STANLEY GALLON, I giorni della
fine (Darkest Days, 2006), Mondadori, "Urania n.37", giugno 2008,
pp.364, 4,50.
I romanzi basati sulla catastrofe nucleare, sono numerosissimi nella
fantascienza. Tra i primi che ci vengono in mente, ricordiamo Un cantico per Leibowitz
(A Canticle for Leibowitz, 1960) di Walter Miller Jr., dove si narrano le vicende dei
frati di san Leibowitz, uno scienziato convertito che ha fondato l'ordine monastico con lo
scopo di salvare i pochi libri rimasti dopo una catast
rofe
nucleare; o La città perduta (Vault of the Ages, 1952) di Paul Anderson, dove un
brutto giorno la civiltà è spazzata via dalla faccia della Terra da un conflitto
atomico, i pochi sopravvissuti al "dopobomba" conducono un'esistenza barbarica
ed essendo la scienza diventata sinonimo di maleficio, è punito con la morte chi osa
accostarsi ad essa.
Questo tema è presente in I giorni della fine, ma non è né
l'unico, né il principale. L'elemento-motore della storia è, infatti, costituito dalla
brama di potere di certe lobbies politico-economiche, che ricordano romanzi come I
mercanti dello spazio (The Space Merchantes, 1952) di Frederik Pohl e Cyril
M.Kornbluth, dove le agenzie pubblicitarie detengono il potere politico e condizionano fin
dall'infanzia i consumatori con la tecnica della persuasione occulta; o Shadrach nella
fornace (Shadrach in the Furnace, 1976) di Robert Silverberg, dove una guerra
batteriologica ha decimato la popolazione mondiale e il nostro pianeta è dominato da un
astuto tiranno, che un medico mantiene giovane, trapiantandogli periodicamente cervello e
personalità nel corpo di un uomo più giovane.
A differenza dei succitati romanzi, il futuro in I giorni della fine
è dipinto a tinte ancora più fosche e il quadro che l'Autore tratteggia del mondo
politico ed economico americano, è molto deprimente: spietata eliminazione fisica degli
avversari politici, popolazioni massacrate per impossessarsi del petrolio, super soldati
geneticamente modificati , il cui livello di forza e di violenza è accresciuto dall'uso
di droghe, città vaporizzate a colpi di bombe atomiche, dappertutto gente in miseria e
talmente affamata da considerare il topo una prelibatezza, sterminio degli ammalati e
degli invalidi
Veniamo alla trama.
Vent'anni dopo l'11 settembre 2001, Nathan Greeley, vicepresidente
degli Stati Uniti e capo di una lobby guerrafondaia, la "Wilshire Group", fa
perire in un incidente aereo il Presidente Harrison e gli succede nella carica. Per
accrescere il suo dominio, permette ad alcuni terroristi islamici di far esplodere due
bombe nucleari nella caldera del parco dello Yellowstone. Scoppia un terremoto dalle
dimensioni ciclopiche e devastanti: si sprigiona una nube che provoca un abbassamento
della temperatura in tutti gli Stati Uniti, e sette milioni di americani restano uccisi.
Indossando ipocritamente le vesti di difensore della patria proditoriamente attaccata,
Greeley scatena una rappresaglia nucleare contro le nazioni arabe filoterroriste, Iran,
Siria e Pakistan vengono devastati, Teheran è vetrificata e periscono trentasette milioni
di persone.
In questo scenario di distruzione e di morte, si snoda la vicenda del
giovane Adam Burch. Con il grado di tenente dell'esercito, ha il compito di trovare
giacimenti petroliferi dapprima nel nord del Sudan, poi nello Yemen, dove è gravemente
ferito. Ricoverato nell'ospedale di Tokar in Sudan, riceve la visita dei soldati della
sicurezza, che vogliono portarlo via per interrogarlo. Ma quando capisce che intendono
radere al suolo l'ospedale massacrando i bambini lebbrosi lì ricoverati, il giovane
diserta e ritorna clandestinamente negli Stati Uniti, dove constata de visu il
tracollo morale e materiale della nazione. Adam tenta di raggiungere la sorella Gina, che
vive a Richmond in Virginia. Intanto, anche il padre, Julian Burch, è ricercato dalla
sicurezza, ma per motivi ben più gravi. I due s'incontrano proprio a Richmond e Julian,
prima di venire ucciso, consegna al figlio un registratore a forma di orologio, dove ci
sono le prove della sua complicità con Nathan Greeley nell'attentato al Presidente
Harrison. Adam ne rimane sconvolto e non sa cosa fare, ma viene catturato dai soldati del
Pentagono, al cui capo, il generale Kender, il giovane consegna il prezioso orologio.
Kender rincuora Adam e gli manifesta il suo piano di riportare gli Stati Uniti alla vita
democratica. E così avviene.
Greeley, infatti, è sempre più isolato. Dopo aver fatto massacrare
tutti i membri del Congresso, divenuto sempre più sospettoso, fa eliminare ad uno ad uno
tutti i suoi collaboratori. Anche la sua salute fisica e mentale è in declino. A causa
delle droghe di cui è stato imbottito dal suo medico di fiducia, il suo fegato è
gravemente danneggiato. Greeley ha bisogno di un donatore e cinicamente non esita ad usare
quello di suo figlio, che così muore. Ma non fa in tempo a godere del vigore fisico
ignominiosamente riacquistato. Scoppia un'insurrezione popolare. Kender assume i pieni
poteri e lo fa arrestare. Greeley, non sopportando la vergogna e i rimorsi, si suicida.
A lettura finita, rimane l'impressione che Gallon voglia dar credito a
certi pregiudizi circolanti in Europa ed anche altrove, secondo cui la società americana
sarebbe - come scrive Jean-François Revel in L'ossessione antiamericana -
"una società interamente governata dal denaro. Nessun altro valore - morale,
culturale, umano famigliare, civico, religioso, professionale o deontologico intellettuale
- vi ha corso per se stesso. Tutti i valori sono rapportati al denaro. Tutto è merce,
visto e utilizzato esclusivamente in quanto merce. Un individuo viene valutato solo per il
suo conto in banca. Tutti i presidenti degli Stati Uniti sono venduti o ai petrolieri o ai
trafficanti d'armi o alla lobby degli agricoltori oppure agli speculatori di Wall
Street".
L'Autore sembra rendersi conto di questo rischio e, a un certo punto
del romanzo, fa comportare il suo eroe in modo umile e generoso. Ci riferiamo alla scena
in cui l'infermiera cinese Xiao scopre che Adam ha trascorso tutta la notte a vegliare,
sdraiato a terra, la bambina lebbrosa Achan. La giovane, precedentemente, aveva espresso
questo severo giudizio: "Sì, lo so. Troppo arroganti, troppo stupidi. Gli americani
non sono capaci di pensare, si limitano a distruggere quello che non gli piace"
(p.202). Il motivo del risentimento era che la sorella era rimasta uccisa sotto il
bombardamento atomico di San'a, la capitale dello Yemen. Il gesto, perciò, dell'ufficiale
americano la fa ricredere e tra i due nasce una tenera amicizia.
Insoddisfacente ci sembra la spiegazione della genesi delle dittature:
"Le cose non sono diverse da come sono sempre state, perché per molti pensare è un
compito difficile. Quando gente come Wallace o Greeley si offre di pensare al loro posto,
la gente si mette in riga come in una specie di fattoria degli animali, come le galline
che beccano il cibo o le mucche che vanno al macello" (p.304). Invece, più vicina
alla realtà ci sembra la seguente spiegazione del filosofo Nicola Abbagnano: "Quando
Dio è stato schiodato dal cielo della trascendenza e negato e dissolto dall'immanenza,
sul trono rimasto deserto si è assiso non l'uomo concreto, ma un'entità astratta che ha
usurpato il suo nome. È allora che ogni freno è caduto e che si è aperto il varco
all'irrompere nella storia di ogni ignominia".
Quanto agli aspetti propriamente fantascientifici, c'è ben poco da
rilevare. Nel futuro, i soldati saranno dotati di particolari tute antiradiazioni, i cui
effetti cancerogeni saranno inibiti, per un tempo limitato, da speciali pillole. I
dittatori di turno avranno a loro disposizione, per il controllo sociale, sofisticati
strumenti di rilevamento e chip integrati sottocutanei. Roba, insomma, più da
fantapolitica che da fantascienza.
Antonio Scacco