FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XX - ottobre 2008 - n.52 (nuova serie)

“Future Shock”, la rivista che ti aiuta a capire i problemi del nostro tempo, che interpreta la fantascienza come un ponte gettato tra le due culture oggi in conflitto, che valorizza il futuro ma anche il passato, il nostro glorioso passato classico e cristiano. SOSTIENILA!
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Future Shock n.52

Editoriale

Biblioteca

DAVID BRIN, L'uomo del giorno dopo (The Postman, 1985) di E. Leonardi

EVGENIJ ZAMJATIN, Noi (My, 1922) di G. Piombini

MARINO CASSINI, Gli ultimi sopravvissuti di A. Scacco

MARINO CASSINI, Gli ultimi sopravvissuti, Edizioni Le Stelle, Milano 1984, pp.192.

Marino Cassini ha scritto molti romanzi di narrativa per ragazzi sia di mainstream che di fantascienza, tra questi ultimi vanno ricordati: Da un metro a tre cassini.jpg (19510 byte)centimetri (1964), L'ultima arca (1982), Gli ultimi sopravvissuti (1984), I misteri del lago scarlatto ovvero Viaggio tra i dinosauri (1990).

Gli ultimi sopravvissuti è, secondo noi, il più interessante dei quattro romanzi. Come si sa, ogni 76 anni, la più celebre delle comete - quella scoperta nel 1705 da Edmond Halley, da cui prese il nome - passa nei pressi della Terra. L'ultimo suo passaggio è avvenuto nel 1986, ma il suo avvicinamento era stato individuato fin dal 16 febbraio 1982. Poiché il romanzo di Cassini è stato dato alle stampe nel 1984, riteniamo di non andare troppo lontano dal vero, se ipotizziamo che l'evento astronomico abbia in qualche modo ispirato il nostro Autore.

Un ritorno ad ancestrali superstizioni, che vedeva nelle comete infausti presagi di epidemie, guerre, fame, terremoti, ecc.? Niente del genere, come si evince dal seguente brano:

- Non ti sarai anche tu lasciato influenzare dai timori che le comete hanno sempre generato nei nostri antenati? Essi credevano che fossero apportatrici di grandi sventure, messaggere di epidemie, di guerre, di morte.

- E perché no? Non puoi negare, a esempio, che la grande cometa Flaugergues, comparsa tra la fine del 1811 e i primi mesi del 1812, non abbia preceduto di poco la campagna di Napoleone in Russia e il suo catastrofico esito con la morte di centinaia di persone.

- Non essere ridicolo, Osborne! Napoleone aveva iniziato le sue battaglie ben prima del 1811. E poi, se vogliamo proprio metterla su questo piano, potresti anche considerare che la cometa di Betlemme non annunciava certo guerre ed epidemie, ne convieni? (p.148).

Ed ecco la trama. Il professor Jonathan Barnett del laboratorio di ricerche di Pasadena ha inventato un nuovo tipo di laser che dovrebbe consentire la trasmissione di immagini e suoni a distanza e senza antenna. Per provare la validità della sua invenzione, suddivide i suoi collaboratori in due gruppi: uno per la trasmissione e l'altro per la ricezione. Il primo gruppo, capeggiato da lui stesso e composto dall'esperto di elettronica Arthur Mulligan, dal giovane scienziato Arthur Clark e dalla giornalista Guendaline Trollope, si reca ad Alamagordo, nel deserto del Nuovo Messico. Il secondo gruppo, formato dal capitano di marina Ferdinand Murchison e dalla figlia di Barnett, Laurie, si cala, a bordo di un batiscafo, nelle profondità dell'Oceano Pacifico, al largo di Los Angeles. Quando l'esperimento sembra riuscito, ecco che dalle apparecchiature si sprigiona una inaspettata bolla di luce, che lascia tramortiti tutti i componenti dei due gruppi.

Al risveglio, scoprono che ogni comunicazione con l'esterno è interrotta e che Alamagordo e Los Angeles sono un cumulo di rovine e stranamente prive di abitanti. Da una lapide, apprendono che non si trovano più nel 1983, anno in cui era stato effettuato l'esperimento, ma nel XXIII secolo. Secondo il professor Barnett, è stato il laser che ha funzionato da macchina del tempo. Dopo varie peripezie, i due gruppi si riuniscono a Pasadena. Nell'osservatorio Hale sul Monte Wilson, trovano un diario dove si racconta come la distruzione della civiltà umana sia stata causata dall'impatto con una cometa dal nucleo insolitamente denso. La situazione sembra senza via d'uscita, ma dei terrestri, fuggiti su Marte prima dell'impatto, ritornano sulla Terra ed iniziano l'opera di ricostruzione e di ripopolamento.

Come abbiamo detto, Gli ultimi sopravvissuti è, tra i quattro romanzi, quello che più attanaglia l'attenzione del lettore. Vi compaiono, in un sapiente amalgama, le situazioni e i personaggi più tipici della fantascienza. Nel professor Barnett, ritroviamo lo scienziato geniale, burbero e un po' fanatico di tanti romanzi di fantascienza, ma senza quella venatura di follia e di crudeltà che connota lo stevensoniano dottor Jekyll o il wellesiano dottor Moreau. Dietro l'apparente maschera di durezza e di freddezza di Barnett, palpita un cuore generoso, che è pronto a prodigarsi per i propri simili e che sa trepidare per l'incerta sorte toccata alla propria figlia Laurie.

Un altro elemento tipico che ritroviamo è il viaggio nel tempo. Solitamente compiuto mediante una macchina che permette al crononauta di poter decidere l'epoca in cui vivere le sue avventure, nel romanzo di Cassini il viaggio nel tempo avviene tramite un raggio laser che catapulta i protagonisti nel futuro contro la loro volontà e senza che possano più fare ritorno al presente, come spiega il professor Barnett: "Lo spostamento del tempo può avvenire solo se diretto verso il futuro, non verso il passato. Il passato è certo, gli avvenimenti sono già accaduti e sono, quindi, immodificabili. Immagini solamente di viaggiare nel passato e di uccidere il proprio bisavolo! È assurdo!" (p.86).

Un elemento, invece, in controtendenza è quello religioso. Nella fantascienza, a causa della mentalità scientista di molti dei suoi autori, la religione è emarginata, anzi è spesso bistrattata. Arthur C.Clarke, ad esempio, nel racconto La stella (The Star, 1955), immagina che la cometa apparsa sulla grotta di Betlemme, altro non sia che un Sole che, trasformatosi in super-nova, distrugge un'evolutissima razza galattica. Invece, nel romanzo di Cassini, la fede in un Dio paterno e misericordioso sostiene i protagonisti nelle varie prove che affrontano. Dice uno di loro: "In fondo non credo che Dio voglia che l'umanità intera soccomba, altrimenti, perché avrebbe creato l'uomo?" (p.156).

Spesso, nei romanzi di fantascienza per ragazzi, le convenzioni narrative di questo genere servono da pretesto per imbastire sermoni moraleggianti intorno ai problemi che più affliggono l'umanità d'oggi: la pace, l'ecologia, il conflitto nucleare... Niente di tutto questo ne Gli ultimi sopravvissuti. Qui, il cliché tipico della fantascienza, cioè la premessa scientifica o pseudo-scientifica sviluppata in modo logicamente plausibile, è applicata in modo corretto e originale, e il giovane lettore è invogliato a interessarsi quasi naturalmente ai problemi sociali e scientifici, perché essi gli vengono presentati non in forma nozionistica, ma nel rispetto di quella componente emotivo-fantastica, che è tipica della sua età.

Antonio Scacco

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