RODNEY STARK, La vittoria della
Ragione. Come il Cristianesimo ha prodotto libertà, progresso e ricchezza (The
Victory of Teason. How Christianity Led to Freedom, Capitalism and Western Success, 2005),
Lindau, Torino 2006, pp.377, 24,00.
Quando gli europei allinizio delletà moderna si lanciarono
nellesplorazione del globo, la loro sorpresa maggiore non fu la scoperta
dellemisfero occidentale, ma la loro enorme superiorità tecnologica sul resto del
mondo. Non solo gli orgogliosi imperi maya, aztechi e inca erano impotenti davanti ai
nuovi arrivati, ma anche le favolose civiltà orientali come la Cina, lIndi
a e lIslam erano rimaste considerevolmente arretrate
rispetto allEuropa. Cosera successo? Come riuscirono le nazioni sorte dalle
rovine di Roma a surclassare in ogni campo il resto del mondo?
Le spiegazioni più alla moda assegnano alla geografia e al clima
unimportanza fondamentale nelle vicende umane. Ad esempio, nel best-seller Armi,
acciaio e malattie (tradotto in Italia da Einaudi) Jared Diamond attribuisce gran
parte dei successi europei alle favorevoli condizioni ambientali presenti nel vecchio
continente. Questa spiegazione determinista viene però decisamente respinta in un libro
straordinario, The Victory of Reason: How Christianity Led to Freedom, Capitalism, and
Western Success, pubblicato nel 2005 da Random House e l'anno successivo tradotto, con
lo stesso titolo, in lingua italiana da Lindau. Lautore è Rodney Stark, uno dei
più noti sociologi delle religioni, docente di scienze sociali alla Baylor University (in
Italia ha pubblicato nel 2003 Dio è tornato, scritto con Massimo Introvigne ed
edito da Piemme).
Stark smentisce dunque Diamond, ricordando come nella storia tutte le
civiltà hanno prosperato e sono decadute sotto qualsivoglia clima o latitudine. Un
crescente numero di studiosi ha individuato invece le ragioni del "miracolo
europeo" nella nascita del capitalismo. Secondo la ricostruzione dei massimi
indagatori della storia economica europea (Jean Baechler, Harold Berman, Eric Jones, David
Landes, Joel Mokyr, Douglas North, Luciano Pellicani, Nathan Rosemberg e Luther Birzdell),
mentre gli ultracentralizzati e dispotici imperi orientali del passato soffocarono la
libertà individuale e linnovazione, il potere politico decentralizzato e limitato
dellEuropa medievale non fu in grado di mettere in pericolo la sicurezza della
proprietà privata e di ostacolare la libertà dei commerci. La conseguenza fu la
fioritura del capitalismo, al quale anche i suoi maggiori critici (a partire da Marx ed
Engels) attribuiscono il merito di aver generato un aumento di ricchezza e uno sviluppo
tecnologico senza precedenti.
La tesi è corretta, ma non spiega perché lEuropa, a differenza
di tutte le altre stagnanti società asiatiche, ha sviluppato un ambiente politico
favorevole alleconomia di mercato. Per risolvere lenigma è necessario
abbandonare il relativismo imperante nelle scienze sociali, scrive Stark, e analizzare
criticamente i presupposti metafisici e religiosi che stanno alla base delle diverse
culture. La cultura europea è stata infatti plasmata profondamente dalla concezione
giudaico-cristiana del mondo creato e ordinato razionalmente da Dio. Mentre tutte le altre
religioni del mondo enfatizzavano il mistero e lintuizione, solo il cristianesimo
considerò la ragione e la logica come delle guide per scoprire le verità religiose. Già
i primi padri della chiesa, come Tertulliano e SantAgostino, insegnavano che grazie
al dono divino della ragione gli uomini potevano raggiungere progressivamente una migliore
comprensione delle Scritture e della rivelazione. Questa fiducia nella ragione venne
incoraggiata dalla scolastica medievale di Alberto Magno e San Tommaso, e diffusa in
quelle gloriose invenzioni della cattolicità che furono le università medievali. Sotto
questo aspetto la filosofia greca influenzò la religione cristiana molto più della
stessa religione greca, rimasta legata ai culti misterici.
La fede cristiana nella ragione promosse la libertà politica, grazie
alla teorizzazione da parte dei canonisti medievali dei diritti naturali
dellindividuo, ben prima di John Locke o degli illuministi. Lapplicazione
sistematica della razionalità alle attività economiche favorì inoltre lo sviluppo del
capitalismo nei monasteri e nei comuni medievali, secoli prima della riforma protestante
(a dispetto delle tesi di Max Weber). La fiducia della cristianità europea nella ragione
permise infine la nascita della scienza.
Questultima tesi può apparire revisionista, se non provocatoria,
solo a coloro che sono rimasti fermi alla propaganda illuminista, senza sapere che negli
ultimi decenni quasi tutti gli storici della scienza, compresi A.C. Crombie, David
Lindberg, Edward Grant, Stanley Jaki, Thomas Goldstein e J.L. Heilbron, sono arrivati alla
conclusione che senza lapporto spirituale e materiale del cattolicesimo
lOccidente non avrebbe conosciuto alcuna rivoluzione scientifica. Lidea
cristiana di un universo creato da Dio e ordinato secondo leggi razionali si è infatti
rivelata fondamentale per lo sviluppo della scienza, perché sarebbe assurdo ricercare
delle regolarità in un universo caotico che si comporta casualmente e imprevedibilmente.
Nelle società fondate su tradizioni religiose animiste o panteiste, dove la divinità si
confonde con la natura, lidea che il mondo fisico sia assoggettato a leggi fisse e
prevedibili è inconcepibile, e per questo motivo il metodo scientifico ha incontrato
grosse difficoltà ad affermarsi. Lo stesso problema si è verificato nel mondo islamico,
dove la teologia condanna i tentativi di scoprire le leggi naturali perché limiterebbero
la volontà libera e arbitraria di Allah.
Il successo dellOccidente, afferma Rodney Stark al termine della
sua analisi, si deve quindi interamente alle sue fondamenta religiose. Lidea che
dalla caduta dellimpero romano al Rinascimento lEuropa sia rimasta sotto una
cappa di ignoranza, oscurantismo e superstizione è interamente falsa. Gli abitanti
dellEuropa, partendo praticamente da zero dopo le devastazioni causate dalle
invasioni barbariche, in soli cinque secoli si erano già dimostrati, da un punto di vista
economico e tecnologico, ben più ingegnosi e avanzati delle popolazioni vissute nelle
precedenti millenarie società antiche. E dopo altri cinque secoli, allalba delle
grandi scoperte geografiche, avevano già raggiunto la supremazia mondiale. Oggi,
allopposto, lEuropa non si espande più, la sua economia ristagna, la sua
influenza culturale nel mondo si restringe, la sua popolazione invecchia e decresce
vistosamente. La lezione di Stark ci suggerisce che questa decadenza potrebbe avere
qualcosa a che fare con labbandono delle proprie radici religiose e culturali.
Mentre, altrove nel mondo, "per molti non europei, diventare cristiani significa
diventare moderni".
Guglielmo Piombini