FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XXI - febbraio 2009 - n.53 (nuova serie)

“Future Shock”, la rivista che ti aiuta a capire i problemi del nostro tempo, che interpreta la fantascienza come un ponte gettato tra le due culture oggi in conflitto, che valorizza il futuro ma anche il passato, il nostro glorioso passato classico e cristiano. SOSTIENILA!
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Future Shock n.53

Editoriale

Recensioni

Daniele Barbieri-Riccardo Mancini, Di futuri ce n´è tanti. Otto sentieri di buona fantascienza (A.Scacco);

Lois McMaster Bujold, L´onore dei Vor (E.Modena);

Thomas E.Woods Jr., Come la Chiesa cattolica ha costruito la civiltà occidentale (G.Piombini)

DANIELE BARBIERI-RICCARDO MANCINI, Di futuri ce n'è tanti. Otto sentieri di buona fantascienza, Avverbi Edizioni, Roma 2006, pp.161, € 12,00.

Nella prefazione al libro, La cospirazione fantascientifica, Valerio Evangelisti, autore della saga di successo che ha per protagonista Nicolas Eymerich, un inquisitore domenicano del sec. XIV, traccia un quadro senza peli sulla lingua dell'attuale situazione di crisi della fantascienza. Negli Stati Uniti - egli scrive - le riviste più prestigiose o hanno cessato di esistere o vivono, in forma virtuale, nel Web. Scrittori di mancini1.jpg (34863 byte)fantascienza come Delany o Spinrad, un tempo sulla cresta dell'onda e ben remunerati, ora sono pressoché dimenticati e vivono in ristrettezze economiche: "Chi non è morto è povero o poverissimo, e può contare solo sul magro sostegno proveniente dai Paesi dell'Est dove, come nell'Italia del secondo dopoguerra, la fantascienza è ancora vista quale sinonimo di modernità. Drammatico il caso di Frank Belknap Long, autore non eccelso ma vecchio amico di H.P.Lovecraft […]. Una decina di anni fa si spense, come Émile Zola, nell'appartamento di due stanze che occupava a New York, ucciso dalle esalazioni di una stufetta" (p.8).

La causa di una tale débâcle? Secondo lo scrittore, è tutta colpa del periodo storico che stiamo vivendo, tutto proteso al presente e chiuso al sogno, al futuro, all'utopia. È necessario, perciò, svegliare dal suo torpore l'uomo d'oggi. Che cosa può farlo meglio della fantascienza? È questo, per Evangelisti, il merito del libro-guida Di futuri ce n'è tanti, scritto da due giornalisti del "Manifesto", Barbieri e Mancini. En passant, anche noi, nel nostro libro Fantascienza umanistica, sosteniamo più o meno la stessa tesi, con la sostanziale differenza che, per noi, la fantascienza autentica non è quella - come scrive il padre di Eymerich - "irridente e sovversiva", ma quella rispettosa dei principi della morale naturale e dei valori non negoziabili.

Sulla stessa lunghezza d'onda di Evangelisti sono i due autori del libro, in quanto individuano la forza della fantascienza nella sovversione: "Anche nei periodi peggiori - come oggi - la "buona" science fiction è sovversiva; spesso suo malgrado o senza accorgersene. Una letteratura che per statuto, per definizione deve dirci/darci mille altri mondi (migliori o peggiori) possibili, deve sforzarsi di andare molto oltre la tv. C'è riuscita? Sì, secondo noi: è stata davvero una (marxiana, se volete) "futura umanità" quella svelata, annunciata, magari temuta dalla fantascienza, lungo tutto il Novecento e con punte particolarmente acuminate fra gli anni Cinquanta e Ottanta" (p.18). In tale ottica, non si contano gli attacchi contro la Chiesa cattolica, colpevole di essere sessuofobica, di essere maschilista per il rifiuto del sacerdozio alle donne, di essere in combutta con i mercanti d'armi, di discriminare gli omosessuali, di essere, opponendosi agli xenotrapianti, nemica della scienza e del progresso, ecc. Sono tutte accuse infondate, come le più serie ricerche storiografiche e sociologiche hanno dimostrato. Ma ce n'è una che - se riferita alla Chiesa cattolica - è la più infondata di tutte: quella secondo cui, nei secoli passati, "l'autorità di un Concilio sanciva che la donna non aveva anima" (p.80). A noi non risulta che la Chiesa cattolica si sia mai macchiata di una simile colpa. Sfidiamo i due autori a fornirci le prove di quanto affermano!

Veniamo, adesso, alla disamina degli otto sentieri di "buona fantascienza" che, secondo Barbieri e Mancini, dovrebbero costituire il percorso ideale, le direttive di marcia, le istruzioni per l'uso di quanti, come lettori e, soprattutto, come scrittori, intendano prendere atto che la fantascienza è stata "risucchiata nell'immaginario "unico" e che (sarà un caso?) anche qui si intravedono ben pochi temi e nomi nuovi. Senza addentrarci in un'analisi più approfondita ricordiamo che, all'interno della "globalizzazione", anche la "guerra dei sogni" continua con sconfitte, vittorie, arroccamenti, contraddizioni interne, diserzioni, quinte colonne, impreviste alleanze…" (p.20).

Nel primo sentiero, si passano in rassegna i tanti romanzi e racconti che hanno affrontato il tema della città del futuro. Il quadro che ne risulta è piuttosto desolante: città-bolle, città-galere, città-formicai, città nello spazio, sotto terra o sotto il mare. In breve, nel futuro assisteremo all'agonia urbana, con i cani eredi della Terra, come ipotizza Clifford D.Simak in City (1952).

Nei sentieri secondo, terzo e quarto, sono prese in esame le opere fantascientifiche che parlano di robot, intelligenza artificiale e cyborg. Quanto al primo tema, la conclusione è che la fantascienza ci offre "riflessioni e provocazioni importanti, anche se talvolta carenti nel cogliere in pieno il nesso fra scienza, potere, economia" (p.54). Quanto all'intelligenza artificiale, la suggestione che il computer possa mettersi al posto di Dio, è messa in risalto dal racconto di Fredric Brown La risposta (Answer, 1954), sorvolando su un principio elementare di logica per cui dal meno non può venire il più e dalla creatura non può nascere il Creatore. L'argomento del quarto sentiero è il cyborg. La questione che Barbieri e Mancini si pongono è se sia possibile trasformare il cyborg in uomo e viceversa. Secondo loro, è possibile. Ma c'è un problema: "Paranoie filosofiche-religiose a parte, il vero rischio potrebbe essere (è) che in una società orrendamente classista - come l'attuale - solo i ricchi possono dotarsi di un "magazzino di corpi"" (p.74). Si ignora che l'uomo è un'unità psicofisica: è spirito incarnato e corpo spiritualizzato. Va bene la sostituzione di una piccola parte del suo corpo con una protesi meccanica, ma è assurdo volere sostituire l'organismo intero con un organismo cibernetico.

Nel quinto sentiero, è la volta dei romanzi che parlano di religione. È noto che la fantascienza non ha un buon rapporto con il sacro, come dimostra l'impiego di cliché spregiudicati e, a volte, blasfemi quali: confessionali elettronici, pontefici-computer, marijuana addizionata alle ostie sacre, Cristi marziani, diavoli con l'aureola di santi, ecc. Barbieri e Mancini credono di trovare un correttivo agli sproloqui degli scrittori proponendo una specie di religione umanitaria: "L'idea che al centro di una fede possa esserci solo l'umanità, gli esseri umani nel loro complesso (ognuna/o e tutte/tutti), sembra utopia buona soprattutto per i poeti o per qualche estremista" (p.96). Senza rendersi conto che i mali del mondo cominciano proprio quando l'uomo si mette al posto di Dio.

Un altro aspetto della realtà umana trattato con spregiudicatezza dagli scrittori di fantascienza, è quello della sessualità. Per la verità, dagli albori fino agli anni Sessanta del secolo scorso, l'approccio al sesso fu piuttosto parco e misurato. Con l'avvento della contestazione sessantottina, si ritenne un fatto negativo per la fantascienza non parlare della sessualità in tutte le sue sfaccettature e le sue devianze. Dell'argomento, discettano ampiamente Barbieri e Mancini nel sesto sentiero, secondo un'ottica biologistica e sostanzialmente materialistica. Per noi, la sessualità va vista e praticata in un'ottica personalistica, pena la degradazione del partner a puro oggetto.

Nel settimo sentiero, si parla delle carceri del futuro, avvertendo i lettori che quelle reali hanno colmato lo svantaggio sulla fantascienza con le catene tecnologiche, tra cui il braccialetto elettronico. La convinzione dei due autori è che "una percentuale altissima di "reati" scaturisce da problemi sociali e non da scelte criminali" (p.127). Affermazione non del tutto esatta: l'uomo, infatti, è dotato di libero arbitrio e non necessariamente è determinato a delinquere. L'ottavo sentiero, infine, è tutta una tirata contro gli Usa, colpevoli di avere dei presidenti fantocci, in mano alle multinazionali: "C'è sempre chi si stupisce nel vedere quanto "le sparano grosse" gli scrittori ma, se si sbircia appena un po' dietro la vetrina luccicante, quel che mostrano Pohl, Kornbluth o Sockett getta una luce inquietante sul presidente" (pp.134-135). Potremmo ribattere stilando un lungo elenco dei misfatti compiuti dal comunismo, ma preferiamo replicare consigliando la lettura del libro di Jean-François Revel, L'ossessione antiamericana (Lindau, 2004).

Dopo avere percorso gli otto sentieri tracciati da Barbieri e Mancini, dopo avere riflettuto sulla mappa da loro tracciata, cioè "viottoli, non autostrade, ragionamenti a zig zag, culture radicalmente altre, alienità in noi oltre che nei "diversi", ricchezze perdute, cristalli sognanti (è un romanzo di Sturgeon), penultime verità (titolo dickiano), persistenze della visione (questo invece è John Varley), metalli urlanti e umanoidi associati (per dirla alla Moebius), visioni pericolose" (p.19), poiché in tale contesto si cerca di fare tabula rasa della religione e dei principi della morale naturale, ci sembra che la rinascita della fantascienza, auspicata dai due autori, non abbia alcuna possibilità di realizzarsi. Viene, infatti, misconosciuta la vera natura della fantascienza, che è - come afferma Umberto Eco in Apocalittici e Integrati - "una letteratura allegorica a sfondo educativo". Come si sa, Eco non è un clericale.

                                                                                  Antonio Scacco