FUTURE  SHOCK

 Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

 Anno XX - ottobre 2008 - n.52 (nuova serie)

La sintesi tra cultura e fede non è solo un'esigenza della cultura, ma anche della fede […] Una fede che non è diventata cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta" (Papa Giovanni Paolo II, Congresso Nazionale del M.E.I.C., 16-1-1982)
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Future Shock n.52

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Silverberg: oggi, manca un dialogo tra chi scrive fantascienza

SILVERBERG: OGGI MANCA UN DIALOGO

TRA CHI SCRIVE FANTASCIENZA

In un'intervista concessa a Luca Crovi dal titolo Robert Silverberg: quando la fantascienza invade la cronaca esilverberg.jpg (30748 byte) apparsa su "Il Giornale" del 7 giugno 2007, l'autore di L'uomo stocastico (The Stochastic Man, 1975) traccia un quadro della sua tecnica di composizione narrativa, della sua concezione della vita e della morte, della molla che lo ha spinto a scrivere fantascienza, della crisi che ha investito il settore. "Per scrivere un romanzo - dice Silverberg - è necessario inserire l'elemento del conflitto. Ci sono contrapposizioni di persone e di idee. In caso contrario, viene a mancare la storia stessa […] per me è fondamentale che l'utopia si trasformi in distopia per poter raccontare il tipo di storia che ai miei lettori piace leggere". Interrogato sull'immortalità e l'eutanasia, temi toccati in romanzi come Il libro dei teschi (The Book of Skulls, 1972), lo scrittore risponde: "Ciò che cerco di dire di quando in quando nelle mie storie è che la vita è breve e forse potremmo ottenere di più da essa. Sarebbe bellissimo vivere più a lungo. Ma sarebbe davvero positivo e desiderabile? Io non ne sono convinto. Credo che la vita abbia una sua lunghezza naturale. Possiamo cercare di allungarla, ma non possiamo impedire che finisca".

Alquanto deludenti sono, secondo noi, le risposte che Robert Silverberg dà sulla facilità o meno di scrivere, oggi, storie di fantascienza ("la tecnologia avanza a un ritmo molto superiore alle mie capacità di apprendimento") e sulle cause che ne hanno determinato la crisi. Francamente, tirare in ballo la trasformazione del mondo dell'editoria americana ci sembra un escamotage troppo facile per evitare di confrontarsi - come scrivono V.Curtoni e G. Lippi in Guida alla fantascienza - "con l'esaurirsi delle idee, con l'inutilità di una meccanica che non gli forniva più ispirazione"

Antonio Scacco