FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XXII - febbraio 2010 - n.55 (nuova serie)

“Future Shock”, la rivista che ti aiuta a capire  i problemi del nostro tempo, che interpreta la fantascienza come un ponte gettato tra le due culture oggi in conflitto, che valorizza il futuro ma anche il passato, il nostro glorioso passato classico e cristiano. SOSTIENILA!
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Future Shock n.55

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Equilibrium - Regia: Kurt Wimmer - Interpreti: Christian Bale, Sean Bean, Taye Diggs, Dominic Purcell, Emily Watson, John Keo, William Fichtner, Angus Macfadyen, Matthew Harbour - Usa: 2003 - Durata: 107'.

Nelle recensioni e nei commenti, questo film viene spesso accostato ai classici della fantascienza antiutopica, quali 1984 di Orwell o Noi di Zamjàtin. Il riferimento non è del tutto errato: il cliché del controllo sociale e del tiranno di turno denominato "Grande Fratello" o "Benefattore" è presente anche nel film di Wimmer. Ma, se vogliamo analizzarlo da un punto di vista strettamente fantascientifico, se equilibrium.jpg (43831 byte)prendiamo a pietra di paragone il canone imprescindibile della verosimiglianza scientifica o pseudoscientifica, Equilibrium è più assimilabile a Il mondo nuovo (Brave New World, 1932) di A. Huxley o a L'uomo che fuggì dal futuro (THX 1138, 1971) di G.Lucas. Il controllo sociale e individuale è, infatti, più plausibile in Huxley e in Lucas che non in Orwell e in Zamjàtin, essendo effettuato, nei primi, con l'ingegneria genetica, con l'uso della droga e con l'ipnopedia, mentre, nei secondi, si ricorre a mezzi non scientifici, ma ideologici. Certo, nel film di Wimmer, non c'è la manipolazione genetica e i feti non sono concepiti in provetta, né sviluppati in uteri di plastica, ma c'è l'obbligo di usare una droga altamente condizionante, il Prozium, che inibisce le emozioni e riduce i cittadini a vegetali o a zombie.

Il motivo? Lo scoppio della Terza Guerra Mondiale, che ha quasi estinto la popolazione terrestre. I pochi superstiti vivono racchiusi in quella che sembra l'unica città rimasta in piedi: Libria. È governata dal Consiglio del Tetragrammaton, guidata da un personaggio misterioso, soprannominato Il Padre. Per evitare lo scoppio di una quarta guerra, la cui causa scatenante è stata individuata nell'emotività, il Tetragrammaton ha imposto l'assunzione del Prozium, che blocca ogni sentimento, e ha messo al bando ogni oggetto e ogni espressione estetica, giudicati suscitatori di emozioni e portatori, quindi, di odio, collera, rabbia e, infine, guerra. Per i trasgressori, c'è la distruzione mediante i forni crematori.

I Clerici del Grammaton, un corpo speciale di polizia, provvede a far rispettare la legge. Sono imbattibili perché, negli scontri, usano la micidiale arte marziale del Kata della Pistola. Il più alto ufficiale in grado dei Clerici è John Preston, un essere freddo e spietato. Ma un giorno, per una serie di circostanze fortuite, non riesce ad iniettarsi la fiala quotidiana di Prozium. La sua sensibilità si risveglia, specialmente quando sottopone ad interrogatorio Mary O'Brien, una donna che fa parte di un gruppo di ribelli nascosti nel sottosuolo di Libria. Preston decide di contattarli. Incontra così il capo dei ribelli, Jurgen, con cui organizza un piano per uccidere il Padre.

Quando sembra che tutto fili liscio e Preston, deposta la spada d'ordinanza, è ammesso nelle stanze segrete del capo del Consiglio del Tetragrammaton, ha l'amara sorpresa di vedersi scoperto. Non solo: scopre anche che il Padre è morto da un pezzo e che tutto il potere è nelle mani del suo Vice, DuPont. Preston, però, ha nascosto, per ogni evenienza, gli strumenti del Kata della Pistola e, in un epico scontro, elimina tutti i pretoriani di DuPont e, infine, quest'ultimo. Libria, finalmente, è libera.

Come si evince dalla trama, i temi portanti del film sono la guerra, la dittatura e la spersonalizzazione dell'individuo. Ora, non c'è dubbio che sul banco degli imputati va posta, come in altre occasioni non abbiamo mancato di sottolineare, la distorsione della scienza in scientismo, da cui originano la dittatura del relativismo e l'antiumanesimo, così diffusi nella nostra civiltà. A sostegno della nostra tesi, citiamo la dittatura staliniana e quella hitleriana e le due guerre mondiali del secolo XX, che insanguinarono il mondo. L'appiattimento dell'uomo alla sola dimensione materiale, il suo disorientamento di fronte al future shock, il suo ridursi a rotellina dell'ingranaggio della mega-macchina dello stato, sono tutti effetti dell'uso errato della scienza e della cultura di morte di cui è impregnata la nostra civiltà.

Crediamo, perciò, che sia fuori luogo tirare in ballo, per la deriva antiumanistica della nostra società, la responsabilità della religione ebraica e cristiana, come fa Kurt Wimmer, piazzando qua e là croci e simbologie ebraico-cristiane e dando alla dittatura del Tetragrammaton una verniciatura mistica con l'istituzione dei Clerici e l'educazione in monastero dei giovani. Come insegna sant'Agostino nel De vera religione, la religione cristiana è portatrice di libertà totale e autentica per ogni uomo e per ogni donna e mai di oppressione e di dittatura. Infine, una domanda: perché non tirare in ballo altre religioni, ad esempio l'islam, nei cui paesi la democrazia fatica ad affermarsi o è del tutto rifiutata?

Antonio Scacco