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Se Heinlein pare scrivere questo suo
romanzo sulla falsariga della religione cristiana, in realtà ne capovolge i valori.
Robert Anson Heinlein
Straniero in terra straniera
di Guido Pagliarino
Non è agevole comprendere
il pensiero socio-politico di Robert Anson Heinlein, ora egli appare di destra, ora di
sinistra (ma è noto che fu sempre fermamente anticomunista), qui anarcoide e lì
fascisteggiante, pacifista e militarista; forse, forse, considerando il suo individualismo
estremo, il suo americanismo patriottico e la sua avversione alle concentrazioni di
capitale, si potrebbe definire un anarchico di destra.
Il romanzo Straniero in terra straniera1 è
anarcoide-libertario-macho e suona le corde del religioso: fin dal titolo cè
un riferimento al Cristianesimo, precisamente un richiamo alla figura del cristiano che,
evangelicamente, non è del mondo, il quale coincide col peccato, e vive da straniero
sulla terra essendo sua patria il Cielo2.
Lautore contesta il sistema di vita statunitense della propria
epoca, basato su casa, famiglia, parrocchia e, cosa per lui particolarmente scandalosa, su fobia sessuale: un corpo sociale che,
sostituendo eroticamente il consumo al sesso, già da tempo adora il mercato, esaltato,
anzi divinizzato dai mass media in funzione del capitale privato; tutte realtà
queste che per lHeinlein sono nientaltro che tabù in funzione di costrizioni
sociali, un po come per il Marx la cui analisi socio-economica contempla,
notoriamente, una struttura capitalistica basata sui rapporti di produzione e da imporre
con sociali divieti sacrali a mezzo di sovrastrutture fra cui, primi, lo stato e le
chiese, edificati solo e soltanto, secondo quel filosofo, per aggiogare il popolo al
capitale privato.
Oggetto di culto per gli hippies
LHeinlein
vorrebbe una società in cui tutto fosse di tutti, un po comera la comunità
cristiana dei tempi apostolici, dove però il comunismo economico era possibile soltanto
grazie alla sua piccolezza3, ciò chè invece illusorio in una società
di dimensioni statuali; ma al di sopra di tutto, lo scrittore desidera reclamare la
libertà sessuale, anzi bisessuale, con la distruzione dellistituto coniugale, così
come già gli anarchici classici, ed è ben noto che il romanzo diverrà oggetto di culto
per le anarcoidi, sfrenate congreghe hippies sessiste e nullafacenti, vere e proprie
combriccole parassitarie della società che sorgeranno pochi anni dopo.
Nonostante il sessismo, il linguaggio dellautore è castigato,
forse perché luso di descrizioni e termini crudi, negli anni 60, avrebbe
ostacolato in America, se non impedito, la pubblicazione del romanzo.
Se lintento dellautore è esplosivo, ho trovato tuttavia
questopera non solo non entusiasmante ma uggiosa, a parte le brevi parti iniziale e
conclusiva; tutto il resto mi suona come un pretesto dello scrittore per propagandare le
proprie idee al fine dun nuovo, amorale non immorale, ed è peggio ordine.
Si tratta di lezioni in cattedra sulla quale lHeinlein siede, principalmente, nella
figura dun alter ego, il personaggio eccentrico e antipatico Jubal
Harshaw:
Il dottor Jubal Harshaw, buffone professionista, dilettante
sovversivo e parassita per elezione, aveva un atteggiamento quasi marziano verso la
"fretta". Conscio di avere solo poco tempo da vivere e non avendo né la fede
marziana ne quella kansana nellimmortalità, si proponeva di vivere ogni aureo
momento come leternità
senza speranza e senza paura, con gusto sibaritico. A
questo scopo, gli era necessaria qualcosa più grande della botte di Diogene, ma più
piccola del palazzo dei piaceri di Kubla Khan; la sua proprietà era un luogo semplice,
pochi acri di terreno cintato da una cancellata elettrificata, una casa di quattordici
stanze o giù di lì, con segretarie che correvano qua e la e altre comodità moderne. Per
mantenere quel nido austero e il suo stato maggiore, impiegava il minimo sforzo ottenendo
il massimo rendimento, perché era più comodo essere ricco che povero
Harshaw
desiderava vivere in un pigro lusso, facendo ciò che piaceva a Harsha4.
Per inciso: ho letto che in origine il romanzo era
assai più lungo, proprio nellinterminabile parte centrale; e so che leditore
americano aveva voluto e ottenuto che lHeinlein la riducesse: non certo a
sufficienza, purtroppo; e ho saputo pure, di recente, che la prima, elefantiaca stesura è
stata pubblicata, per volere della vedova.
Peggio, la trama di Straniero in terra straniera è esile e mi
parrebbe più consono parlare di saggio romanzato che di romanzo. Protagonista è il
ventenne Michael (Mike) Valentine Smith, figlio di cosmonauti e primo terrestre nato su
Marte, da un corno della madre al proprio consorte (matrimonio di convenienza,
combinato dallente spaziale, ultimi decenni del XX secolo, a scopo
scientifico-astronautico); presto orfano a causa dun fatto di sangue dovuto alla
gelosia, il bimbo è allevato da autoctoni marziani insieme alle proprie nidiate. Mike,
che marziano si considera a tutti gli effetti a causa dellimprinting ricevuto,
viene riportato sulla Terra da una successiva spedizione sbarcata sul Pianeta rosso; siamo
più o meno nei nostri primi anni 2000. Per un insieme di circostanze e di leggi, egli è
lerede duna colossale fortuna comprendente il diritto alla sovranità su
Marte, diritto che, come per tutti i colonialismi, non tien conto affatto della
volontà e dellinteresse deglindigeni. Inutile dire quanto appaia pericoloso
ai governanti e ad altri potenti di casa nostra un simile individuo. Egli sarebbe
facilmente manovrabile e i predetti potrebbero far di lui quanto più loro aggrada, se non
intervenissero a suo favore alcuni idealisti, fra cui linfermiera Gillian Boardman e
il dottor Jubal Harshaw.
È a questo punto che incomincia la parte didattica. Il dottor Harshaw,
filosofo, medico e scrittore, e cinque suoi dipendenti, fra cui giovani, belle donne
disinibite, sincaricano deducare il giovane : la
figura femminile è considerata assai poco dal macho Heinlein, nonostante cerchi di
mascherare la cosa con atteggiamenti ed espressioni dindipendenza, fasulla, da parte
dei personaggi muliebri; le collaboratrici dellormai maturo Harshaw sono in sostanza
sue segretarie-serve-amanti, senza peraltro chegli, bontà sua, ne pretenda
lesclusiva a letto. Tutti costoro spiegano al marziano gli usi e i costumi
umani, introducendolo al sesso libero e plurimo, che poi Mike eserciterà, fra
laltro, sopra qualcosa di simile a un materasso ad acqua, oggetto avveniristico
nellanno 1961. Intanto lancor ingenuo e mite Michael dimostra una super
intelligenza e capacità extrasensoriali formidabili, ottenute non solo grazie
alleducazione marziana ma, come si capirà solo verso la fine, immessegli dai suoi
educatori onde usarlo come spia e sabotatore contro i temuti terrestri: i marziani avevano
già distrutto, anticamente, coi loro poteri mentali un quinto pianeta del Sole, ridotto
allattuale nugolo di pianetini componenti la cosiddetta Fascia degli asteroidi, e la
Terra corre adesso il medesimo rischio.
Le idee di Heinlein sulle religioni
I nativi di Marte, fra cui il nostro, non
hanno una religione, essi groccano (da to grok, neologismo coniato dal
romanziere, termine marziano usato continuamente e stucchevolmente da Mike e poi
dai suoi amici per significare moltissime cose, fra cui lessere in armonia), cioè
essi pensano che qualunque persona si possa vedere come Dio e che luniverso intero
sia, panteisticamente, divino:
Jubal si volse a Mahmoud.
- Non tema che io inviti Mike al suicidio. Grocco che lui non grocca
gli scherzi. - Jubal batte le palpebre. - Ma io non grocco cosa significa
"groccare". Stinky, lei parla marziano.
- Un po'.
- Lo parla correntemente, 1'ho sentito. Lei grocca cosa
significa "groccare"?
Mahmoud assunse un'aria pensierosa.
- No. "Groccare" è la parola più importante di quella
lingua... e io prevedo che impiegherò anni nel tentativo di capirla. Ma non prevedo di
riuscirvi. Bisogna pensare in marziano, per groccare la parola
"groccare". Forse avrà notato che Mike si accosta a certe idee in modo
titubante?5
Dopo che Smith, coi suoi poteri, ha smaterializzato e
portato in una dimensione diversa, non fisica ma neppure spirituale e forse definibile,
con un ossimoro, trascendente-panteista, alcuni poliziotti che avevano avuto
lincarico darrestarlo, vien firmato un accordo per il quale il giovane non è
più perseguitato dal potere; è merito dellHarshaw che, come avvocato, ha ricattato
legalmente i membri del palazzo minacciando di denunciare al mondo i loro loschi fini,
tramite i media: evidentemente, per lautore ci si poteva ancora basare, nel 1961,
sullindipendenza dei mezzi di comunicazione, almeno negli Stati Uniti. Il nostro
protagonista lascia la bella villa del ricco Jubal in cui aveva trovato rifugio e, assieme
a Gillian, saggrega in incognito quale illusionista a un circo-luna park viaggiante.
Non ha successo, nonostante egli operi veri prodigi e non eserciti affatto trucchi; anzi,
forse proprio per questo: le persone desiderano inganni, suggerisce lautore tramite
il padrone del circo, e il nostro illusionista evidentemente non ha la psicologia
necessaria a ingannare, essendo un puro e non comprendendo, fra laltro, i doppi
sensi e lironia. Soltanto quandegli impara finalmente larte della
scaltrezza e acquista humour, non solo ottiene ascolto dal mondo ma, sulla falsariga
duna preesistente chiesa avente essenzialmente il fine del profitto (pare questa
lidea dellHeinlein a proposito delle religioni) dalla quale è presto
perseguitato per ragioni di concorrenza, giunge a fondare una comunità basata sul
suo carisma; tuttavia questa è sì una sorta dassemblea religiosa, ma è intesa da
Mike sovra strutturalmente, come mero strumento di cambiamento sociale. Lo Smith,
in seguito avvalendosi dei suoi amici il razionalista ed egocentrico Jubal appare
tuttavia, allinizio, titubante e persino irritato dà lezioni di lingua
marziana ai nuovi adepti della sua chiesa: conoscenza necessaria, afferma, a comprendere
la filosofia di vita degli abitanti del Pianeta rosso, un po, potremmo intendere,
come il conoscere il greco e lebraico antichi serve agli esegeti a ben interpretare
la Bibbia.
Lo stravolgimento del Cristianesimo
Lautore vuol indurci a vedere nel
protagonista un cristo. Lidea centrale espressa da Mike è questa, che
poiché ognuno è fondamentalmente Dio, tutti devono amarsi gli uni gli altri e rendersi
reciprocamente disponibili: anche sessualmente:
Mike indicò trionfalmente Jubal. - Tu sei l'Universo!
Jubal si diede una manata in faccia.
- Oh, Gesù. . . Che cosa ho fatto? Senti, Mike, prenditela con
calma! Tu non mi hai capito. Mi dispiace. Mi dispiace molto! Scordati quel che ti ho detto
e ricominciamo un altro giorno. Ma...
- Tu sei l'Universo, ripeté serenamente Mike. - È ciò che grocca.
Anne è lUniverso. Io sono lUniverso. Le erbe felici sono l'Universo. Jill
grocca in bellezza sempre. Jill è lUniverso. Tutto il formare e il fare e il creare
insieme. . . - gracchiò qualcosa in marziano e sorrise.
- Sta bene, Mike. Ma ci penseremo poi. Anne! Hai tenuto a mente tutto
questo?
- Puoi scommetterci. Capo!6
Se lHeinlein pare scrivere questo suo romanzo sulla falsariga
della religione cristiana, in realtà ne capovolge i valori: il peccato dellUomo
Adamo nel Giudeo-cristianesimo consiste proprio nel suo vedersi come Dio
sostituendosi illusoriamente a lui; e secondo linsegnamento di Gesú,
gli esseri umani hanno sì grandissimo valore, ma in quanto figli di Dio-Amore e fratelli
di Cristo, ed è per questo, non per il credersi falsamente iddii, che gli uomini devono
amarsi e aiutarsi reciprocamente, seguendo la via segnata da Gesú che conduce sì alla
divinizzazione, ma dopo la morte e nella Persona del Figlio-Dio-uomo; inoltre,
lavevo detto, per lHeinlein amare vuol dire anzitutto amore sessuale libero e
rifiuto del matrimonio tradizionale, ciò
chè sicuramente contrario ai precetti sia del Nuovo sia del Vecchio Testamento: per
la Bibbia è basilare il matrimonio eterosessuale monogamico al fine sì del mutuo
aiuto fra i coniugi, ma pure della procreazione e delleducazione
dei figli nella famiglia, cellula della società, come altissima collaborazione degli
sposi alla creazione divina, secondo le leggi di natura date da Dio.
La comunità religiosa di Michael viene infine aggredita, il tempio del
gruppo è bruciato, Mike imprigionato; ma il messia fugge grazie ai suoi poteri, scorporando
centinaia davversari, e raggiunge, per un ultimo incontro, i suoi amici-fratelli,
rivelando loro i progetti distruttivi che i marziani, avvalendosi di lui, stanno
architettando contro la Terra, e profetando che tuttavia non si realizzeranno; poco dopo
egli è ammazzato da una folla inferocita che il potere, di cui fa parte la chiesa-azienda
che Smith aveva involontariamente colpito, ha caricato dodio: è un parallelo con la
piazza che nei vangeli si erge, davanti a Pilato, contro Cristo, aizzata da membri del
sinedrio il parlamento ebraico del tempo e che reclama a gran voce la sua
morte; qui la folla passa direttamente a vie di fatto, facendo Mike letteralmente a pezzi;
ma se cè in proposito unanalogia col caso di Gesú, qual abissale differenza
umanistica!
"Straniero in terra straniera" è, secondo il sottoscritto,
un lavoro malfatto che non ha nemmeno lattenuante di presentare al lettore una vera
e propria trama fantascientifica: non bastano, qua e là, marziani e viaggi spaziali per
fare fantascienza. Questo volenteroso recensore ha letto tale opera faticosamente,
arrivando sin in fondo per mero servizio al lettore.
N O T E
1 Robert Anson Heinlein, Straniero
in terra straniera (Stranger in a Strange Land, 1961), traduzione italiana di Roberta
Rambelli, Editrice Nord, Milano 1977, pp.445.
2 Si possono vedere tra gli altri
i seguenti passi neotestamentari: Paolo, Lettera ai Filippesi, 3, 19-21: "
la
perdizione però sarà la loro fine, perché essi, che hanno come dio il loro ventre, si
vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi, tutti intenti alle cose della terra. La
nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesú
Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo
glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose"; Lettera agli Ebrei, 11, 13-16: "Nella fede morirono tutti costoro,
pur non avendo conseguito i beni promessi, ma avendoli solo veduti e salutati di lontano,
dichiarando di essere stranieri e pellegrini sopra la terra. Chi dice così, infatti,
dimostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano
usciti, avrebbero avuto possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una
migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non disdegna di chiamarsi loro Dio: ha
preparato infatti per loro una città"; Lettera agli Ebrei, 13, 14: "perché
non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura".
3 Oggi lo è ancora nei conventi, per scelta personale
però, non per imposizione come invece nella "religione" marx-leninista.
4 R.A.Heinlein, op. cit., p.132.
5 Ibidem, p.216.
6 Ibid., p.147. |
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