R.CHIAVINI-G.F.PIZZO-M. TETRO (a cura di), Contact! Tutti i film su ufo e alieni, Corrado Tedeschi Editore, Firenze 2006, pp.224, 13,90. I meriti di questo libro,
una specie di piccolo Mereghetti della fantascienza, sono molti. Potevamo cominciare
descrivendolo come un testo interessante, ma va da sé che il tema, il cinema che
tratta di ufo e alieni, non può che suscitare la curiosità dei lettori di u Come tutte le pubblicazioni di questo tipo, anche Contact! ha il proprio tallone dAchille nelle schede filmografiche, seppure nella stragrande maggioranza molto valide. Problema quasi inevitabile, visto che in poche, talvolta pochissime, righe bisogna raccontare, analizzare e infine giudicare una pellicola; situazione che coinvolge immancabilmente un giudizio di valore, frutto del gusto soggettivo di chi scrive. Capita perciò di incontrare considerazioni su alcuni film non sempre condivisibili. Cionono-stante, la politica editoriale dei tre curatori è trasparente e apprezzabile per la franchezza delle opinioni e dei giudizi presenti in ogni scheda. Quello che contribuisce a rendere il tutto non eccessivamente arbitrario è la quantità e qualità dei collaboratori: tra i quali incontriamo nomi importanti del fantastico italiano come Giuseppe Lippi, Giovanni Mongini e Vittorio Catani, insieme al direttore editoriale di Future Shock, Antonio Scacco. Apriamo ora solo una breve parentesi proprio su una delle schede filmografiche curate da Scacco. Segnaliamo difatti la sua recensione del film Contact (che dà anche il titolo al testo), poiché riteniamo che il film girato nel 1997 da Robert Zemeckis, e con protagonista la sempre puntuale Jodie Foster, abbia molto da dire ai lettori di una rivista come questa. Non fosse altro che per una trama troppo poco incisiva, questa pellicola potrebbe essere annoverata tra quelle più originali apparse nel panorama fantascientifico degli Anni Novanta. Ciò malgrado, siamo daccordo con Scacco nel considerare il film di Zemeckis un unicum nel suo genere, almeno in tempi recenti, per laver affrontato senza mezzi termini lannosa questione della dicotomia tra scienza e religione; una tematica quanto mai presente nelle pagine di Future Shock. Per terminare il discorso sulle schede, è giusto ricordare che esse sono divise in due categorie: più lunghe per i film ritenuti di maggior importanza, mentre per le tante produzioni minori vengono fornite delle brevi sintesi. Aggiungiamo che questa guida è stata divisa per decadi. In coda al testo cè un utile indice analitico che aiuta a individuare i titoli, sebbene sarebbe stato ancora più utile indicarne anche il numero di pagina. Tuttavia, titolo e data di uscita permettono di risalire alla scheda senza troppe difficoltà. Infine, una utile avvertenza, proprio nella sezione dedicata alla spiegazione della stesura delle schede, chiarisce quello che è lobiettivo primario del testo. Contact! non vuole essere un mero censimento degli alieni cinematografici, ma per converso esso vuole fornire una completa panoramica del difficile rapporto tra società umana e aliena e di come questo tema è stato rappresentato in epoche e culture diverse. Veniamo ora a quella che consideriamo laspetto più originale e interessante dellopera. I tre curatori hanno infatti pensato bene di fornire al lettore utili strumenti per meglio comprendere questo filone della fantascienza cinematografica, grazie a delle interessanti, quanto sobrie, prefazioni e appendici saggistiche. Il testo si apre con una prefazione di Roberto Pinotti, Presidente del Centro Ufologico Nazionale (CUN), dove si avanza la suggestiva teoria secondo cui Hollywood per anni avrebbe prodotto film "miranti a usare il cinema e la TV con finalità educative [ ] sul fronte ufologico". In altre parole, pellicole concepite per preparare la popolazione a una non troppo remota possibilità di venuta degli alieni. Pinotti riconosce inoltre la importanza del cinema nellaver sensibilizzato il vasto pubblico sul tema ufo e sulla occultazione di prove della loro esistenza da parte di molti governi: il pensiero vola inevitabilmente alla celeberrima saga di X-files, che parla per lappunto di una cospirazione planetaria tra governanti terresti e alieni. Lintroduzione che segue, firmata da G.F. Pizzo, riequilibra una forse eccessiva convergenza tra ufologia e fantascienza presente nella prefazione, affermando chiaramente che Contact! "non è un libro di ufologia". Segue una utile e ricca divisione in generi dei film di ufo: da quelli che rientrano nel filone "Marte attacca!", passando per i "piccoli invasori" (tra tutti il celebre Il villaggio dei dannati, 1960, tratto dal capolavoro di John Wyndham, The Midwich Cuckoos), fino al genere "Alienus Ridens", ovvero film comici che utilizzano il tema degli alieni come spunto per divertenti commedie o satire. Altra considerazione interessante nella introduzione di Pizzo, è quella che vede gli alieni come "specchio, a volte deformato, [ ], della nostra natura". Trattasi di una idea molto suggestiva e che ha spesso messo daccordo critici e appassionati nel vedere in alcune pellicole fantascientifiche una metafora del genere umano, sovente a mo di monito, ove lalieno incarna fobie, paure e aspetti ancora primitivi del nostro animo; come non pensare in questo caso al capolavoro di Don Siegel, Linvasione degli ultracorpi (1956), e alla sua palese comunistofobia. Chiudono in appendice due saggi molto diversi per temi trattati e interesse. Il secondo, di Michele Tetro, fornisce un utile elenco di quelle che sono state le produzioni "Made in Italy" su ufo e alieni. Il primo invece, firmato da Roberto Chiavini e ancora Tetro, affronta un argomento che consideriamo cruciale, poiché parla della diffusione di questo genere fantascientifico sul piccolo schermo. Non vale certo la pena discutere ancora di quanto la televisione abbia permeato la cultura di massa. Purtuttavia, la riflessione dei due autori sulla evoluzione del modo in cui sono stati rappresentati gli alieni in TV, in base al cambiamento di usi e costumi, è tema di grande interesse e che forse meriterebbe un testo a sé. In un libro come già detto altamente fruibile anche da coloro che si accostano per la prima volta alla fantascienza, troviamo con piacere una attenzione particolare rivolta sia al cinema orientale, con la produzione delle saghe di Godzilla e Gamera, che a quelle poche pellicole italiane che hanno trattato storie di ufo e alieni, spesso purtroppo con esiti mediocri o pessimi; fatta eccezione per la tetralogia fantascientifica del bravo Antonio Margheriti. Contact! Tutti i film su ufo e alieni, considerata la sua utilità e precisione, potrebbe benissimo trovare spazio accanto a guide cinematografiche più generiche che molti di noi hanno in casa, non fosse altro che per quel "tutti" presente nel titolo, il quale va molto vicino alla verità, in virtù del numero di film analizzati. Per di più, se spendessimo del tempo a leggere i vari saggi introduttivi e in appendice, scopriremmo che quelle schede che sembrano in taluni casi troppo brevi, rientrano in un contesto molto più ampio e intrigante, che rende il testo in qualche modo "discorsivo". Strano a dirsi, ma forse questo è uno di quei rari casi in cui vale davvero la pena leggere prima introduzione e appendici, così da gustarsi meglio la parte centrale. Riccardo Rosati |