FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XIX - ottobre 2007 - n.50 (nuova serie)

“Future Shock”, la rivista che ti aiuta a capire  i problemi del nostro tempo, che interpreta la fantascienza come un ponte gettato tra le due culture oggi in conflitto, che valorizza il futuro ma anche il passato, il nostro glorioso passato classico e cristiano. SOSTIENILA!

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Future Shock n.50

Editoriale

Recensioni

Phyllis D. James, I figli degli uomini  (E. Modena);

Arthur C.Clarke-Stephen Baxter, L'occhio del Sole  (E. Modena);

Francesco Agnoli-Alessandro Pertosa, Contro Darwin e i suoi seguaci (A. Scacco)

ARTHUR C.CLARKE-STEPHEN BAXTER, L'occhio del Sole (Sunstorm, 2005), Editrice Nord, Milano 2007, pp.368, € 18,60.

Come sempre Clarke resta un maestro nel far vivere ai suoi personaggi situazioni tecnologiche avanzate, che dimostrano la sua paziente ricerca e grande preparazione nel campo. In questo senso il suo ultimo lavoro LClarke.gif (20479 byte)’Occhio Del Sole, scritto in collaborazione con Stephen Baxter, non delude le aspettative e ricorda, per la complessità degli argomenti trattati e per la quantità di informazioni offerte al lettore, il suo magnifico romanzo Incontro con Rama.

Il libro riprende, sia pur in forma trasversale e meno ovvia, il precedente lavoro congiunto dei due autori e cerca un seguito, che probabilmente continuerà con una trilogia in un futuro non lontano, al tema dei Primogeniti. Si tratta di una razza antichissima che ha raggiunto grandi traguardi scientifici e che, per motivi che restano piuttosto incerti per il lettore, è fortemente impegnata a distruggere l’Umanità, anche se agisce in tempi lunghissimi, almeno secondo la nostra civiltà.

Fatte queste premesse, bisogna dire però che dal punto di vista della coerenza e da quello dell’etica il lavoro lascia molto a desiderare. Prima di tutto per la visione estremamente anglofona dei due autori, convinti che il resto del mondo non può che seguire quello che inglesi e americani sanno indicare e soprattutto realizzare. C’è poi una sudditanza involontaria, quasi una fede negli Stati Uniti e nella loro unica capacità di realizzare progetti complessi. Fa sorridere ad esempio il fatto che l’Unione Eurasiatica (che però esclude i Cinesi, considerati quasi una sottoclasse degli Umani, incapaci sia di collaborare sia di portare a termine qualsiasi progetto!) non solo abbia liberamente scelto per Presidente il Re d’Inghilterra, ma anche posto la sua capitale nell’estrema periferia delle nazioni che vi partecipano, e cioè a Londra. Non per niente, quando i problemi cominciano ad emergere viene incaricata della supervisione della commissione di crisi, l’astronoma reale inglese, che peraltro è una figura scialba più preoccupata per i suoi problemi personali che per la terribile situazione in cui versa la Terra. Inoltre questa signora risulta di una stupidità e di un falso perbenismo che sfiora l’incredibile dato che, non sa quasi niente del Sole perché si occupa per lo più dei grandi problemi dello sviluppo del Cosmo. Un personaggio centrale che non risulta affatto convincente. Anche altri importanti personaggi sono delineati in maniera banale e acritica, e alcuni, come la portatrice dell’importante segreto dei Primogeniti, risultano addirittura completamente pleonastici.

Anche i problemi etici sono svolti in forma asimmetrica e con una morale non solo improbabile ma anche lontanissima dall’etica comune. Per esempio ci si impegna fortemente per salvare i primati dello zoo di Londra perché considerati quasi umani, ma poi si lascia buona parte della città senza protezione, specialmente le parti più povere naturalmente. Ci si arriva addirittura a meravigliare che quelli che non sono difesi dalle cupole (costruite per diminuire l’impatto degli attesi terribili fenomeni solari) vogliano ugualmente salvarsi cercando di penetrare nelle zone protette!

Un altro spiacevole dettaglio è costituito dal tentativo di riprendere in qualche modo il vecchio bellissimo tema del racconto di Clarke La Stella però in forma molto peggiorativa e direi blasfema, dato che vuol far pensare che il Cristo sia solo stato un normale bambino potenziato dai fenomeni solari scatenati nell’anno della sua nascita dall’azione dei Primogeniti. Insomma è un peccato che uno scrittore del livello di Arthur Clarke abbia lasciato tanti angoli oscuri in un lavoro che per altro offre spunti interessanti e che sicuramente ha significato molto sforzo.

Adriano Pulino