FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XXI - febbraio 2009 - n.53 (nuova serie)

“Future Shock”, la rivista che ti aiuta a capire i problemi del nostro tempo, che interpreta la fantascienza come un ponte gettato tra le due culture oggi in conflitto, che valorizza il futuro ma anche il passato, il nostro glorioso passato classico e cristiano. SOSTIENILA!
 

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Future Shock n.53

Editoriale

Biblioteca

CLIFFORD DONALD SIMAK, La scelta degli dei (A Choice of Gods, 1972) (Elisabetta Modena)

DOMENICO VOLPI, S.O.S. dallo spazio (Antonio Scacco)

DOMENICO VOLPI, S.O.S. dallo spazio, Editrice "La Scuola", Brescia 1956, pp.115.

Domenico Volpi è nato nel 1925 a Roma, dove tuttora vive. Ha diretto, dal 1948 al 1966, il settimanale per i ragazzi "Il Vittorioso", ha fondato il "Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile", di cui è Presidente, e collabora a vari giornali e riviste, tra cui "L'Osservatore Romano". Ha scritto oltre cento opere, destinate al pubblico dei bambini e dei preadoloscenti o ai loro educatori e comprendenti: romanzi di vario genere, filastrocche e favole, fiabe e nVolpi1.jpg (20214 byte)ovelle, divulgazione storica e geografica, biografie, libri di testo per le elementari e per le medie. Tre sono i romanzi di fantascienza per ragazzi: S.O.S. dallo spazio, Gli ufo vengono da Cipango e Anche i robot hanno un cuore.

S.O.S. dallo spazio risale alla prima metà degli Anni Cinquanta e affronta il tema della messa in orbita dei satelliti artificiali come prima tappa del viaggio verso la Luna e i pianeti del Sistema Solare. Erano, quelli, gli anni della "guerra fredda" e tra Stati Uniti e Unione Sovietica si svolgeva una gara serrata, ma pacifica per la conquista dello spazio. La convinzione che la gara spaziale sarebbe stata vinta dal proprio Paese, era assai diffusa tra i cittadini americani; personalità di spicco della fantascienza, come il direttore di "Astounding" John Campbell, si lasciarono - scrivono i coniugi Alexei & Cory Panshin in Mondi interiori. Storia della fantascienza - "prendere la mano, nel dare la risposta a un paio di lettere. A un lettore che pensava: "Saremo sulla Luna prima del 1960", egli rispose: "Personalmente, mi pare che lei sia eccessivamente cauto. Secondo me, raggiungeremo la Luna prima del 1950". Ad un altro lettore rispondeva: "Prima copia di 'Astounding' in vendita sulla Luna prima del 1955"".

Ma la gara, come si sa, fu vinta, il 4 ottobre del 1957, dai russi con il lancio dello "Sputnik 1", a cui seguì, il 3 novembre dello stesso anno, lo "Sputnik 2" con a bordo la cagnetta Laika. Di tutto questo, non c'è traccia in S.O.S. dallo spazio, che, invece, mette in primo piano gli aspetti umani, il coraggio o la viltà, l'altruismo o il tornaconto dei vari personaggi. Questa, la trama.

Licenziato per alcuni pronostici sbagliati sulle corse dei cavalli, il giornalista del "Morning's Messenger" di New York, Jackie Nicky, viene poi richiamato in servizio dal suo burbero direttore, Mister Burke, e inviato, anche se del tutto digiuno di astronautica, alla base spaziale della "Sander's Company", nel New Mexico, per una serie di servizi sui preparativi per mettere in orbita "Satellite 3", una specie di osservatorio astronomico, collegato con il telescopio del Monte Palomar. Ben presto scopre che due alti dirigenti della "Sander's", Simmons e Blackburn, hanno ordito un piano criminoso. Approfittando dell'assoluto disinteresse per la Compagnia da parte del suo proprietario, il miliardario Sander, non hanno esitato, per realizzare profitti favolosi, ad impiegare materiale di pessima qualità nella costruzione della stazione orbitale. Fallito il tentativo di informare a mezzo stampa l'opinione pubblica, Jackie decide che l'unico modo per evitare il disastro e la morte di tanti astronauti è di prendere contatto con Sander stesso.

Gli sgherri di Simmons e Blackburn tentano di impedirglielo e ne nascono inseguimenti, lotte, colpi di scena: tutti gli ingredienti, insomma, del genere avventuroso. Ma quando Jackie riesce finalmente a rintracciare il luogo di villeggiatura dove il miliardario Sander si gode nell'ozio i suoi profitti, e lo convince a fare sospendere il lancio, ormai è troppo tardi. Il fatidico "conto alla rovescia" è già avvenuto e nello spazio gli astronauti, ignari della sorte che li attende, montano l'osservatorio astronomico. Ben presto il materiale di scarto e le apparecchiature difettose cominciano a cedere e alcuni astronauti muoiono. Sander ha una grave crisi di coscienza, anche perché sa che il proprio figlio unigenito si trova tra gli astronauti in pericolo, e, impiegando tutti i suoi mezzi finanziari, organizza una spedizione di soccorso. Prima che la stazione orbitale esploda del tutto, gli astronauti superstiti vengono portati in salvo.

In questo romanzo, la catarsi del lieto fine contribuisce a far vedere in una luce ottimistica il progresso tecnologico. La conquista dello spazio è interpretata in chiave mitica: "Nicky, non abituato a simili spettacoli, ne rimase affascinato: la base formicolava di uomini e di macchine in movimento, e sospesi a un centinaio di metri da terra se ne coglievano le voci e i rumori come un respiro e un canto unico. Quasi immobile l'elicottero nell'aria accanto alla punta di una delle astronavi, con all'intorno altri sette scheletri d'acciaio che andavano coprendosi di piastre argentee, la visione aveva qualcosa di magico. Jackje sentì allora che il mondo della tecnica poteva essere non freddo e nudo, ma caldo e vibrante e, come il mondo dello sport che egli amava tanto, poteva avere un suo fascino" (p.31).

Volpi, pur privilegiando gli aspetti umani ed educativi della vicenda, non tralascia di informare correttamente e senza appesantire su questioni di carattere tecnico: "L'uomo ha esteso agli spazi la sua sete di dominio e di conoscenza. Ma egli è legato alla terra, che lo tiene ben stretto con la sua forza di gravità. I razzi si perfezionano, raggiungono altezze sempre più elevate... e ricadono sul nostro pianeta: per lasciarlo ed iniziare l'avventura interplanetaria dovrebbero raggiungere la spaventosa velocità di partenza di 11 Km al il minuto secondo! Allo stato attuale delle cose, impiegando i carburanti attualmente conosciuti, questa velocità è impossibile. Si è pensato allora ad una base di partenza per gli aeromobili interplanetari non situata sulla terra, ma costituita nello spazio, un vero e proprio satellite artificiale, minuscolo corpo celeste al servizio degli uomini. Immaginiamo di far partire un grande razzo: esso "fora" l'atmosfera terrestre in linea quasi verticale, poi curva la propria traiettoria sempre continuando a salire, fino a raggiungere il regno del vuoto assoluto oltre i 750 Km di quota; qui giunto, il razzo viene guidato a percorrere un'orbita circolare attorno alla terra. Con opportuni calcoli, tenuto conto della forza di gravità terrestre a quella altezza e del peso del razzo, si fa assumere al mezzo interplanetario una velocità tale per cui esso non fuggirà più negli spazi, né precipiterà sul nostro pianeta, ma girerà intorno a questo in permanenza trasformato in corpo celeste, fin quando la polvere cosmica non l'avrà corroso o i meteoriti infranto con un bombardamento di secoli. Se a questo razzo ne seguono tanti e tanti altri carichi di materiale adatto, si può dislocare nel vuoto un magazzino siderale dotato di tutti i mezzi per costruire il satellite di cui parlavamo" (p.19).

Tuttavia, come abbiamo accennato, l'obiettivo del nostro Autore è di mettere in luce i valori e gli ideali più autentici, che devono guidare ogni uomo non solo nelle azioni quotidiane, nelle attività più umili, nei gesti più ovvi e ripetitivi, ma anche e, soprattutto, nelle imprese di più ampio respiro, negli avvenimenti che sono destinati alla storia, nelle tappe che segnano il cammino deldell'umanità: "Poi, c'è il grande sogno: la conquista dei pianeti, l'esplorazione del sistema solare e, chissà, più ancora. Gli studi, i progetti, le basi scientifiche non mancano. Sono persino già stati messi in vendita i... biglietti per il primo viaggio interplanetario. E il bello è che i biglietti sono stati venduti. Come si potrà superare l'enorme forza di attrazione della Terra? Come raggiungere la velocità spaventosa di 11 Km al minuto secondo? Con l'energia atomica, questa potente forza del domani? Con razzi a tre o quattro stadi, in cui le varie velocità si sommino fino ad oltrepassare un limite degli 11.200 metri? Non c'è dato ancora di saperlo. Certo, bisognerà passare attraverso i "Satelliti artificiali" del nostro racconto: da essi, fuori dall'attrito dell'atmosfera, sarà possibile il balzo verso la Luna. Poi, chissà. Resta il conforto che, pur tra strumenti di guerra, l'uomo punti invece questi verso le stelle per un invincibile desiderio della sua anima. Non spera vantaggi e ricche conquiste su mondi desolati come la Luna. Affronterebbe il rischio di non tornare indietro.. Che cosa lo muove? L'ansia di conoscere: la sua intelligenza fatta per scoprire la Verità. La volontà di vincere i legami della materia. Il suo cuore, fatto per l'Infinito" (pp.83-84).

Come tutti i bravi scrittori, Domenico Volpi sa sapientemente dosare gli elementi didattici e quelli avventurosi, le parti descrittive e quelle dialogiche, i momenti di riflessione e quelli dell'azione: il tutto condito con qualche pennellata di umorismo: "Inutile fare l'elogio degli eroi "senza paura". Io personalmente credo che non esistano uomini senza paura, esclusi i pazzi e gli incoscienti. Del resto, non è stato forse detto che il coraggio "è l'arte di aver paura senza che nessuno se ne accorga"?. Diciamo pure, quindi, che Jackie aveva semplicemente e totalmente paura: nobile virtù non disgiunta dal coraggio. E fu la paura a suggerirgli... una coraggiosa decisione" (p.65).

                                                                     Antonio Scacco

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