FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XXII - febbraio 2010 - n.55 (nuova serie)

“Future Shock”, la rivista che ti aiuta a capire i problemi del nostro tempo, che interpreta la fantascienza come un ponte gettato tra le due culture oggi in conflitto, che valorizza il futuro ma anche il passato, il nostro glorioso passato classico e cristiano. SOSTIENILA!
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Future Shock n.55

Editoriale

Recensioni

ALSDAIR MACINTYRE, Dopo la virtù. Saggio di teoria morale (Marcello Landi);

FEDERICA RAMPONI, L’erede di Vitar (Elisabetta Modena);

 JEFF SOMERS, La chiesa elettrica (Antonio Scacco)

JEFF SOMERS, La chiesa elettrica (The Electric Church, 2007), Mondadori, "Urania" n.1551 (ottobre 2009), pp.289, € 4,20.

Scriveva, negli anni Settanta, Erich Fromm nel suo "best seller" Avere o essere?: "[…] abbiamo fatto della macchina un dio e ci siamo resi simili a dio servendo la macchina […], noi cessiamo di essere i padroni della tecnica per divensomers.jpg (23895 byte)tarne invece gli schiavi, e a sua volta la tecnica […] rivela l'altra sua faccia, quella di dea della distruzione (come la Kalì degli indiani)".

A queste parole, il romanzo di Somers, per l'idea di fondo che lo ispira e per l'atmosfera di morte che vi circola, sembra legato da una sorta di "fil rouge". La società del futuro è, infatti, dominata da una "religione cibernetica", che disprezza il corpo e la materia, giudicati fonti di peccato e di corruzione, ed esalta, invece, la tecnologia e la macchina, considerate gli strumenti idonei a liberare l'uomo dal peccato e a renderlo simile a Dio. Il fondatore di tale religione e dell'organizzazione che ad essa dà corpo, la Chiesa Elettrica, è il biologo Dennis Squalor. Convinto che l'uomo non possa liberarsi dal peccato nel normale arco di vita che gli è concesso, ma che abbia bisogno di vivere da immortale, Squalor non esita a sottoporre gli iniziati al procedimento a cui egli stesso si è sottoposto: espiantare dal loro corpo il cervello, per poi trapiantarlo in un "guscio metallico", formando così un "avatar robotico". Diventati immortali, i seguaci di Squalor, denominati "Monaci", si sguinzagliano tra le turbe affamate dei quartieri più degradati delle metropoli, per convincerle ad aderire al credo della Chiesa Elettrica. Ma le masse sono spesso recalcitranti e ai Monaci non resta che ricorrere all'assassinio per accrescere il numero dei fedeli.

Le autorità sono incapaci di opporsi ai metodi violenti e sanguinari della Chiesa Elettrica; anzi, adottano gli stessi metodi per governare un'umanità allo sbando. All'origine della catastrofe sociale, c'è stato il progetto, chiamato "Unificazione", di realizzare un Governo mondiale. Ma non tutte le nazioni vi hanno aderito. Ne sono nate delle guerre, che hanno devastato le maggiori metropoli del mondo: New York, Londra, ecc., sono un cumulo di rovine. L'economia è in crisi, la frattura tra ricchi e poveri è diventata incolmabile, sporcizia, fame e miseria sono le compagne inseparabili dei ceti meno abbienti e la durata media della vita non va oltre ai vent'anni. Non esistendo nessun tipo di occupazione, in quanto il lavoro è interamente svolto dai droidi e dai computer, agli ultimi nella scala sociale non resta altro da fare che bivaccare nei locali malfamati, consumare alcool e droga e dedicarsi alle attività criminali. L'omicidio su commissione è la "professione" più diffusa e redditizia.

Tra i killer più in vista, c'è Avery Cates. Nel suo intimo, detesta l'Unificazione e la Chiesa Elettrica. Ma, non avendo un'elevata cultura e non essendo ferrato in teologia, non è in grado di capire fino in fondo il grave errore e, anzi, la blasfemia, insiti nella pseudo-religione di Dennis Squalor. Come insegna sant'Agostino nel De vera religione, l'itinerario che porta l'uomo a liberarsi dal peccato e ad elevarsi fino a Dio, non è di tipo spazio-temporale, ma squisitamente spirituale, consistendo nel rientrare in se stessi e nel riscoprire in fondo alla nostra anima la presenza di Dio: "Noli foras ire, in teipsum redi; in interiore homine habitat veritas". Ma il combattimento interiore, l'arricchimento spirituale, l'aspirazione alla santità non hanno, per il nostro eroe, nessun senso e valore. Per lui, conta il combattimento fisico, l'abilità nell'uso delle armi, la capacità di guadagnare soldi e successo uccidendo su ordinazione.

Un giorno, Cates riceve l'incarico di eliminare, con la promessa di un lauto compenso pecuniario, Dennis Squalor. Il mandante è il capo degli Affari Interni, Richard Marin. Costui non vede di buon occhio la diffusione della Chiesa Elettrica: teme, soprattutto, la riduzione in schiavitù degli esseri umani. Cates accetta, ma il compito non è facile. Deve penetrare nei sotterranei, pullulanti di Monaci e Cardinali, dell'Abbazia di Westminster, a Londra, sede della Chiesa Elettrica. Dopo un sanguinoso scontro, Cates distrugge il computer, dove Squalor ha digitalizzato il suo cervello.

Nel corso dell'azione, scopre che tutti i membri del Governo mondiale, per perpetuare il loro dominio, hanno accettato il progetto di Squalor di diventare cyborg immortali. Ma l'operazione non è riuscita, i loro cervelli sono stati colpiti da degenerazione e il potere è passato nelle mani di Squalor. Ma neanche costui è sfuggito alla malattia. Ecco allora farsi avanti Richard Marin, che, con la scusa di eliminare un pazzo criminale come Squalor, vuole in realtà diventare il padrone del mondo. Ma ad Avery Cates non piace una simile prospettiva e decide di organizzare una lotta armata contro il Sistema.

A nostro modo di vedere, il romanzo di Somers non rispecchia la vera natura della fantascienza. Non ci riferiamo tanto ad una questione di verosimiglianza. Il quadro, ad esempio, del degrado umano e sociale descritto dall'Autore ha delle cause ben identificabili, ma nel romanzo o sono ignorate o sono indicate superficialmente. Ci riferiamo, invece, al potenziale messaggio educativo, racchiuso nello spunto iniziale di ogni autentica opera di "science fiction": Che cosa accadrebbe se…?. Ora, in La chiesa elettrica, che è da collocare nel filone antiutopico e catastrofista della fantascienza, manca l'elemento ammonitorio, l'apertura ai valori morali e trascendenti, la prospettiva di un mondo migliore, in cui le due tendenze contrapposte dell'attuale nostra civiltà - la realtà naturale (l'uomo) e quella artificiale (la macchina) - si risolvano in un rapporto armonico. Da simili opere, il lettore non può che ricavarne un senso di impotenza e di frustrazione, che alla fine lo allontana dalla vera "science fiction".

Antonio Scacco