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Premio  Future Shock

Cattedre di fantascienza

FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XXVII - ottobre 2015 - n.70 (nuova serie)

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Future Shock n.70

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LA SOCIETA' APERTA E I SUOI NEMICI

LA SCIENZA, QUESTA SCONOSCIUTA TRA NOI

PREMIO INTERNAZIONALE "SANTA MARIA IN CASTELLO" CITTA' DI VECCHIANO - XIX EDIZIONE

LA YBRIS DI GIOCARE A FARE DIO

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LA SOCIETA’ APERTA E I SUOI NEMICI

Dopo il vile e orrendo massacro compiuto, il 13 novembre scorso, dai terroristi islamici in vari punti della città di Parigi, quello che soprattutto colpisce è l’indifferenza di una parte dell’opinione pubblica, definita da Giuliano Ferrara, in un articolo di Il Foglio del 24-XI-2015, il "Cretino Collettivo", che cincischia con slogans insulsi del tipo: "… non è una guerra, non è uno scontro di civiltà, l’islam non c’entra, i combattenti di Parigi e altrove sono alienati e sradicati sociali, la colpa è nostra, ci vuole unità a difesa delle nostre emozioni, via la generazione Bataclan e altre sordide bellurie". In realtà, dietro la crescente aggressività dell’islam, c’è ben altro. C’è la questione sollevata, negli Anni QPopper.jpg (394612 byte)uaranta del secolo scorso, da Karl Popper con il suo "best seller" La società aperta e i suoi nemici.

Com’è noto, il filosofo austriaco sosteneva che, attraverso un processo sociale di diverse generazioni, è avvenuto il passaggio dalle società "chiuse" dell’antichità, quale quella teorizzata da Platone nella Repubblica, a quelle aperte della modernità. Tuttavia, egli avvertiva che il progresso non è irreversibile e che ci sono sempre in agguato i nemici, che vorrebbero il ritorno all’antico sistema sociale, com’è avvenuto con il nazismo, il fascismo, il marxismo e, adesso, con l’islam. La risposta armata contro chi minaccia la dignità e la libertà di ogni essere umano è di vitale importanza, ma è anche importante la risposta di tipo culturale, nel senso che ogni società ha il dovere di accogliere, sviluppare e diffondere i fattori umani, umanistici e umanizzanti che sono insiti nella scienza moderna, secondo la "lectio" di Enrico Cantore: "Possiamo dire che la scienza umanizza l’uomo perché lo stimola a vivere in modo consono con al sua dignità intellettuale rispetto al mondo osservabile. Infatti, ciò che giustifica l’esistenza della scienza è il rifiuto di accettare questo mondo come un’imposizione, come qualcosa di ovvio e di ineluttabile, di "naturale" nel senso di incomprensibile e da accettare con passività rassegnata. Al contrario, lo scienziato è l’uomo cosciente della sua dignità e della sua missione intellettuale. Perciò, egli si sforza di umanizzare il mondo, penetrandone l’intelligibilità" (E.Cantore, Per una intergazione umanizzante tra scienza e uomo, in "La Civiltà Cattolica", anno 125 – vol.IV – Quaderno 2986 – 16 novembre 1974, p. 328).(torna su)

 

LA SCIENZA, QUESTA SCONOSCIUTA TRA NOI

In un articolo apparso sul n.31 (aprile-maggio-giugno 2015) di "Pepe", il giornale diretto da Fr.Antonio Iannaccone, intitolato L’agonia dei popoli senza scienza, Anna Bono, citando la frase del monaco e filosofo Onorio D’Autun (sec.XII): "L’esilio dell’uomo è l’ignoranza, la sua patria la scienza", dà per scontato che la scienza sia un fatto positivo per l’uomo; ma, allora – si chiede l’Autrice – come mai quasi dopo mille anni la scienza non solo è un’illustre sconosciuta ma anche rigettata da una larga fascia dell’umanità? La risposta è che i popoli senza scienzaAnderson.jpg (22184 byte) pensano che il mondo non sia governato da leggi universali quali quelle sottese alla scienza, ma da spiriti capricciosi e demoni crudeli, contro cui non servono le scoperte scientifiche e tecnologiche, ma gli esorcismi e gli amuleti propinati dagli stregoni.

Il quadro tracciato dall’Autrice richiama alla mente il romanzo "juvenile" di Paul Anderson, La città perduta (Vault of the Ages, 1975), dove s’immagina che nel 2500 una guerra atomica abbia cancellato dalla faccia della Terra ogni traccia di civiltà e sterminato milioni di esseri umani. Per i pochi sopravissuti che conducono un’esistenza barbarica, la scienza è diventata sinonimo di maleficio ed è tabù usare i manufatti tecnologici o entrare nelle "Cripte del Tempo", i luoghi che raccolgono il sapere degli Antichi. Ma un giorno, il giovane Carl, figlio del capo della potente tribù dei Dale, comincia a pensare che forse si potrebbe riutilizzare la scienza degli Antichi a fin di bene, evitando gli errori del passato. Per queste sue idee, viene imprigionato. Quando però la sua tribù sta per essere annientata dalla tribù rivale dei Lann, egli fugge di prigione e s’impossessa di una "Cripta del Tempo", con lo scopo di far cessare le ostilità tra le tribù. Nel frattempo, lo stregone Denn si ravvede, fa eliminare i tabù e riconosce che "la conoscenza, tutta la conoscenza è benefica". (torna su)

PREMIO INTERNAZIONALE "SANTA MARIA IN CASTELLO"

CITTA’ DI VECCHIANO – XIX EDIZIONE

Il Prof. Salvatore Tibaldi, Fondatore e Presidente del Premio, indice la XIX Edizione del Concorso Internazionale di Poesia, Narrativa, Saggistica e Arti Visive "Santa Maria in Castello" – Città di Vecchiano (PI). Ciò per un omaggio alla Città e alle sue tradizioni artistiche e culturali. Il Premio è costituito dalle seguenti sezioni: A) poesia edita in volume; B) poesia inedita per adulti; C) narrativa inedita per adulti: i racconti non devono superare 10.000 battute; D) saggistica: inviare un saggio edito, su un Autore, o una Corrente della Letteratura italiana o straniera, o su tematiche di carattere sociologico, filosofico, politico, storico, dai primi del ‘900 ai giorni nostri, in tre copie. Un'eventuale quarta copia andrà alla Biblioteca Comunale di Vecchiano. Indicare su foglio a parte nome, cognome, indirizzo, numero telefonico ed eventuale email; E) giovani: inviare una lirica max 30 versi, o un racconto max due cartelle dattiloscritte; E1) giovani: arti visive: per il regolamento e i premi vedere allegato; F) inviare un sonetto, dedicato alla Madonna di Castello.

Gli adulti possono partecipare alle Sezioni A, B, C, e D, pagando per ciascuna la quota di € 20.00, a parziale copertura delle spese organizzative, da inviare nel modo che il concorrente ritiene più opportuno oppure tramite bonifico bancario indicando beneficiario: TIBALDI Salvatore, IBAN: IT11N0312714001000000009020, causale: Partecipazione Premio S. Maria in Castello Città di Vecchiano, 2016. Intestare eventuali assegni a: Prof. Salvatore Tibaldi. Tutte le opere, ed il relativo contributo, dovranno pervenire non oltre il 20 dicembre 2015, al Prof. Salvatore TIBALDI, via Cesare Battisti, 4 56019 Vecchiano (PI). La premiazione avverrà in Vecchiano, in Aprile o Maggio 2016, nella duecentesca Chiesa di S. Alessandro. (torna su)

 

LA YBRIS DI GIOCARE A FARE DIO

L’uomo da sempre ha avuto la tentazione di voler giocare a fare Dio e la presunzione di poter creare la vita. È quanto emerge dalla notizia, apparsa nel numero di maggio 2014 della rivista "Nature" e rimbalzata sulle pagine del "Corriere della Sera" con il titolone L’uomo può costruire la vita. A questo annuncio roboante cosTaine.jpg (428206 byte)ì replica Umberto Fasol nell’articolo Creare la vita? Non scherziamo, pubblicato sul n.135 (luglio-agosto 2014) di "Il Timone": "È vita sintetica? No. È solo vita modificata, così come si fa quando si aggiunge una protesi al nostro corpo. La vita sintetica, se potesse essere realizzata (e non è possibile, come vedremo) sarebbe un'altra cosa: è una cellula (solo la cellula è vivente, non i suoi componenti) completamente costruita dall'uomo o creando dal nulla i suoi ingredienti, oppure assemblandoli dopo averli presi separatamente; esperimento fin ora ben lungi anche solo dall'immaginazione più fervida". Ma c’è un altro aspetto da non sottovalutare, essendo gravido di conseguenze nocive per non dire catastrofiche: "Infine, un'altra osservazione che, a mio parere, inficia in modo totale la possibilità di costruire una vita sintetica: le nuove coppie di cromosomi X-Y inserite in un nastro di DNA alterano tutto il messaggio, allo stesso modo con cui si altera una riga di questo scritto se vengono introdotte lettere indesiderate qua e là. Alcune mutazioni letali agiscono proprio in questo modo. Essendo il testo di un gene tutto compattato e a parole di tre lettere ciascuna, è chiaro che l'inserimento di una lettera non prevista in un qualunque punto del testo sfasa la lettura di tutte le parole successive al punto in cui è stata aggiunta. La lettura sfasata comporta la produzione di una proteina formata da amminoacidi non previsti; questa proteina non "funziona" e quindi o è inutile o è addirittura nociva".

Anche per problematiche di questo genere, la fantascienza non ha mancato di lanciare i suoi moniti, com’è evidente nel romanzo del matematico e scrittore scozzese Eric Temple Bell (in arte John Taine), intitolato L’uomo che visse nel futuro (Seeds of Life, 1931), in cui un mediocre tecnico di laboratorio, Nei Bork, dedito più ai piaceri dell’alcool che alla ricerca scientifica, viene investito, per una sua disattenzione, da una potente scarica di raggi X, che gli fa compiere un balzo in avanti di milioni di anni nella scala evolutiva. Diventato intelligentissimo e affascinante, con il nome di Miguel De Soto vuole far compiere lo stesso balzo a tutta l’umanità, convinto di guarirla da tutti i mali fisici e spirituali e di assicurarle la felicità. Ma non si possono alterare impunemente le leggi stabilite dal Creatore: "Sarebbe bastata soltanto una mezz'ora di distribuzione di energia coi nuovi mezzi di trasmissione senza fili, creati dalla P.T.C, per colpire in profondità e per sempre le cellule riproduttive di qualsiasi essere umano. Tutti i bambini concepiti dopo che gli apparecchi trasmittenti e riceventi della P.T.C, fossero stati messi in azione, sarebbero nati rettili: non serpenti, rettili simili a quelli presentati dal professor Wilkes al Congresso di Biologia, e le cui fotografie erano state riprodotte da tutti i giornali e film del mondo" (p.187). Il nostro eroe, così rapidamente com’era salito, ridiscende la scala dell’evoluzione, finendo divorato dal proprio figlio mostruoso, che, con l’impiego dei raggi cosmici, aveva fatto generare all’incolpevole moglie Alice. (torna su)

BASTABUGIE.it - Vogliamo pensare con la nostra testa senza i paraocchi imposti dalla cultura dominante! 

L'attendibilità scientifica di questo romanzo, giustamente e orgogliosamente rivendicata dal suo Autore, fa giustizia, a nostro parere, delle accuse che, specialmente in Italia, vengono lanciate contro l'uso didattico della science fiction, secondo cui il lettore che si nutre di questa letteratura "non aspira più alla onesta e solida ricerca scientifica, ma si crogiola nell'attesa della magica scoperta di qualcosa di eccezionale" (Dino Origlia). (leggi tutto)

A nostro parere, si tratta di un problema di natura politica. Dovendo vivere sotto la dittatura comunista, che aveva eletto lo scientismo positivista e ateo a religione di stato, non sentendosela di dissentire apertamente come aveva fatto il suo collega russo Evgeneij Zamjàtin con il romanzo Noi, Lem sceglie una terza via: quella di smantellare il potere conoscitivo della scienza e della ragione. (leggi tutto)
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