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Premio  Future Shock

Cattedre di fantascienza

FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XXII - ottobre 2010 - n.57 (nuova serie)

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PERCHÉ LE UNIVERSITÀ SONO DOMINATE DALLA SINISTRA ? - PARTE II

PER CASCIOLI E GASPARI NESSUNA FINE DEL MONDO NEL 2012

PREMIO LETTERARIO ODISSEA 2012 PER ROMANZI FANTASY E FANTASCIENZA

LE NOSTRE PARTICELLE POSSONO VIAGGIARE NEL TEMPO, MA NOI NO!

PER L'ASTROFISICO STEPHEN HAWKING DIO NON HA CREATO L'UNIVERSO

IL MILLENARIO CONFLITTO TRA UOMINI E DONNE COME RISOLVERLO?

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PERCHÉ LE UNIVERSITÀ SONO DOMINATE

DALLA SINISTRA ? - PARTE II

Come abbiamo spiegato nel n.52, cercavamo di trovare una risposta alla domanda: perché molti critici di fantascienza sono di sinistra? La risposta, alla fine, l'abbiamo trovata nel saggio del prof. Edward Feser, specialmente nella seconda parte, dove appare chiaro il motivo della interpretazione sinistroide della fantascienza. Essa, infatti, è vista e usata dalla sinistra come uno strumento di critica demolitrice della spiritualità dell'Occidente. Ma ecco la sintesi della seconda parte del saggio di Feser, la cui versione integrale in lingua italiana e anche in lingua inglese (Why Are Universities medioevo.jpg (10584 byte)Dominated by the Left?) è reperibile nel Web. Alla fine della prima parte, che è stata pubblicata nel numero precedente di "Future Shock", l'Autore notava che c'è una particolare caratteristica che accomuna gli intellettuali di sinistra: la loro "deliberata perversità, cioè il fatto che non solo differiscono dal senso comune, ma lo dileggiano apertamente". Per quale motivo? Secondo i pensatori di sinistra, per più di millecinquecento anni dall'avvento del Cristianesimo, la civiltà occidentale è rimasta nell'oscurantismo. Quando venne la luce? Quando nacque la scienza sperimentale galileiana, la quale decretò che il senso comune era sbagliato. Nella condanna, furono coinvolti quelli che sono i capisaldi della tradizione occidentale: la concezione sovrannaturale dell'origine dell'uomo, l'immaterialità della mente umana, l'esistenza di un Essere Necessario, Creatore del mondo e delle leggi scientifiche che lo governano, la realtà del regno delle entità astratte, immateriali e non cangianti.

La cosa strana - osserva Feser - è che l'intellettuale progressista non nutre la stessa ostilità per le tradizioni delle culture non-occidentali. Perché? Ecco la spiegazione del nostro Autore: "Se esiste un mondo oggettivo dove le cose hanno una loro essenza o natura, allora anche l’uomo ha un’essenza o una natura oggettiva, e questo comporta che non può esserci un sistema morale corretto che non riconosca questa natura: di conseguenza la legge morale è la legge naturale, e i diritti dell’uomo sono diritti naturali; inoltre l’una e gli altri sono assolutamente vincolanti e non soggetti ad alterazioni a seconda dei capricci dei libertini o dei disegni degli ingegneri sociali". Come reagisce il pensatore di sinistra di fronte all'idea "di un ordine naturale metafisicamente implacabile al quale occorre sottomettersi"? Creandosi una propria religione: il sinistrismo, da contrapporre alla religione tradizionale giudaico-cristiana.

E l'uomo comune - si domanda Feser alla fine del suo saggio - come reagisce di fronte agli attacchi sempre più incalzanti dell'intellighentsia progressista alla tradizionale moralità dell'Occidente? La risposta, ahimè, è sconfortante: "Se il tipico uomo occidentale di oggi non ripete alla lettera i deliri dei marxisti e dei post-modernisti, non è tuttavia molto attirato neanche dalle dottrine dei tomisti, dei burkiani o degli hayekiani. Ormai è andato troppo oltre. Egli desidera un conservatorismo molto annacquato, che lasci quantomeno spazio al facile accesso alle droghe e alla pornografia quando ne ha voglia". Che sia anche il caso dell'italiano medio di oggi?  (torna su)

 

PER CASCIOLI E GASPARI

NESSUNA FINE DEL MONDO NEL 2012

È quanto sostengono i due autori, che hanno al loro attivo libri di grande diffusione come Le bugie degli ambientalisti, Che tempo farà, I Padroni del Pianeta, a cui adesso bisogna aggiungere 2012. Catastrofismo e fine dei tempi (Edizioni Piemme), in cui smentiscono in maniera dettagliata e puntuale tutta una serie di catastrofi previste entro il dicembre 2012: il sole che brucerà la terra, il pianeta colpito da un asteroide gigante, l'inversione magnetica, la predizione dei Maya, una serie di coincidenze astrali, ecc. Ma l'aspetto più inquietante della "cultura" del catastrofismo sono i suoi risvolti di natura commerciale e politica. Come dichiara uno dei due autori, Riccardo Cascioli, in un'intervista rilasciata il 1° settembre 2010 a Zenit, l'agenzia internazionale cattolica via internet, dietro agli allarmismi c'è "una fiorente industria dal punto di vista economico - basterebbe guardare cascioli.jpg (21113 byte)agli strepitosi guadagni delle industrie farmaceutiche per i vaccini nel caso dell'influenza suina o agli incassi di libri e film sul 2012 - e anche politico. Perché con il pretesto dell'emergenza planetaria c'è chi si sta dando da fare per "sospendere" la democrazia e limitare le libertà a livello mondiale. C'è un progetto politico ben preciso di cui riveliamo protagonisti e obiettivi".

Sorge, a questo punto, spontanea la domanda: la fantascienza ha qualche parte di responsabilità nella diffusione di quel clima di fobie e di disperazione che intossica la vita dell'homo tecnologicus? La nostra risposta è decisamente negativa. Anzitutto, il filone catastrofista non è tutta, ma solo una parte della fantascienza che, come ha dimostrato Sergio Solmi in Della favola, del viaggio e di altre cose. Saggio sul fantastico, non ha valore di profezia, né pretende di esserlo. In secondo luogo, l'elemento catastrofico è un espediente retorico-letterario usato dallo scrittore per ammonire il lettore sulle conseguenze negative dell'uso distorto della scienza. Una letteratura, dunque, fondamentalmente positiva, che potrebbe validamente affiancare, nel contrastare il clima di paura che attanaglia l'uomo moderno, l'opera del cristianesimo, più precisamente del cattolicesimo, che Cascioli ritiene decisiva "per rendere l'esistenza umana meno precaria e vulnerabile, e gli uomini più liberi. L'esatto opposto di ciò che si prefigge il catastrofismo dominante". (torna su)

 

PREMIO LETTERARIO ODISSEA 2012

PER ROMANZI FANTASY E FANTASCIENZA

 

Il romanzo non deve essere stato pubblicato, nella forma attuale o in forma simile, da un editore. Un romanzo pubblicato a spese dell'autore viene considerato edito e non può partecipare. Romanzi pubblicati online: vengono considerati editi solo in caso di siti importanti e molto frequentati. Le copie online dei romanzi partecipanti vanno comunque rimosse per tutta la durata del concorso. Il romanzo deve essere opera di chi lo invia al concorso. In caso di più autori, il libro deve contenere una dichiarazione da parte del coautore in cui viene autorizzato l'invio del libro al concorso. Il romanzo deve essere di fantascienza o fantasy, compresi tutti i suoi eventuali sottogeneri, dal science-fantasy al cyberpunk. Sono accettate anche storie a cavallo tra i due generi. Sono accettati solo romanzi in lingua italiana. I romanzi partecipanti devono essere inviati 30 giugno 2011.

La lunghezza del romanzo deve essere lungo un minimo di 200mila. Non è fissato un limite massimo, ma saranno preferite opere adatte alla pubblicazione nella collana Odissea Fantascienza (250mila/350mila caratteri) e Fantasy (400mila/650mila caratteri). La tassa di iscrizione è di 50 euro e comprende: iscrizione all'Associazione Delos Books (con la possibilità di acquistare libri con lo sconto sul Delos Store), una copia (incluse spese postali) del volume contenente il romanzo vincitore, che sarà pubblicato nel corso dell'anno prossimo e una accurata scheda di valutazione dell'opera inviata. I romanzi devono essere salvati in formato .rtf. L'impaginazione (dimensione o scelta dei caratteri, righe per pagina, interlinea, margini) è del tutto ininfluente. Il file non deve pesare oltre 3 MB. Preferibilmente è meglio non inserire immagini; se son necessarie, inserirle a bassa risoluzione (in caso di pubblicazione verrà poi chiesta la risoluzione migliore). I romanzi vanno inviati al premio mediante l'apposita pagina. Non saranno accettati romanzi inviati via email o via posta.

Nel file contenente il romanzo inserire, nella prima pagina, le seguenti informazioni: a) nome e cognome dell'autore; b) indirizzo email e indirizzo postale; c) titolo dell'opera. Una volta inviato il romanzo, l'autore si impegna a non pubblicarlo fino alla comunicazione dei risultati; in caso di pubblicazione da parte di altri editori l'opera sarà squalificata. L'autore è tenuto a segnalarlo tempestivamente a premi@delosbooks.com. Se l'autore ritiene di voler ritirare la propria opera dal premio gli sarà restituita la tassa di partecipazione versata, purché la segnalazione arrivi entro un mese dalla scadenza del premio. La tassa di partecipazione sarà resa anche in caso di eventuali romanzi ritenuti non rispondenti al regolamento. Ogni romanzo viene attentamente valutato e viene redatta una scheda; questo richiede un tempo non brevissimo. In genere stimiamo che i risultati saranno pubblicati circa sei mesi dopo il termine di invio. Tutti i partecipanti riceveranno una mail di avviso. La giuria, presieduta dal direttore di "Odissea" Gianfranco Viviani, sarà composta da esperti selezionati dalla direzione editoriale della Delos Books, e comprenderà tra gli altri il direttore editoriale della casa editrice Franco Forte, e il direttore responsabile di Fantascienza.com Silvio Sosio. Il primo premio consiste nella pubblicazione del romanzo in volume. All'autore verrà fatto firmare un regolare contratto di pubblicazione che prevederà il versamento di royalties sulle copie vendute. (torna su)

 

LE NOSTRE PARTICELLE POSSONO

VIAGGIARE NEL TEMPO, MA NOI NO!

È quanto sostiene lo scienziato Antonino Zichichi in un'intervista rilasciata a Pietro Vernizzi e pubblicata sulla rivista online "Il Sussidiario", nell'edizione del 30 luglio 2010. Il motivo è che noi esseri umani "siamo macchine elettromagnetiche, tutto ciò che facciamo è elettromagnetismo, in cui però c’è la sintesi di tutto quanto esiste. In altre parole, siamo oggetti macroscopici. Al contrario delle forze fondamentali, che sono di quattro tipi: elettromagnetiche, deboli, gravitazionali e subnucleari forti. E tutte e quattro possono andare avanti e indietro nel tempo. Un vero paradosso, dal momento che gli esseri umani sono composti da protoni, neutroni ed elettroni, che sono particelle elementari le quali, come tutte le altre, obbediscono al Teorema del tempo e dunque possono ritornare nel passato. Questo è l’interrogativo cui nessuno scienziato è ancora riuscito a rispondere. Wells13.jpg (43009 byte)[…] L’unico appiglio in nostro possesso per spiegare perché la freccia del tempo nel nostro mondo vada sempre dal passato al futuro è l’esperimento sui mesoni K. Che però nessuno ancora è riuscito a utilizzare per spiegare il fatto che, mentre le particelle elementari possono procedere a ritroso nel tempo, noi non siamo in grado di farlo".

Come mai - chiede a un certo punto l'intervistatore - molti scienziati oggi sono disposti a credere alla macchina del tempo, ma poi storcono il naso quando si parla di fede? Ecco la risposta del prof. Zichichi: "Tutti i giganti della scienza sono sempre stati credenti. La fisica studia la componente immanente della nostra esistenza, mentre la fede riguarda l’aspetto trascendente. L’ateismo dice che quest’ultimo non esiste, ma non lo sa dimostrare. Che la scienza non possa essere in contrasto con la fede, lo rivela il modo in cui è nata la fisica. Cioè dal pensiero di Galileo Galilei, che ha lasciato scritto: "Colui che ha fatto il mondo è più intelligente di tutti, filosofi, matematici e fisici messi insieme. E l’unico modo per sapere come ha fatto a crearlo è porgli delle domande". Quando Galileo ha scoperto la scienza non c’erano telefonini, radio e satelliti. Ma anche oggi che abbiamo potenti mezzi di comunicazione, abbiamo raggiunto la luna e siamo in grado di esplorare l’intero universo, come mai noi non riusciamo a vedere Dio? "Perché Dio non esiste", dicono gli atei. Ma la sfera trascendente non può obbedire alle stesse leggi della materia. Quando tra cinque miliardi di anni il sole si spegnerà, il trascendente sarà ancora tutto lì e rimarrà invariato, perché si trova al di fuori del tempo". (torna su)

 

PER L'ASTROFISICO STEPHEN HAWKING

DIO NON HA CREATO L'UNIVERSO

L'idea fissa degli ateisti di tutti i tempi e di ogni angolo del nostro orbe terraqueo è sempre stata quella di strappare Dio dal cielo della trascendenza per farne un'entità materiale, soggetta alle leggi e ai capricci dei comuni mortali. Nella fantascienza, dove pullulano gli scrittori ateisti, capita frequentemente di imbattersi in racconti e romanzi che rappresentano Dio secondo le leggi della cosmologia o quelle dell'informatica. Nel romanzo di Robert J.Sawer, L'equazione di Dio (Calculating God, 2000), da noi recensito nel n.37, Dio sarebbe una super-intelligenza formatasi tra una fase e l'altra di Big Bang e Big Crunch del nostro Universo, ed essendo un essere reale, non può hawking.jpg (24708 byte)essere perfetto, perché solo un'astrazione è perfetta; nel racconto di Fredric Brown, La risposta (Answer, 1954), Dio è il risultato di tutti i principali computer, collegati tra di loro, di 96 bilioni di mondi abitati. Ma se Dio è abbassato al livello di un fenomeno come un altro del nostro mondo sensibile, chi dunque ha creato l'Universo? Nessuno, perché si è fatto da sé!

È questa la sconcertante tesi dell'ultimo libro dell'astrofisico Stephen Hawking, The Grand Design, dove scrive: "La creazione spontanea è il motivo per cui c'è qualcosa e non il nulla, per cui l'Universo esiste, per cui noi esistiamo. Grazie alla legge di gravità , l'Universo può crearsi e si crea dal nulla. È inutile, perciò, chiamare in causa Dio per fargli toccare il cielo e fargli caricare la molla del meccanismo dell'Universo". Ma se prima dell'Universo c'era il nulla, non ci potevano essere né la legge della gravità, né tutte le altre leggi della fisica che noi conosciamo e secondo cui funziona il mondo. La tesi di Hawking non è provabile, non può essere sottoposta al metodo sperimentale della scienza, non fa dunque parte dell'ambito scientifico. Infine, è un grave errore porre la fede in contrasto con la scienza, la quale oggi più che mai ha bisogno di quel supplemento d'anima che Bergson reclamava. La scienza può veramente essere al servizio dell'uomo e risolvere i problemi che al presente ci angustiano (disoccupazione, in primis), solo se non rimane chiusa nella propria dialettica. La famosa riflessione di Einstein: "Si può dire che ciò che vi è di eternamente incomprensibile nell'universo, è come esso sia intelligibile", altro non significa che questo. (torna su)

 

IL MILLENARIO CONFLITTO TRA UOMINI E DONNE

COME RISOLVERLO?

Il rapporto conflittuale tra uomo e donna è, come sappiamo, antico quanto il mondo. Nell'antichità classica, è presente in certe commedie di Aristofane: Lisistrata e Donne a Parlamento. Nell'età contemporanea, è frequentemente dibattuto dagli scrittori di fantascienza. In un racconto di John Wyndham, Considera la sue vie (Consider Her Ways, 1961), la mente della dottoressa Jane Waterleigh è proiettata, per effetto di una potente droga, nel futuro, dove ha la sconvolgente rivelazione di una società formata esclusivamente da donne. In Who Needs Men? (1972), Edmund Cooper descrive una società del futuro in cui le donne, potendo riprodursi per partenogenesi o per clonazione, sterminano i pochi uomini superstiti. Nel romanzo di Charles Eric Maine, Mondo di Russ.jpg (18545 byte)donne (World Without Men, 1958), la scomparsa della specie maschile non è la conseguenza di un piano vendicativo messo in atto dalle donne, ma è provocato dall'insipienza scientifica degli stessi uomini. Per Joanna Russ, in Female Man (1975), la Terra del futuro cambierà il suo nome in Whileaway e in essa non ci sarà più nessun problema tra i due sessi, perché c'è un solo genere di essere umano: il female man.

Ma qual è la vera soluzione del problema? Ce lo spiega il prof. Francesco Agnoli in un denso articolo, pubblicato il 10-10-2010 nel sito di "Libertà e Persona" e intitolato Sesso: elogio delle differenze tra maschio e femmina. Secondo l'attuale teoria del gender, la differenziazione tra i sessi non è frutto di natura, ma di cultura. Possiamo perciò assumere il sesso che desideriamo. Teoria del tutto errata! La realtà - scrive Agnoli - "è ben diversa: ognuno di noi nasce uomo o donna. Ha cioè una natura maschile o femminile, ben visibile, anzitutto, fisicamente. Il corpo dell'uomo e quello della donna sono diversi: complementari". E citando Edith Stein, individua nel ruolo materno la vera natura della donna, che la rende più attenta al particolare, mentre la natura dell'uomo è quella paterna, che lo rende incline all'universale. La donna difficilmente si pone di fronte a problemi immensi ed astratti, come fa l'uomo. Ciò spiega - conclude Agnoli - perché certe ideologie e utopie di morte siano parto di menti maschili e non femminili. (torna su)

BASTABUGIE.it - Vogliamo pensare con la nostra testa senza i paraocchi imposti dalla cultura dominante! 

In Italia, scrittori e critici di fantascienza hanno fatto a gara nel tessere gli elogi dell'ideologia di sinistra, arrivando persino ad annettersi la letteratura di fantascienza con la tesi che "la "science-fiction" è libertaria perché libera la fantasia". A parte il fatto che in America, patria della fantascienza, il marxismo non ha avuto l'eco che ha avuto in Europa (leggi tutto)

Poiché la Chiesa cattolica è l'unico baluardo che incontrano sulla loro strada, ecco la decisione di togliere di mezzo la Chiesa, incominciando con l'abolire il Concordato, se malauguratamente dovessero vincere le elezioni. (leggi tutto)
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