MICHAEL CRICHTON, Timeline. Ai
confini del tempo (Timeline, 1999), Garzanti 2000, pp.679, 18,08.
"Quantum Foam, makes me roam" ("La spuma quantica mi fa
vagabondare"), canta, sull'aria della dolce ballata di John Denver Country roads,
take me home un misterioso vagabondo piuttosto malconcio trovato per caso da due
turisti sul margine della Sierra. E' quasi impazzito, ma c'è un motivo: è appena tornato
dal Medio Evo!
Così comincia Timeline, l'avventura ai confini del tempo di M.
Crichton: il suo ennesimo best seller, uscito nel 1999 e riproposto nell'agosto 2003 in
edizione economica estiva dal quotidiano "Il Giornale". "Quantum
foam": spuma quantica, è
l'ultima trovata per i viaggi nel
tempo: non più antiquati e improbabili marchingegni come cronomacchine o simili, ma
computer non più grandi di una molecola, che riducono la persona ad un fascio di
informazioni, per poi infilarlo in un "cunicolo" nella "spuma
quantica", la struttura irregolare, turbolenta e schiumosa dello spazio-tempo a
livello subatomico. E ti ritrovi ricomposto nel passato, ma in un "Universo
parallelo". (Gli "errori di trascrizione" non sono infrequenti, per questo
il vagabondo non è del tutto integro).
Crichton lavora sulle incredibili frontiere delle scoperte
sull'infinitamente piccolo (e si documenta con puntigliosa meticolosità, citando in una
ricca bibliografia scienziati come Rae, Feynman, Fox, Bennett, Wheeler, Deutsch ed altri)
per proporci un'intricata vicenda nella Francia del 1300, al tempo della Guerra dei
Cent'Anni. I nostri viaggiatori temporali sono studenti di Storia, mandati a recuperare
uno scienziato disperso nel passato; tra Abbazia, Villaggio, Mulino, Fiume (la Dordogna) e
Castello, par d'essere in un video-game con continui colpi di scena, inseguimenti, fughe,
prigioni, tradimenti. Sullo sfondo l'impresa economica di chi ha messo in piedi tutta la
vicenda: trasformare il passato in un gigantesco Parco dei divertimenti per turisti molto
danarosi.
I nostri eroi, in un finale ricco di suspense, riusciranno a cavarsela,
spedendo tra gli appestati il cattivone di turno, non senza aver lasciato nel Medio Evo un
nostalgico ed appassionato studioso. Come ha rilevato Misa Magnaghi in un articolo su
"Madre", Timeline (che è già diventato videogame, e poi film, e
poi
) dimostra che anche per i mass media si può parlare di
"globa-lizzazione": "
nessun media è un mondo a sé, anzi dal più
forte, di solito TV o film, si può discendere a pioggia sugli altri mezzi di
comunicazione, in un effetto di rinforzo davvero mai visto prima: così dal film alla
serie tv, alla rivista specifica sul personaggio, al libro ecc".
La simpatia con cui Crichton ci guida nella Francia medievale non è
dovuta a nostalgie romantico-fantasy. Nella Postfazione al romanzo, l'Autore, superando i
consueti luoghi comuni rispolverati periodicamente anche da cattedre molto elevate, ci
sorprende con affermazioni degne di Régine Pernoud, l'autrice di Medioevo, un secolare
pregiudizio: "La nostra conoscenza dell'epoca medievale si è notevolmente
evoluta, negli ultimi cinquant'anni. Sebbene capiti ancora di udire scienziati presuntuosi
parlare di "età buia", gli storici contemporanei hanno da tempo confutato
simili semplificazioni. Quell'epoca, che si riteneva fosse caratterizzata da immobilismo,
violenza e ignoranza, viene ora considerata estremamente dinamica e soggetta a rapidi
mutamenti: il sapere era altamente apprezzato e ricercato; nacquero le prime università,
e l'istruzione assunse importanza; si perseguiva con entusiasmo lo sviluppo tecnologico;
la composizione sociale era assai poco rigida; il commercio si svolgeva ormai su scala
internazionale; e la violenza era spesso meno mortifera rispetto al presente. Quanto alla
fama di epoca oscurantista, vittima del pregiudizio religioso e teatro di orribili
genocidi, basterà anche solo un superficiale sguardo alla storia del XX secolo per
comprendere come sia ingiusto ritenerci per qualche verso superiori all'uomo medievale.
L'idea di un medioevo violento e oscurantista è un'invenzione del
rinascimento, i cui esponenti ambivano ad accreditarsi come portatori di uno spirito
interamente nuovo, anche a discapito della realtà. La persistenza di questo luogo comune
dell'età buia dipende forse dal fatto che esso conferma una delle convinzioni più
care all'uomo contemporaneo, secondo cui la nostra specie sarebbe in continuo progresso,
destinata a traguardi sempre più luminosi. Tale convinzione è fondata sul nulla, ma è
dura a morire. E' difficile, infatti, persuadere un contemporaneo del fatto che il nostro
mondo moderno non costituisca un miglioramento rispetto al mondo pre-scientifico".
Segue una Bibliografia di circa 80 titoli, che comprende storici del
calibro di Duby, Pirenne, Huizinga. Felice sorpresa leggendo un "evasivo" libro
di fantascienza!
Enrico Leonardi