voltaire e
Jonathan Swift, e, tra i cineasti, don Luis Bunuel.
c) "battersi contro lo stereotipo che vede nella fantascienza solo una
narrativa commerciale o di evasione. I capolavori e i grandi scrittori non mancano: La
guerra dei mondi di H.G. Wells, City di C. Simak, Fondazione di I. Asimov, Un cantico per
Leibowitz di W. Miller jr., Fahrenheit 451 di R. Bradbury, ecc."
Io mi batto, pensi un po', per affermare quello stereotipo! Non mi sarei
mai accostato alla sf se non fosse stato per il desiderio di spezzare le catene del qui e
dell'ora, la condanna al presente, all'impegno, ai Grandi Problemi di cui sopra. Quando
non se ne può più, amico, ci se ne impipa: ed è allora che torna utile la pipa
fantascientifica, o calumet d'oppio. Creda a un lettore di Carlos Castaneda! Evadere - ed
evadere nel sogno - non ha mai fatto male a nessuno. Per me la miglior sf è
"Evasione nel caos", e mi scuso per la citazione. (Grandi evasori: Ray Bradbury,
Philip K. Dick, Fritz Leiber, Fredric Brown, Robert Sheckley, Richard Matheson, Harlan
Elison, Edmond Hamilton, ecc)
d) "sostenere dunque FUTURE SHOCK significa non solo contribuire ad
abbattere le barriere che tengono confinata la fantascienza nel ghetto dell'infima
letteratura, ma anche impedire che muoia l'unica pubblicazione di questo genere letterario
esistente da Roma in giù".
[Oddio, come se non bastasse il premio Omelas!]
[Sipario.]
Auguri, tuttavia. Lo so che lei non vuole il Male, è solo in difficoltà a
esprimere il Bene. (Ripeto, io mi fingo cristiano: per cui potrò fingermi manicheo, per
una volta...).
Cordialmente,
suo Giuseppe Lippi
Premesso che la mia interpretazione della fantascienza si ispira
all'umanesimo autentico, cioè a quello cristiano e non a quello marxista, catalogarmi tra
gli alfieri dell'impegno contenutistico mi sembra piuttosto riduttivo. Come immagino che
lei sappia, per umanesimo autentico s'intende una visione armonica dell'uomo e non il
semplice antropocentrismo, propugnato da Marx o da Feuerbach. Il gusto estetico
dell'umanesimo autentico porta a concludere che, in un'opera d'arte, il contenuto non deve
prevalere sulla forma, né questa su quello.
Quanto alla religione, non è questione di infingimento. Credo che ogni
uomo, a un certo punto della sua vita, si ponga le fatidiche domande: chi sono io? da dove
vengo? dove vado? esiste la vita oltre la morte? La risposta in senso positivo a queste
domande, cioè l'accettazione della visione religiosa dell'esistenza, rappresenta per
l'uomo un passo avanti nel suo processo di umanizzazione. Diversamente, si ha la
disumanizzazione e la barbarie. Vero è che, a volte, si sono commessi delitti in nome di
Dio e della religione, ma ciò è dipeso dal loro uso come instrumentum regni e non come
elementi per realizzare l'umanità dell'uomo. Come dice il Cristo, è il sabato per l'uomo
e non l'uomo per il sabato!
Infine, a proposito della fantascienza "come un minestrone di tutte
le correnti del fantastico volgare", le cito quanto ebbe ad affermare il prof. Luigi
Russo nella sua introduzione a "La fantascienza e la critica", volume che
raccoglie gli atti del Convegno tenutosi a Palermo nel 1978: «Lo scotto che si paga per
la fantascienza come "fenomeno", o "megafantascienza", è quello di
disconoscere e far regredire la fantascienza ad una sorta di fenomeno da baraccone,
bizzarro, vario, magari divertente ed eccitante, però se non proprio gratuito comunque
usurabile a modico prezzo; e in definitiva privo di cittadinanza scientifica. Insomma,
muovendosi sulla scorta di una informazione lacunosa ed approssimativa, e cedendo alla
facile tentazione di scaricare sulla fantascienza valenze multiple ed eteroclite, la sua
natura identitaria ne rimane di necessità offuscata».
E' quanto, ahimé!, sta avvenendo in questi ultimi tempi. Non le dice
niente il Premio Hugo assegnato a "Harry Potter e il calice di fuoco"? |
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