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Premio  Future Shock

Cattedre di fantascienza

FUTURE SHOCK

Pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza

Anno XXVIII-  ottobre 2016 - n.73 (nuova serie)

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Future Shock n.73

Editoriale

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LESTER DEL REY,  Il clandestino dell'astronave (Antonio Scacco)

DAMON KNIGHT, Fabbricanti di schiavi (Antonio Scacco)

JAMES MORROW, L'ultimo viaggio di Dio (Elettra Bianchi)

LESTER DEL REY, Il clandestino dell'astronave (Marooned on Mars, 1952), "I Romanzi di Urania" n.2, Mondadori, 1952, pp.134.

Lester del Rey non si è occupato soltanto di temi riguardanti la fantascienza di tipo avventuroso, ma anche di problemi concreti della nostra società così come appare in Incidente nucleare (Nerves, 1956), in cui al centro dell'attenzione dell'Autore è proprio la tanto attuale e dibattuta questione nucleare. Questa caratteristica, o alternanza di temi, è presente anche nella sua produzione letteraria dedicata ai ragazzi (i juveniles), formata all'incirca da una dozzina di romanzi di cui in Italia sono stati pubblicati soltanto sei, per lo più sotto l'etichetta di romanzi per adulti. Questo - che vinse il Boy's Award nello stesso anno in cui apparve - è il primo della serie.

Vi si narra la storia di Charles "Chuck" Svenson, un ragazzo piuttosto basso di statura, biondo e di età inferiore ai 18 anni, il quale vorrebbe partecipare alla missione esplorativa del pianeta Marte. Essendo stato escluso per la troppo giovane età, s'imbarca come clandestino sull'astronave Eros, che dovrebbe sbarcare gli esploratori sul suolo marziano. A metà viaggio, viene scoperto e, dopo le prime reazioni suscitate dalla sua inaspettata presenza, a Chuck viene concesso di partecipare a pieno titolo alla missione.

Dopo qualche ora la porta si aprì ed entrò il capitano Vance. Egli si sdraiò su una delle amache, e si legò con la cinghia di sicurezza.

- Mi hanno appena informato che tu sei venuto a bordo clandestinamente - disse a Chuck, con voce severa. - Naturalmente ho avvisato le autorità, ma ormai abbiamo passato il limite fin dove potrebbero venirti a prendere. Dato come stanno le cose, dovrai rimanere con noi. Sai che cosa significa, questo?

- Sì, signore. Significa che verrò anch'io su Marte.

- Significa che tutti noi dovremo privarci di un settimo dei rifornimenti di cibo che abbiamo a bordo, e anche di un settimo spazio a bordo, per far posto per te e darti da mangiare (p.36)

L'astronave, dopo alcune difficoltà provocate da meteore, giunge su Marte subendo danni piuttosto gravi durante l'atterraggio. Tuttavia., la missione DelRey1.jpg (57184 byte)esplorativa viene ugualmente portata avanti. Si scoprono edifici a un piano e una strana vegetazione, fatta di fili d'erba che sembra spago. Ma la scomparsa, durante l'esplorazione, di alcuni strumenti meccanici e degli alimenti induce a sospettare la presenza sul pianeta di esseri viventi. Sarà grazie ad un piano escogitato dal giovane Chuck che i terrestri contatteranno i Marziani ed avranno da loro gli aiuti per riparare l'astronave in avaria e far ritorno sulla Terra.

È chiaro il messaggio che Del Rey intende lanciare al giovane lettore: la vita non è facile e presenta molteplici difficoltà, ma non bisogna scoraggiarsi e, soprattutto, bisogna avere fiducia nelle proprie capacità e nel proprio spirito di iniziativa. Chuck, pur avendo subìto l'esperienza frustrante di venire escluso dalla missione esplorativa del pianeta Marte, tuttavia non si dà per vinto e, con la sua forza di volontà e con le sue conoscenze tecniche, riesce a farsi accettare a bordo dell'astronave Eros:

Chuck assentì, e prese il suo turno al lavoro, lasciando che Lew si riposasse. Per essere pilota su un razzo interplanetario, bisognava saper fare dei calcoli meglio di un ingegnere.

Erano già a più di metà strada e si avvicinavano sempre più a Marte. Il Sole sullo schermo appariva più piccolo. Chuck tirò fuori dai rottami una scatola fusa e la studiò accuratamente, confrontandola ai diagrammi. Sui disegni era figurata come una scatola forata, fra due sbarre parallele: una specie di condensatore coperto. Ma l'oggetto che Chuck teneva per le mani era molto più complicato di quello del diagramma (p.50).

A volte, la propensione a tracciare un quadro realistico della vicenda narrata, a dar risalto agli aspetti scientifici, a valorizzare le capacità pratiche piuttosto che quelle teoriche, spinge l'Autore a sottovalutare l'importanza che in un'impresa come quella spaziale possono avere gli elementi emotivi, romantici e ideali:

Quando era sulla Luna, l'idea di essere a bordo di un razzo interplanetario diretto a Marte gli era apparsa molto romantica. I pensieri d'un nuovo pianeta! Nei suoi sogni aveva trovato su Marte degli esseri viventi forniti d'intelligenza. Prima ancora di pensare alla spedizione e di far parte di essa, si era lambiccato il cervello sul come gli uomini potessero comunicare con altre razze intelligenti […]. Ma tutto ciò era molto differente dalla realtà. I suoi muscoli erano indolenziti dal lavoro pesante e preciso, la schiena gli doleva, la testa gli girava e a volte si sentiva come se fosse il più vecchio dell'equipaggio (p.52).

Ma in ogni creatura intelligente c'è sempre, come riflesso di Colui che l'ha creata, la propensione alla benevolenza, alla generosità, alla collaborazione. I Marziani non fanno eccezione, come riconosce il giovane Chuck al termine della vicenda:

- I Marziani non daranno fastidio, - disse Sokolsky, - se sapremo come comportarci... questa gente considera l'amicizia come la cosa più sacra.

Chuck assentì. Lo avevano già dimostrato. Dopo che Chuck aveva saldato il loro compressore si sentivano impegnati a rischiare la vita, se necessario, per lui o la sua gente, secondo le loro leggi. In avvenire sarebbe stata necessaria molta vigilanza per essere sicuri che solo la gente migliore dalla Terra venisse in contatto con loro (p.134).

Antonio Scacco

Tale racconto è considerato unanimemente anche il più bell’esempio di fantascienza "teologica". Boucher non nasconde la propria identità cattolica, e questo è un altro elemento di interesse in un mondo come quello della fantascienza americana, caratterizzato soprattutto da scrittori agnostici o scientisti. (leggi tutto)

In Italia, scrittori e critici di fantascienza hanno fatto a gara nel tessere gli elogi dell'ideologia di sinistra, arrivando persino ad annettersi la letteratura di fantascienza con la tesi che "la "science-fiction" è libertaria perché libera la fantasia". A parte il fatto che in America, patria della fantascienza, il marxismo non ha avuto l'eco che ha avuto in Europa e che gli scrittori americani di fantascienza sono per la maggior parte schierati ideologicamente a destra (leggi tutto)

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