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Equilibrium - Regia: Kurt Wimmer - Interpreti: Christian Bale, Sean Bean,
Taye Diggs, Dominic Purcell, Emily Watson, John Keo, William Fichtner, Angus Macfadyen,
Matthew Harbour - Usa: 2003 - Durata: 107'.
Nelle recensioni e nei commenti, questo film viene spesso accostato ai
classici della fantascienza antiutopica, quali 1984 di Orwell o Noi di
Zamjàtin. Il riferimento non è del tutto errato: il cliché del controllo sociale e del
tiranno di turno denominato "Grande Fratello" o "Benefattore" è
presente anche nel film di Wimmer. Ma, se vogliamo analizzarlo da un punto di vista
strettamente fantascientifico, se prendiamo a pietra
di paragone il canone imprescindibile della verosimiglianza scientifica o
pseudoscientifica, Equilibrium è più assimilabile a Il mondo nuovo (Brave
New World, 1932) di A. Huxley o a L'uomo che fuggì dal futuro (THX 1138, 1971) di
G.Lucas. Il controllo sociale e individuale è, infatti, più plausibile in Huxley e in
Lucas che non in Orwell e in Zamjàtin, essendo effettuato, nei primi, con l'ingegneria
genetica, con l'uso della droga e con l'ipnopedia, mentre, nei secondi, si ricorre a mezzi
non scientifici, ma ideologici. Certo, nel film di Wimmer, non c'è la manipolazione
genetica e i feti non sono concepiti in provetta, né sviluppati in uteri di plastica, ma
c'è l'obbligo di usare una droga altamente condizionante, il Prozium, che inibisce le
emozioni e riduce i cittadini a vegetali o a zombie.
Il motivo? Lo scoppio della Terza Guerra Mondiale, che ha quasi estinto
la popolazione terrestre. I pochi superstiti vivono racchiusi in quella che sembra l'unica
città rimasta in piedi: Libria. È governata dal Consiglio del Tetragrammaton, guidata da
un personaggio misterioso, soprannominato Il Padre. Per evitare lo scoppio di una
quarta guerra, la cui causa scatenante è stata individuata nell'emotività, il
Tetragrammaton ha imposto l'assunzione del Prozium, che blocca ogni sentimento, e ha messo
al bando ogni oggetto e ogni espressione estetica, giudicati suscitatori di emozioni e
portatori, quindi, di odio, collera, rabbia e, infine, guerra. Per i trasgressori, c'è la
distruzione mediante i forni crematori.
I Clerici del Grammaton, un corpo speciale di polizia, provvede a far
rispettare la legge. Sono imbattibili perché, negli scontri, usano la micidiale arte
marziale del Kata della Pistola. Il più alto ufficiale in grado dei Clerici è
John Preston, un essere freddo e spietato. Ma un giorno, per una serie di circostanze
fortuite, non riesce ad iniettarsi la fiala quotidiana di Prozium. La sua sensibilità si
risveglia, specialmente quando sottopone ad interrogatorio Mary O'Brien, una donna che fa
parte di un gruppo di ribelli nascosti nel sottosuolo di Libria. Preston decide di
contattarli. Incontra così il capo dei ribelli, Jurgen, con cui organizza un piano per
uccidere il Padre.
Quando sembra che tutto fili liscio e Preston, deposta
la spada d'ordinanza, è ammesso nelle stanze segrete del capo del Consiglio del
Tetragrammaton, ha l'amara sorpresa di vedersi scoperto. Non solo: scopre anche che il
Padre è morto da un pezzo e che tutto il potere è nelle mani del suo Vice, DuPont.
Preston, però, ha nascosto, per ogni evenienza, gli strumenti del Kata della Pistola e,
in un epico scontro, elimina tutti i pretoriani di DuPont e, infine, quest'ultimo. Libria,
finalmente, è libera.
Come si evince dalla trama, i temi portanti del film sono la guerra, la
dittatura e la spersonalizzazione dell'individuo. Ora, non c'è dubbio che sul banco degli
imputati va posta, come in altre occasioni non abbiamo mancato di sottolineare, la
distorsione della scienza in scientismo, da cui originano la dittatura del
relativismo e l'antiumanesimo, così diffusi nella nostra civiltà. A sostegno della
nostra tesi, citiamo la dittatura staliniana e quella hitleriana e le due guerre mondiali
del secolo XX, che insanguinarono il mondo. L'appiattimento dell'uomo alla sola dimensione
materiale, il suo disorientamento di fronte al future shock, il suo ridursi a
rotellina dell'ingranaggio della mega-macchina dello stato, sono tutti effetti dell'uso
errato della scienza e della cultura di morte di cui è impregnata la nostra civiltà.
Crediamo, perciò, che sia fuori luogo tirare in ballo, per la deriva
antiumanistica della nostra società, la responsabilità della religione ebraica e
cristiana, come fa Kurt Wimmer, piazzando qua e là croci e simbologie ebraico-cristiane e
dando alla dittatura del Tetragrammaton una verniciatura mistica con l'istituzione dei
Clerici e l'educazione in monastero dei giovani. Come insegna sant'Agostino nel De vera
religione, la religione cristiana è portatrice di libertà totale e autentica per
ogni uomo e per ogni donna e mai di oppressione e di dittatura. Infine, una domanda:
perché non tirare in ballo altre religioni, ad esempio l'islam, nei cui paesi la
democrazia fatica ad affermarsi o è del tutto rifiutata?
Antonio Scacco |
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