Prima con impalcature di
restauro
sembrava ventre di balena, scheletro
di Zeppelin, ossatura d'arca di Noé,
hangar, cantiere, ma restituito
l'azzurro coi suoi arcipelaghi di stelle
intramontabili, rinati gli antichi pigmenti
alle volte ed alle pareti mai sazie
di preghiere instancabili, questa chiesa
(ormai sono cent'anni) non aspetta
che di volare leggera quasi astronave
limpida di cristalli e luci tenui,
per bussola precisa un cuore mistico
a segnare rotte impossibili, i santi
sempre di vedetta agli oblò, lo sguardo
intenso ad abissi infiniti pullulanti
di plancton di galassie, diademi d'angeli,
orchestre siderali, ininterrotta pioggia
pentecostale, a disinfestare l'universo
d'ogni traccia impura. L'Apocalisse partirà
da qui, invocata da innumeri salmi.