MARINO CASSINI, Da
un metro a tre centimetri, Casa Editrice "L'Ariete", Milano 1964,
pp.107.
Marino Cassini (classe 1931), ha fondato e diretto dal 1970 la
Biblioteca Internazionale per la Gioventù "Edmondo De Amicis" del Comune di
Genova ed è stato Direttore Responsabile della rivista di Letteratura Giovanile "LG
Argomenti" dal 1979 al 1991. Collocato a riposo, è entrato a far parte del Comitato
di redazione di "LG Argomenti". Collabora alle riviste: "Andersen",
"La ludoteca", "Sfoglialibro", "Pagine Giovani", "La
Nuova Tribuna Letteraria" e altre. Ha iniziato nel 1964 la sua attività di scrittore
per ragazzi pubblicando proprio il libro di fantascienza, che è oggetto di questa
recensione. Ad esso, ne sono seguiti altri tre: L'ultima arca (1982), Gli ultimi
sopravvissuti (1984), I misteri del lago scarlatto ovvero Viaggio tra i dinosauri
(1990), che documentano la sua passione per questa forma letteraria, tanto da affermare
che "un buon romanzo di fantascienza può "dare" al ragazzo assai più di
un comune romanzo di avventure".
Ma Cassini sa che la fantascienza, in Italia, subisce una pesante
discriminazione. Quali le cause? Secondo il nostro Autore, la prima causa dell'ostracismo
affonda le sue radici nella nostra tradizione letteraria: "[
] nell'impatto con
la cultura umanistica radicata nel nostro Paese, tale letteratura fantastica non poteva
avere che la peggio". La seconda è da rintracciarsi nella scarsa diffusione, a
livello popolare, del sapere tecnico-scientifico: "[
] il romanzo
fantascientifico può trovare un ampio sviluppo e un terreno fertile in particolar modo in
società e culture (vedi quella americana e quella russa) ad alto livello tecnico e
scientifico, una condizione non facilmente riscontrabile nell'Italia del primo
dopoguerra". Infine, anche gli editori italiani hanno la loro parte di
responsabilità. Condizionati da una eredità culturale, a volte soffocante, di tipo
"umanistico", snobbano spesso e volentieri il genere, giustificandosi poi col
dire che la fantascienza per ragazzi è poco redditizia dal punto di vista commerciale, e
scoraggiano gli scrittori del settore a produrre le loro opere.
Queste, in breve, le premesse teoriche da cui parte Cassini per
comporre i suoi quattro romanzi di fantascienza indirizzati ai ragazzi. Nel primo, Da
un metro a tre centimetri, affronta il tema della miniaturizzazione, già trattato da
Richard B.Mathenson in Tre millimetri al giorno (The Shrinking Man, 1956), da cui
il regista Jack Arnold ricavò il suo miglior film e uno dei capolavori assoluti della
fantascienza cinematografica, Radiazioni BX: distruzione uomo (The incredible
Shrinking Man, 1957). La trama è la seguente.
Da un esperimento nucleare compiuto dalla Francia nel deserto del
Sahara, si sprigiona una nube di materiale radioattivo che riduce a dimensioni
lillipuziani ciò che incontra al suo passaggio. Ne vengono colpiti, assieme al loro cane
Bubu, due pastorelli, Grazia e Luigi, che, in una zona non precisata della Sicilia,
accudiscono al loro gregge. Invasi da torpore, cadono in un sonno profondo. Al risveglio,
notano che sono stati ridotti alle dimensioni di tre centimetri e che l'identica sorte è
toccata, lungo la striscia di terra con cui la nube è venuta a contatto, anche ad
animali, vegetali e cose. Si rendono conto che, in quelle dimensioni microscopiche, è
difficile che vengano ritrovati. In effetti, le prime ricerche danno esito negativo.
Iniziano, dunque, una dura lotta per la sopravvivenza. Aiutati da una
formica, trovano rifugio in una scatoletta vuota di carne, che diventa la loro casa..
Spinti dalla fame, rubano il cibo ad una colonna di formiche, che reagiscono attaccando
Luigi. Il bambino si difende a randellate, ma viene ferito ad un polpaccio e si salva a
stento. Vistisi fisicamente impari nella lotta contro gli insetti, Grazia e Luigi
utilizzano la loro intelligenza e le nozioni apprese a scuola per costruirsi lance e
cerbottane. Il collaudo delle armi avviene positivamente, quando, per salvare il loro cane
Bubu, affrontano e uccidono uno scarite gigante. Tornati alla casetta di latta, una brutta
sorpresa li attende: un grosso ragno, un'epeira, con la sua ragnatela, sbarra loro
l'ingresso. Anche questa volta, i due fratellini, unendo il loro coraggio e la loro
intelligenza, riescono ad avere la meglio. Non sempre, però, i loro sforzi sono coronati
dal successo. Un giorno, Bubu è attaccato da una mantide, Grazia e Luigi accorrono in suo
aiuto, ma non riescono a salvarlo.
Quando sembra che non ci sia via d'uscita alla loro situazione, ecco la
provvidenziale comparsa delle loro pecore che, essendo rimaste fuori dal raggio d'azione
della nuvola malefica, hanno conservato la dimensione normale. Grazia e Luigi salgono sul
dorso di una di loro e ritornano a casa. Qui, con della polvere di carbone, tracciano sul
tavolo della cucina un'enorme scritta, che attira l'attenzione del padre. Tutto si
conclude felicemente e i due bambini riacquistano le loro dimensioni normali, grazie agli
studi e agli esperimenti del professor Lacroix.
La vicenda di Grazia e Luigi rispecchia emblematicamente la lotta per
la sopravvivenza ingaggiata dall'umanità attraverso i secoli e i millenni. L'intelligenza
è sempre stata l'arma vincente, come lo è per i due fanciulli: "Dio li avrebbe
aiutati. Una grande arma già l'avevano a loro disposizione: l'intelligenza. Erano sì
indifesi di fronte ad animali più grandi di loro, ma in qualsiasi pericolo potevano usare
quel dono sublime per trovare una via d'uscita" (p.28). Un'altra arma non
trascurabile è il bagaglio di conoscenze tecnico-scientifiche che l'uomo, a differenza
dell'animale, è riuscito ad accumulare e ad utilizzare nel corso della sua storia. Così,
Luigi ha il problema di rendere meno traballanti le punte delle sue lance. Lo risolve
ricorrendo alla sostanza vischiosa secreta dai lentischi: egli sa "per
esperienza" che questo liquido, seccandosi, ha le stesse proprietà del mastice.
Da notare che l'intelligenza e il sapere non sono prerogative dell'uno
o dell'altro dei due fratelli. Contro lo stereotipo che vede nella donna un essere fragile
e indifeso, Grazia è una bambina dotata di intelligenza, istruzione, iniziativa,
resistenza alla fatica, per niente emotiva. È in questa figura femminile che emerge,
senza ampollosi proclami sulla parità dei sessi, il limpido messaggio educativo del
nostro Autore: l'uomo è un essere di cultura, che gli conferisce piena dignità e gli dà
supremazia sul mondo animale e vegetale. Un altro messaggio da non sottovalutare è quello
religioso, di cui Grazia è portatrice: "Oh mio Dio! - esclamò Grazia [
]
cadendo in ginocchio - Signore ti prego, fa che ciò non avvenga. Abbiamo già sofferto
abbastanza ed ora ci è preclusa anche la via del rifugio" (pp.57-58).
Antonio Scacco