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Premio  Future Shock

Cattedre di fantascienza

FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XXVII -  ottobre 2015 - n.70 (nuova serie)

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Future Shock n.70

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Macchie... di luce

                                                     di          Antonio Scacco

 

Vita grama quella di chi si occupa, sia a livello narrativo che critico, di fantascienza, come dimostra la stroncatura che ne fece Giorgio Manganelli in un articolo apScacco1.jpg (316035 byte)parso il 10 novembre 1977 sulle pagine del "Corriere della Sera", intitolato: Omaggio alla fantascienza, letteratura analfabeta, in cui scrisse: "Vorrei rendere omaggio a quel genere letterario infimo, infantile, fracassone e demente che in quasi italiano si chiama fantascienza. È stato detto, del tutto a ragione, che la fantascienza è sintomo di schizofrenia, che è una infinita ed infima proliferazione di liquami maniacali, che sfama la nostra fame di follia. Vero, verissimo ed appunto per questo intendo renderle omaggio"1.

Che il mondo del mainstream o letteratura principale avesse un atteggiamento altezzoso e sprezzante verso la fantascienza, ne era consapevole lo scrittore inglese Harry Harrison, autore di Largo! Largo! (Make Room! Make Room!, 1996), il quale si tolse qualche sassolino dalle scarpe scrivendo così: "Ma la SF era – ed è tuttora – una sorta di ghetto letterario. I commentatori e i critici dell’establishment rendono impossibile ad un romanzo di fantascienza di diventare un best seller. Se si tratta di un lavoro di SF non sarà un best seller né sarà acquistato dai più importanti clubs del libro. Se sarà un best seller, l’etichetta SF dovrà essere soppressa"2.

In confidenza, qualche boccone amaro l’ho ingoiato anch’io. All’inizio del corrente anno, l’Associazione culturale della mia parrocchia mi imbucò, nella cassetta delle letScacco.jpg (29485 byte)tere, il seguente annuncio: "Sono in corso le iscrizioni per l'anno 2015. Si invitano tutti i soci a regolarizzare la propria adesione. Per quanti volessero iscriversi per la prima volta, possono chiedere il modulo di iscrizione e lo statuto, ai responsabili di sezione o al Presidente". Che fareste voi, se amaste la cultura? Penso che accettereste di buon grado l’invito ad iscrivervi. È esattamente quello che ho fatto io, chiedendo, via e-mail, l’iscrizione, con l’aggiunta però di questa precisazione: "Sono un vostro parrocchiano, sono laureato in lettere e sono saggista di fantascienza. Sull'argomento, ho scritto una mezza dozzina di libri, l'ultimo dei quali, Fantascienza Umanistica, ha vinto il Premio "Città di Vecchiano-2014". Tanto premesso, avendo letto sul vostro "Notiziario" l'appello (…), mi pregio comunicarvi che sarei disposto ad aderire alla vostra Associazione, ma esclusivamente a questa condizione: che accettiate di farmi tenere 3 (tre) conferenze all'anno sulla fantascienza".

Ho fatto qualcosa di male? Sono stato esibizionista, altezzoso, sprezzante? Ho avanzato una proposta "infima, infantile, fracassone e demente", per dirla con Manganelli? A me sembrerebbe di no. E a voi? Invece, i responsabili della succitata Associazione sembrerebbero di parere contrario, stante il fatto che siamo quasi alla fine dell’anno e non mi è arrivata nessuna risposta di nessun genere. Ma la Divina Provvidenza non ha mancato di farmi incontrare uomini di cultura di ampie vedute e, soprattutto, senza la puzza sotto al naso, appena sentissero parlare di fantascienza, tra essi, in primis, il compianto sacerdote, prof. Gino Corallo (1910-2003), pilastro della pedagogia italiana. In una lettera privata, così mi scriveva: "Gent.mo prof. Scacco, grazie del dono del suo splendido volume Educazione tra le stelle, frutto maturo e succoso di tante sue gioiose fatiche. Me lo sono letto d’un fiato (…). Nel binomio: "umanesimo e scienza", o, se vuole anche, nel trinomio: "umanesimo, scienza e fantasia", nessuno degli elementi deve prevalere, e nessuno deve essere declassato al servizio di un altro. Questa è, come l'ho vista io, la sua tesi luminosa, e l’indicazione che la SF deve seguire per non perdere l'uomo, diventando uno sterile esercizio di fantasticheria. Mi congratulo con Lei di tutto cuore".

Un altro personaggio non meno importante della cultura italiana che la Divina Provvidenza ha messo sulla mia strada, è il prof. Angelo Nobile, docente di Letteratura per l’infanzia e l’adolescenza e di Pedagogia della lettura e della letNobile.jpg (195617 byte)teratura giovanile all’Università di Parma. Nel suo testo fondamentale, Letteratura giovanile. Da Pinocchio a Peppa Pig, così si è espresso nei confronti dei miei sforzi più che decennali, tesi a rivalutare la narrativa di fantascienza: "Nei medesimi anni uno dei psicologi più attenti agli effetti dei linguaggi narrativi sulla personalità dei giovani fruitori (…) ne coglieva acutamente alcune emergenti peculiarità negative, sviluppando una critica che conserva una singolare attualità, anche se alcune conclusioni troppo perentorie vanno oggi riviste, alla luce del dibattito pedagogico svoltosi negli ultimi decenni e delle motivate argomentazioni rivalutative addotte da Antonio Scacco con la sua rivista "Future Shock" e con la sua densa saggistica"3. In particolare, ringrazio il docente per avermi inserito tra le "radicali e autorevoli voci di dissenso nei confronti di una valutazione così cruda dell’immaginario tecnologico (…). Tra esse quella di Antonio Scacco, che giunge ad auspicare e a propugnare l’istituzione di cattedre di fantascienza all’interno degli insegnamenti universitari"4.

N O T E

1 Cfr. RICCARDO VALLA, La famosa polemica Manganelli-Donaggio, in "Robot" n.22 (gennaio 1978), Armenia Editore, Milano, p.132.

2 HARRY HARRISON, La Fantascienza come letteratura, in Grande Enciclopedia della Fantascienza, vol VII, Editoriale Del Drago, Milano 1980, p.1.

3 ANGELO NOBILE, Letteratura giovanile. Da Pinocchio Peppa Pig, Editrice La Scuola 2015, p.111.

4 Ibidem, p.113.

In altre parole, l'umanizzazione consiste nello sforzo necessario per realizzare l'intenzione originale di Dio come Creatore, cioè che gli uomini diventino simili a lui in pratica. In questo modo, l'umanità porta anche a compimento tutto il piano di Dio (leggi tutto)
Recentemente, il 24 marzo 2014, all’età di 88 anni, è venuta a mancare una persona a me molto cara, in quanto è stato il mio maestro e guida spirituale, Padre Enrico Cantore, sacerdote gesuita, laureato in fisica, filosofia e teologia, già docente alla Università Gregoriana e alla Fordham University, biblista, teorico dell’ideale dell’umanesimo scientifico-sapienziale, che poggiava sulla certezza, come egli scrive, che "in Cristo non c'è estraneità e tanto meno contraddizione tra scienza e fede. La ragione che mi è diventata sempre più chiara con gli anni è che la scienza esprime una dimensione essenziale della dignità umana nel nostro tempo e che Cristo è il fautore sommo di questa dignità" (leggi tutto)
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