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Premio  Future Shock

Cattedre di fantascienza

FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XXII - giugno 2010 - n.56 (nuova serie)

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Future Shock n.56

Editoriale

Saggistica

Luigi Cazzato, Jacques Sternberg incerto fra fantascienza e surrealismo

Giovanna Jacob, S.Lem - Il pianeta del silenzio

Enrico Leonardi, La ragione – "In cerca di Sant’Aquino" di A. Boucher

Guido Pagliarino, Robert Silverberg e l'animalismo antiumanistico

 

La ragione – "In cerca di Sant’Aquino" di A. Boucher

Il robot santo e il robąsino diabolico

                                           di          Enrico Leonardi

 

Meglio conosciuto come scrittore di racconti polizieschi e del mistero (da lui prendono il nome gli "Anthony Awards" e le "Bouchercon", conventions annuali degli scrittori del Mystery), Anthony Boucher (1911 - 1968) ha scritto anche racconti di fantascienza, oltre a curare per parecchi anni, assieme a J. Francis McComas, la prestigiosa rivista "The Magazine of Fantasy and Science-Fiction". Uno dei suoi racconti, In cerca di sant’Aquino, č stato incluso nella storica Antologia Science Fiction Hall of Fame, vol.I, (in italiano: Sonde nel futuro, ed. Nord), che nel 1970 raccolse i migliori racconti di fantascienza di tutti i tempi, secondo un referendum svolto dall’Associazione degli Scrittori di fantascienza americani. Tale racconto č considerato unanimemente anche il pił bell’esempio di fantascienza "teologica". Boucher non nasconde la propria identitą cattolica, e questo č un altro elemento di interesse in un mondo come quello della fantascienza americana, caratterizzato soprattutto da scrittori agnostici o scientisti.

Il cinismo del robąsino

Ecco la storia. In un futuro imprecisato ma molto lontano la Terra, assieme a Venere e a Marte, č dominata da una dittatura, la Tecnarchia, che la regge dopo una catastrofe atomicboucher.jpg (51036 byte)a. Il mondo č diviso in centri metropolitani altamente tecnologici, e in zone periferiche, villaggi isolati e poco controllati. La Chiesa cattolica č costretta alla clandestinitą da una violenta persecuzione dei Tecnarchi (possedere un breviario significa condanna a morte sicura, la corona del Rosario č sostituita da un’ingegnosa fila di dieci bottoncini sulla giacca, i simboli del Pesce o della Croce vengono utilizzati per riconoscere altri fratelli cristiani). Il Papa stesso vive in un anonimo villaggio della California.

Thomas, un sacerdote che assiste da vicino il Papa, viene inviato da quest’ultimo a cercare, su montagne sperdute, il corpo di un grande testimone della fede, la cui fama si č sparsa ovunque: Aquino. Molti si sono convertiti dopo averlo sentito parlare, e si dice che il suo corpo sia rimasto incorrotto dopo la morte. Trovare Sant’Aquino, argomenta il Papa, sarebbe un grande conforto per i cristiani perseguitati, e consentirebbe alla Chiesa di riprendere vigore. Il riluttante Thomas si accinge alla sua ricerca, accompagnato da un robąsino (asino-robot, regalato al Papa di nascosto da un Tecnarca convertito), in grado di seguire un percorso inserito nelle sue memorie elettroniche, e di colloquiare con la guida umana.

Gran parte del viaggio trascorre in dialoghi tra Thomas e il robąsino; quest’ultimo, oltre a insinuare dubbi sulla missione e a consigliare di tornare in fretta senza preoccuparsi di giungere alla meta, accenna spesso ad un super-robot, l’unico con fattezze umane, di cui si sono perse le tracce. Thomas, avvicinandosi alle montagne, incontra una serie di vicissitudini: cerca con discrezione ma invano delle informazioni su Aquino; si ubriaca in una bettola assumendo atteggiamenti licenziosi e rivelando in parte i propri segreti; subisce poi un’aggressione da parte degli altri avventori e viene spogliato e buttato in un fosso. Qui lo soccorre un ebreo, Abramo, che lo ricovera e lo aiuta a prendere contatti con i cristiani del posto.

Finalmente, seguendo un tortuoso sentiero nel bosco e accedendo ad una caverna nascosta, Thomas giunge al catafalco dove č deposto Sant’Aquino. Il robąsino si avvicina al corpo incorrotto e con un colpo di zoccolo gli frattura una mano. Thomas grida di orrore, ma con sorpresa si accorge che Aquino non ha sangue né carne: non si tratta di un uomo, ma del famoso super-robot di forma umana. La sua delusione č accentuata dal cinismo del robąsino, che lo invita a tornare senza rivelare nulla, e gli annuncia che, secondo i calcolatori della Tecnarchia, Thomas ha buone probabilitą di diventare Papa in un prossimo futuro. Ma il prete si illumina all’improvviso: se un robot ha potuto convertire al Cristianesimo migliaia di persone, "Questo č il trionfo! Questa č la perfetta conclusione della ricerca!"1. Perché la rigorosa ragione del robot ha condotto a Dio e a Lui solo. E Thomas dopo aver scacciato il robąsino, compie da solo il viaggio di ritorno.

Il robot santo e il robot tentatore

Pur presentando alcune incongruenze e qualche passaggio ellittico, In cerca di Sant’Aquino č sicuramente un racconto ben congegnato e ricco di spunti stimolanti. Il titolo originale: "The Quest for St. Aquin", rivela il paragone con l’epica medievale: la "quest", il viaggio avventuroso alla ricerca di qualcosa di grande. Che in questo caso č il corpo miracoloso di un Santo quasi leggendario, grande predicatore e suscitatore di conversioni. Il futuro remoto vede la Chiesa perseguitata senza tregua dalla Tecnarchia, la dittatura al potere; il Papa costretto a nascondersi in California evoca continuamente nuove Catacombe, ma nel contempo non perde la speranza di poter annunciare ancora il Vangelo attraverso la testimonianza di un grande Santo.

Thomas, il prete incaricato della missione, č un personaggio molto umano, debole e ricco di difetti (all’inizio il Papa lo paragona a Tommaso l’incredulo), ma educato ad una fede intelligente, che non rinuncia ad interrogare gli avvenimenti e le circostanze. La sua "quest" č ricca, come succede ai cercatori del Santo Graal, di episodi ora spiacevoli, ora vergognosi; Thomas perņ non si arrende e persevera nel compito affidatogli.

Ma i personaggi-chiave sono sicuramente i due robot. Boucher con una intuizione geniale mette in scena un "tentatore" che veste i panni del robąsino, contrapposto ad un robot "santo", Aquino appunto. Il tono senza inflessioni, meccanico ed ipnotico del robąsino sembra delineare la sua caratteristica di "scimmia di Dio"; la sua logica infatti č deviata, inquinata alla radice da dati fuorvianti. Anziché limitarsi a fare da guida a Thomas, il robąsino tenta continuamente di distoglierlo dalla sua missione, lo invita all’inganno, lo induce ad abusare della prosperosa locandiera (argomentando che il celibato dei preti č solo una norma disciplinare), gli suggerisce di denunciare ai Tecnarchi, per ingraziarseli, il suo salvatore ebreo, mette continuamente in dubbio l’esistenza di Dio, lo tenta con la promessa del futuro potere promettendogli una quasi sicura ascesa al Papato. Il criterio dell’ "utile" č ciņ che muove i suoi ragionamenti.

Thomas lo chiama senza mezzi termini "Satana", e alla fine lo scaccia, denunciando come "Giuda" il Tecnarca convertito che lo ha regalato al Papa. Nasce a questo punto la domanda su chi e perchč abbia istruito il robąsino, che appare pił un ostacolo ed una spia dei Tecnarchi che un fedele ed utile compagno di viaggio (tanto che dice alla fine: "Non credeva davvero no che fossi realmente condizionato a obbedire ai suoi ordini"2). Il problema del robot, come insegna su un altro piano C. S. Lewis ne L’abolizione dell’uomo č ciņ che gli č stato posto dentro: se corrisponde alla legge naturale dell’uomo (da lui chiamata "Tao"), puņ accadere che il suo comportamento sia "giusto", altrimenti ci troveremo di fronte ad aberrazioni pił o meno terribili. Per questo le "Tre leggi della robotica" formulate da I. Asimov sono una riscoperta della moralitą "dall’interno": senza regole "morali" un robot potrą combinare solo guai.

La conversione in virtł della pura logica

Il robąsino deride Thomas per la sua fede: "In Dio credere. Bah... La mia mente sulla pura logica si basa e commettere simili errori non puņ"3. Thomas gli contrappone l’infallibilitą (limitata) del Papa, ed il roboucher1.jpg (32254 byte)bąsino ribatte che nessun essere umano č infallibile, esponendosi alla facile critica del prete: "Come puņ allora un essere imperfetto aver creato un robot perfetto?". Proprio qui sta il punto. Sant’Aquino, il robot santo, ragiona e si comporta in tutt’altro modo. Ma anche qui, come nel racconto di C. Beaumont Ultimi riti, siamo di fronte a un robot che in qualche modo ha superato i confini angusti del suo cervello meccanico ed č diventato un "quasi-umano".

Non sono pochi i racconti di fantascienza in cui il robot cerca in tutti i modi di "umanizzarsi"; ad esempio nella brevissima storia I robnik di Vladlen Bachnov (pubblicata in Italia sulla rivista "La collina", n. 1) si narra di un college dove gli studenti umani diventano sempre pił meccanici, mentre gli androidi provano sentimenti, si innamorano e desiderano diventare veri e propri uomini. E Sant’Aquino č uno di questi "quasi-umani". Cosģ Thomas, dopo aver scoperto il "corpo" del robot santo, apostrofa il robąsino:

Questo č il tuo sogno. La tua perfezione. E cosa deriva da questa perfezione? Questo cervello perfettamente logico... questo cervello capace di tutto, non funzionalmente specializzato come il tuo... questo super-cervello, insomma, sapeva di essere stato fatto dalle mani dell'uomo, e la sua ragione lo costrinse a credere che l'uomo fosse stato creato da Dio. E capģ quale fosse il suo dovere verso il suo creatore, l'uomo, e, oltre a lui, al Creatore del suo creatore, e cioč Dio. Il suo dovere era di convertire l'uomo, aumentare la gloria di Dio. Ed egli convertiva in virtł della pura forza della sua logica perfetta!4

L’argomento apologetico diventa una sorprendente indicazione di metodo (il

racconto risale al 1951!):

Ora capisco perché scelse come nome Aquino," continuņ tra sé. "E’ vivo ancora il ricordo di Tommaso D'Aquino, il Dottore Angelico, il ragionatore perfetto della Chiesa. I suoi scritti sono perduti, ma certamente, da qualche parte del mondo, potremo ritrovarne una copia. In questo modo potremo insegnare ai giovani, ai nuovi cristiani, come sviluppare sempre pił le loro capacitą di ragionamento. Abbiamo creduto per troppo tempo alla sola fede: questa non č un'epoca fatta solo per la fede. Dobbiamo assumere al nostro servizio la ragione... e Aquino ci ha dimostrato come la perfetta ragione possa condurre a Dio e a Lui solo.5

 

Incontro tra ebrei e cristiani nel futuro?

Al di lą della inesistente contrapposizione fede-ragione, l’insistenza sul recupero della ragione č per lo meno singolare e merita di essere segnalata. Boucher č un cattolico senza complessi, e lo dimostra nella trama di citazioni bibliche e di rimandi alla fede che corrono come in filigrana nel racconto; oltre a una rivisitazione in chiave futuristica della parabola del Buon samaritano (Thomas lacero e pesto, abbandonato nel fosso, viene evitato da un cristiano pavido e salvato da un ebreo), oltre ad una profezia sul futuro incontro tra ebrei e cristiani ("Abbiamo una grande fiducia reciproca. Gli ebrei potranno essere odiati ancora, ma non pił, sia resa lode al Signore, dagli adoratori dello stesso Dio"6), vi č un’ampia citazione dell’episodio dell’asina di Balaam, che puņ costituire un’altra chiave di lettura del racconto:

Se il profeta Balaam parlava alla sua asina, anch'io posso conversare con il mio robąsino. Balaam mi ha sempre disorientato. Non era un israelita; era un moabita, adorava Baal e combatteva contro Israele; e fu pur sempre un profeta del Signore. Quando gli comandarono di maledire gli Israeliti, li benedisse tre volte; e per tutta ricompensa gli Israeliti lo passarono per la spada, quando ottennero la vittoria su Moąb. L'intera storia non ha un carattere preciso, né una morale; sembra quasi che ci ammonisca, per farci comprendere che nel Piano Divino vi sono cose che non potremo mai comprendere...7

Una morale c’č invece: Dio, che induce il nemico profeta Balaam a profetare in favore di Israele, puņ trarre figli di Abramo anche dalle pietre; in questo racconto le pietre che gli rendono gloria sono i chip al silicio di una "Artificial Intelligence". Con tutte le riserve del caso.

 

N O T E

1 Anthony Boucher, In cerca di Sant'Aquino (The Search for St Aquin, 1951), "Nova Sf ", Anno I, n.1, marzo 1985, p.187.

2 Ibidem.

3 Ibid., p.173.

4 Ibid., pp.186-187.

5 Ibid., p.187.

6 Ibid., p.183.

7 Ibid., p.172

 

 

ENRICO LEONARDI, nato a Inzago (Milano) nel 1947, si č laureato in Lettere Moderne presso l’Universitą Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una tesi di Storia della Liturgia. Insegna Lettere da oltre trent’anni nella Scuola Media Statale di Inzago. Fa parte dell’Équipe di Lettere (Scuola Media) della Associazione professionale "Diesse: Didattica ed innovazione scolastica" legata alla Compagnia delle Opere. Con tale Équipe ha collaborato all’elaborazione delle Antologie per la Scuola Media Introduzione alla realtą (1988), Nuova Introduzione alla realtą (1991) e Oltre la siepe (2003) (Editrice La Scuola), curando, oltre a varie sezioni, quelle dedicate alla fantascienza. Dal 1982 al 1987 č stato collaboratore del settimanale "Il Sabato" per il settore della fantascienza, pubblicando recensioni, racconti ed interviste; ha partecipato come collaboratore del suddetto settimanale al "Meeting per l’amicizia tra i popoli" di Rimini del 1983, che aveva per titolo "Uomini scimmie robot" ed era dedicato anche alla fantascienza; altri suoi articoli sempre riguardanti tale settore sono apparsi su "Litterae Communionis" e su "Scuola e Didattica". Ha collaborato con vari periodici locali e nazionali, come "I.M.", "Luce", "Settimo Giorno", "Cittą Nostra", "Libertą di educazione". Oltre che di "science fiction", č appassionato di poesia e di musica; č stato membro dell’ "Official Beatles Fan Club" italiano. Si č sempre occupato di problematiche educative; č stato socio fondatore della Cooperativa scolastica "L’Aurora-Bachelet" di Cernusco sul Naviglio; č membro della Associazione educativa "Stand By Me". Assieme ad Antonio Scacco č responsabile della sezione "Science Fiction" del sito www.culturacattolica.it. Con "Future Shock", ha pubblicato: Al di lą dell'immaginabile (n.40), Beatles e fantascienza: il dodicesimo album (n.41), La fantascienza e la bioetica (n.43), Un romanzo darwinista di Herbert George Wells: L'isola del dott. Moreau (nn.50-51), Il piano per il controllo mondiale della popolazione: Padrone della vita, padrone della morte di Robert Silverberg (n.54).

 

Oggi va di moda pensare che la rivoluzione scientifico-tecnologica sia l’esito naturale dell’evoluzione umana. Va di moda pensare che tutte le razze intelligenti dell’universo, ammesso che ce ne siano, debbano necessariamente raggiungere, ad un certo momento della loro evoluzione, lo stadio scientifico-tecnologico. In realtą, la rivoluzione scientifico-tecnologica non č l’esito naturale dell’evoluzione umana. Nel libro The victory of reason, lo studioso Rodney Stark ha dimostrato in maniera definitiva che la rivoluzione scientifica č stata promossa da cristiani devoti. (leggi tutto)
Al di lą della inesistente contrapposizione fede-ragione, l’insistenza sul recupero della ragione č per lo meno singolare e merita di essere segnalata. Boucher č un cattolico senza complessi, e lo dimostra nella trama di citazioni bibliche e di rimandi alla fede che corrono come in filigrana nel racconto (leggi tutto)
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