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Un romanzo
darwinista di Herbert G. Wells
L'isola del dottor Moreau
di Enrico Leonardi
Lisola degli orrori
Pur preannunciata da gran tempo, la notizia esplode come una
bomba: lInghilterra ha dato via libera alla sperimentazione di
"cibridi"(ibridi uomo-animale). Ecco come ne parla la prof.ssa Assuntina
Morresi, membro della Commissione nazionale di bioetica, sulla prima pagina di
"Libero" il giorno 6 settembre 2007:
È ufficiale: l'Hfea, l'Authority inglese che si occupa di
fecondazione in vitro e ricerca sugli embrioni umani, ha dato il via libera alla creazione
di embrioni interspecie uomo/animale a due gruppi di ricerca che ne avevano chiesto
l'autorizzazione. La tecnica utilizzata è quella della cosiddetta "clonazione
terapeutica", quella cioè con cui è stata creata la famosa pecora Dolly: in un
ovocita a cui è stato estratto il nucleo, viene inserito quello di una cellula somatica
adulta. L'embrione che ne risulta viene stimolato e inizia a svilupparsi. Nel caso di
Dolly, il materiale biologico proveniva tutto da pecore. Per gli embrioni interspecie di
cui si sta parlando, invece, saranno utilizzati ovociti di mucca, nei quali sarà inserito
Dna umano. L'entità che verrà fuori avrà il 99.9% del patrimonio genetico di
provenienza umana - i 46 cromosomi del nucleo - e lo 0.1% di origine animale, contenuto
nell'ovocita, precisamente all'interno di alcuni corpuscoli detti mitocondri. Lo scopo
dovrebbe essere quello di produrre cellule staminali embrionali per curare terribili
malattie, e l'utilizzazione degli ovociti animali è giustificata dal fatto che non ci
sono abbastanza ovociti umani: le donne non ne "donano" volentieri alla ricerca,
perché le procedure per ottenerne sono estremamente pesanti e invasive...
La memoria corre al romanzo-capostipite della
commistione uomo-animale: Lisola del Dottor Moreau1 di Herbert
George Wells (1866-1946), scrittore inglese considerato uno dei padri della moderna fantascienza, tanto che Hugo Gernsback sulla sua rivista
"Amazing Stories" lo additava costantemente come modello da imitare assieme a
Jules Verne e ad Edgar Allan Poe. Dopo un periodo trascorso come apprendista in
unimpresa di tessuti, Wells tramite una borsa di studio riuscì ad iscriversi
allUniversità, dove studiò zoologia e biologia sotto la guida di Thomas Henry
Huxley, accanito sostenitore delle teorie di Darwin. Questa impronta scientifica segnò
tutta la vita di scrittore di Wells, che esordì proprio con una serie di racconti e di
"scientific romances" ispirati alle problematiche che la scienza - e in
particolare la biologia - sollevava sul finire del XIX secolo. Così Il bacillo rubato,
La macchina del tempo (1895) e Lisola del Dottor Moreau (1896)
costituiscono i suoi primi successi letterari, cui fecero seguito altre famosissime opere:
Luomo invisibile (1897), La guerra dei mondi (1897), I primi uomini
sulla Luna (1901), per citarne alcune.
La storia
La storia narrata ne Lisola del
Dottor Moreau (IDM) è famosa, anche perchè ha avuto ben tre riduzioni
cinematografiche: una nel '32 con Charles Laughton, una seconda nel '77 con Burt Lancaster; lultima, dal titolo Lisola
perduta (1996) con un decadente Marlon Brando. Il racconto è presentato come un
manoscritto trovato tra le carte del defunto Edward Prendick dal nipote, che decide di
pubblicarlo. La storia riporta gli appunti del naufrago Prendick, unico scampato
allaffondamento della nave Lady Vain nellOceano Pacifico, il 1°
febbraio 1887. Dopo aver vagato alla deriva per parecchi giorni su un canotto, Prendick
viene tratto in salvo dalla goletta Ipecacuanha, dove conosce un giovane medico,
Montgomery, che sta trasportando un carico di strani animali per una destinazione ignota.
Per una serie fortuita di circostanze, Prendick è costretto a lasciare la goletta e segue
Montgomery col suo carico su unisola sperduta. Qui il naufrago incontra Moreau, uno
scienziato espulso dieci anni prima dallInghilterra per i suoi esperimenti di
vivisezione. Sullisola Prendick, che sente in continuazione spaventosi lamenti e
scorge un corpo misterioso disteso su un lettino anatomico e orribilmente ferito, scopre
presenze inquietanti, specie di uomini mostruosi dalle strane forme e dai comportamenti
ancor più indecifrabili. Il naufrago pensa che essi siano uomini sottoposti ad orrendi
esperimenti da parte di Moreau, e tenta di fuggire nellinterno dellisola; qui
incontra una serie di tane dove strani esseri semiumani lo accolgono ripetendo
litanicamente una specie di Legge e dimostrando terrore reverenziale per Moreau,
considerato Signore e quasi Dio.
Tornato alla base di Moreau, Prendick viene messo a conoscenza del
terribile segreto dello scienziato: i suoi esperimenti, che utilizzano nuove esperienze in
fatto di trapianti, di vivisezione e di ipnosi, hanno come oggetto degli animali, che
vengono "umanizzati", cioè trasformati in umanoidi. In un drammatico colloquio,
Prendick esprime tutto il proprio orrore e la propria riprovazione, ma Moreau è
irremovibile: la curiosità di sperimentare lo attanaglia, e nulla potrà fermarlo. Un
fatto nuovo succede nellisola: vengono scoperti alcuni conigli, improvvidamente
lasciati liberi da Montgomery, decapitati o sbranati. Il fatto suscita grande inquietudine
in Moreau: se gli animali riprovano il gusto del sangue, presto sullisola
scoppieranno tumulti e rivolte. Viene convocata unassemblea degli Uomini-bestia, e
Moreau denuncia la violazione della Legge, accusando luomo-leopardo, che viene
braccato dai tre uomini e dal "Beast People". Ben presto il fuggitivo viene
circondato, e Prendick lo uccide con un colpo di pistola quando legge nei suoi occhi il
terrore per limminente fine.
Nei giorni successivi accade lirreparabile: il puma, oggetto
dellultimo esperimento di Moreau, riesce a liberarsi dalle catene c he lo legano al lettino anatomico e fugge nella boscaglia; Moreau
lo insegue ma viene ucciso. I due uomini superstiti cercano di mantenere il controllo
sugli Uomini-bestia, ma ben presto anche Montgomery, che è caduto in una terribile
depressione, coinvolge in una specie di tragico festino a base di alcool alcuni umanoidi,
e viene a sua volta ucciso. Nel frattempo la base di Moreau con labitazione ed i
recinti, e anche le imbarcazioni, prendono fuoco e vengono completamente distrutte.
Prendick, rimasto solo, tenta dapprima di ricreare il mito del Dio-Padrone, ma poi è
costretto a venire a patti con gli Uomini-bestia, e vive con loro per una decina di mesi,
assistendo alla loro degenerazione e al loro ritorno alla animalità. Prendick tenta
inutilmente di costruire una zattera per fuggire, finché un piccolo battello con due
scheletri a bordo approda allisola. Luomo si mette in mare abbandonando gli
Uomini-bestia, e viene raccolto pochi giorni dopo da una nave. Tornato in patria, si
accorge che qualcosa in lui è cambiato: non riesce più a guardare gli uomini con
serenità, amicizia ed affetto, ma coglie sempre in loro il substrato animale:
istintività, ferinità e inganno. Così si riduce a vivere solo, leggendo e guardando le
stelle, nelle quali solamente trova pace.
Una storia "disgustosa"
Wells non si nasconde, e fin
dallinizio ci trascina in una storia carica di orrore. Dalla sinistra goletta che
soccorre Prendick (chiamata "Ipecacuanha", erba dalla cui radice si
estrae un emetico, come dire "Vomitina" o "Voltastomaco"), al nome
Moreau (radice: Morte), alla barca con i due scheletri che procura la salvezza al
naufrago, nulla è risparmiato al lettore. Tutti i sensi di questultimo sono
sottoposti a tortura: la colonna sonora della storia è costituita da "ringhi sordi e
rabbiosi, maledetti ululati, grida acute e rauche di animali sofferenti, guaiti, grida
strazianti": "pareva che in essi tutto il dolore del mondo avesse trovato una
voce... È quando il dolore trova una voce e fa vibrare i nostri nervi che siamo sconvolti
dalla compassione"2. La descrizione dei ripugnanti Uomini-bestia (peli,
grugni, esseri storpi e deformi, fasciati di garze, ispidi, sgraziati) fa da contrasto con
la natura splendida dellisola equatoriale (un isolotto vulcanico identificato con
Nobles Island) ma riempie di orrore i nostri occhi. Le tane del "Beast
people" sono ributtanti e schifose, puzzano oscenamente; il contatto con tali mostri
ispira ribrezzo. Nessun gusto nel cibo, che è spesso "malcucinato", o consiste
in frutta esotica dellisola. Vi è un senso di accerchiamento, tanto che Prendick a
un certo punto si trova senza rifugio; niente gli pare sicuro, né la "casa del
dolore"di Moreau, né linfida boscaglia, né le tane oscure e puzzolenti.
Ununica soluzione gli si affaccia alla mente: annegarsi.
La natura disgustosa del romanzo (rifiutato nel 1895 dalleditore,
e pubblicato solo lanno successivo) fu colta immediatamente dai contemporanei; un
articolo del "Guardian" del 3 giugno 1896 così si esprimeva: "LIDM
è un libro straordinariamente spaventoso, le cui intenzioni non è affatto facile
presagire... Il libro è tale che nessuno potrebbe avere il coraggio di
raccomandarlo...E certamente sgradevole e doloroso, e non possiamo considerarlo di
alcuna utilità... "3.
Un romanzo darwiniano
Questo orrore sembrerebbe lo specchio di
una riprovazione morale, la rappresentazione indignata di un inferno creato
dalluomo. In realtà le cose sono più complesse. Mentre il secolo XIX correva verso
la fine con sogni di progresso infinito, ben simboleggiati nel famoso "Ballo
Excelsior" rappresentato alla Scala di Milano nel 1881, gli incubi dei possibili
esiti delle prime sperimentazioni scientifiche cominciavano il loro percorso in capolavori
letterari: giustamente si è notato che lIDM risente parimenti del Frankenstein
di Mary Shelley, del Dottor Jekyll di R. Stevenson, dei racconti del terrore di E.
A. Poe. Una moltitudine di interpretazioni è stata utilizzata per decodificare il romanzo
di Wells; questa polisemia indica la natura complessa di unopera non comune. Così,
qualcuno ha visto nel "Beast people" la classe operaia oppressa dal capitalismo,
o le masse ignoranti appena alfabetizzate, o ancora le macchine, i "mostri"
della civiltà scientifica; altri hanno interpretato lisola degli orrori come il
complicato giardino dinfanzia del piccolo Herbert, alle prese con un padre debole ed
una madre insoddisfatta; o addirittura come lo specchio dei vizi dello stesso scrittore,
che scopriva con angoscia i propri aspetti più inquietanti: la sensualità, la sete di
potere e di dominio...
Lesegesi più comune, che si offre senza troppi veli al lettore,
è quella del conflitto tra etica e scienza, e della responsabilità dello scienziato, alle prese con poteri sempre più vasti e allarmanti.
La traduzione in termini letterari delle problematiche di Darwin: ecco
una chiave di lettura attendibile e suffragata da robusti indizi (anche Carlo Pagetti
intitola lIntroduzione alledizione BUR del romanzo Incubi darwiniani).
Nel 1894 viene ripubblicato in Inghilterra il Viaggio di un naturalista di Darwin,
e daltra parte Herbert G. Wells stesso aveva studiato con Th. H. Huxley, fervente
darwiniano e nonno di quellAldous Huxley che a sua volta avrebbe descritto in Brave
New World la degenerazione della civiltà umana. NellIDM si risente puntuale eco
di tutto questo percorso; lisola (che si trova nel Pacifico proprio sulla rotta
della nave di Darwin), viene chiamata "stazione biologica speciale", e Moreau
afferma: "Tutti biologi qui"; egli e Prendick si scoprono entrambi discepoli
proprio di Th. Huxley. Moreau nella sua lunga spiegazione, che occupa lintero
capitolo XIV, afferma di aver voluto sperimentare "lestremo limite di
plasticità di una forma vivente". È questo anche il titolo di un saggio divulgativo
dello stesso Wells, apparso sulla "Saturday review" nel gennaio 1895, dove lo
scrittore sostiene la possibilità di trapianti, alterazioni, modifiche di membra e di
strutture profonde, "prendendo creature viventi e plasmandole secondo le forme più
stupefacenti"4.
Il confine tra luomo e gli animali
La domanda che corre sotterranea ed accompagna tutta la storia
come in filigrana è quella tipica di molta produzione fantascientifica: "Chi è
luomo?". Ossia: che cosa distingue luomo dagli animali? Nella prima parte
del romanzo vi è una continua confusione tra uomini e bestie: dal grottesco semiferino
ubriacone capitano della goletta, allo strano "uomo deforme dal volto nero"
(Mling, un Uomo-cane) che accompagna Montgomery a fare scorta di animali da
esperimento; dalle inquietanti presenze dellisola (scambiate prima da Prendick per
uomini ridotti ad animali, e poi decifrati come animali umanizzati). Ecco poi enumerate le
più stravaganti commistioni: uomo-leopardo, porco-iena, orso-toro, cavallo-rinoceronte,
volpe-orso, uomo-scimmia... Moreau sceglie la forma umana come modello perchè in essa vi
è "qualcosa che risveglia listinto dellartista"5.
Secondo il romanzo, lumanizzazione sarebbe lesito della modifica della laringe
(per permettere agli animali di parlare), di manipolazioni sul cervello e di ipnosi (per
assicurare un comportamento accettabilmente simile a quello umano). Qui il materialista
Wells prende una scorciatoia semplicistica, ed avvalora lipotesi di Moreau che tra
uomini ed animali vi sia solo una differenza di grado, e non un vero e proprio salto di
natura. Al limite sono meglio gli animali degli uomini (e Prendick dopo la morte dei due
scienziati condivide la vita del "Beast people" per parecchi mesi, provando per
loro compassione e pietà). Si sentono echeggiare quelli che diverranno gli argomenti
degli animalisti sulluomo "cancro della natura", sintetizzati nella cinica
frase di Prendick: "Un animale può essere feroce e anche astuto, ma per mentire bene
non cè che luomo"6. Questocchio brutale e pessimista si
riaffaccia nel finale, quando Prendick, tornato a Londra, non è più in grado di
sopportare la compagnia umana, e vede in ogni fisionomia qualcosa di bestiale.
"Allora mi guardo intorno atterrito e scruto i miei simili. Vedo visi intelligenti e
luminosi, altri cupi e pericolosi, altri irresoluti e falsi. Non trovo un volto che abbia
la calma umanità di un essere ragionevole"7. È stato giustamente evocato
da C. Pagetti il paragone con il J. Swift dei Viaggi di Gulliver: anche lì
incontri con strani mostri, e conclusivo rifiuto dei propri simili.
Le ambiguità di Wells
A questo punto ci possiamo chiedere: dato che H. G. Wells ci
presenta una situazione horror, dato che (come avviene nel Frankenstein di Mary
Shelley) fa perire lo "scienziato pazzo" ad opera della donna-puma (si tratta
infatti di una femmina, come ha acutamente notato C. Pagetti nella citata Introduzione),
siamo in presenza di una severa denuncia morale sui danni prodotti dalla scienza senza
freni? Ossia, dellennesima conferma del fatto che Il sonno della ragione genera
mostri (F. Goya)? Certamente sì, ma non in modo così preciso e deciso come potrebbe
sembrare. Wells infatti, anche per bocca del suo alter ego Prendick, si mantiene in
una posizione spesso ambigua, a metà tra il raccapriccio e lammirazione
affascinata.
Moreau - capelli bianchi, statura imponente, occhi scintillanti, solo
due pieghe amare agli angoli della bocca - si presenta come una persona terribilmente
normale, anzi serena e tranquilla: "Per la sua calma, per la bellezza che spirava dal
suo volto sereno, per la stessa struttura fisica, avrebbe potuto ben figurare fra un
centinaio di vecchi gentiluomini"8. Quando Prendick riesce a rammentare il
nome di Moreau con tutto quello che gli era legato già in patria ("gli orrori di
Moreau", i suoi esperimenti sulla vivisezione) commenta così lostracismo dato
allo scienziato dal mondo scientifico: "In poche parole il dottore fu cacciato dal
paese, fra lindignazione generale. Forse lo meritava, ma, anche adesso
(corsivo nostro), trovo vergognoso il tepido appoggio che gli diedero i suoi colleghi e il
fatto che la maggioranza degli scienziati lo abbandonò. Certo alcuni dei suoi
esperimenti, secondo la relazione del giornalista, erano di una crudeltà fine a se
stessa... "9. Anche adesso: Prendick scrive le sue memorie dopo
essere tornato in Inghilterra, ha già visto gli orrori dellisola, è passato per
linferno degli esperimenti allucinanti, eppure lo spirito di corporazione e una
segreta ammirazione per Moreau lo trattiene dallesprimere un giudizio netto.
Pur con questa ambivalenza, Moreau è
sicuramente tra i prototipi dei "mad scientist", gli scienziati pazzi: nel
dibattito di fine Ottocento sullevoluzionismo darwiniano (che, come afferma C.
Pagetti, vedeva in campo due problematiche con svariate posizioni: se levoluzione
fosse prevalen-temente dovuta a fattori naturali oppure culturali; se il termine ultimo
dellevoluzione fosse un peggioramento o un miglioramento della razza umana), H. G.
Wells motiva tutta la propria preoccupazione propendendo per le prime ipotesi: non si può
forzare levoluzione, che porterà comunque a una degene-razione dellumanità.
Questa parola: "degenerazione" è un po il leit-motiv della parte
finale del romanzo, nella quale gli Uomini-bestia tornano lentamente ed inesorabilmente al
proprio stato animalesco. E nel suo primo romanzo, La macchina del tempo (1895),
Wells immagina il crononauta giungere sullestrema spiaggia della storia, dove solo
un piccolo essere tentacolato è ciò che resta della lussureggiante vita sulla Terra
ormai morente.
Una lettura teologica: playing God
Come è quasi inevitabile in queste tematiche, le implicazioni
religiose dei comportamenti e delle argomentazioni dei protagonisti affiorano
costantemente. Se ne erano accorti subito anche i contemporanei; il già citato articolo
del "Guardian" afferma: "Talvolta si è propensi a credere che
lintenzione dellautore sia stata quella di satireggiare e rimproverare i
presupposti della scienza; talaltra il suo obiettivo sembra quello di parodiare
lopera del Creatore della razza umana e di screditare lattività divina delle
Sue creature"10. I critici vedono nei tre protagonisti umani una specie di
Trinità, dove il personaggio meglio definito è Moreau, Signore e Padrone dellisola
e delle sue mostruose creature. In realtà manca a Moreau la coscienza della dipendenza,
sostituita da una hybris (violenza presuntuosa) senza limiti. "Del resto io
sono religioso, Prendick, come deve esserlo ogni uomo sano. Forse io milludo di
comprendere meglio di lei le intenzioni del Creatore, perché io ho cercato le sue leggi,
a modo mio (corsivo nel testo, N.d.r.), per tutta la vita... "11.
È quell"a modo mio" che denuncia la violenza dello scienziato, che
giunge ad affermare: "La cosa che ci sta davanti non è più un animale, un essere
vivente come noi, ma un problema"12. Direbbe E. Mounier: "Quando un
uomo si appassiona solo a delle cause, e non vede più le persone, il processo mortale
delloggettivazione è cominciato"13. Donna-oggetto, uomo-oggetto,
embrione-oggetto... è quanto stiamo vivendo nel XXI secolo. Ma anche Moreau, che si
ritiene il padrone dei suoi mostri (ma che è sempre deluso e disgustato della tragica
inadeguatezza dei risultati ottenuti) è costretto a ricorrere alla Legge che gli
Uomini-bestia hanno appreso da un canaco (aborigeno australiano) "missionario".
Tale Legge è una tragica parodia del senso morale degli umani, avente finalità
soprattutto pratiche (permettere al "Beast people" di convivere decentemente),
ma colpisce per la sua rigida e ossessiva perentorietà: "Non camminare carponi; questa
è la legge... Non bere succhiando, questa è la legge... Non mangiare né carne
né pesce, questa è la legge... Non dar la caccia ad altri uomini, questa
è la legge... Sua è la casa del dolore. Sua è la mano che crea. Sua è
la mano che ferisce. Sua è la mano che guarisce"14. Moreau la
dileggia, ma è costretto a sua volta a farvi ricorso quando la situazione sembra
sfuggirgli di mano. Allora vi è una sorta di Giudizio Universale: Moreau soffia forte in
un enorme corno da pastore (specie di tromba angelica), raduna gli Uomini-bestia e
annuncia la sua condanna delluomo-leopardo, che si è cibato di un coniglio,
violando la Legge. Ma colui che vuole prendere il posto di Dio si rivela soltanto, per
usare una felice espressione di C. Pagetti, un "demiurgo pasticcione e
inefficiente". E la sua tragica fine ne è una conferma. Resta da capire perché
tutti i guai (compresi gli ibridi uomo-animale) nascano in unisola. E pensare che
Moreau era stato espulso dallInghilterra proprio per i suoi esperimenti! Oggi
sarebbe eroe nazionale... ma su questo ritorneremo unaltra volta.
NOTE
1 Herbert George Wells, Lisola
del Dottor Moreau, in La macchina del tempo e altre avventure di fantascienza,
Mursia 1966-80 (Volume II de Le opere narrative di H. G. Wells), a cura di Fernando
Ferrara, trad. di Maria Alice Puddu. A questa edizione si fa riferimento per le citazioni
nel testo. Il romanzo di Wells è stato pubblicato dalla Mursia anche come volume singolo,
e ne "I Classici della BUR" nel 1995 (Introduzione, Cronologia e
Documenti/giudizi critici a cura di Carlo Pagetti, trad. di Rossana De Michele).
2 Idem, pp. 293-294.
3 Herbert George Wells, Lisola
del Dottor Moreau, BUR Classici, Introduzione, p.XXIX.
4 Idem, p.XXX.
5 Herbert George Wells, Lisola del Dottor Moreau,
in La macchina del tempo e altre avventure di fantascienza, op. cit., p.318.
6 Idem, p.352.
7 Idem, p.359.
8 Idem, p.322.
9 Idem, p.291.
10 Herbert George Wells, Lisola
del Dottor Moreau, BUR Classici, op.cit., p.XXIX.
11 Herbert George Wells, Lisola del Dottor Moreau,
in La macchina del tempo e altre avventure di fantascienza, op.cit., p.319.
12 Idem, p.319.
13 Emmanuel Mounier, Trattato del carattere, Ed.
Paoline 1949, passim.
14. Herbert George Wells, Lisola del Dottor Moreau, in La
macchina del tempo e altre avventure di fantascienza, op.cit., p.308.
ENRICO LEONARDI, nato a Inzago (Milano) nel 1947, si è laureato in
Lettere Moderne presso lUniversità Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una
tesi di Storia della Liturgia. Sposato e padre di due figlie, insegna Lettere da oltre
trentanni nella Scuola Media Statale di Inzago. Fa parte dellÉquipe di
Lettere (Scuola Media) della Associazione professionale "Diesse: Didattica ed
innovazione scolastica" legata alla Compagnia delle Opere. Con tale Équipe ha
collaborato allelaborazione delle Antologie per la Scuola Media Introduzione alla
realtà (1988), Nuova Introduzione alla realtà (1991) e Oltre la siepe
(2003) (Editrice La Scuola), curando, oltre a varie sezioni, quelle dedicate alla
fantascienza. Ha inoltre collaborato per un triennio con la rivista "Scuola e
Didattica" dellEditrice La Scuola di Brescia, pubblicando contributi di
didattica dellItaliano, che sono poi confluiti nel testo Itinerari Didattici
Scuola Media: Italiano, sempre delleditrice La Scuola. (1992). Dal 1982 al 1987
è stato collaboratore del settimanale "Il Sabato" per il settore della
fantascienza, pubblicando recensioni, racconti ed interviste; ha partecipato come
collaboratore del suddetto settimanale al "Meeting per lamicizia tra i
popoli" di Rimini del 1983, che aveva per titolo "Uomini scimmie robot" ed
era dedicato anche alla fantascienza; altri suoi articoli sempre riguardanti tale settore
sono apparsi su "Litterae Communionis" e su "Scuola e Didattica". Ha
collaborato con vari periodici locali e nazionali, come "I.M.",
"Luce", "Settimo Giorno", "Città Nostra", "Libertà di
educazione". Oltre che di "science fiction", è appassionato di poesia e di
musica; è stato membro dell "Official Beatles Fan Club" italiano. Si è
sempre occupato di problematiche educative; è stato socio fondatore della Cooperativa
scolastica "LAurora-Bachelet" di Cernusco sul Naviglio; è membro della
Associazione educativa "Stand By Me". Assieme ad Antonio Scacco è responsabile
della sezione "Science Fiction" del sito www.culturacattolica.it. Con
"Future Shock", ha pubblicato: Al di là dell'immaginabile (n.40), Beatles
e fantascienza: il dodicesimo album (n.41), La fantascienza e la bioetica
(n.43). |
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