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"Futuro
Europa" - Rassegna Europea di Science Fiction (n. 45 marzo 2006)
Innumerevoli binari-universi
o un solo binario-universo?
di Guido Pagliarino
La rivista "Futuro Europa", di
cui presento il numero 45, è diretta dai noti scrittori Lino Aldani e Ugo Malaguti.
Questa rassegna di opere, più o meno valenti ma tutte interessanti, si occupa
meritoriamente della fantascienza europea tralasciando la produzione statunitense. Forse
però, considerando che non tutti i racconti sono di tale genere, non sarebbe stato
sbagliato ripartire la rivista in due sezioni, una dedicata alla fantascienza stessa,
laltra a fantastico e horror. Prima di venire ai contenuti, voglio esprimere
unaffettuosa lagnanza: sono stato piuttosto infastidito da una quantità eccessiva
di battute per linea, con la conseguenza di margini interni insufficienti, dato il
notevole spessore del volumetto. Ogni foglio pari devessere noiosamente tenuto teso
dal lettore verso la propria sinistra, per leggere le ultime lettere dogni riga, con
leffetto, oltretutto, di spiegazzare il cartoncino della copertina.
Dio non gioca ai dadi
La rivista comprende romanzi e
racconti, alternati a saggi e articoli di cronaca. Dopo lEditoriale, incontriamo
lattraente romanzo dambientazione veneziana Hotel Grand Tour di Renato
Pestriniero il quale, sotto pseudonimi, pone sé stesso e i colleghi scrittori di
fantascienza Bellomi, Malaguti e Mongini quali personaggi della
narrazione, con citazioni qua e là di brani di loro racconti e romanzi, tutte in funzione
della storia, vissuta fra universi paralleli col passaggio dei protagonisti da un cosmo a
un altro a ogni decisione presa: un po come accade idealmente, e penso che
lanalogia sia voluta, allopera di tutti i narratori, i quali possono variare
le loro storie a seconda dellestro del momento, in certo modo facendo passare i
propri eroi da un cosmo a un altro. Alla fine, i personaggi-scrittori di Pestriniero si
vengono a trovare in un universo che potrebbessere quello stesso dellinizio
oppure no, senza peraltro nulla ricordare degli avvenimenti intercorsi. Dietro a questo
vagolare fra cosmi cè un alieno, una sorta di guardiano in grado dinfluire
sulle dimensioni parallele; egli, che appare ai nostri in forma di Mandrake con Lothar al
seguito, è, mi sembra, una metafora sorridente della figura dellautore,
così come il romanzo, penserei, è unallegoria scherzosa dellinvenzione
narrativa.
Egregia invenzione; ma questo romanzo mi
ha interessato, oltre che per tale trovata, perché comporta problemi metafisici. Il
lettore si trova davanti, in sostanza, al seguente quesito relativo ai pluriuniversi:
lenorme maggioranza dei medesimi è forse solo ipotetica mentre è concreto
unicamente il cosmo derivante dalle decisioni realmente prese, sia dal soggetto sia da
tutti coloro che con lui interagiscono, o son tutti reali, nel senso che una persona si
trova a vivere in ogni universo parallelo, essendo dunque un io per ogni possibile scelta
di vita? Nel primo caso, ogni scambio ferroviario-decisione porterebbe a una sola,
reale rotaia e laltro eventuale binario rimarrebbe meramente
immaginario, mentre nel secondo caso ci sarebbe un fascio di scambi e binari
tutti reali. Rappresentando con la linea continua le situazioni in essere e con quella
tratteggiata quelle solo ipotetiche e non realizzatesi, e semplificando al massimo:
Sarebbe così?

O sarebbe così?

Solo nel caso di binari meramente
immaginari correnti ai lati dununica via reale, cioè nellipotesi
dun solo binario-universo effettivo, con quellunico signor X e quella
sola signora Y e quellunico signor Z e così via, e non con innumerevoli reali binari-universi
con altrettanti signori e signore X, Y, Z
, il ragionare sullessere, cioè sia
il filosofare ontologico sia largomentare teologico hanno un senso; nellaltro
caso no, perché tutto il possibile vi è realizzato, procede realmente nel tempo (nei
tempi?) passando ogni volta su entrambe le vie di ciascun scambio e procedendo su
di un numero incalcolabile di rotaie; e se si viene in particolare al ragionamento
teologico, la stessa persona, sempre nella supposizione dei reali multi universi, ha
meriti e demeriti spirituali differenti, davanti a Dio, a seconda del cosmo in cui ciascun
suo ego, più o meno buono o cattivo, si viene a trovare in seguito a
ciascuna sua decisione più o meno altruista oppure egoista; così, allestremo, il
medesimo signor X in una dimensione spazio-temporale è onesto fino alla santità
traguardo trascendente: salvezza ma è assolutamente disonesto
destinazione dopo la morte: dannazione in un cosmo posto allaltro
estremo.
Lio è quindi, parafrasando il
Pirandello anche se qui oggettivamente e non nei soggettivi giudizi del prossimo, uno e
centomila (o miliardi) ed è, in fondo, nessuno, perché se tutto quanto il
possibile esiste, se la persona è miliardi e miliardi dindividui e non uno solo,
ella non è veramente un io. Per il semplice credente, ma pure per lagnostico che
ragioni come lEinstein del "Dio non gioca ai dadi", tutto ciò suona
assurdo nonché antiumanistico, perché luomo vi appare un mero zero. Il
sottoscritto contempla gli universi paralleli solo per divertimento, ad esempio leggendo
un romanzo del genere ucronia sulla base: "Cosa sarebbe eventualmente successo
ma non è successo se
"
Evoluzione e New Age
La lettura del racconto (di
fantascienza?) di Jean-Pierre Planque (traduzione di Bruno Vitiello) Vita e morte delle
cicale mi è stata piuttosto noiosa, in contrasto con lintroduzione redazionale,
assai elogiativa, che parla di "poema in prosa". Si tratta dunopera
in forma epistolare che si richiama un poco al celebre racconto kafkiano La metamorfosi.
Assistiamo alla trasformazione, forse solo metaforica, duna donna innamorata da
essere umano a crisalide a insetto, in un clima psicologicamente soffocante che non mi ha
edificato. Non escludo affatto però dessere stato io a non saper afferrare il
valore profondo di questo celebrato racconto. Tiene dietro un dialogo fra Antonino Fazio e
Riccardo Valla su Fantascienza e critica sociale, pubblicato, come tutti i saggi
inclusi nella rivista, in un carattere più piccolo di quello dei racconti, di non agevole
lettura per i presbiti come me, nonostante gli occhiali. Gli autori commentano un saggio
di Cyril Michael Kornbluth e inoltre introducono il tema dei simboli della fantascienza
con lespressa intenzione dapprofondirlo in futuro.
Segue il breve romanzo Il mare giallo
di Barbara Signorini che tratta di fondo il tema dellevoluzione. In un futuro
lontano, il nostro pianeta sembra ribellarsi alluomo, subisce sempre più frequenti
sconvolgimenti tellurici e si sta approssimando alla fine. Sono peraltro ormai di routine
i viaggi spaziali ultraluce, al di là della teoria einsteiniana. Lumanità progetta
una migrazione sopra un pianeta lontano che ha caratteristiche simili a quelle domestiche.
Protagonisti sono due mutati, il cieco bicentenario Raven, un Sorvegliante cioè una sorta
di monaco laico che per levoluzione è in grado e ha il compito di controllare lo
stato del pianeta Terra, e la figlia della giovane Catherina, la bambina Harja,
anchella cieca e mutata, dotata, in nuce, dei poteri dei Sorveglianti,
potenzialmente capace, come loro, di percepire le onde vibratorie del pianeta e di
prevedere, entro certi limiti, gli eventi fisici e in particolare quelli tellurici. La
mamma della bimba la vorrebbe guidata direttamente da Raven perché divenisse Sorvegliante
senza dover passare per le rigide regole del Tempio in cui tali vigilanti vengono
addestrati sin da piccoli. Raven, dopo qualche perplessità, accetta e, insieme,
larzillo vecchione e la bambina scopriranno infine, in un enorme campo di grano, che
tutta lumanità sta mutando ulteriormente, verso una dimensione totalmente
spirituale grazie alla quale sarà definitivamente salva. Lidea evolutiva
prospettata mi pare non lontanissima dalla teoria dellantropologo e teologo
cattolico padre Pierre Teilhard de Chardin e vicina a certe visioni New Age. Per
lormai declinante movimento della Nuova Era, la spiritualizzazione del genere umano
sarà totale, un po come per lapocatàstasi nella rielaborazione cristiana
eretica di Origene. Per il Teilhard de Chardin invece, non sparirà il corpo umano, ma
lanima delluomo sarà comunque sublimata e fatta santa dallEvoluzione,
parola da lui scritta con la maiuscola perché riferita a Cristo, chiamato anche
lEvolutore. Sono idee che non condivido pur essendo io rispettando peraltro
il sentire dei creazionisti un cristiano evoluzionista: attenzione, non un
darwinista.
Racconti non del tutto
fantascientifici
La rubrica "Cinema
futuro" a cura di Giovanni Mongini tratta il tema delle pellicole cinematografiche
inedite in Italia; larticolo sintitola Te lo do io linedito ed è
il primo duna serie. Anzitutto lautore presenta le ragioni per cui a casa
nostra non tutti i film fantascientifici sono acquistati, quindi passa in rassegna
pellicole che lo spettatore italiano non è stato messo in grado di vedere. Segue
larticolo di Gianni Ursini Scienceplusfiction 2005: un giudizio positivo
sulledizione dello stesso anno del Festival internazionale della fantascienza di
Trieste, con un una breve analisi dei film in concorso e delle manifestazioni collaterali.
Il racconto, accompagnato da suggestivi
disegni di vari autori, Le desolate scogliere di Dorst di Rino Tripodi ha ricevuto
verosimilmente suggestione dal buzzatiano Il deserto dei Tartari. Abbiamo una
fortezza dellImpero delle Trasparenze posta a picco sullOceano Infinito, oltre
il quale si ritiene esistere, incombente, una sconosciuta, aggressiva forza che potrebbe
piombare addosso allumanità con la propria flotta da guerra. I soldati passano il
tempo libero fra passatempi di poco conto, come gli spettacoli dun circo bizzarro.
Viene in ultimo lattacco nemico e con esso la sconfitta della fortezza, che resterà
invasa dalle acque. Lo spunto è interessante, anche se il racconto procede, a mio
sentire, con una certa lentezza. Mè parso trattarsi dunallegoria della
vita sentita come inutile, come un essere in armi vanamente, sullignoto
incommensurabile, contro la morte che finisce col prevalere. È un racconto
fantastico-esistenziale più che fantascientifico. Cerchi alieni è una breve
storia di Andrea Lenzi che riguarda balzani extraterrestri artefici dei ben noti cerchi
nel grano per fatuo divertimento; eppure, per essi tali opere son talmente importanti da
indurli, per realizzarle, a rassegnarsi a tornare nel loro mondo, a causa delle leggi
spazio-temporali, senza più trovarvi amici e parenti, ormai defunti da secoli.
Nuraghe di Davide Ghezzo si pone
tra fantascienza e racconto visionario, con un pizzico dironia finale. Il
protagonista, professore nei licei come lautore, durante una gita di classe in
Sardegna, visitando un grande nuraghe si trova sbalzato con le sue allieve nel passato, o
ne ha lallucinazione, in mezzo a temibili autoctoni del tempo che fu in piena guerra
tribale; poi, dopo un tempo colmo dangoscia, tutta la classe ritorna al presente,
nel desiderio dinsegnante e allieve di non parlare mai dellaccaduto e,
possibilmente, di scordarlo. Largomento dei balzi temporali è sempre assai
affascinante, ma la maggior parte di tali racconti, compreso il classico La macchina
del tempo di H. G. Wells, è al di là della verosimiglianza, infatti viaggiare nel
tempo richiede, per retrocedere alla Terra del passato o avanzare a quella del futuro,
rispettivamente occupanti altre zone del cosmo, di muoversi pure nello spazio, per cui non
basta una statica time machine, ci vuole una cronoastronave, un
po come The Time Top, in Italia Cronosfera, nel vecchio fumetto
di Brick Bradford, personaggio chiamato da noi, a seconda delleditore, anche Guido
Ventura, Giorgio Ventura, Marco Spada e altro ancora. Seguono "Recensioni", a
cura di Riccardo Gramantieri e Fabio Calabrese.
Il racconto lungo di Alessandro Fambrini
1960: gli attacchi contro il sonno tratta il tema del complotto internazionale.
Persone che si dedicano a un certo progetto medico in Danimarca cadono in coma
misteriosamente. Dietro cè un Paese dellOccidente che ha precisi fini
militari. Lispettore Jørgensen indaga. Siamo nel genere poliziesco-spionistico più
che nella fantascienza, a meno che lautore intendesse scrivere unopera del
genere ucronia ambientata in un alternativo anno 1960. Il racconto La pace del cuore
di Antonio Bellomi non mi pare fantascientifico, a parte uno dei personaggi chè
scrittore di racconti del genere. È mostrata una riunione dello scacchistico Club
Pigreco in cui si prospetta ai personaggi, e a chi legge, un problema legato a un caso
di spionaggio. Interessante è la presentazione duna variante di gioco, detta Shartranj,
che al posto dellalfiere ha lelefante il quale, a differenza del primo, muove
diagonalmente di due caselle al massimo, potendo tuttavia saltare un pezzo intermedio.
Fuggi! è un racconto di Lorenzo
Costa; la morte, lEssere nero, ne è la vera protagonista più che
lio-narrante, quello dun criminale che si crede ancor in vita ma scoprirà
alla fine dessere ormai defunto e putrefatto, unito nelloltretomba ad altri
fantasmi, o forse zombi, che al principio del racconto, a loro volta, sembrano ancora
vivi. Tutti ripetono eternamente, in fughe e conflitti a fuoco con la polizia, gli ultimi
minuti della propria violenta vita: forse una sorta dinferno,
nellimpossibilità per il malvagio destinguersi del tutto? Siamo
nellhorror, non nella fantascienza.
Il mito di Faust
Di seguito leggiamo il saggio
musicale di Giorgio Sangiorgi Il Rock progressivo. Quando la musica divenne
fantascienza che tocca il tema di musicisti rock convertiti provvisoriamente a temi
fantascientifici, certo interessa nte per gli amanti
del genere, non molto per me cui tal tipo di musica non interessa tanto. Troviamo quindi
il testo narrativo umoristico Manuale Tecnico Operativo per Comandanti, Piloti e
Personale Navigante delle astronavi passeggeri del brioso autore Andrea Coco, una
rassegna irridente dei problemi che potranno sorgere in futuro da passeggeri di astronavi
di linea, siano essi gli scontenti del servizio mensa, oppure i vanesi dongiovanni che
corteggiano volgarmente le hostess, o i neofiti del volo spaziale semi terrorizzati
dallidea di staccarsi da terra e navigare nel profondo cosmo, vari casi difficili,
insomma, che son poi altrettante proiezioni sul futuro di problemi incontrati
quotidianamente, oggi, dal personale dei jet e degli aeroporti.
Terra promessa è un racconto di
Debora Montanari. Anche qui, come nel romanzo Il mare giallo di Barbara Signorini,
la Terra devessere abbandonata dal genere umano, in questo caso non a causa di sismi
catastrofici ma per limprovviso espandersi del Sole miliardi danni prima del
previsto. Una parte dellumanità emigrerà sopra un pianeta azzurro bellissimo,
quasi un paradiso terrestre, apparso improvvisamente in un punto lontano dello spazio,
sortendo da un buco nero, unaltra parte, grazie a una felice intuizione, preferirà
fuggire dal nostro pianeta e permanere nello spazio sopra unastronave-mondo
artificiale detta Biosfera. I primi incontreranno sventure, forse la morte, a causa
dun imprevisto movimento pendolare fra universi paralleli del pianeta-eden sul quale
sono sbarcati, che scompare improvvisamente dal nostro cosmo dopo il loro atterraggio.
Le misure segrete dei giganti è
un ameno, breve racconto, o forse saggio fantastico, di Gianni Menarini che ha per tema la
realizzazione, secondo limmaginazione dellautore, del complesso del Nettuno a
Bologna, e in particolare i problemi, considerando anche la censura ecclesiastica, che
incontra lartista fiammingo Jean de Boulogne (il Giambologna) a proposito della
giusta grandezza del membro virile del dio marino. Italian graffiti di Adalberto
Cersosimo è un racconto faustiano. Due amici quarantacinquenni, ricchi e pomposi
professionisti di chiara fama, son invitati da un terzo sodale a fare crapula a casa sua:
cibo e bevande raffinati e sesso con bellissime giovinette libidinose. Ventanni
prima i tre avevano scritto e firmato per divertimento, su di una finta pergamena da
cartoleria, limpegno di cedere lanima al diavolo allo scadere del ventennio,
in cambio dun grande successo durante gli stessi ventanni. Il terzo amico non
aveva avuto, apparentemente, soddisfazione, gli altri due sì. In realtà proprio quel
terzo, chè una figura letteraria ben nota celata sotto spoglie mentite, come
daltronde le lussuriose ragazze, avrà la riuscita più grandiosa.
Il racconto Il network del Gas di
Marco Capitani fa parte duna serie, dice la presentazione, iniziata con Il
network dellacqua. Il protagonista vive in un micro-appartamento interamente
computerizzato nel quale pure lavora, uscendone (fisicamente o solo allapparenza?)
grazie al computer; ad esempio, per mezzo di questo egli nuota in tubature idriche
virtuali? al fine dispezionarle per conto della compagnia dellacqua.
Nessun ideale vige in tale mondo prossimo venturo, solo impera leconomia
oligopolistica con disprezzo per lecologia solo virtualmente?! .
Assoluta appare la solitudine; ma forse il genere umano in carne e ossa è ormai del tutto
scomparso, interamente sostituito da figure elettroniche.
Un omaggio al poeta Montale
Larticolo Latteggiamento
antiscientifico della fantascienza di Antonino Fazio tratta principalmente
dufologia e della serie televisiva "X-Files". Circolo di eventi è
un poetico racconto di Riccardo Gramantieri, più noto come saggista. In un futuro
prossimo il petrolio è quasi esaurito e le risorse alternative solari ed eoliche non sono
state sufficienti, come daltronde prevedeva chi, come il sottoscritto, lamentava a
suo tempo lo smantellamento delle centrali nucleari nel nostro Bel paese (le più sicure
del mondo, ben altro che quellorrore sovietico della centrale assassina di
Cernobyl): unormai lontana scelta referendaria di elettori suggestionati, di certo,
proprio da quel disastro e, forse, non tutti ben informati, una decisione che si sta
rivelando sempre più funesta, con danni che per ora son ancora tamponati con
acquisti denergia elettrica, a prezzi altissimi, dalle centrali nucleari francesi e
svizzere poste proprio sui nostri confini (sic!); ma nel racconto del Gramantieri non si
può più acquistare energia, sia pur a costi astronomici, infatti i Paesi che ancora la
posseggono se la tengono stretta. In tale panorama, dove cè ovviamente miseria
generale e il rischio fortissimo di cadere sotto una dittatura, come accadde alla Germania
di Weimar, lautore inserisce una storia damore nata, nel tempo che fu, tra una
ragazza, adesso settantenne, che aveva la facoltà di sognare lavvenire, un futuro
chè ormai il presente, e metteva per iscritto le sue previsioni, e un uomo,
anchegli anziano e solo come lei, che aveva custodito quegli scritti, ritrovando i
quali decide di cercarla. Il poetico rincontro fra le due povere solitudini può forse
preludere al riallacciarsi di quellantica relazione, con un po di sollievo per
lo spirito delle due creature.
Il racconto di Bertil Mårtensonn Mixomatosi
forte riguarda un mondo futuro di esseri umani multi centenari, in quanto un vaccino
iniettato alla nascita debella ogni malattia: è una storia chiaramente ironico-simbolica,
si può ritenere infatti che non sarà mai possibile sconfiggere del tutto le malattie, ad
esempio certi antibiotici si sono rivelati solo provvisoriamente efficaci a causa
dellevoluzione dei bacteri, i quali sadattano, dopo un certo tempo, al singolo
farmaco, onde è necessario sintetizzarne, via, via, altri. Comunque, nel mondo di questo
racconto può accadere che gente priva dideali e annoiata comperi da industrie farmaceutiche
specializzate, per provare unemozione, i germi di nuove malattie, sul momento non
sottomesse al vaccino universale, ben sapendo però che poi il vaccino stesso le
debellerà e resterà soltanto il ricordo dei disagi sofferti: forse unallegoria del
mondo della droga e dellalcool, dove glincoscienti entrano convinti di poter
smettere quando vogliono e invece...; e così, in questa storia, una nuovissima sostanza
virale provocherà unepidemia incurabile con prevedibile fine del genere umano.
Eroine del fumetto di fantascienza
dalla Golden Age al Nuovo Millennio, di Enrico Di Stefano, è, come dice il titolo,
una rassegna delle donne di carta nel fumetto fantascientifico, in passato solo eterne fidanzate
degli eroi fantascientifici, fragili e da proteggere, come la prima Dale Arden, poi a mano
a mano sempre più indipendenti e, finalmente, protagoniste, così come, fin dagli anni
60 dello scorso secolo, la sensuale Barbarelle, che anticipava le molte ragazze
disinibite doggigiorno, e, da qualche anno, come la psicologicamente androgina,
anche se tutta curve, Legs Weaver.
Nel suo racconto Ristorante Buon
Appetito, Vincenzo Montevecchi narra dunindigestione a morte
duna coppia di coniugi che ha festeggiato a tavola lanniversario in un
ristorante che si rivela come extraterrestre e gestito da esseri in forma di topo. Marito
e moglie sono vittima dun fallito esperimento, attuato con una pietanza aliena,
squisita ma apportatrice, dopo alcune ore, duna morte terribile, fra atroci mal di
pancia.
La sindrome di Montale è un
racconto sorridente di Bruno Vitiello dove i morti ritornano in vita per chi li amò ma
senza poter comunicare. Forse, considerando che il protagonista è uno psicanalista, non
si tratta dun caso soprannaturale ma dunepidemia di schizofrenia.
Il riferimento al Montale riguarda la sua poesia La Casa dei Doganieri (composta,
direi, su suggestione delle leopardiana A Silvia) dove il poeta prova a dialogare
con una giovane defunta, ma senzottenere risposta.
La pubblicazione si chiude con la
rubrica di corrispondenza coi lettori "Futuro risponde". Dopo questo numero, ne
sono usciti ancora tre soltanto. Pare che la testata sia stata ceduta a un altro editore.
Per ora non ho notizia dun prossimo, nuovo numero. Cè da sperare che la
rivista, una delle non molte occasioni per gli autori nostrani di presentare loro inediti,
riprenda quanto prima a uscire.
N O T E
La condizione infernale del dannato è
assolutamente diversa a seconda che si concepisca lanima come spirituale e
immortale, secondo linnesto platonico nel Cristianesimo avvenuto nel corso del II
secolo ad opera dei filosofi cristiani detti Apologisti, oppure che la si consideri,
stando alle parole di San Paolo (1a Lettera ai Corinzi), psichica, cioè ventosa
alla lettera, in altre parole sì immateriale ma non spirituale: Pneuma, o Spirito, per
Paolo, è solo Dio ed egli è "il solo che possiede limmortalità" (1a
lettera a Timoteo, 6, 16). Secondo questa concezione, lanima-mente-psyché è
legata indissolubilmente al corpo, cioè compone col medesimo il sinolo umano di cui parla
Aristotele, e la persona è viva non perché lanima sia spirituale, come
nellidea platonica, ma grazie al Pneuma divino presente nella persona stessa
per sempre nei beati ; quanto al dannato, questi si trova nella morte eterna (1a
e 2a morte, cioè corporale e psichica, come afferma il Vangelo), vale a
dire nella privazione per sempre di Dio il quale è la Vita stessa.
2 Da un punto di vista cristiano, Dio ha presenti tutte le
vie realizzatesi e non realizzatesi, quelle cioè che ogni libero essere umano ha davanti
nella sua vita ma che non tutte percorre e il Creatore sa quali reali scelte
lindividuo ha preso, prende e prenderà liberamente nella propria esistenza e, nel
complesso, lumanità ha fatto, fa e farà nel corso dellunica Storia la quale,
nonostante il libero arbitrio del singolo, è guidata da Dio lungo un solo binario,
a volte contro lintenzione del singolo, secondo il fine Superiore della felicità
ultraterrena. La libertà umana dunque esiste certamente, ma è di tipo morale, si trova
nella scelta delluomo per il bene o per il male, in sostanza per laltruismo o
per legoismo, e non è nellazione; questa infatti procede anche dalle
decisioni di altre persone e da fatti esterni al soggetto, come deve ammettere anche il
non credente, e di fondo, secondo il cristiano, dipende, come ho detto,
dallintervento provvidenziale di Dio sulla Storia.
3 Nondimeno sempre popperianamente falsificabile,
onde il racconto è verosimile, e daltronde senza tal assunto sarebbero molte le
opere di narrativa spaziale non plausibili.
Pierre Teilhard de Chardin è stato inserito dagli aderenti
al movimento New Age solo dopo la sua morte e, di certo, se fosse stato vivo non
sarebbe stato daccordo nel novero dei padri dello stesso; in realtà la fede
di questo gesuita, come riconosciuto dallo stesso SantUffizio, che ne aveva
condannato la teologia, era strettamente cristiana e non genericamente spirituale.
4 In breve, lapocatàstasi dOrigene consiste
nella progressiva spiritualizzazione del creato e, in questo, di tutti gli esseri umani
dogni tempo, con conseguente negazione della possibilità di dannarsi per chi, nella
libertà data da Dio, scelga invece orgogliosamente di non salire a lui dopo la morte e di
finire nellannientamento: di solito, si tratta di satanisti di tipo intellettuale,
mentre quelli rozzi vogliono solo ottenere dal diavolo vantaggi materiali durante
la vita, anzitutto sessuali e sociali, accettando di pagarli con linferno-nulla (v.
la nota numero 1).
6 Sovente si confonde tra darwinismo ed evoluzionismo
ritenendoli coincidenti, mentre le congetture evoluzioniste sono molteplici. Darwin è il
padre dellevoluzionismo ateo basato su casuali mutamenti continui e il
darwinismo è da tenere distinto dallevoluzionismo cattolico che, fin dai tempi di
Papa Pio XII, anno 1950, non è più condannato dalla Chiesa ed è posto, come ipotesi, a
fianco di quella creazionista. Levoluzionismo credente ritiene che levoluzione
sia parte del Piano di Dio e che i mutamenti non siano continui ma avvengano a salti,
ciascuno per espresso intervento divino; non si contempla il cosiddetto anello mancante
fra ominide-bestia e uomo, cercato invece dai darwinisti; lanima umana arriva nel
mondo di colpo, grazie a Dio. Più che gli scritti del Teilhard de Chardin, intrisi di
poesia e misticismo, si possono vedere in merito quelli del teologo cattolico gesuita
padre Karl Rahner, in particolare il saggio "Il problema
dellominizzazione", traduzione di Alfredo Marranzini, Quaestiones disputatae,
Editrice Morcelliana, 1969.
Per i creazionisti, se ben capisco il loro sentire, la creazione
dellessere umano avviene rendendo viva preesistente materia inanimata, non
deriva dalla materia animale, viva ma senzanima, cioè non consiste
nel dono dellanima da parte del Creatore a un figlio di bestie-preominidi,
che non sono esseri umani, come per levoluzionismo credente.
Io non ritengo che nessuna delle due ipotesi sulla creazione di Adamo
sia più nobile dellaltra e penso che entrambe siano conformi alla sostanza del
racconto della Genesi in cui lUomo è fatto da Dio da materia creata
precedentemente. Che tale materia sia viva o no, essendo comunque priva
dellintelligenza umana prima dessere nobilitata da Dio col dono
dellanima, secondo me non è teologicamente importante. |
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