ARTHUR C.CLARKE-STEPHEN
BAXTER, L'occhio del Sole (Sunstorm, 2005), Editrice Nord, Milano 2007,
pp.368, 18,60.
Come sempre Clarke resta un maestro nel far vivere ai suoi personaggi
situazioni tecnologiche avanzate, che dimostrano la sua paziente ricerca e grande
preparazione nel campo. In questo senso il suo ultimo lavoro L
Occhio Del Sole, scritto in collaborazione con
Stephen Baxter, non delude le aspettative e ricorda, per la complessità degli argomenti
trattati e per la quantità di informazioni offerte al lettore, il suo magnifico romanzo Incontro
con Rama.
Il libro riprende, sia pur in forma trasversale e meno ovvia, il
precedente lavoro congiunto dei due autori e cerca un seguito, che probabilmente
continuerà con una trilogia in un futuro non lontano, al tema dei Primogeniti. Si tratta
di una razza antichissima che ha raggiunto grandi traguardi scientifici e che, per motivi
che restano piuttosto incerti per il lettore, è fortemente impegnata a distruggere
lUmanità, anche se agisce in tempi lunghissimi, almeno secondo la nostra civiltà.
Fatte queste premesse, bisogna dire però che dal punto di vista della
coerenza e da quello delletica il lavoro lascia molto a desiderare. Prima di tutto
per la visione estremamente anglofona dei due autori, convinti che il resto del mondo non
può che seguire quello che inglesi e americani sanno indicare e soprattutto realizzare.
Cè poi una sudditanza involontaria, quasi una fede negli Stati Uniti e nella loro
unica capacità di realizzare progetti complessi. Fa sorridere ad esempio il fatto che
lUnione Eurasiatica (che però esclude i Cinesi, considerati quasi una
sottoclasse degli Umani, incapaci sia di collaborare sia di portare a termine qualsiasi
progetto!) non solo abbia liberamente scelto per Presidente il Re dInghilterra, ma
anche posto la sua capitale nellestrema periferia delle nazioni che vi partecipano,
e cioè a Londra. Non per niente, quando i problemi cominciano ad emergere viene
incaricata della supervisione della commissione di crisi, lastronoma reale inglese,
che peraltro è una figura scialba più preoccupata per i suoi problemi personali che per
la terribile situazione in cui versa la Terra. Inoltre questa signora risulta di una
stupidità e di un falso perbenismo che sfiora lincredibile dato che, non sa quasi
niente del Sole perché si occupa per lo più dei grandi problemi dello sviluppo del
Cosmo. Un personaggio centrale che non risulta affatto convincente. Anche altri importanti
personaggi sono delineati in maniera banale e acritica, e alcuni, come la portatrice
dellimportante segreto dei Primogeniti, risultano addirittura completamente
pleonastici.
Anche i problemi etici sono svolti in forma asimmetrica e con una
morale non solo improbabile ma anche lontanissima dalletica comune. Per esempio ci
si impegna fortemente per salvare i primati dello zoo di Londra perché considerati quasi
umani, ma poi si lascia buona parte della città senza protezione, specialmente le parti
più povere naturalmente. Ci si arriva addirittura a meravigliare che quelli che non sono
difesi dalle cupole (costruite per diminuire limpatto degli attesi terribili
fenomeni solari) vogliano ugualmente salvarsi cercando di penetrare nelle zone protette!
Un altro spiacevole dettaglio è costituito dal tentativo di riprendere
in qualche modo il vecchio bellissimo tema del racconto di Clarke La Stella però
in forma molto peggiorativa e direi blasfema, dato che vuol far pensare che il Cristo sia
solo stato un normale bambino potenziato dai fenomeni solari scatenati nellanno
della sua nascita dallazione dei Primogeniti. Insomma è un peccato che uno
scrittore del livello di Arthur Clarke abbia lasciato tanti angoli oscuri in un lavoro che
per altro offre spunti interessanti e che sicuramente ha significato molto sforzo.
Adriano Pulino