JEFF SOMERS, La
chiesa elettrica (The Electric Church, 2007), Mondadori, "Urania" n.1551
(ottobre 2009), pp.289, 4,20.
Scriveva, negli anni Settanta, Erich Fromm nel suo "best
seller" Avere o essere?: "[
] abbiamo fatto della macchina un dio e
ci siamo resi simili a dio servendo la macchina [
], noi cessiamo di essere i padroni
della tecnica per diven
tarne invece gli schiavi, e a sua
volta la tecnica [
] rivela l'altra sua faccia, quella di dea della distruzione (come
la Kalì degli indiani)".
A queste parole, il romanzo di Somers, per l'idea di fondo che lo
ispira e per l'atmosfera di morte che vi circola, sembra legato da una sorta di "fil
rouge". La società del futuro è, infatti, dominata da una "religione
cibernetica", che disprezza il corpo e la materia, giudicati fonti di peccato e di
corruzione, ed esalta, invece, la tecnologia e la macchina, considerate gli strumenti
idonei a liberare l'uomo dal peccato e a renderlo simile a Dio. Il fondatore di tale
religione e dell'organizzazione che ad essa dà corpo, la Chiesa Elettrica, è il biologo
Dennis Squalor. Convinto che l'uomo non possa liberarsi dal peccato nel normale arco di
vita che gli è concesso, ma che abbia bisogno di vivere da immortale, Squalor non esita a
sottoporre gli iniziati al procedimento a cui egli stesso si è sottoposto: espiantare dal
loro corpo il cervello, per poi trapiantarlo in un "guscio metallico", formando
così un "avatar robotico". Diventati immortali, i seguaci di Squalor,
denominati "Monaci", si sguinzagliano tra le turbe affamate dei quartieri più
degradati delle metropoli, per convincerle ad aderire al credo della Chiesa Elettrica. Ma
le masse sono spesso recalcitranti e ai Monaci non resta che ricorrere all'assassinio per
accrescere il numero dei fedeli.
Le autorità sono incapaci di opporsi ai metodi violenti e sanguinari
della Chiesa Elettrica; anzi, adottano gli stessi metodi per governare un'umanità allo
sbando. All'origine della catastrofe sociale, c'è stato il progetto, chiamato
"Unificazione", di realizzare un Governo mondiale. Ma non tutte le nazioni vi
hanno aderito. Ne sono nate delle guerre, che hanno devastato le maggiori metropoli del
mondo: New York, Londra, ecc., sono un cumulo di rovine. L'economia è in crisi, la
frattura tra ricchi e poveri è diventata incolmabile, sporcizia, fame e miseria sono le
compagne inseparabili dei ceti meno abbienti e la durata media della vita non va oltre ai
vent'anni. Non esistendo nessun tipo di occupazione, in quanto il lavoro è interamente
svolto dai droidi e dai computer, agli ultimi nella scala sociale non resta altro da fare
che bivaccare nei locali malfamati, consumare alcool e droga e dedicarsi alle attività
criminali. L'omicidio su commissione è la "professione" più diffusa e
redditizia.
Tra i killer più in vista, c'è Avery Cates. Nel suo intimo, detesta
l'Unificazione e la Chiesa Elettrica. Ma, non avendo un'elevata cultura e non essendo
ferrato in teologia, non è in grado di capire fino in fondo il grave errore e, anzi, la
blasfemia, insiti nella pseudo-religione di Dennis Squalor. Come insegna sant'Agostino nel
De vera religione, l'itinerario che porta l'uomo a liberarsi dal peccato e ad
elevarsi fino a Dio, non è di tipo spazio-temporale, ma squisitamente spirituale,
consistendo nel rientrare in se stessi e nel riscoprire in fondo alla nostra anima la
presenza di Dio: "Noli foras ire, in teipsum redi; in interiore homine habitat
veritas". Ma il combattimento interiore, l'arricchimento spirituale, l'aspirazione
alla santità non hanno, per il nostro eroe, nessun senso e valore. Per lui, conta il
combattimento fisico, l'abilità nell'uso delle armi, la capacità di guadagnare soldi e
successo uccidendo su ordinazione.
Un giorno, Cates riceve l'incarico di eliminare, con la promessa di un
lauto compenso pecuniario, Dennis Squalor. Il mandante è il capo degli Affari Interni,
Richard Marin. Costui non vede di buon occhio la diffusione della Chiesa Elettrica: teme,
soprattutto, la riduzione in schiavitù degli esseri umani. Cates accetta, ma il compito
non è facile. Deve penetrare nei sotterranei, pullulanti di Monaci e Cardinali,
dell'Abbazia di Westminster, a Londra, sede della Chiesa Elettrica. Dopo un sanguinoso
scontro, Cates distrugge il computer, dove Squalor ha digitalizzato il suo cervello.
Nel corso dell'azione, scopre che tutti i membri del Governo mondiale,
per perpetuare il loro dominio, hanno accettato il progetto di Squalor di diventare cyborg
immortali. Ma l'operazione non è riuscita, i loro cervelli sono stati colpiti da
degenerazione e il potere è passato nelle mani di Squalor. Ma neanche costui è sfuggito
alla malattia. Ecco allora farsi avanti Richard Marin, che, con la scusa di eliminare un
pazzo criminale come Squalor, vuole in realtà diventare il padrone del mondo. Ma ad Avery
Cates non piace una simile prospettiva e decide di organizzare una lotta armata contro il
Sistema.
A nostro modo di vedere, il romanzo di Somers non rispecchia la vera
natura della fantascienza. Non ci riferiamo tanto ad una questione di verosimiglianza. Il
quadro, ad esempio, del degrado umano e sociale descritto dall'Autore ha delle cause ben
identificabili, ma nel romanzo o sono ignorate o sono indicate superficialmente. Ci
riferiamo, invece, al potenziale messaggio educativo, racchiuso nello spunto iniziale di
ogni autentica opera di "science fiction": Che cosa accadrebbe se
?.
Ora, in La chiesa elettrica, che è da collocare nel filone antiutopico e
catastrofista della fantascienza, manca l'elemento ammonitorio, l'apertura ai valori
morali e trascendenti, la prospettiva di un mondo migliore, in cui le due tendenze
contrapposte dell'attuale nostra civiltà - la realtà naturale (l'uomo) e quella
artificiale (la macchina) - si risolvano in un rapporto armonico. Da simili opere, il
lettore non può che ricavarne un senso di impotenza e di frustrazione, che alla fine lo
allontana dalla vera "science fiction".
Antonio Scacco