FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XIX - ottobre 2007 - n.50 (nuova serie)

“Future Shock”, la rivista che ti aiuta a capire  i problemi del nostro tempo, che interpreta la fantascienza come un ponte gettato tra le due culture oggi in conflitto, che valorizza il futuro ma anche il passato, il nostro glorioso passato classico e cristiano. SOSTIENILA!

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Future Shock n.50

Editoriale

...e meno recenti

Philip K. Dick, Tempo fuor di sesto (Time out of Joint, 1959) (L. Vietri)

Alfred E. Van Vogt, Hedrock, l’immortale (The Weapon Makers, 1947) (A. Pulino)

ALFRED ERNEST VAN VOGT, Hedrock, l’immortale (The Weapon Makers, 1947), "Urania Collezione", Mondadori 2006, pp. , € 4,90.

In questo bellissimo romanzo, Alfred E. Van Vogt, autore certamente ben noto al pubblico della fantascienza, riprende il tema dei fabbricanti d’avanvogt1.jpg (16305 byte)rmi e ne sviluppa una nuova fase, facendo vedere come in circostanze eccezionali si verifichino spesso derive che possono essere pericolose.

Il protagonista è Hedrock, un uomo che è divenuto immortale a causa di un esperimento fortuito, che da quattromila anni sta cercando invano di ripetere perché desideroso di offrire ad altri il suo stesso dono. L’impero e soprattutto l’imperatrice di Isher sono in una difficile situazione perché la sovrana sta cercando di impadronirsi della tecnologia appena scoperta dei viaggi spaziali, con il fine di non permetterne la diffusione, perché teme che la sua stirpe ne soffrirebbe perdendo il controllo degli esseri umani al diffondersi di questi di là dal sistema solare.

I fabbricanti di armi dal loro canto non vogliono che la sovrana raggiunga il suo scopo ed anzi pensano di doversi impadronire dell’invenzione, anche se per far questo devono attaccare l’imperatrice cosa assolutamente proibita dalle loro stesse regole. Nel mezzo si trova Hedrock che alcuni millenni prima ha fondato i negozi di armi proprio con lo scopo di far coesistere le due potenze, l’impero e i fabbricanti, per impedire così che il governo si tramuti in una tirannide. Idea d’altra parte contenuta nella stessa Carta Magna americana e da cui certamente ha tratto ispirazione l’autore del romanzo.

Sia la bella Innelda sia i capi dei fabbricanti di armi sospettano però che egli faccia il doppio gioco e decidono di metterlo in condizione di non nuocere. Tuttavia, grazie alle molte trappole che ha nascosto nei punti chiave delle strutture sia imperiali sia dei fabbricanti, Hedrock riesce sempre a sfuggire ed a far in modo che alla fine le cose si aggiustino e si stabilisca un nuovo equilibrio, mentre l’umanità riceve il beneficio dei viaggi spaziali.

Il romanzo, scritto con l’abile maestria che è consueta a Van Vogt, benché risalente a tempi lontani, dato che la sua prima apparizione sia pur in forma ridotta risale ai primi anni Quaranta, tratta un tema molto attuale. In effetti, in un mondo come quello odierno, che non è più bipolare ed in cui sembra non esserci più nessun limite al potere dei governi e del capitalismo selvaggio, si ripropone con forza la necessità di ritrovare una qualche struttura che sia in qualche forma capace di mettere una barriera al potere estremo e sconsigli i bruschi cambiamenti, spesso solo apparentemente dettati dalle circostanze. Così come Hedrock blocca i fabbricanti di armi quando stanno per prevalere sull’impero ricordando loro che in questa maniera tradiscono proprio le regole che si sono dati, nel nostro tempo è necessario ricordare a chi comanda che, se naufraga la costituzione dei nostri popoli, i motivi, che sembrano apparentemente consigliare queste derive estreme, non sono giustificati, ed alla fine solo potranno generare eccessi, che è difficile se non impossibile prevedere anche per quelli che si illudono di comandare.

Adriano Pulino