| BEN BOVA, Il
Presidente moltiplicato (The Multiple Man, 1976),
"Urania" n.714, 16-1-1977, Mondadori, Milano,
pp.160. L'uomo moderno, per effetto del
pensiero baconiano e cartesiano, concepisce il mondo -
scrive Jeremy Rifkin in Entropia: una nuova concezione
del mondo - come "una continua esercitazione di
ingegneria. La Terra appare come un gigantesco magazzino
di ferramenta, costituito da ogni tipo di pezzi di
ricambio che devono soltanto essere montati per ottenere
un sistema funzionante". Tale mentalità, che
esclude a priori la presenza, negli esseri animati e
inanimati, della dimensione spirituale e t È chiaro che, come ebbe a ribadire Papa Giovanni Paolo II in vari interventi, un conto è manipolare i geni per curare malforma-zioni e malattie e un altro usare gli embrioni congelati o no come pezzi di ricambio, per consentire ad altri - solitamente persone finanziariamente facoltose - di prolungare la propria vita. Nell'enciclica Evangelium vitae, il Sommo Pontefice condannò senza mezzi termini questo "procedimento che sfrutta gli embrioni e i feti umani ancora vivi - talvolta 'prodotti' appositamente per questo scopo mediante la fecondazione in vitro - sia come 'materiale biologico' da utilizzare sia come fornitori di organi o di tessuti da trapiantare per la cura di alcune malattie. In realtà, l'uccisione di creature umane innocenti, seppure a vantaggio di altre, costituisce un atto assolutamente inaccettabile". Ma gli esiti più aberranti e nefasti della mentalità tecnocratica si manifestano nel progetto di clonare l'essere umano. Quanto esso sia inutile e disumano, ce lo dice - mediante la metafora fantascientifica - il romanzo di Ben Bova, Il presidente moltiplicato. In un futuro non molto remoto, il giornalista Meric Albano è affascinato dalla personalità del governatore del Colorado, James J.Halliday, che è in lizza per la Casa Bianca, e accetta di diventare il suo collaboratore e poi, ad elezione avvenuta, il suo addetto stampa. Tutto sembra scorrere entro i binari della normalità, quand'ecco che gli uomini del Servizio Segreto cominciano a rinvenire cadaveri assolutamente identici al Presidente degli Stati Uniti. Meric decide di trasformarsi in detective. Con l'aiuto della fedele segretaria Vickie Clark e utilizzando un enorme computer, comincia a intuire qual è il segreto che nasconde il Presidente: clonazione. La rivelazione completa l'avrà in un colloquio con il padre del Presidente, il generale Halliday: - Tutti i padri desiderano che il loro figlio diventi Presidente. È il grande sogno americano. Ma io sapevo come farlo diventare realtà. Lo sapevo! E per riuscirci mi occorrevano tre cose: denaro, moltissimo denaro; un laboratorio di ricerche [...]. - E così avete fatto un figlio e poi l'avete clonizzato. - Esatto. E sapete perché? Capite perché doveva essere clonizzato? Perché doveva esserci più di un solo James J.Halliday? [...] Non mi bastava che mio figlio si dedicasse alla politica [...], volevo che diventasse Presidente! Il che significa che doveva essere un uomo politico migliore degli altri. Che se ne intendesse più di chiunque di economia. Di difesa. Di politica estera, di problemi del lavoro, del commercio, di guerra e di tutti gli altri problemi che un Presidente deve trattare. È palese, nel modo di pensare e di agire del generale Halliday, l'influsso negativo di quella mentalità tecnocratica che, da un lato, tende a feticizzare lo strumento tecnologico, a farne un dio - il dio delle "technicae artes", come lo definisce il Concilio Vaticano II nel suo documento fondamentale Gaudium et Spes - e, dall'altro, tende a distruggere l'unità psicofisica dell'uomo, a negarne la realtà di spirito incarnato e di corpo spiritualizzato, a considerarlo solo un meccanismo biologico. Ritornano alla mente quanto scriveva, quasi due secoli fa, Thomas Carlyle nel suo saggio Signs of the Times (1831): "Gli uomini sono diventati dei meccanismi nella testa e nel cuore, così come nelle mani. Hanno perso la fede negli sforzi individuali e nelle forze naturali di qualsiasi genere. Non per la perfezione interiore, ma per combinazioni e ordinamenti esteriori, per istituzioni, costituzioni - per il meccanismo, di un genere o di un altro - essi sperano e lottano. Tutti i loro sforzi, affetti, opinioni, si accentrano sul meccanismo e sono di carattere meccanico". Tuttavia, nell'uomo non può essere soppressa la voce della coscienza, che in ogni luogo e circostanza lo incita instancabilmente a ribellarsi alle situazioni di ingiustizia e di oppressione e a rompere le catene della schiavitù. È quello che avviene anche nei cloni del generale Hallidey, che avvertono tutta l'amarezza della loro condizione: Mentre i passi continuavano, la mia bocca riprese a parlare, come mossa da un impulso proprio. - L'idea del clone - dissi. - Mi sembra una cosa terribile... tutto progettato fin dal principio. Voi siete stati praticamente programmati per diventare Presidente, non è vero? - Noi non abbiamo avuto una vita libera e spensierata come la media dei ragazzi americani - disse Jackson dopo un lungo silenzio [...]. - Tutto a sangue freddo... è orribile. Voi e i vostri fratelli siete stati allevati fin dall'infanzia a questo scopo. - A sangue freddo - ripetè Jackson con voce atona. - Voi non avete una pallida idea di quello che è stato. È naturale che in un gruppo sociale, in cui ai propri membri è preclusa ogni espressione di autonomia e di creatività, in cui è negato il normale processo educativo mediante il quale poter realizzare la propria umanità, si formino alla fine delle personalità distorte, tra cui è possibile che si annidi qualche folle assassino. È proprio questo che avviene nella pseudo-famiglia, creata con l'ingegneria genetica dal generale Halliday. Uno dei figli, assetato di potere, comincia ad uccidere ad uno ad uno gli altri fratelli cloni, per diventare l'unico Presidente degli Stati Uniti. Il piano, grazie al coraggio dell'eroe della vicenda, il giornalista Meric Albano, riesce solo a metà. Ma è chiaro il messaggio che scaturisce dalla vicenda fantapolitica descritta da Ben Bova: con la clonazione umana, l'arroganza scientista rischia di mettere sulla strada del vero progresso dell'umanità qualche altro Hitler o qualche altro Stalin. Antonio Scacco |
||||