FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XXI - febbraio 2009 - n.53 (nuova serie)

“Future Shock”, la rivista che ti aiuta a capire i problemi del nostro tempo, che interpreta la fantascienza come un ponte gettato tra le due culture oggi in conflitto, che valorizza il futuro ma anche il passato, il nostro glorioso passato classico e cristiano. SOSTIENILA!
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Future Shock n.53

Editoriale

Lettere

Lo scientismo all´origine della crisi della fantascienza

Fantascienza, fantasy, magia

Fantascienza, Fantasy, magia

Ma che cosa si intende per magia nella letteratura fantasy? Anche questa è una bella domanda perché l'apparenza delle parole spesso cela malintesi. Storicamente il concetto di magia, come ben saprà, ha avuto un'importanza capitale nello sviluppo della civiltà umana, già a partire dal Neolitico, se non prima, specie se poi facciamo riferimento alla Mesopotamia o addirittura alla stesura dei Vangeli nei primi secoli con la presenza dei Magi. L'arte stessa nasce migliaia di anni fa per mano degli stregoni attraverso le loro interpretazioni figurative. In Grecia e a Roma e in tutte le religioni pagane la magia e l'interpretazione della natura sono concetti e pratiche rilevanti. Fino a Galilei, l'astronomia era inclusa da secoli nell'astrologia. (Oggi la magia e l'astrologia, nel quotidiano, sono soltanto un modo becero di fare soldi sulle spalle di altri. La civiltà, pensavo a Howard, è davvero così civile rispetto al passato? No.) Fortunatamente (soprattutto da W. Morris e J.R.R. Tolkien in poi), un simile passaggio fondamentale nella formazione dell'odierna cultura occidentale non poteva non essere ripreso dalla fantasy moderna che lodevolmente, rivalutando miti e dimensioni di quel mondo ancestrale cui hanno appartenuto i nostri avi, ha fatto della magia un gioco e quindi un elemento letterario quasi irrinunciabile all'interno del genere stesso. Il bello è che ogni autore ha dovuto stabilire dei limiti i quali costringevano a stabilire un equilibrio che non poteva essere superato, pena l'inefficacia della resa letteraria. A tal ragione grandi scrittori come Moorcock e Gemmell hanno più volte ribadito che la magia necessita un uso notevole di energia fisica, per cui è assolutamente impossibile parlare di qualcuno che possa essere onnipotente. Se si spende troppa magia, si rischia di morire. (Raistlin, personaggio della saga di Dragonlance, ne è un esempio). Tutto ha un costo; così come, nella fantascienza o nel futuro prossimo, il viaggio nel tempo è possibile, sebbene ora teoricamente per particelle subatomiche, a costo di enormi risorse tecnologiche (attualmente non disponibili). Moorcock ha addirittura ideato il geniale concetto di multiverso per cui, in definitiva, la magia in forma ristretta e controllata, assume connotati più chiari e coerenti. E' chiaro che l'utilizzo di elementi narrativi come creature fantastiche, imprese epiche, mitologia e magia sono proprio la ricchezza creativa del Fantasy, che in ciò (ossia in tali elementi peculiari) si differenzia diametralmente dalla Fantascie

                                                                              Fabio Truppi

La magia ha avuto "... un'importanza capitale nello sviluppo della moorcock.jpg (18744 byte)civiltà umana"? Ma lei vuole scherzare? Come sa chi ha studiato la filosofia, la civiltà greca, da cui discende quella nostra (ricorda il detto latino: "Graecia capta cepit ferum victorem"?), si contraddistingue per la razionalità (il logos) e non per la magia. Il Cristianesimo, sotto quest'aspetto, è in piena sintonia con il pensiero greco. Ricorda il Logos del Vangelo di San Giovanni? La magia è stata sempre condannata nella Bibbia. Secondo il Magistero della Chiesa, i maghi, gli stregoni, i cartomanti, gli sciamani e i fattucchieri agiscono sotto l'influsso del diavolo e sono condannati alla pena eterna dell'inferno, se non si pentono. A volte - è vero - essi operano dei prodigi, ma i loro prodigi vengono da satana, il quale è, sì, una creatura intelligente, ma è figlio delle tenebre e non della luce. L'abbandono della religione pagana in favore del Cristianesimo dipese proprio dalla presenza, nella prima, della magia e dell'esoterismo. Oggi, se c'è un "revival" del pensiero magico ed esoterico, è perché abbiamo abbandonato la strada della razionalità e ci siamo incamminati per il sentiero dell'irrazionalità. I frutti si vedono: relativismo, scetticismo, nichilismo e terrorismo. Lei obietterà che ciò dipende dal fatto che non si hanno le idee chiare sulla magia. Ma - mi creda - non esiste una magia buona e una cattiva, una bianca e una nera. La fonte è sempre quella: il diavolo. La scienza stessa non ha niente da spartire - come lei opina - con la magia, l'astrologia e l'esoterismo. Fin dal tempo delle caverne, l'uomo ha cercato di sviluppare la conoscenza critica, in contrapposizione al pensiero magico e ai vaticini. Lo sviluppo della scienza avvenne perché, ad un certo punto della storia umana (l'età galileiana), l'epistème si saldò con la praxis. Ma ciò fu frutto di una lunga incubazione, le cui radici affondano nel tanto vituperato Medio Evo, nella scolastica, nella filosofia di Aristotele: tutti fenomeni improntati alla fede nella razionalità. La nostra civiltà occidentale è nata dalla razionalità, non dall'irrazionalità e dalla magia. Non per niente il papa di venerata memoria, Karol Wojtyla, ha scritto quella splendida enciclica, intitolata Fides et ratio. Infine, vorrei farle presente che la magia è antidemocratica, mentre la scienza è democratica. La magia è per i pochi (gli iniziati, i viri), mentre la scienza è aperta a tutti. E per chiudere, quello che lei ritiene un grande scrittore, Michael Moorcock, non solo ha commesso una blasfemia con il romanzo INRI (Behold the Man, 1969), ma è responsabile, con la sua teoria dell'inner space, della decadenza della fantascienza.

                                                                               Antonio Scacco

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