FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XX - ottobre 2008 - n.52 (nuova serie)

“Future Shock”, la rivista che ti aiuta a capire i problemi del nostro tempo, che interpreta la fantascienza come un ponte gettato tra le due culture oggi in conflitto, che valorizza il futuro ma anche il passato, il nostro glorioso passato classico e cristiano. SOSTIENILA!
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Future Shock n.52

Editoriale

Biblioteca

DAVID BRIN, L'uomo del giorno dopo (The Postman, 1985) di E. Leonardi

EVGENIJ ZAMJATIN, Noi (My, 1922) di G. Piombini

MARINO CASSINI, Gli ultimi sopravvissuti di A. Scacco

DAVID BRIN, L'uomo del giorno dopo (The Postman, 1985), Editrice Nord, Milano 1987, pp.328.


"Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell’oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po’ di tepore e qualche bbrin.jpg (34550 byte)arlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po’ di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore".

Fantascienza? No: si tratta della trascrizione della quarta di copertina de La strada di Cormac McCarthy, romanzo con cui l’autore ha vinto il Premio Pulitzer 2007, e che è stato recensito con grandi elogi per la drammaticità e la viva umanità della vicenda narrata. Eppure c’è qualcosa in comune con l’opera di cui vogliamo parlare: e chi abbia letto il romanzo di David Brin, scienziato e scrittore di fantascienza, già vincitore dei Premi Hugo e Nebula con Le maree di Kithrup (1983), non potrà non accorgersene.

Anche qui siamo di fronte a una delle sempre più numerose "cronache del dopobomba": già pubblicato dall'Editrice Nord con il titolo Il simbolo della rinascita, L'uomo del giorno dopo (che ha vinto il Premio Locus e il Premio John W. Campbell, arrivando in finale a Hugo e Nebula), rivela tutto il sapore sinistro dello sfondo su cui si svolge la vicenda, se ritraduciamo in inglese: The Day after: il giorno dopo l’apocalisse. Appunto, un conflitto nucleare, gli USA ridotti a livello preindustriale con piccole comunità di sopravvissuti al lungo inverno atomico che tentano di ricostruire una forma accettabile di convivenza e di civiltà. I cattivi di turno: gli Holnisti, sorta di setta militar-feudale che aspira a sottomettere con la violenza quanto più può del rinascente mondo. E dentro tutto questo "Il Postino" (titolo originale dell’opera), Gordon Krantz, un vagabondo cantastorie che, per aver indossato una vecchia divisa recuperata al cadavere di un postino, diventa un simbolo di speranza nel ritorno del "vecchio mondo", degli Stati Uniti ricostituiti.

Preso nel suo stesso gioco, e armato solo di alcune autentiche lettere trovate nella bisaccia del postino morto, Gordon si fa passare come un ispettore postale, e pian piano ricostruisce una struttura di comunicazione e di attesa, una sorta di "Pony Express" del futuro. Le sue peregrinazioni lo portano ad incontrare strane comunità (coagulate attorno a simboli di speranza, ad esempio un gigantesco calcolatore) e a scontrarsi anche con gli Holnisti in una resistenza disperata. Un "costruttore di popoli" dunque? In un certo senso sì: Gordon ha chiari i criteri della rinascita: anzitutto occorre una propria responsabilità:

Non sarebbe tornato a Sciotown, dove aveva lasciato i sacchi della posta; ormai tutto questo apparteneva al passato. Cominciò a sbottonare la giubba della divisa con l’intenzione di lasciarla cadere in qualche fossato lungo la strada... insieme a tutte le menzogne che aveva contribuito a creare.

Spontaneamente, una frase gli echeggiò nella mente.

Ed ora, chi si addosserà la responsabilità...?

Cosa? Scosse il capo per schiarirsi la mente, ma le parole non se ne vollero andare.

Ed ora, chi si addosserà la responsabilità di questi sciocchi bambini? (p.173)

In secondo luogo sono necessari una autorità da seguire, un legame comunitario sempre più ampio, un compito (ricostruire il Sistema Postale in un mondo di comunicazioni ormai interrotte). I limiti della sua azione stanno nel fatto che è un'illusione a tenere in piedi la speranza (gli USA ricostituiti non esistono, non c'è nessun Sistema Postale in atto), e che la speranza si aggrega attorno alle istituzioni, come in un Medio Evo desideroso di insegne imperiali cui rendere omaggio per la propria sicurezza. Il romanzo è stato successivamente (1997) trasposto in film da Kevin Costner, che però ha vistosamente modificato la storia impantanandosi in lungaggini e sentimentalismi. Di questi ultimi non è scevra neppure l'opera originaria, che possiede tuttavia un orizzonte ideale molto più significativo.

Enrico Leonardi

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