FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XXII - febbraio 2010 - n.55 (nuova serie)

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Future Shock n.55

Editoriale

... e meno recenti

ISAAC ASIMOV, David Starr, il cacciatore dello spazio (David Starr, Space Ranger, 1952) (Antonio Scacco);

MARINO CASSINI, Da un metro a tre centimetri (Antonio Scacco)

MARINO CASSINI, Da un metro a tre centimetri, Casa Editrice "L'Ariete", Milano 1964, pp.107.

Marino Cassini (classe 1931), ha fondato e diretto dal 1970 la Biblioteca Internazionale per la Gioventù "Edmondo De Amicis" del Comune di Genova ed è stato Direttore Responsabile della rivista di Letteratura Giovanile "LG Argomenti" dal 1979 al 1991. Collocato a riposo, è entrato a far parte del Comitato di redazione di "LG Argomenti". Collabora alle riviste: "Andersen", "La ludoteca", "Sfoglialibro", "Pagine Giovani", "La Nuova Tribuna Letteraria" e altre. Ha iniziato nel 1964 la sua attività di scrittore per ragazzi pubblicando proprio il libro di fantascienza, che è oggetto di questa recensione. Ad esso, ne sono seguiti altri tre: L'ultima arca (1982), Gli ultimi sopravvissuti (1984), I misteri del lago scarlatto ovvero Viaggio tra i dinosauri (1990), che documentano la sua passione per questa forma letteraria, tanto da affermare che "un buon romanzo di fantascienza può "dare" al ragazzo assai più di un comune romanzo di avventure".

Ma Cassini sa che la fantascienza, in Italia, subisce una pesante discriminazione. Quali le cause? Secondo il nostro Autore, la prima causa dell'ostracismo affonda le sue radici nella nostra tradizione letteraria: "[…] nell'impatto con la cultura umanistica radicata nel nostro Paese, tale letteratura fantastica non poteva avere che la peggio". La seconda è da rintracciarsi nella scarsa diffusione, a livello popolare, del sapere tecnico-scientifico: "[…] il romanzo fantascientifico può trovare un ampio sviluppo e un terreno fertile in particolar modo in società e culture (vedi quella americana e quella russa) ad alto livello tecnico e scientifico, una condizione non facilmente riscontrabile nell'Italia del primo dopoguerra". Infine, anche gli editori italiani hanno la loro parte di responsabilità. Condizionati da una eredità culturale, a volte soffocante, di tipo "umanistico", snobbano spesso e volentieri il genere, giustificandosi poi col dire che la fantascienza per ragazzi è poco redditizia dal punto di vista commerciale, e scoraggiano gli scrittori del settore a produrre le loro opere.

Queste, in breve, le premesse teoriche da cui parte Cassini per comporre i suoi quattro romanzi di fantascienza indirizzati ai ragazzi. Nel primo, Da un metro a tre centimetri, affronta il tema della miniaturizzazione, già trattato da Richard B.Mathenson in Tre millimetri al giorno (The Shrinking Man, 1956), da cui il regista Jack Arnold ricavò il suo miglior film e uno dei capolavori assoluti della fantascienza cinematografica, Radiazioni BX: distruzione uomo (The incredible Shrinking Man, 1957). La trama è la seguente.

Da un esperimento nucleare compiuto dalla Francia nel deserto del Sahara, si sprigiona una nube di materiale radioattivo che riduce a dimensioni lillipuziani ciò che incontra al suo passaggio. Ne vengono colpiti, assieme al loro cane Bubu, due pastorelli, Grazia e Luigi, che, in una zona non precisata della Sicilia, accudiscono al loro gregge. Invasi da torpore, cadono in un sonno profondo. Al risveglio, notano che sono stati ridotti alle dimensioni di tre centimetri e che l'identica sorte è toccata, lungo la striscia di terra con cui la nube è venuta a contatto, anche ad animali, vegetali e cose. Si rendono conto che, in quelle dimensioni microscopiche, è difficile che vengano ritrovati. In effetti, le prime ricerche danno esito negativo.

Iniziano, dunque, una dura lotta per la sopravvivenza. Aiutati da una formica, trovano rifugio in una scatoletta vuota di carne, che diventa la loro casa.. Spinti dalla fame, rubano il cibo ad una colonna di formiche, che reagiscono attaccando Luigi. Il bambino si difende a randellate, ma viene ferito ad un polpaccio e si salva a stento. Vistisi fisicamente impari nella lotta contro gli insetti, Grazia e Luigi utilizzano la loro intelligenza e le nozioni apprese a scuola per costruirsi lance e cerbottane. Il collaudo delle armi avviene positivamente, quando, per salvare il loro cane Bubu, affrontano e uccidono uno scarite gigante. Tornati alla casetta di latta, una brutta sorpresa li attende: un grosso ragno, un'epeira, con la sua ragnatela, sbarra loro l'ingresso. Anche questa volta, i due fratellini, unendo il loro coraggio e la loro intelligenza, riescono ad avere la meglio. Non sempre, però, i loro sforzi sono coronati dal successo. Un giorno, Bubu è attaccato da una mantide, Grazia e Luigi accorrono in suo aiuto, ma non riescono a salvarlo.

Quando sembra che non ci sia via d'uscita alla loro situazione, ecco la provvidenziale comparsa delle loro pecore che, essendo rimaste fuori dal raggio d'azione della nuvola malefica, hanno conservato la dimensione normale. Grazia e Luigi salgono sul dorso di una di loro e ritornano a casa. Qui, con della polvere di carbone, tracciano sul tavolo della cucina un'enorme scritta, che attira l'attenzione del padre. Tutto si conclude felicemente e i due bambini riacquistano le loro dimensioni normali, grazie agli studi e agli esperimenti del professor Lacroix.

La vicenda di Grazia e Luigi rispecchia emblematicamente la lotta per la sopravvivenza ingaggiata dall'umanità attraverso i secoli e i millenni. L'intelligenza è sempre stata l'arma vincente, come lo è per i due fanciulli: "Dio li avrebbe aiutati. Una grande arma già l'avevano a loro disposizione: l'intelligenza. Erano sì indifesi di fronte ad animali più grandi di loro, ma in qualsiasi pericolo potevano usare quel dono sublime per trovare una via d'uscita" (p.28). Un'altra arma non trascurabile è il bagaglio di conoscenze tecnico-scientifiche che l'uomo, a differenza dell'animale, è riuscito ad accumulare e ad utilizzare nel corso della sua storia. Così, Luigi ha il problema di rendere meno traballanti le punte delle sue lance. Lo risolve ricorrendo alla sostanza vischiosa secreta dai lentischi: egli sa "per esperienza" che questo liquido, seccandosi, ha le stesse proprietà del mastice.

Da notare che l'intelligenza e il sapere non sono prerogative dell'uno o dell'altro dei due fratelli. Contro lo stereotipo che vede nella donna un essere fragile e indifeso, Grazia è una bambina dotata di intelligenza, istruzione, iniziativa, resistenza alla fatica, per niente emotiva. È in questa figura femminile che emerge, senza ampollosi proclami sulla parità dei sessi, il limpido messaggio educativo del nostro Autore: l'uomo è un essere di cultura, che gli conferisce piena dignità e gli dà supremazia sul mondo animale e vegetale. Un altro messaggio da non sottovalutare è quello religioso, di cui Grazia è portatrice: "Oh mio Dio! - esclamò Grazia […] cadendo in ginocchio - Signore ti prego, fa che ciò non avvenga. Abbiamo già sofferto abbastanza ed ora ci è preclusa anche la via del rifugio" (pp.57-58).

Antonio Scacco