FEDERICA RAMPONI, Lerede
di Vitar, Edizioni Il Melograno, Milano 2008, pp.168, 13,00.
Un ottimo esordio per questa scrittrice bolognese che ora vive a
Ravenna, sposata e mamma di due bambine. La storia - è lei stessa a raccontarlo nella
parte del libro dedicata ai ringraziamenti finali - nasce da un sogno fatto e trasferito
sulla carta, che poi ha dovuto riadattare e ampliare per esigenze narrative, onde farne
uscire un romanzo.
Il libro è fondamentalmente un romanzo damore, cosa rara nel
panorama fantascientifico, eppure lambientazione fantascientifica è molto ben
curata e preponderante. Anche il fatto che ci sia una storia d'amore "umanizza"
la fantascienza, abituati come siamo ad
approcciarci alla
fantascienza scientista come ce l'hanno fatta conoscere gli americani.
La storia si apre sul pianeta Vitar, in un sistema distante cinquanta
anni luce dalla Terra in direzione della costellazione di Orione, con la principessa Feri
che sta aspettando le proposte di nozze dei pretendenti. I suoi genitori scelgono per lei
il Principe Drel, un oscuro personaggio la cui fama di essere crudele e interessato solo
al potere sinistramente lo precede. Su consiglio del Primo Ministro, Feri fugge di
nascosto per trovare un pretendente da opporgli. Solo che fa confusione con i comandi
dellastronave e anziché dirigersi su Billa 3, il pianeta prescelto per usanze e
costumi simile a Vitar, atterra sul pianeta Terra, che purtroppo si rivela arretrato
scientificamente rispetto agli standard vitariani.
Qui incontra Jason, un ricercatore che è stato selezionato
allaccademia aeronautica per entrare a far parte del segretissimo COSS, il Centro
Operativo Sorveglianza Spaziale (nel Texas), che si avvale di due programmi di ricerca: il
programma SETI per captare trasmissioni di onde e segnali alieni, e il programma UFO per
stabilire il "primo contatto" con intelligenze extraterrestri.
Lunico risultato che finora il COSS ha ottenuto è quello di
captare per puro caso un debole segnale, disturbato, non naturale, proveniente da una zona
delluniverso distante cinquanta anni luce dalla Terra, che ha viaggiato nello spazio
per cinquantanni (si scoprirà poi che sono stati proprio i sovrani di Vitar a
lanciarlo). La navetta della principessa viene identificata dal programma UFO e Jason e la
sua squadra in un batter docchio circondano il luogo in cui è precipitata e
catturano laliena uscita dallabitacolo. Ma già dalla prima volta che Jason
vede Feri, prova un sincero trasporto per la ragazza (che appare come una giovane dalle
forme umanoidi, con lunghi capelli scuri e la pelle leggermente azzurrina), ugualmente
ricambiato da lei. La strana voce della ragazza li mette subito allerta: è uguale
al segnale alieno da poco captato. È gioco forza, quindi, che i terrestri colleghino i
due episodi. Ma nessuno del COSS riesce a capire cosa Feri stia dicendo. Delusi, la
portano nelle prigioni sotterranei del Centro Operativo.
A questo punto Feri capisce che deve darsi da fare se non vuole finire
torturata o chissà che altro da questi rozzi extravitariani: dotata di un ciondolo fin
dalla nascita in grado di scomporre e riaggregare la materia (ciondolo di cui è in
possesso ogni vitariano, e di cui i terrestri non si sono accorti), crea un varco nella
cella e si fabbrica un velivolo leggero per fuggire. Il ciondolo ha poteri enormi: ad
esempio collegato direttamente al cervello, setta le retine degli occhi e delle sinapsi
atte alla vista, in modo da permettere alla principessa di decifrare i libri terrestri ed
imparare la lingua; le permette pure di cambiare aspetto, in modo da non essere
riconosciuta. Trova lavoro alla tavola calda-take-away dove Jason va a mangiare, così i
due si reincontrano e si innamorano. Jason ha capito che si tratta di Feri travestita, ma
non dice nulla per paura che lei possa fuggire di nuovo, teme infatti di perderla
definitivamente. Daltronde, anche Feri non svela a Jason la sua nuova identità,
facendosi chiamare Fanny e facendo finta di essere unaltra persona. La situazione
precipita quando la intercettano dal COSS, che nel frattempo ha portato avanti
segretamente la ricerca della fuggiasca. Ma anche il principe Drel lha localizzata e
sta arrivando con la potente flotta di Vitar a riacciuffarla. Feri allora si consegna al
colonnello Morris, il capo di Jason, per metterlo in salvo dal pericolo di venire radiato
dallesercito per aver aiutato e coperto la fuga dellaliena.
Interessante, per il lettore, è linterrogatorio che il
colonnello Morris fa a Feri: lei risponde mansueta, svelando molte cose riguardanti la
vita, le tradizioni e la tecnologia del suo pianeta. Ad esempio, il ciondolo che ogni
vitariano porta al collo è unestensione del cervello e funziona al solo tocco con
la pelle. I materiali sono bioplastici, dotati di memoria interna, permettono agli oggetti
di tornare a riacquistare la forma primitiva dopo aver subito danni o urti. Lenergia
atomica di Vitar nasce dallo sfruttamento dellidrogeno: lenergia atomica
sviluppata fonde alcune barre di platino fino a ridurle a una nuvola di plasma, protetta
entro sicuri campi elettromagnetici e dosata da un sistema computerizzato.
Vitar è abitato da tre miliardi di vitariani e rispecchia le
caratteristiche di gravità, atmosfera e distribuzione delle acque e delle terre emerse
che si riscontrano sulla Terra. Il loro sole è più piccolo e vira allazzurro, come
la loro pelle, il cui colore dipende da una diversa quantità di gas nellatmosfera
che il popolo è in grado di metabolizzare. Biologicamente umani e vitariani sono simili,
ma i vitariani producono molti più ormoni e sono in grado di rigenerare anche gli organi.
Anche il calendario è diverso: lanno (398 giorni di 25 ore ciascuno) è suddiviso
in dieci mesi che corrispondono ad altrettante divinità (quindi sono pagani).
Il tempo, però, è contro il colonnello Morris: ben presto giunge la
flotta di Drel, potentissima persino per una potenza come gli USA, e Morris non può fare
a meno di consegnare Feri. A insaputa di tutti Jason parte con Feri, perché sembra che
Feri sia incinta di Jason. Esiste infatti unantica legge vitariana, mai abrogata,
secondo la quale se la principessa offende il futuro consorte rimanendo incinta di un
altro, il principe consorte può sfidare a duello lusurpatore e chi vince regnerà
su Vitar. Drel, ovviamente, sfida Jason a un duello in un combattimento su astronavi ma ha
la meglio Jason, che lo uccide. Si scopre alla fine che Feri non era incinta
(lerrore è stato fatto sulla Terra, dovuto ad una sbagliata interpretazione della
quantità di ormoni presenti nel corpo dellaliena), ma poco importa: lei e Jason
vivranno in pace, attendendo la nascita dellErede di Vitar.
La storia, come si può desumere, ha una sua freschezza e si legge
piacevolmente. Lo stile è molto scorrevole. Forse limpianto generale è un po
semplicistico, ma proprio questa sua "semplicità" di fondo la rende adatta
anche ad una lettura per adolescenti e giovani, che in questo modo si possono accostare
alla fantascienza. I personaggi, pur ben delineati e con una loro precisa identità,
rimangono "bidimensionali". Volendo essere puntigliosi, manca pathos,
drammaticità alla storia che potrebbe invece prendere il volo con personaggi più
poliedrici (raccontando di più le loro reazioni psicologiche, le loro emozioni, i loro
desideri, ecc.), insomma manca alla storia quell'ampio respiro che le darebbe più
sostanza. Ad esempio: è bella la descrizione della tecnologia vitariana, ma è un po'
utopistico che su Vitar da 300 anni non ci siano guerre e che tutto vada bene grazie alla
Lega commerciale che i pianeti evoluti hanno stipulato insieme. O è semplicistico che
Feri possa smaterializzare tutto quello che vuole con il suo ciondolo e tramutarlo in
quello che le serve; o che possa parlare con qualunque vitariano grazie al fatto che il
ciondolo (che ogni vitariano porta) può mandare ologrammi della persona che richiede la
comunicazione a quella ricevente.
Altro punto: l'autrice presenta una storia in cui si incontrano due
"alieni" tra loro. L'incontro, pur tra alti e bassi (lei che deve imparare la
lingua e le usanze terrestri, lui che deve imparare a fidarsi di lei), procede senza
incespicamenti. Però tra le righe si capisce che delle differenze notevoli ci sono: i
vitariani sono più longevi dei terrestri, quindi quando lei sarà ancora giovane lui
sarà già vecchio; e i figli che avranno saranno "ibridi"... insomma, sono
tutte questioni aperte che, affrontate, darebbero drammaticità e peculiarità ad una
storia che, altrimenti, rischia di rimanere un po' debole.
Ma questa è unopera prima, con i suoi pregi e difetti, e per
altro limpressione che il lettore ne desume (anche dalle recensioni sul web) è più
che buona. Quindi attendiamo fiduciosi il prossimo romanzo di Federica.
Elisabetta Modena